Una coppia con il marito bisex seduce un giovane per farne il loro partner.
– In treno lei mi guadava intensamente – disse la donna mentre si avviavano al sottopassaggio.
– Non volevo essere importuno, mi scusi.
– Non scusarti. Le donne sono vanitose ed a me piace essere guardata. Forse ti ho anche incoraggiato.
– Beh, lei è un tipo di donna che fa nascere desideri.
– Dire questo ad una cinquantenne comporta degli obblighi.
– E allora mi dia modo di sdebitarmi.
– Vorrei un caffè, andiamo a sederci al bar e ne parliamo.
Al tavolino del bar.
– Così tu, che sei giovane e bello ti lasci affascinare dalle cosce di una cinquantenne?
– Vi sono circostanze che non tengono conto delle differenze di età.
– Vuoi dire che mi porteresti in un letto?
– Si, col suo consenso.
– Poniamo che il mio consenso sia adesso. Che faresti?
– Porterei i nostri bagagli a deposito bagagli e la porterei nell’albergo di fronte alla Stazione.
– Sei deciso e mi piace. Facciamolo.
Fu un combattimento che durò un intero pomeriggio, fino a sfinirsi. Quella donna non aveva nessuna inibizione e nessun pudore o timidezza.
– Remo, chiamami domattina. Voglio farlo di nuovo. Sei formidabile e sfrontato in queste cose.
– Domani lavoro, Nora, ma ti chiamo per sentirti, tu hi hai lasciato il segno.
– Beh, anche tu in quanto a libidini e giochi d’amore non scherzi. Difficilmente un ragazzo così giovane comprende certe cose e le esigenze di una donna. E poi non ti perdono il morso sul capezzolo. Il dolore continua ad eccitarmi.
Si rividero due giorni dopo, sabato pomeriggio e fu ancora più intenso della prima volta. Mentre stavano sul letto a ritemprarsi lei gli disse:
– Sai, Remo, l’ho raccontato a mio marino; il racconto gli è piaciuto molto.
– Nessuna gelosia?
– Ma no. Noi siamo complici nel sesso e poi lui vorrebbe conoscerti. I ragazzi gli interessano molto. Tu sei tradizionalista col sesso?
– Perché me lo chiedi?
– Perché se fai amicizia con lui, faremmo un bellissimo trio. Ma, vedi, lui coi ragazzi vuole essere posseduto e vuole anche possederli.
– Nora, devo pensarci. Non voglio perderti, ma sono in imbarazzo; io non vado con gli uomini.
– E fai un errore, è bello anche quello. Pensaci e fammelo sapere.
La chiamò due giorni dopo.
– Ciao, bello. Vediamoci domani sera, da me.
– A casa tua?
– Si. Non temere, nessun problema. Dovrai solo accettare uno spettatore, ma la cosa è più eccitante. Starà nell’altra stanza, ci vedrà attraverso un specchio. Dai, vieni.
Quella stanza aveva uni specchio enorme che impegnava tutta una parete. Nora si era tolta il reggiseno lo spingeva a spogliarsi. Le mise il cazzo in mezzo alle cosce elei gli sussurrò:
– Vicino allo specchio. Facciamoci vedere bene da lui. Fagli vedere il tuo cazzo, lo farai felice.
Stavano in piedi davanti a quello specchio mentre lui le passava il cazzo in mezzo alle cosce, tra le labbra della fica e lei gli si spingeva contro per sentirlo di più. Il fatto di sapere che dietro quello specchio vi era qualcuno che li guardava, dopo l’imbarazzo cominciò a trasmettergli una strana eccitazione.
– Sono affamata – disse Nora – Chiavami adesso, di forza, fammi sentire sfondata.
La fece inginocchiare davanti allo specchio e la penetro da dietro. Vedeva riflessi i loro corpo ed il movimento del suo cazzo che la donna assecondava spingendosi contro.
– Devi venirmi dentro, voglio sentirti godere nel mio corpo.- disse lei – Mi eccita sapere che lui ci guarda.
Lei venne gemendo, ansimando mentre si spingeva con forza contro il cazzo e lui le venne dentro, spingendolo più che poteva.
Gli accadde alla cassa di un bar; un uomo fece un cenno alla cassiera e questa gli disse:
– E’ già tutto pagato.
– Chi ha pagato al mio posto?
– Il Signore che è dietro di lei, il Dott. Apriano.
Lui si girò e vide quell’uomo altro, robusto, biondiccio, dal viso simpatico.
– A che devo la sua cortesia? – disse Remo
– Sediamoci e te lo spiego.
– Ti chiami Remo, vero? Sono il marito di Nora, ho un debito con te. L’altro giorno mi avete data una emozione fortissima a vedervi. Non l’avevo mai vista godere in quel modo. Mi chiamo Giovanni e puoi darmi del tu, senza problemi.
– Eri tu dietro lo specchio?
– Si. Tu devi piacerle molto davvero, ma sai che piaci molto anche a me?
– Cosa vuole da me?
– Vorrei che tu restassi insieme a Nora ed a me. Noi tre insieme potremmo vivere molte cose.
– Tu cosa vorresti vivere?
– Ascoltami, io sono bisex, Nora lo sa, lo accetta ed è la mia complice. Hai mai avuto una esperienza del genere? Vivere insieme, nello stesso momento, l’amore uomo-donna e l’amore uomo-uomo?
– Non so niente dell’amore uomo-uomo.
– Vedi, è affascinante quando lo si conosce. Ma bisogna essere disposti a fare tutto, senza limiti. Lo devi conoscere poco per volta, come è successo a me. Se tu accettassi di provare vedresti che poi non vorresti più rinunciarvi. Che ne dici, Remo: vuoi fare questa esperienza?
– Con te?
– Con me e Nora, insieme, in tre.
– Giovanni, adesso non so risponderti, anche se mi è piaciuto che tu fossi lì a guardarci. Devo pensare e capire cosa mi stai chiedendo.
– Si, Remo, amore. So tutto; gli ho chiesto io di parlarti. Ci farai felici se accetti, ma lo sarai anche tu ed avrai molti vantaggi materiali.
– Che vuoi dire?
– Controlla il tuo conto corrente. Ho copiato i tuoi dati e ti ho mandato un piccolo regalo.
– Stamattina stavo diventando scemo a capire da dove venissero quei 20 000 euro che mi sono ritrovati in più. Mai avuti tanti soldi.
– Ne avrai tutti quelli che vuoi ,se sarai tu il nostro partner. Ma devi accontentare Giovanni; lasciagli fare quello che vuole farsi fare e farti.
– Lui vuole farsi fare e farmi?
– Si, e vedrai che ti piacerà molto fartelo fare. Remo, impara anche questo amore ed avrai sesso senza confini.
– Facendomi sverginare?
– Da, Remo, metti via queste inibizioni; sapessi come è bello farselo fare! Io lo adoro.
Lui e Nora stavano in quella grande stanza dello specchio. Stavano a baciarsi ed a toccarsi.
– Che ne dici, Remo? Facciamo un gioco? Dicono che fare l’amore bendati aumenta le sensazioni.
– Se proprio vuoi.. a che serve questo gioco?
– Ad aiutarti a superare le tue inibizioni. Tu fai quello che ti dico e vedrai che ti piacerà. Ma sentiti disinibito, libero di seguire qualche tuo eventuale desiderio, senza imbarazzo. Dai, coraggio, è solo un gioco di sesso.
Nel buio totale, Remo conosceva le nuove sensazioni che gli dava Nora. Sentiva ka sua lingua strusciagli sui capezzoli a lungo prima dei succhiotti; la sua mano delicata che lo carezzava sul glande, il contatto con il suo corpo nudo; Nora aveva ragione, il buio esaltava le sensazioni, acuiva i desideri, richiamava nel corpo e sulla pelle desideri nuovi.
– Lasciati andare al piacere – gli disse Nora – e vivi tutto quello che voglio farti vivere
Era davvero all’apice del desiderio quando Nora prese la sua mano e gli fece toccare qualcosa. Remo si accorse che era carne dura, un pene, quello di Giovanni.
– Nora, ma…..
– Toccalo, ti darà una sensazione; cominci a provare piacere a toccarlo, vero?
– Non lo so, per me è nuovo.
– Trattalo come fosse il tuo, avanti, muovi la mano come la muovo io sul tuo, insieme. Ti sta dando piacere averlo in mano, lo sento. Avanti, masturbalo un po’. Lui ha un cazzo bellissimo, molto grosso.
Nora vide che Remo continuava a masturbare Giovanni e gli sussurrò:
– Vuoi vederlo? Ti dà più piacere se lo vedi mentre glielo fai. Vedi, piccolo, tu non hai avuto una caduta di erezione a toccarlo; forse era nei tuoi desideri profondi che neppure tu conosci.
Gli tolse la benda e Remo vide quanto fosse vicino al suo viso. Era confuso dalla novità di quella situazione ma si accorse che non aveva repulsione a fare quelle cose, era attratto dalla trasgressione. E mentre lui glielo faceva Nora si avvicinò e prese in il glande in bocca il glande del marito. Lo leccò e lo succhiò un poco, poi prese nella mano il viso di Remo e lo forzò a baciarsi in bocca.
– Ecco, Remo, un bacio col sapore del suo cazzo. Non è affascinante? Aspetta, lo faccio ancora e tu succhia la mia saliva. Ancora, facciamolo ancora finché non ti viene il desiderio di farlo tu stesso.
– Tu vuoi questo?
– Si, voglio vederti col suo cazzo in bocca. Sapessi come è bello sentirlo in bocca.
Nora lo fece di nuovo, più intensamente e sentì che Remo succhiava la sua saliva col sapore del cazzo di Giovanni; allora cominciò a spingerlo lievemente con le testa verso il cazzo di Giovanni, forte.
– Dai, Remo,– gli disse – ci sei quasi, é vicino alle tue labbra. Apri la bocca ! Aprila e prova che bella sensazione è averlo in bocca. Aprila, coraggio.
– Giovanni, allora?
– Sei stata brava, Nora, davvero.
– Ma cosa vuoi fare?
– Quel ragazzo mi piace troppo. Devo averlo, devo possederlo.
– Ho paura che se lo fai, io perderò qualcosa. Lo voglio anch’io, chiava come un dio, l’hai visto.
– No. Non l’hai perso con me, neppure adesso; eppure mi faccio possedere da uomini spesso. Vedi io penso che sarà così anche per lui. Ma tu devi continuare ad aiutarmi. Quando ti scoperà penetrato allora sarà nostro completamente. Quanto tempo ci vorrà?
– Molto poco, credo. E’ rimasto eccitato anche quando glielo hai messo in bocca. Non era ancora pronto a finirti il pompino ma lo ha fatto e senza perdere l’erezione. Ha scoperto che gli piace farlo, ma deve convincersi completamente. Ci sta arrivando, ci penserà per tutto il tempo in cui non lo faremo di nuovo.
– Nora, tu continua a coltivarlo, ad eccitare la sua fantasia su di te e su dove lo stai portando. Quando gli avrò sverginato il culo, allora sarà nostro completamente.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…