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Elena e Marco. cap 2. le prime corna

By 24 Marzo 2024No Comments

Una mattina, che studiavo da lei, mi disse di farmi un giro in bagno e di leccare le mutandine di Sara, che erano viola. Rovistai tra la roba da lavare, praticamente impazzendo perchè potevo toccare tutti quegli indumenti sporchi, finchè le trovai, le mutandine viola. Lei mi raggiunse in bagno, chiuse la porta e mi fece abbassare i pantaloni prima di annusarle e leccarle. Cominciò a parlare.
‘Voglio che rimani così mentre ti parlo. Scopriti il glande. Bravo. Hai notato che ti faccio divertire molto con le cose delle altre ragazze? Credo che dovresti ricambiare. Cosa ne pensi?’
‘Sì hai ragione, ma tu non sei così feticista come me, quindi non saprei come..’
‘Non mi sottovalutare. Ricordi la promessa che mi hai fatto di essere sempre mio? La devi mantenere. Ora ti dirò delle cose che ti faranno male, ma avrai come premio di leccare le mutandine di Sara, dove ha poggiato la patatina tutta la notte.’
‘Ho paura’
‘Bene, volevo dirti che credo mi piaccia un ragazzo del corso, e che abbiamo chiacchierato ieri, e mangiato assieme. Ora capisco che tu debba essere geloso, ma io ti amo sempre. Ora per tranquillizzarti dai una leccatina dai, vedi come sono bagnate?’
‘Dai continua a dirmi quella cosa’
‘Vedi? Funziona farti leccare le mutandine di Sara. Credo di voler conoscerlo meglio questo ragazzo, e diciamolo fuori dai denti, credo di voler fare sesso con lui. Ma tu sarai sempre mio e staremo sempre assieme. Solo un po’ di sesso, capito? Ti viene da piangere? Però sei molto eccitato. Non te lo tocco o ti sbrodoli.’

Infatti ero molto eccitato e molto geloso. Li immaginavo a pranzo assieme. Li immaginavo baciarsi. E immaginavo la meraviglia della mia ragazza quando avesse toccato un pene migliore del mio. Quasi non mi interessavano le mutandine della Sara. Lei continuò:

‘sei sicuro che vuoi che te ne parli? mi sembri in difficoltà’
‘si voglio sapere tutto’
‘voglio toccare un pisello vero non quello da femminuccia che hai tu. Te lo dico subito così non ti nascondo niente. Poi ti racconterò tutto, prometto.
‘E mi lascerai!’
‘Nooo io ti amo. Non sarà una vera scopata ad allontanarmi da te. Poi non lo vorrò più’
‘che ne sai. Dopo la super scopata ti vorrà tutta per lui’
‘ma io amo te. Magari passerò qualche giorno con lui, ma poi sarò sempre indietro da te. Del resto non puoi negarmi un po’ di sesso’
‘come vuoi. Vedremo’
‘posso dimostrartelo subito che starò ancora con te dopo di lui’
‘come vuoi’
‘dai ora divertiamoci un po’. Lecca le mutandine di Sara.

Mentre leccavo mi disse che era certa che Sara prendesse la pillola e che avesse scopato con il suo ragazzo durante la notte. Così mi ritrovai con il pisello pulsante a leccare le mutandine sporche di Sara mentre la mia ragazza mi confessava che avrebbe dato il suo corpo a un altro ragazzo. Per un po’. Ma lei continuò a parlare

‘Ti piace eh leccare il risultato di una scopata. Ti piace la Sara. Il suo ragazzo ce l’ha anche lui piccolino. E’ andato via stamattina alle 4’00, lei si è rimessa le mutandine e si è fatta la doccia stamattina. Quindi saranno zuppe. Ma sono state ore a contatto col suo culetto e la sua patatina. Ti piace? Anche a me piace lei, e se accadesse, qualcosa ci farei. Immagini?’
‘Grazie’
‘Dai goditela, che poi soffrirai. Lecca tutto lo sperma del ragazzo di Sara, colato fuori dalla sua patatina. Aspetta non venire devo dirti un’altra cosa ora che sei eccitato’
‘Dai dimmela’
‘sei disposto a tutto pur di stare sempre con me?’
‘siii’
‘quelle mutandine sono le mie, e non stai leccando sperma uscito da Sara ma da me’

In quel frangente mi sono messo a piangere e il mio cazzetto è esploso in mille schizzi. Lei ridendo e baciandomi mi disse che scherzava, ma che voleva vedere la mia reazione, che del resto era inequivocabile. Mi sarebbe piaciuto essere tradito sebbene morissi di gelosia.

Ci accordammo per un pranzo. Io sarei stato appartato e li avrei osservati da lontano mangiare assieme. Ridevano e scherzavano. Poi lei mi cercò con lo sguardo mi fece l’occhiolino, si avvicinò alle labbra di lui e gli diede un bacetto. Ero gelosissimo ma il mio pisellino era durissimo. Lui ricambiò il bacio e proseguirono così per un po’ fino a staccarsi per alzarsi. Dopo poco li vidi limonare appartati e toccarsi. Non ci potevo credere che la sua lingua, che era solita farsi baciare da me, stesse strofinandosi con la lingua di un altro.
Mi raccontò poi che non erano andati oltre. Si erano solo toccati. Aveva sentito attraverso i pantaloni il suo coso, secondo lei di notevoli dimensioni. Lo aveva già detto alle sue compagne, così potevano guardarmi con commiserazione. Per suo ordine dovevo pensarci, farci caso, quando sotto sotto mi prendevano in giro. Era eccitante anche questo.

La sera che lo portò in appartamento, uscimmo assieme dal suo appartamento, ma poi ci separammo subito. Poco prima, nel suo letto, mi era salita sopra e mi aveva riempito la faccia di sputi affinché sentissi sempre il suo odore. Mi aveva fatto indossare le sue mutandine per umiliarmi un po’ e affinché le tenessi su fino al suo ritorno. Mi voleva sempre eccitato quella sera, a saperla con un altro. Mi scrisse spesso, messaggini:

‘Siamo andati al pub’
‘Ora siamo usciti, un po’ brilli. tu stai bene? Sei geloso? Ti voglio molto geloso. Non toccarti, ti voglio eccitato. Rispondimi’
‘Stiamo tornando al mio appartamento. Gli ho toccato il cazzo in macchina. E’ gigante. Geloso? Rispondimi’
‘Sì sono geloso’
‘Sono in bagno a casa. Tutto bene. Me la sto lavando. Ti mando una foto della tua patatina, giusto prima che sia sua per un po’. Non toccarti che sbrodoli femminuccia. Ti penso sempre. Sono tua. Ora per un po’ non ti scrivo. Tienti pronto però. Lo mando via alle 4 con la scusa che arriveranno le mie compagne. Tu preparati che devi venire da me subito dopo, così ti racconto tutto nei particolari. Aspetta dietro l’angolo che voglio che vedi andare via. Mi eccita ingelosirti. Ti Amo. A dopo. Ah rispondimi. Augurami di divertirmi. Se non lo fai non ti racconto niente.’
‘Grazie amore. Ti aspetto. Divertiti come meriti’

Mi appostai dietro l’angolo e lo vidi andare via. Ero eccitato. Non mi ero toccato quella sera per poter sopportare il racconto della sua avventura. Mi accolse quasi nuda. solo una felpa che le copriva appena le mutandine. Mi baciò subito con la lingua abbracciandomi, dicendomi che non si era lavata, perchè mi voleva vedere subito e voleva che la trovassi così, usata.
Mi fece spogliare, ma mantenendo le sue mutandine addosso che comunque mi coprivano il cosino semiduro. Ci stendemmo e cominciò a raccontare tutto, tenendomi eccitato con bacetti, leccatine e toccatine. Come da copione glielo aveva preso in bocca per un po’ poi si erano spogliati nudi e via dicendo fino a completare l’opera con una scopata. Lei aveva voluto stare sopra per godersela di più. Con me non c’era verso, venivo immediatamente sentendo il suo peso e i suoi movimenti, sentendo il comando in mano sua. Lui invece la fece divertire a lungo. Insisteva nel raccontarmi questo, provocando la mia invidia. Si mise a cavalcioni su di me per dirmi quanto aveva goduto con l’altro. Per farsi perdonare cominciò a leccarmi la faccia, sapeva di farmi impazzire. Poi si infilò dentro il mio pisellino, ma stette ferma per non farmi venire subito. Mi disse che avevano usato il preservativo, taglia XL, e che lui se l’era infilato facilmente senza sbrodolare come me. Era quasi il doppio del mio secondo lei, sia di lunghezza che di diametro. Poi mi chiese come l’avrei presa se invece l’avesse riempita. io non avevo parole perchè ero eccitato e temevo si muovesse e mi facesse venire subito. Ecco le poche battute:
‘E se lo avessi lasciato venire dentro di me? ti saresti ingelosito di più??
‘Sì molto’
‘Mi avresti ripulito?’
‘Non credo’
‘E se ti avessi obbligato a farlo?’
‘Sai che mi piace che mi sottometti’
‘E lo farò sempre. Contento?’
‘Sì non abbandonarmi mai’
‘Però dovrai sempre obbedirmi. Sarò io il pezzo forte di casa, tu dipenderai da me. Sei femminista no? Bene. Avrò io gli amanti. Avrò un lavoro migliore del tuo, carriera. Ti manterrò. Ti darò i soldi per i vestiti. Se sarò ricca, sarai il casalingo. Hahaha. Ma starò sempre con te, finchè mi obbedirai’
‘Prometti’
‘Prometti tu che mi obbedirai’
‘Prometto’
‘Bene. Mettiamoti subito alla prova. Ora lasciati fare tutto quello che voglio. Cerca di non sbrodolare femminuccia’

Aprì il cassetto del comodino e prese qualcosa. Era sempre a cavalcioni su di me, il suo viso sopra il mio. Il seno abbondante e sodo mi sovrastava. La vidi trafficare con un preservativo annodato, taglia XL, srotolato. Mentre cercava di allentare il nodo, il condom oscillava verso la mia faccia per tutta la sua lunghezza, pendendo ovviamente dalla parte del serbatoio pieno. Lei lo alzava e lo abbassava così da appoggiarlo sul mi viso, sotto il naso. Sentivo l’odore del silicone e della sua patata. Mi disse di leccarlo, leccare la superficie che l’aveva scopata. Mi disse di chiudere gli occhi. Mi sentii colare il liquido sul viso. Freddo. Era lo sperma del suo amante, di un altro maschio. Lo svuotò con due dita, fino all’ultima goccia. Non ero ancora venuto quindi riuscivo a trovare eccitante il suo gioco. Le ultime gocce mi finirono sulle labbra. Con la sua mano delicata lo spinse tra le mie labbra e ne sentii il sapore. Sempre con la sua mano me lo spalmò tutto in viso, soprattutto attorno la bocca e sotto il naso. Poi con le mani giocò ancora con il preservativo per capovolgerlo. Me lo appoggio tra le labbra e mi disse di aprire la bocca. Ero in trans, in suo completo potere. Mi disse che stava godendo, con il mio pisellino potevo sentire la sua fica caldissima e umidissima. Si abbassò come per baciarmi, e soffio nel condom, che si gonfiò dentro la mia bocca. Io pensavo che quel coso era imbrattato di sperma ed era nella mia bocca. Lei prese a muovere il bacino e il mio cosino esplose dentro di lei, mentre lei mi diceva di godere, chiamandomi femminuccia.
Non ebbi il permesso di lavarmi la faccia. Alle 8’00 di mattina, quando uscimmo dal bagno, lei lavata, io imbrattato, le sue compagne erano già arrivate e stavano preparandosi per una colazione. Quando ci salutarono, Sara mi fece notare che ero rimasto sporco di dentifricio di fianco alla bocca. Elena mi pulì con una leccata.

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FantaCSSFF

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