Padrone,
sono il tuo fiore delicato,
fiore dai petali neri,
come hai detto tu.
Accarezzami piano,
puoi striare di rosso i miei petali
passandoci sopra uno spillo,
puoi infilzare il mio stelo
come fossi una falena.
Baciami dolcemente,
le mie labbra sanno di nettare dolcissimo
quasi quanto il tuo, mio Padrone.
Strappami dalla terra
e tienimi in vita con l’acqua tua
che tanto adoro;
calpestami, se vuoi,
ma sempre dalle tue mani risorgerò,
per darmi a te,
devota come un fiore al vento.
Tocca i miei petali vellutati,
neri come le nostre notti,
tu il mio vento,
io il fiore che muovi.
Padrone adorato,
il mio cuore pulsa solo per te,
baciami tutta,
le mie spine non ti faranno mai del male,
la pioggia d’autunno
non fermerà il mio crescere per te,
le bufere invernali
non seppelliranno il mio fiero levarsi
al tuo cospetto.
Sono il fiore tuo nero,
tua schiava,
tua donna.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..