Dolce è l’incanto
del tuo piede che indugia,
sospeso sul mio viso,
nell’attesa mi tortura
e il mio respiro seduce.
Mi osservi e ridi,
godi del desiderio
che al suolo m’inchioda
e sul mio corpo,
giochi e ti diverti.
Strofini i piedi,
con passi decisi lo calchi,
sulla mia pelle
lasci il tuo sapore,
il profumo delicato
delle tue piante
che solcano il fremito
delle mie membra.
Pieno di te,
gioisco del piacere di esser tuo
di essere dei tuoi piedi
l’ameno e insolito sollazzo,
di essere lo schiavo docile,
mutato in morbido tappeto
per compiacer le tue curiose voglie
E così io attendo,
in muta preghiera,
sotto i tuoi piedi immobile,
nella brama di adorarti
e sentire i tuoi piedi
che scivolano nella mia bocca.



Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…
Ciao Ruben, ho delle novità importanti da dirti, ma nn riesco più a mandarti email... scrivimi tu per favore a…