Pallide,
dolci,
scialbe
palpebre,
malinconiche come un sospiro dopo la notte,
rapite dalle gioie di Morfeo,
inebriate dall’estasi delle donne,
sbattute tanto, tanto forte,
mille, mille volte,
sempre accarezzate e colme
di lacrime e desideri folli.
Pallide,
dolci,
scialbe
forme,
che corsero mille e mille miglia
nella tempesta,
verso la casa di campagna triste
dove lei gli disse addio
prima dell’ultima partenza.
Hanno abbattuto l’ippocastano più vecchio
del bosco,
sul suo tronco erano incisi
i nomi dei due amanti.
Ah, pensieri ardenti,
bagnati di pioggia,
che volate agli incanti di nuvole languide
come il volto di una donna!
Vorrei soltanto essere
quelle
pallide,
dolci,
scialbe,
madide,
tenere,
candide
palpebre’
E nulla più.



Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti
Sempre più forte il desiderio di lasciarsi andare alla lussuria, bel racconto
Ti ho scritto. Sapere che il racconto ti abbia tenuto col fiato sospeso e che il finale ti abbia colpito…
Complimenti, un racconto scritto in un modo eccezionale, che lascia col fiato sospeso...e che travolge con un ottimo plot twist…