Pallide,
dolci,
scialbe
palpebre,
malinconiche come un sospiro dopo la notte,
rapite dalle gioie di Morfeo,
inebriate dall’estasi delle donne,
sbattute tanto, tanto forte,
mille, mille volte,
sempre accarezzate e colme
di lacrime e desideri folli.
Pallide,
dolci,
scialbe
forme,
che corsero mille e mille miglia
nella tempesta,
verso la casa di campagna triste
dove lei gli disse addio
prima dell’ultima partenza.
Hanno abbattuto l’ippocastano più vecchio
del bosco,
sul suo tronco erano incisi
i nomi dei due amanti.
Ah, pensieri ardenti,
bagnati di pioggia,
che volate agli incanti di nuvole languide
come il volto di una donna!
Vorrei soltanto essere
quelle
pallide,
dolci,
scialbe,
madide,
tenere,
candide
palpebre’
E nulla più.



Hai ragione, ma la storia è stata presentata così perché è stato soprattutto lui a confidarmi le loro esperienze, con…
È così, alla fine si capisce quanto hanno influito i rapporti incestuosi della famiglia in come è diventata Laura, la…
E mano male che la signora la volta precedente diceva che era il marito che aveva voluto… Che famiglia…
Beh a me non dispiacerebbe invece il racconto da parte di Laura. Ormai da parte di lui è diventato ripetitivo.…
Ti ringrazio per il bel commento. In realtà la storia è basata sulla lunga confidenza di una coppia di sottomessi,…