Sognerò chiome di donna,
su morbide forme d’argento,
nude e preziose,
svelate da un manto di mani
ardenti,
gemme rare,
custodite da uno scrigno
di corpi.
Ah, languide chiome fluenti,
languide chiome di perla,
fili d’oro zecchino
su schiene d’avorio,
come un manto
di lusinghe,
tessuto per placare
la tempesta dei sensi.
Nastri aulenti
come pensieri bagnati
in un mare di mirra,
labbra bollenti
vi adornano,
sono le rose proibite
del sogno.
Bugie di passione
vi accompagneranno
nel profumo della notte,
promesse di eternità
vi risveglieranno nell’aurora.
Oh, che felicità,
fatta di chiome scarlatte,
non ne avevo mai viste tante,
sotto le luci stellate
della città scintillante.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…