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Sara non era più solo una collaboratrice a chiamata nel bar di Tommy ma era diventata una dipendente la cui presenza era ormai indispensabile: il cambio di contratto non era dovuto alla serata piccante passata insieme ma a un effettivo bisogno di aiuto da parte di Tommy. Era arrivata l’estate e in quella città d’arte che si stava riempiendo di turisti i clienti fioccavano. Essere in due inoltre, consentiva a entrambi i baristi di prendere una boccata di ossigeno e di andare a riposarsi a casa a turno negli orari in cui non c’erano frotte di clienti. Col benestare di Tommy anche Sara usufruiva della stanzetta sul retro per cambiarsi, lavarsi o fermarsi a dormire quando proprio la serata era stata pesante e non aveva voglia di tornare a casa. Quella sera Tommy e Sara avevano organizzato un’apericena per festeggiare il ritorno in squadra della ragazza: l’infortunio che la aveva tenuta lontana dal volley era ormai alle spalle e aveva anche fatto qualche allenamento insieme alle sue compagne, senza forzare troppo i tempi. Tommy le aveva proposto di festeggiare insieme alle altre giocatrici, allo staff tecnico e alla dirigenza il suo rientro lì. E la società aveva accettato volentieri di partecipare a quella festosa apericena: Sara però aveva insistito per lavorare, nonostante Tommy le avesse detto che poteva procurarsi un’altra persona per quella sera mentre lei avrebbe potuto godersi la festa in suo onore. Sara fece la staffetta tra il servire le sue compagne e sedersi poi a tavola con loro. Quella sera avevano riservato il locale solo per la società di Sara, ma una rosa di quindici giocatrici, coach e vice, preparatore atletico, presidente, dirigenti e collaboratori vari avevano riempito il bar e reso la serata davvero impegnativa, anche per Sara nonostante Tommy si facesse in quattro per darle meno noie possibili. A un certo punto Sara stupì il suo capo perch&egrave lo chiamo in mezzo alle sue compagne e mettendosi in piedi di fianco a lui fece un discorso solenne:
” Ragazze, grazie davvero per questa serata ma consentitemi un ringraziamento speciale al mio capo, che ha insistito per organizzarla “. E detto questo lo baciò intensamente sulle labbra: le ragazze applaudirono mentre Tommy rimase pietrificato da quell’inatteso contatto ma poi una volta schiodata Sara dalla sua bocca decise di superare l’imbarazzo con l’ironia:
” Se i ringraziamenti sono questi-proclamò- organizziamo una festa per Sara anche settimana prossima”.
Tutte risero e poi Sara, come se niente fosse, tornò al lavoro. Una volta svuotato il locale, verso mezzanotte, Tommy e Sara cominciarono a rimettere tutto in ordine. Quando fu tutto a posto, si smezzarono una birretta seduti a un tavolino.
” Che stanchezza- esclamà Sara mentre beveva. Comunque &egrave stato davvero bello. Grazie Tommy,!”.
” Ti sei meritata la serata, Sara” rispose il ragazzo. Comunque hai ragione, sono stanco anch’io. Credo che dormirò qui stasera, non mi va di prendere la macchina”.” ” Sai Tommy che avevo la stessa intenzione?
Il barman rimase un poco in silenzio e poi interrogò la ragazza:
” Credi che sarebbe scandoloso se capo e dipendente dormissero insieme?”
” Se fossimo solo capo e dipendente sì, ma io e te siamo anche amici, no? Quindi direi che possiamo dormire tranquillamente insieme”.
I due finirono la birra e poi si portarono nella solita stanzetta sul retro. Appena entrati Sara ricordò a Tommy una cosa pratica:
” Non ho cambiato le lenzuola dall’ultima volta”.
” Ma chi se ne frega Sara, non mi fai schifo…”
” Ok. Ti scoccia se faccio la doccia prima io?”.
” No no. Anzi, mentre ti lavi mi riposo un po’ sul letto”.
Mentre Sara faceva la doccia, un tuono deflagrò sulla città: un temporale estivo era imminente e presto il rumore delle gocce d’acqua dal cielo si mescolò a quello del getto d’acqua calda della doccia che stava rinfrescando Sara. .
Quando Sara uscì dal bagno, la sua visione risvegliò Tommy dal torpore in cui stava cadendo:
” Sara, cazzo!” le urlò Tommy
” Che c’&egrave?” chiese lei mentre si avvicinava alla cassettiera per prendere alcuni indumenti.
” C’&egrave che sei completamente nuda!”
” Mica potevo far la doccia vestita”.
” Ho capito, potevi uscire in accappatoio”.
Sara si strinse nelle spalle, mentre indossava, mandando in estasi coi suoi movimenti, un paio di slip e un reggiseno di cotone: ” Non &egrave mica la prima volta che mi vedi nuda”.
” La seconda- sottolineò Tommy”.
” E ci dovrà essere per forza anche una terza se hai intenzione di mantenere fede a ciò che mi hai promesso quando mi hai visto nuda la prima volta”.
” Mantengo sempre le promesse io”.
” Bene, flla a fare la doccia che poi ne parliamo”.
Mentre la doccia bollente rinfrancava il corpo di Tommy, la sua mente era rivolto a quello che sarebbe successo una volta uscito dal bagno. Sara non era una di quelle che parlava parlava e poi sul più bello si tirava indietro e Tommy sapeva che, poco o tanto, qualcosa con lei sarebbe successo. E a testimoniare che la cosa non gli dispiaceva affatto c’era la durezza marmorea del suo cazzo che aveva cominciato a segnare costantemente mezzogiorno. Tommy però, più pudico di Sara, uscì indossando un paio di boxer attillati che comunque non nascondevano affatto il suo stato d’animo. Quando uscì dal bagno si bloccò vedendo Sara sdraiata in mutandine e reggiseno di cotone nero, con le braccia dietro la testa e le gambe accavvallate. In quel momento dalla sua testa uscì il ruolo del capo e subentrò quello del ragazzo arrapato dalla giovane collega. Non pot&egrave esimersi da un complimento: ” Così sei una delizia, Sara!” .
Sara sorrise e protese le braccia verso di lui, come a chiedergli di stringersi . Tommy non si fece pregare e gettandosi sul letto non solo strinse Sara ma la baciò ardentemente mescolando la propria lingua con la sua per poi scendere con le labbra sul collo e sul seno mentre con le mani le carezzava i fianchi e i glutei .
” Mmmm… che capo affettuoso!” ridacchiò Sara.
” E se stasera- propose Tommy- dimenticassimo il ruolo del capo e della dipendente e assumessimo solo quello di amici?
“Gli amici- chiese Sara ironicamente – si rotolano mezzi nudi in un letto e limonano tra di loro?”.
” Non solo- rispose Tommy mentre, garbatamente toglieva gli slip a una lasciva Sara- Gli amici leccano pure la passera delle amiche se lo hanno promesso”.
Sara a quel punto tacque mentre Tommy gettava per terra le sue mutandine. Il ragazzo poi le allargò le gambe con dolcezza e infilò il suo muso tra le robuste cosce della giocatrice. Sara era estasiata al solo pensiero che Tommy ripetesse quell’eccezionale leccata che le aveva riservato come premio per le sue abilità di segaiola non troppo tempo addietro. L’eccitazione le sgorgava fluida e abbondante tra le cosce e appena Tommy infilò la sua lingua in quel fiume rigoglioso di umori Sarà quasi urlò: le piaceva davvero tanto essere leccata lì in mezzo e i suoi fluidi cominciarono a sgorgare ancora più rigogliosi mentre Tommy alternava movimenti di lingua più superficiali ad altri più profondi, facendo sospirare, impazzire e gemere ripetutamente Sara, che a un certo punto mise le mani contro la testa di Tommy e spingeva sempre di più verso il suo sesso. Quell’attimo di dominazione durò poco perch&egrave il suo lungo ” sììì” ” fu testimone che l’orgasmo era arrivato, distruggente e inebriante. Tommy capì e smise, accoccolandosi con la testa sulle tette di Sara ancora coperte dal reggiseno. Per Sara fu spontaneo accarezzare allora i capelli di Tommy e sussurargli ” Grazie”.
Dopo un attimo di imbarazzante silenzio, Sara fece una domanda a Tommy:
” Posso ringraziarti in qualche modo per quello che mi hai fatto provare? Lo so che il modo più giusto sarebbe ricambiare con del sesso orale da parte mia ma ti avevo già confessato che io non ho mai fatto pompini in vita mia. Non so nemmeno se sono capace”.
” Tutto sta nel cominciare…non ti credere che io sia espertissimo nel sesso orale. Mi avete detto tutte che sono bravo con la lingua ma io a parte a te un paio di volte e una volta a Laura, l’ho leccata solo alla mia ex. E’ vero che siamo stati insieme un paio di anni e quindi un po’ di volte &egrave successo ma questo per dirti che non ho tutta questa esperienza di figa

Sara stava per rispondere quando il bagliore di una folgore e il conseguente fragoroso tuono la fecero sobbalzare: con un gesto spontaneo si strinse di più a Tommy che dolcemente aveva preso ad accarezzarla. Passato lo spavento, fu Sara ad accoccolarsi sul petto del ragazzo che a quel punto le domando:
” Ma se non pensavi a un pompino come ringraziamento, a che pensavi?”.
” Ma non lo so, magari a una sega o a ridarti il culo per esempio”.
” E a una spagnola non hai pensato”?
Sara si mise a ridere e si sfilò l’unico pezzo di stoffa che le era rimasto addosso: il reggiseno, che lanciò da qualche parte nella stanza.
” Tommy, ma le hai viste le mie tette? Ho una seconda”. Sara prese la mano di Tommy e se le mise sul seno, invitandolo con un gesto a palparla. E mentre Tommy oltre a impastargliele con le mani si era avventato sulle tette di Sara anche con la lingua, giocando soprattutto con i capezzoli turgidi, la ragazza parlava:
” Che siano sode e fatte bene lo so da sola, ma credo sia difficile metterci un cazzo in mezzo”.
” Io non ce l’ho grossissimo, Sara” specificò Tommy mentre si toglieva gli ancora indossati boxer per mostrare alla ragazza le dimensioni del suo membro.
” Ce l’hai normale- disse lei prendendolo in mano- Io non ne ho visti molti in carriera, ma ne ho visti sia di più piccoli che di più grossi”.
” Quindi una spagnola non ti va proprio?”
” Credo sarebbe più sensato a questo punto farti un pompino: le tette ce l’ho piccole ma la bocca &egrave come quella delle altre. Torno a dirti che non l’ho mai fatto e non so se ne sono capace”.
” Sara, per fare un pompino sono capaci tutte, poi farlo bene &egrave un altro discorso”.
” Mi prometti che non mi critichi se te lo faccio e viene male?'”
” Sara! Ma secondo te se tu me lo succhi io ti dovrei pure criticare?”
Sara si mise a ridere e poi disse:
” Va bene, te lo faccio, però a un patto: che tu mi spieghi passo per passo come fare per non sbagliare niente
” Va bene”. Sara a quel punto si mise seduta sul letto e propose: ” Facciamo subito prima che mi passi la voglia”. Anche Tommy si rizzò sul letto e disse:
” Allora, Sara, visto che sei una dilettante, la posizione migliore &egrave : io in piedi e tu in ginocchio. In questo modo riesci a prendernelo in bocca di più.” Sara annuì, prese un cuscino e si mise in ginocchio ai bordi del letto . Tommy si alzò in piedi davanti a lei, mentre il suo cazzo eretto le svettava proprio davanti alla faccia.
” Ora- continuò Tommy- prima di prenderlo in bocca dacci una leccata per tutta la lunghezza.
Sarà non titubò: quell’odore e quel sapore che degustava per la prima volta le scatenarono qualcosa nella sua mente e tra le sue cosce, brividi di eccitazione mai provati prima.
” Brava, Sara- riparlò Tommy. Ora aprì la bocca e ingoia solo la cappella, tenendomi l’asta con le mani”.
Sara ubbidì e appena sentì quel glande caldo e pulsante nel suo palato, le venne automatico succhiare, senza che il proprietario dell’uccello nemmeno parlasse. Quel vortice di sensazioni che si annidavano in Sara fu interrotto solo dal suo bisogno di riprendere fiato. Tolse la bocca ma non le mani dal fallo di Tommy e lo guardò negli occhi, come a chiedergli un giudizio, che istantaneo arrivò:” Sei stata brava Sara. Ora prendi tutto il fiato che ti serve e poi cerca di andare più giù . A questo punto non usare le mani ma tienti alle mie gambe.Tieni conto che più mi insalivi più riesci a mandare giù il cazzo”. Sara ubbidì e giocando con la lingua, oltre a procurare immenso piacere a Tommy , riuscì a ingoiare più di metà del suo uccello. Quando lo sentì pulsante e sempre più grosso, ebbe bisogno di riprendere ancora fiato. Sara si scusò per la nuova interruzione:
” Scusa ma non respiravo più, non ci sono abituata”.
” Non ti preoccupare Sara, sei davvero brava e non ci metterà molto a venire!”.
” A proposito- puntualizzò la ragazza- Ricordo che alla tua amica Laura non piace ingoiare. Fa così schifo lo sperma”?
” Ad alcune ragazze sì, ad altre no, ad altre addirittura piace proprio il sapore. Per il primo pompino della tua vita però ti consiglio di non ingoiare”
” Ok- rispose Sara- Propongo che tu mi venga sulle tette allora”.
” Va bene- rispose Tommy , prima che Sara riprendesse a succhiargli con più vigore il cazzo, un vigore tale che lo fece durare ancora ben poco e gridare ” Saraaa” tre secondi prima che la ragazza capisse che stava per ejaculare e staccasse la bocca dal suo membro, per ricevere il suo abbondante seme sulle piccole tettine, facendolo svuotare completamente segandolo.
“Accidenti, Sara, sei stata bravissima. Hai imparato in fretta come usare la bocca”.
” Tu mi hai fatto godere un sacco leccandomela ed era giusto che mi impegnassi”.
Stettero in silenzio a guardarsi negli occhi mentre il rumore della pioggi aleggiava tutt’intorno, finch&egrave Sara non fece una domanda:
” Tommy, ce l’hai un preservativo'”
” Ne ho una scatola nuova di zecca?”
” Io ho voglia. E tu?”
La risposta di Tommy fu prendere il preservativo, infilarlo, allargare le gambe di Sara, appoggiare il suo cazzo foderato di lattice sulla vagina della ragazza e prima di penetrarla chiedere:
” Sara, tu sai che questa sarà solo una scopata tra amici, senza vincolo sentimentali?
” Certo-annuì Sara, e a quella parola Tommy penetrò violentemente nel ventre della ragazza che ansimando, mentre riceveva decisi colpi di cazzo, sussurrò a Tommy:
” A questo punto dichiaro che io e te siamo ufficialmente scopamici!.
FINE

Autore Pubblicato il: 24 Aprile 2018Categorie: Senza categoria0 Commenti

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