Vivrò due mani di velluto,
senz’ali,
con cui volare il sogno.
Vivrò un mio caro istante,
fatto per il niente,
con cui sperare ancora.
Vivrò le coste rocciose e alte,
che appaiono nell’immenso,
a chi per primo si abbandona
alle gioie dei tuoi abbracci.
Vivrò le tue lusinghe,
le tue lacrime di piacere,
che soavemente toccano
le tue forme di cielo,
dove volavo un giorno.
Presto anche tu farai ritorno.



Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…
Ciao Ruben, ho delle novità importanti da dirti, ma nn riesco più a mandarti email... scrivimi tu per favore a…