Ho visto i cieli dell’inverno.
Faceva tanto, tanto freddo.
Un fanciullo coglie un fiore,
lo regala ad un soldato,
quel gigante armato
che fa paura agli occhi suoi.
Ho visto i cieli dell’inverno,
i cieli dell’inverno,
dell’inverno, dell’inverno’
Hanno sparato al cielo terso,
che ora piange
un pianto di neve,
sulle torri tristi e le case,
distrutte’
Distrutte!
Suona la campana grande,
allerta,
s’ode la voce tremenda
delle mitragliatrici,
che parlano di morte.
Una ninfa
vaga sulle rovine fumanti,
dopo la battaglia,
le lunghe chiome adorne di diamanti,
gli occhi dolci, come cristalli,
le mani che accarezzano
il vento.
Ho visto i cieli dell’inverno,
tutt’intorno era deserto,
don, don, don, don’
Lacrime di donna
bagnano la terra,
troppo triste per rifiorire da una morte.
Ho visto i cieli dell’inverno,
faceva tanto, tanto freddo,
forse, per l’eterno.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…