Non dimenticherò mai i tristi faggi,
e i loro rami spogli,
immobili statue scolpite
dal vento, malato d’autunno.
Oh, visione!
Un uomo e una donna,
camminavano nel vento’
Una voce pareva chiamarli,
un orfano perduto, che piangeva.
Ma nessuno rispose, nessuno!
Perché quella voce
veniva dalle tombe.
Perché le lacrime
Toccavano un bel viso.
‘Oh, sorella mia, mi sazi degli ardenti tuoi baci?
Come una volta’ Mia povera stella, perché piangi?
Rispondi”
E tutto morì nel silenzio dei faggi.
C’erano un uomo e una donna,
il vento,
e tante voci, di silenzio.



grazie
Ciao Giulia, Pubblicherai anche i prossimi capitoli? La storia è interessante e mi piacerebbe vedere come si sviluppa.
Grazie mille!
Ottimo come sempre, egregio!
continua???? bello sto racconto