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Ormai il periodo di campeggio stava finendo per Laura e Francesca.
Avevano passato due settimane più che rilassanti lì nella pineta, col mare a due passi praticamente, ed era arrivata ormai l’ultima sera da trascorrere prima di partire il giorno dopo.
Tanto poca era la voglia di tornare, che nessuna delle due aveva minimanente cominciato a sistemare le proprie cose.
Grazie a diversi anni passati negli scout da adolescenti, le due quasi trentenni ragazze optarono, come sempre per le loro vacanze, per una comoda tenda divisa da un separè interno, in grado di permettere due zone separate.

Le due, entrambe single, non ebbero troppi problemi a trovare attenzioni dai ragazzi del paesino, o dai villeggianti.
Laura era tra le due quella che indubbiamente fungeva da magnete, visto il fisico mediterraneo. Capelli corvini e mossi, viso affilato, occhi neri come l’abisso, e due gambe slanciate e ben tornite.
Francesca, per contro, era una ragazza il cui fascino emergeva alla distanza. Parlandoci assieme di minuto in minuto ti ritrovavi inconsciamente ammaliato da quel sorriso sincero, e da quegli occhi chiari che ti puntavano come due stalattiti in cerca di una grotta in cui brillare.

Detto ciò, e nonostante queste premesse, delle due ragazze fu solo Francesca ad accettare la corte di un uomo, concedendosi così svariate nottate di passione. Laura, invece, rimase al palo, non riuscendo a trovare qualcuno di davvero intrigante con cui lasciarsi andare.
Ormai, del resto, non era più una ragazzina, e poteva permettersi il lusso di scegliere come e quando voleva con quale uomo giacere, senza doversi per forza accontentare.
Nel paesino, e nel campeggio, per la maggior parte si trovavano ragazzini ventenni, oppure uomini ben oltre i 60 anni. Francesca fu in qualche modo fortunata a conoscere un brillante quarantenne, che aveva proprio una villetta poco fuori dal paese.
Insomma, sta di fatto che Laura non si concesse a nessuno. Però, cazzarola, riconosceva a se stessa che aveva davvero una gran voglia di scopare.

Per quell’ultima sera le due trenten’.le due quasi trentenni (le donne sono permalose su questi dettagli) fecero più o meno la stessa vasca delle altre volte.
Il bar del campeggio per un aperitivo veloce, era la prima tappa.
Anche quella sera, ai tavolini del baretto erano sedute comitive di liceali o post-liceali, che passavano il tempo chi più chi meno a bere birra, fumare ganja, bestemmiare, fare casino.
Non era proprio un villaggio Valtour, ecco.
Mentre erano al bancone a sorseggiare i loro cocktail, un gruppetto di 4 ragazzi cominciò evidentemente a puntarle.
”ore 9” disse Francesca a Laura, alludendo proprio al suddetto gruppo. Ormai ci avevano fatto il callo ad essere ‘fiutate’ dai giovani leoni del luogo.
‘Mmmm hanno più o meno di 12 anni stavolta?’ rispose scherzando Laura.
‘Mmmm credo meno’
‘Ah bè, a posto siamo allora’
‘No dai, scherzi a parte questi sembrano più grandi degli altri’potrebbero addirittura arrivare a 20 anni!’ continuò a irridere Francesca.
‘Potrei portarli a scuola allora’ disse Laura.
‘Sono sicura che loro vorrebbero essere portati a scuola da noi’
‘Uuhhh Fra’, come siamo allusive stasera’
‘Prrrrrr’ le rispose facendo una buffa linguaccia.
‘Vabè dai, usciamo dall’asilo qui e andiamo a farci quest’ultimo gelato della solitudine e della tristezza assoluta’
Laura alludeva non tanto alla fine della vacanza, quanto più al fatto che in quelle settimane un uomo di cui si era ormai invaghita sul lavoro, Maurizio, non si era minimanente palesato, nè sms, ne chiamate, nè whatsapp. Nada de nada. Il che voleva dire che probabilmente in quei giorni aveva trovato una compagnia, o una compagna, in grado di eliminarla completamente dalla sua testa.
‘E’ questo lo spirito!’ rispose sarcastica Francesca, ‘Andiamo su su, e vedrai che Maurizio ora non si sta facendo sentire solo perchè aspetta che sia tu a farlo’
‘Ooook, se lo dici tu. Andiamo a spaccarci di gelato!’
‘Yehiiii!’
Le due ragazze non si accorsero che appena lasciarono il bar, il gruppetto dei 4 ragazzi fece lo stesso, seguendole ad una decina di metri di distanza.

Quella sera faceva particolarmente caldo. Per qualche ragione la rinfrescante brezza proveniente dal mare era meno intensa del solito, così il gelato era quasi già sciolto nonostante lo avessero appena comprato, e si stessero apprestando a gustarselo sedute su una panchina del lungomare.
Erano ormai completamente immerse nell”argomento Maurizio’, così non fecero troppo caso a chi si era accomodato nella panchina di fianco alla loro.
Fu quando Laura andò al cestino a buttare la carta del gelato che li vide.
Sul momento non ci fece caso, ma tornata da Francesca, fece mente locale.
‘Ehi, ma quelli non sono i dodicenni del campeggio?’ chiese all’amica.
Francesca si sporse abbastanza da poterli intravedere.
‘Ahah, mi sa di si, allora abbiamo davvero fatto colpo!’ sorrise fingendo gioia.
‘E mò questi non ce li leviamo più di torno’
‘E’ colpa tua, e di quelle lo sai’
Francesca si riferiva al seno di Laura, reso certamente in evidenza grazie alla maglietta bianca che indossava.
‘Mah’dici?’ rispose la ragazza, ‘eppure a me non sembrano così grosse” proseguì, mettendosi le mani proprio sulle tette.
I ragazzi, che erano al loro fianco, poterono solo vedere parzialmente la scena. Ma ciò fu più che sufficiente ad aizzarli ancora di più.
‘Ma’sei scema? Così si che non ce li leviamo più di torno’.
Laura sorrise e rimise la mani al loro posto.
‘Uff guarda’ho talmente tanta voglia che potrebbe anche andarmi bene il primo che capita’
‘Eh colpa tua, sei sempre troppo selettiva. C’erano almeno due ragazzi davvero molto carini, ma tu niente, l’hai fatta solo annusare. E ora ti meriti il gelato della solitudine e della tristezza, come l’hai chiamato prima’.
Laura rimase in silenzio, attestando così la ragione dell’amica.

‘Scusate, avete una sigaretta?’.
La domanda, detta così a bruciapelo, sorprese entrambe le ragazze.
Davanti a loro si parava proprio uno dei 4 ragazzi del campeggio, un biondino con pantaloni larghi e maglia ancora di più. Evidentemente un seguace dell’hip-hop.
Vicino a lui, come pulcini spaventati, si ergevano i suoi 3 amici.
‘No mi spiace, non fumiamo’ gli rispose Francesca.
– Però, alla fine avete avuto le palle almeno per approcciarci – pensò Laura.
‘Ma noi si, cioè non tutti. Non sapete se c’è un tabacchi aperto qui vicino?’. Il ragazzo non mollava.
Si poteva scorgere in lui il desiderio e l’eccitazione, alimentate dal coraggio che ci voleva per buttarsi in una impresa quasi impossibile, cioè quella di rimorchiare due ragazze di quasi 10 anni più grandi di loro.
‘Mah guarda, mi pare ce ne sia uno dopo la piazza, sulla sinistra’ gli rispose Laura stavolta.
Gli altri 3 amici se ne stavano zitti, nella speranza che il loro leader riuscisse davvero a rompere il ghiaccio.
‘Ok, grazie’siete anche voi del campeggio vero?’
Laura e Francesca si guardarono per un istante negli occhi. In quel breve momento si stabilì una comunicazione empatica che sostanzialmente potrebbe essere riassunta come ”ok che facciamo? ce ne andiamo o gliela diamo vinta e gli facciamo attaccare sto bottone?’.
‘Si’ gli rispose Francesca con un sorriso, prendendo così la decisione di avviare la conversazione.
‘Ah anche noi, in che piazzola state voi? Noi proprio dietro i bagni, siamo arrivati due giorni fa’
Nel frattempo si sentì il rumore di un accendino che schioccava la fiamma.
Uno dei ragazzi si era acceso una sigaretta, dimenticandosi, nella concitazione del momento, del fatto che loro in teoria dovevano essere senza.
‘Ma” fece Laura, ‘allora le sigarette le avete’ indicando con lo sguardo proprio il ragazzo con la paglia in bocca.
Il biondino si girò verso di lui, sbraitando un ‘sei un coglione!’
Gli altri due sghignazzarono sommessamente.
‘Ahah ragazzi, non c’è problema’si anche noi stiamo vicino ai bagni’
‘Ah bene bene’ rispose il biondino, rinsavito.
‘In che senso bene bene?’ gli chiese Laura, che si divertiva nel vederli così impacciati a sostenere la conversazione.
Prese parola un altro ragazzo, il più alto, che tentò di mettere una pezza.
‘No, nel senso, è bello conoscere qualcun altro che è qui in vacanza’ disse.
‘Ahhhhhhhh’ fece Laura, fingendo che quella fosse una spiegazione plausibile.
Seguirono secondi di impacciato silenzio.
‘Ragazzi, ora però dovreste presentarvi’ disse Francesca, anche lei divertita.
Il gruppetto, ancora in piedi davanti a loro si riscosse dall’empasse.
‘Ah si si, cazzo scusate, piacere io sono Alberto’, e presero a presentarsi tutti.
Tra i quattro, certamente il più timido fu Davide, che riuscì a malapena a dire il proprio nome.

Come poterono constatare col passare dei minuti – intraprendendo una camminata sul lungomare – i ragazzi non brillavano certo per acume. Erano, piuttosto, abbastanza tamarri.
Cionondimeno era l’ultima sera, e passarla in compagnia di qualcun altro avrebbe momentaneamente scacciato dalla testa delle ragazze il pensiero che le vacanze fossero finite, facendole illudere, anzi, di essere ancora nel pieno del periodo di campeggio.
Le attenzioni di Alberto, il leader diciamo, come pure degli altri suoi amici, erano orientate più verso Laura che per Francesca, ma si trattava di una preferenza accennata.
Le due quasi trentenni erano comunque lusingate dell’appassionata corte che stavano ricevendo, e sentire quel modo di parlare, e quell’adolescenza vibrante di fianco a loro, gli fece respirare boccate di giovinezza, riportandole mentalmente a sentirsi com’erano nel periodo post-liceale.
Non poterono non notare, tra le altre cose, quanto fosse distaccato dalla compagnia quel Davide, che non parlava mai, mentre nel frattempo chi più chi meno i suoi amici facevano a gara nel mettersi in mostra il più possibile di fronte alle donzelle.
Finito il lungomare, i ragazzi, sempre più intraprendenti, proposero di bere qualcosa in un locale sulla spiaggia distante pochi metri.
Un altro sguardo telepatico fu sufficiente a Laura e Francesca per decidere di stare ancora al gioco, dopotutto era ancora presto.

Ora che erano seduti, le due ragazze poterono anche vedere bene i visi dei loro corteggiatori.
Nessuno di loro spiccava particolarmente sugli altri.
‘Certo però che almeno uno di voi poteva essere carino’ pensò Laura.
Durante la bevuta, più volte i ragazzi, sempre per atteggiarsi e pavoneggiarsi, presero di mira il loro silente amico, lanciando degli sfottò tra l’amichevole e l’irridente.
‘Ma tu perchè non parli mai?’ gli chiese Francesca, in un impeto di tenerezza.
Il ragazzo non fece in tempo ad aprire la bocca che subito Alberto tuonò un ‘ma non dice niente perchè quello lì è frocio!’.
Risate da parte degli altri ragazzi.
‘No non è vero!’ replicò timidamente il ragazzo.
‘Si si è vero. Infatti nessuno ci vuole dormire assieme!’ disse un altro.
Va bene tutto, l’immaturità eccetera, ma Francesca e Laura non si aspettavano che il tenore della chiacchierata potesse scadere così tanto in basso.
‘Guardate che si dice gay, e comunque anche se lo fosse non ci sarebbe niente di male’ disse loro Laura pazientemente.
‘Ma io non lo sono!’ cercò ancora di difendersi il ragazzo, ora rosso in viso.
‘Si si che lo sei, quella volta che abbiam fatto la doccia dopo la partita ti era venuto duro perchè ci guardavi’ disse sghignazzando un altro della compagnia.
Davide stava ormai sprofondando nella vergogna, e ciò non fece altro che indurre un moto di tenerezza nelle due ragazze, che però non potevano aiutarlo ad uscirne.
Cercarono comunque di fornirgli, in qualche modo, dell’assistenza.
‘E che problema c’è se succede?’ disse Francesca, ‘per un uomo è normale avere un’erezione, e capita anche quando non si vuole’.
I ragazzi per un attimo ammutolirono, quasi sbigottiti dal fatto di aver sentito la parola erezione pronunciata da una donna.
”non mi era venuto duro! Dite solo cazzate!’ sbraitò Davide, alzandosi in piedi. I capelli castani arruffati, e lo sguardo incazzato, lo rendevano in qualche modo affascinante, con piste di vantaggio sugli altri suoi amici.
‘Ok ok, stavamo scherzando Dave,’ lo canzonò Alberto, ‘ora siediti dai’smettila di stare in piedi come un frocio! Ahahah!’ e giù ancora risate dagli altri della compagnia.
Davide si rassegnò, e implodendo di rabbia, sguardo fisso davanti a sè, ripiombò sulla sedia.
Senza dire una parola, evitando ogni tipo di contatto con lo sguardo di chicchessia.

Nei minuti successivi, le due ragazze furono brave ad intavolare discussioni di tutt’altro genere, evitando che gli sciacalli tornassero a stuzzicare il loro silenzioso amico.
Tra una birra e l’altro, le attenzioni si divisero.
Mentre Francesca era intenta a parlare con Marco (il ragazzo alto), Laura dovette tenere a bada il ‘fuoco incrociato’ di Alberto e Stefano (uno per parte), che ci provavano in maniera sempre più decisa. di fronte a lei, Davide sempre zitto.
Mentre lei cercava di barcamenarsi tra i due ragazzi che giocavano ad attirare le sue attenzioni, più volte la ragazza incrociò lo sguardo di Davide, che puntava verso di lei.
‘Come no, frocio manco per niente’ pensò.
Intanto, notò, come prevedibile, quanto l’abbigliamento che aveva scelto quella sera fosse magnetico per i suoi corteggiatori. La gonna corta nera le lasciava le gambe abbastanza in bella vista, e la maglietta bianca, aveva una scollatura non troppo profonda, ma abbastanza da lasciare che lo sguardo di Alberto vi si potesse perdere, scorgendo le rotondità del suo petto.
Non era davvero interessata a nessuno dei due, ma indugiò nell’essere desiderata senza troppe remore, lasciando che le proprie gambe si scoprissero ulteriormente mentre le accavallava da una parta all’altra.
Fu quando l’arrembaggio si fece troppo asfissiante, e il fiato alcolico di Alberto troppo vicino al suo naso, che Laura mandò un’occhiata all’amica, come a dire ‘direi che ci siam divertite abbastanza con questi ragazzetti’.
Francesca ci mise un po’ a cogliere (ma non è che finisce che ci sta con quello?), infine però, vedendo l’amica assediata, capì.
‘Ok, noi dovremmo proprio tornare ora, però. Siamo vecchie sapete’
‘Ma nooo che vecchie, dai un ultimo giro’ disse uno di loro.
‘No no, ci spiace ma le signore hanno sonno’ disse Francesca, alzandosi, imitata subito da Laura.
‘Beh, tanto facciamo la strada assieme per tornare al campeggio’ disse Alberto, mentre si dirigeva per pagare alla cassa. ‘no no voi ferme, offriamo noi’.
Beh, almeno male che vada ci siam fatte una bevuta gratis, pensarono in sincrono le due quasi trentenni.
Come se non fosse mai successo prima.

Lungo il tragitto del ritorno l’arrembaggio chiaramente non si placò, ma complice la camminata, era più facile divincolarsi.
Davide, tanto per cambiare, faceva da fanalino di coda del gruppo, tutto mogio col grugno, chiamato in causa solo saltuariamente.
‘Ehi guardate, quella roccia sembra un cazzo gigante’Davide è per te’, e cose di questo tipo.
Quell’atteggiamento così infantile faceva davvero girare le scatole alle due ragazze, anche se le battute erano saltuarie. Dopo una delle ennesime perculate, però, Laura si girò per accertarsi che il malcapitato non se la prendesse troppo male. Quando lo vide con gli occhi lucidi sul punto di piangere, le si strinse il cuore.
‘Begli amici stronzi che ti sei fatto’ pensò crudamente.
L’allegra compagnia varcò infine il cancelletto del campeggio. Erano quasi le 2 ridendo e scherzando.
All’ennesimo tentativo di Alberto di estorcerle il numero di cellulare, Laura fu contenta che fossero ormai arrivati. Francesca, invece, dal canto suo sembrava gradire la compagnia del suo corteggiatore. Forse non le era andata troppo male.
‘Bene, noi andiamo di là’ dissero le due, davanti ad un bivio.
‘Vi accompagnamo fino alla tenda, non c’è problema’ risposero quasi in coro i giovani lupi.
”ok’.’
‘Dai allora quando torniamo su ci sentiamo ok?’ Continuava a dire Alberto, ad entrambe. ‘Vi aggiungo su facebook, e poi magari usciamo una sera’.
‘Ahah’ rise di gusto Laura, ‘ma se non ce l’hai neanche il nostro contatto Facebook’.
‘Come no, ma se me l’hai detto al bar il tuo cognome’ le disse lui.
Ah già, che idiota. pensò lei. Vabè, non accetterò la rischiesta di amicizia, nessun problema.
‘Ops’va bene tu mandala’ si schernì lei.
Erano ormai prossime alla loro tenda, ma ci fu ancora spazio per l’ennesimo scherzo nei confronti di Davide.
In un impeto di immotivata eccitazione, Marco (quello alto) corse davanti a loro, raggiungendo un albero dal cui tronco fuoriusciva un tubero nodoso dall sembianze vagamente falliche.
‘Guardate’chi sono?’ disse, mentre mimava un pompino a quell’escrescenza legnosa.
Tutti si piegarono a ridere. Tutti tranne Davide.
Quella era l’ultima goccia.
Francesca fu la prima a scattare, prima che Davide potesse magari esplodere.
‘Allora, ma la piantate?! Siete davvero degli imbecilli a fare così, dovreste vergognarvi’ disse loro.
Ma quelli continuavano a sghignazzare, mentre il soggetto dei loro scherzi stava davvero per scoppiare in lacrime.
‘Beh ci salutiamo qui, buona continuazione’ disse loro Laura, anche lei desiderosa di levarseli di torno quegli stronzetti.
Presero a darsi i bacetti di saluto di rito, e quando Laura stava per approcciarsi a Davide – che, lo vide, gli fece una tenerezza clamorosa – ancora Alberto fece ‘ma lascialo perdere, tanto lui non li vuole’.
Laura resistette dal rispondergli male, ma solo perchè improvvisamente un’idea le aveva attraversato la testa. Un’idea per fare in modo che potessero in qualche modo pagarla.

‘Senti Fra” fece rivolta all’amica, che ormai aveva salutato già tutti, ‘ma domattina non potrebbe servirci una mano a fare i bagagli e caricare la macchina?’.
Lei la guardava con la faccia da merluzzo lesso.
Dai’dai reggimi il gioco’
‘Ehm’si’.?’ le rispose senza convinzione.
Niente, grazie mille per l’aiuto eh.
‘Ma si, tra valige e tutto, e smontare la tenda” con lo sguardo cercava di passarle l’idea che aveva avuto.
Ma no, non voglio chiedere a questi idioti di venire a darmi una mano domani mattina, ma solo a Davide di’
‘Ah’.ehm’.ok’.anche se credo che”
Ancora niente’beh forse è un’idea un po’ troppo pazza’
‘Vi diamo una mano noi!’ disse subito Alberto.
Francesca attendeva di sapere cosa avrebbe detto Laura, ma che gli fragava di loro? In due ce l’avrebbero fatta benissimo’!
‘No no grazie, ci sveglieremo presto, e voi vorrete dormire fino a tardi. Davide, potresti rimanere a dormire con noi, così domani mattina presto ci dai una mano’
Un silenzio glaciale calò sul gruppo.
Più o meno tutti strabuzzarono gli occhi, Davide per primo.
‘Tanto, che problema c’è? Tu sei frocio, e anche se dormi con noi non c’è nessun problema’vero Fra’?’
Aaaaaaahhhh ecco dove volevi andare a parare’.., pensò lei.
‘No no certo! Ai froci le ragazze non interessano, e di spazio dovremmo averne’.
Alberto e gli altri rimasero senza una goccia di saliva nel palato, non potevano crederci. Non potevano credere che quel frocio potesse avere avuto un culo così sfacciato!
‘Ma guarda che noi stavamo scherzando!’ tentò di riprendersi, ‘non è mica fr’.gay, anzi’!’
Ormai, era evidentemente troppo tardi.
‘Posso stare io con voi, son più forte e per alzare le valig”
‘No no grazie. Davide, ti va di stare con noi stanotte e darci una mano domani?’ gli disse Laura, con l’inflessione più ammiccante di cui fosse capace, per fare schiattare di invidia gli altri tre.
Anche Davide, si riprese appena in tempo dallo sbigottimento per emettere un flebile si, ok.
‘Ok, allora buonanotte ragazzi, grazie per i drink’
E senza dare loro modo di replicare, le due ragazze con Davide sparirono dietro la siepe che portava alla loro tenda.
Laura e Francesca poterono sentire da lontano le imprecazioni, e presero a ridere di gusto, mentre Davide le affiancava, sorridendo timidamente anche lui.

Mentre entravano in tenda, le ragazze chiesero a Davide se poteva aspettare un attimo fuori, cosicchè potessero cambiarsi.
In realtà, avevano bisogno di parlare sul da farsi.
‘Senti, e ora? Cioè voglio dire’bella l’idea e tutto, ma adesso deve dormire davvero qui?’ chiese Francesca, quasi sussurrando.
‘Eh no, cosa facciamo, gli paghiamo l’hotel? Deve stare qua per forza’
‘Eh’ma tu che intenzioni hai?’
‘Come che intenzioni”
‘Hai capito’che intenzioni hai con lui?’
Laura dovette pensarci su un attimo.
‘Ma niente, che intenzioni devo avere. Era solo uno scherzo, dormiamo e finisce lì, cosa ti credi’
‘Beh, che ne so, a sto punto pensavo che”
‘Pensavi che cosa?’
‘Pensavo che te lo volessi scopare proprio’
‘Ma va dai! Ti pare!?’
‘Eh ok, fatto sta però che anche lui ora cosa credi che si aspetti?’
Laura dovette pensarci su un attimo, mentre intanto le due indossavano i pantaloncini corti da notte, e anche la maglietta da notte.
‘Uff’vabè dai sarò chiara e decisa. Gli dirò che l’ho fatto solo per’ma, le senti ste voci?’
Laura si riferiva a del vociare indistinto che si sentiva effettivamente provenire da oltre la tenda.
Le due si avvicinarono alla ‘parete’ della tenda opposta all’entrata, per intenderci praticamente dietro ai cuscini dei materassi, e tesero le orecchie.
Erano le voci dei ragazzi! E si sentivano anche piuttosto bene.
Ma guarda te quel figlio di puttana che culo che ha avuto’- A quella Laura lì gliel’avrei fatta vedere la mazza altro che’- oh però poi dimmi il suo cognome che la aggiungo anche io su Facebook’
‘Ma’li senti anche tu vero?’ chiese Laura all’amica.
‘Eh si che li sento. Devono essere sopra il muretto, da lì si vede la nostra tenda. Sta a pochi metri da noi’
‘Ah quindi stanno proprio vedendo la tenda dici’
‘Eh si, credo di si’
‘Ma quando se ne vanno? Che croce ragazzi’
Stavano per tornare all’entrata, quando colsero altri frammenti di frasi.
‘che fiche ragazzi, peccato che son troppo grandi’che sfiga cazzo che vanno via domani’che bocce quella Laura, mi farò una sega pensandoci, gliele ho visto dalla scollatura’
‘Ah-ha! Hai colpito ancora’ la schernì Francesca.
‘Scema’ rispose lei.
‘MA TANTO DAVIDE E’ DAVVERO FROCIO PER ME, NON HA MAI SCOPATO CON NESSUNA QUELLO’SCOMMETTO CHE MANCO GLI SI RIZZA’FIGURATI SE UNA COSI’ GLIELA DA’ AD UNO SFIGATO COME LUI’
‘Ma sentili’!’ disse Francesca sottovoce a Laura.
‘CI SCOMMETTO LE PALLE CHE UN FROCIO COME LUI MANCO SA COME SI USA’TEMPO MEZZORA E QUELLE DUE LO PRENDERANNO PER IL CULO’
‘Che stronzi, ma si può??’ continuò Francesca.
‘TANTO POI COSA VUOI CHE SUCCEDA? QUELLE MI SEMBRANO DUE SUORE, PROBABILMENTE DORMIRANNO COL PIGIAMA DELLA NONNA’continuò a dire Alberto, evidentemente stizzito ora per l’impossibilità di stare con loro.
‘MASSI’ NON SAPRANNO NEANCHE LORO COM’E’ FATTO UN CAZZO AHAHA’
‘Ok, ora basta. Dobbiamo fargliela pagare bene’ disse Laura a Francesca.
E poi le sussurrò qualcos’altro all’orecchio, per essere sicura che Davide non potesse sentirla.

Dopo pochi minuti, Laura tornò all’entrata della tenda, e disse a Davide che ora poteva entrare.
‘Vieni, scusa per l’attesa’.
Il ragazzo, timidamente, entrò.
‘Aspè, accendo la luce, così vedi’, e Laura accese la lucetta sospesa in alto nella tenda.
In un attimo, si sentì provenire da fuori un distinto ‘Oh raga, raga! Si vedono le ombre’.
Esatto, si vedono le ombre, così potrete intuire cosa sta succedendo qui dentro, pensò Laura.
‘Io, io’non ho con me il pigiama’ disse impacciato il ragazzo.
Laura gli sorrise.
‘Ma’non dormirai mica col pigiama con questo caldo?’
‘No no’dormo in mutande”
‘Ok allora, rimani in mutande’ gli rispose maliziosamente.
Davide provò ancora ad evitare quell’imbarazzo.
‘Ma se avete dei pantaloncini da prestarmi”
Laura si girò verso Francesca, ‘Fra’, tu hai dei pantaloncini per caso da dare a Davide per la notte? Io ho solo i miei’
‘Mmm no mi spiace Davide, anche io’
Il ragazzo sembrò rassegnato, ‘Ok dai, dormo con i pantaloni non c’è problema’
L’eccessivo pudore del ragazzo cominciò ad eccitare Laura.
‘Ma no dai, fa troppo caldo. Dormi pure in mutande, alla fine è come se fosse un costume’
E così Davide cedette, ”ok allora”.
Si girò di schiena, e si calò i larghi pantaloni. Tolse quelli, e anche le calze, riponendo tutto in maniera ordinata. Si rigirò verso Laura in maglietta e mutande bianche.
Avrei preferito dei boxer, ma fa niente, pensò lei.
‘Ok allora, noi dormiremo di qua a sinistra’ gli indicò la sua zona, ‘mentre a destra del separè sta Francesca’
‘Allora buonanotte’ disse loro Francesca, mentre si coricava sul materasso ad aria.
”notte’ le disse Davide.
‘Hai regolato tu la sveglia per domani?’ le chiese Laura.
‘Si, si, a posto. Alle 8 in piedi. Notteeee’
Laura invitò Davide a sdraiarsi sul loro materasso.
‘Non è molto grande, quindi dovremo stringerci un pochino credo” gli disse Laura.
‘Ehm’ok’ replicò lui.
Quando i due entrarono nella loro zona, ripresero vigorosi i commenti da fuori.
‘oh oh raga! ecco! si vedono!’
certo che ci vedete, la luce è accesa apposta, pensò Laura. Si sarebbero viste solo le silhouette, ma sarebbe stato più che sufficiente.
Davide si mise sdraiato, senza sapere esattamente come mettersi. Istintivamente, si piegò di lato, dando quasi la schiena ad una Laura ancora in piedi.
‘stai comodo Davide?’ gli chiese lei, nel tentativo di farlo girare di più verso di lei.
‘S-si grazie’ rispose, rimanendo però con lo sguardo verso la parete della tenda.
Uff siamo troppo timidi qui però eh.
‘Senti ma com’è che esci con quegli stronzi? Non mi sembrate molto amici’
Davide non potè che annuire, raccontando che in realtà lui in vacanza neanche ci voleva andare.
Laura si sedette con le ginocchia sul materasso, dietro Davide.
‘Già che ci sono dammi un consiglio, quale smalto ti piace di più?’ gli chiese. Una scusa qualunque per farlo girare supino.
Il ‘trucco’ funzionò, cosicchè finalmente il ragazzo si trovò sdraiato a pancia in su, guardandola.
‘Ehm’non so’quello blu forse” le disse.
Laura finse contentezza, ‘Ah! E’ anche il mio preferito! Mi fa piacere”
Li rimise al loro posto, poi prese a sbuffare.
‘Uff ma stasera quanto caldo fa? Non ha mai fatto così caldo”
Davide si limitò ad emettere un afono si davvero, e rimase a guardarla di sottecchi.
Era davvero bella, coi capelli corvini che si adagiavano sulle spalle, e quella maglia da notte che non riusciva a nascondere l’abbondanza del seno.
‘Senti Davide, io di solito’come dire’dormo con meno roba addosso. Volevo evitare visto che ci sei tu, ma stanotte si crepa dal caldo, e non riuscirei a chiudere occhio. Ti spiacerebbe se’?’ disse Laura.
Davide non capiva, non afferrava, o forse non poteva crederci.
”ti spiacerebbe se mi togliessi qualcosina’?’
No, davvero non poteva crederci.
Riuscì giusto a farfugliare un no no certo, poi rimase come uno stoccafisso, cercando di sviare lo sguardo da lei. Avrebbe voluto guardare, ma non poteva neanche essere così cafone dal non distogliere lo sguardo da una donna mentre si spoglia.
No certo che non ti spiace caro il mio Davidino.
Senza proferire ulteriori parole, e con movimenti lenti e chiari in modo che fuori dalla tenda si capisse cosa stava succedendo, Laura si tolse la maglietta, rivelando il reggiseno nero.
Un brivido di eccitazione le corse lungo la sua schiena.
Si sentirono quasi degli ululati fuori dalla tenda.
‘oh raga raga’.si sta spogliando!
Mmmm Davidino, stanotte gliela faremo vedere ai tuoi amici, sissì, che crepino di invidia là fuori’
Senza soluzione di continuità, Laura proseguì in quello spogliarello. Alzatasi in piedi, si sfilò i pantaloncini, rivelando delle mutandine nere in corredo ad un Davide che scorgeva con l’estremità del campo visivo.
Altri schiamazzi fuori dalla tenda.
‘OH MA CHE FA’?? OH QUELLA SI SPOGLIA ANCORA RAGA, PORCA TROIA’.

Laura aspettò un attimo per farli friggere dalla curiosità, prima di portarsi le mani dietro la schiena’aspettare ancora col fiato sospeso dall’eccitazione’
‘OH ZIO! SI STA TOGLIENDO IL REGGISENO’NO NO ZIO SON SICURO’!!
‘e slacciarsi il reggiseno.
Con un movimento quasi teatrale lo tolse, appoggiandolo per terra. Le sue due rotonde e floride mammelle oscillarono libere nell’aria calda della tenda. I piccoli capezzoli scuri, baciati dalla luce della torcia sospesa.
Fece attenzione a mettersi lateralmente, in modo che la silhouette non potesse lasciare spazio a dubbi.
‘RAGA CAZZO! GUARDA CHE BOCCE DIO GUARDA CHE BOCCE!!’GLIELE SUCCHIEREI FINO A MORIRE’NOOOO NON CI CREDO CHE QUEL BASTARDO MALEDETTO’DIO DIO DIO’

Laura non aveva intenzione di denudarsi del tutto, ma sentendo quei commenti così esagitati, immaginando la testa di quegli stronzetti che scoppiava al pensiero di non poterla vedere, al pensiero di quel ragazzo che tanto avevano sfottuto, decise di fare anche l’ultimo passo.
Ciò che videro da fuori i 3 ignorantoni fu un’ombra nera proiettata sulla tenda. Un’ombra che portava le mani ai fianchi e poi verso il basso. E poi videro chiaramente le mani di Laura appendere al soffitto della tenda quelle che erano inconfondibilmente delle mutandine.
‘*BESTEMMIE ASSORTITE*’.

‘Uff molto meglio ora” disse Laura ad un Davide che si era rigirato sul lato dall’imbarazzo, in modo da darle modo di spogliarsi. A tutti gli effetti, aveva solo colto qualcuno dei movimenti fatti da lei.
”da nudi si dorme decisamente meglio d’estate” gli sussurrò appositamente per aizzarlo.
Davide deglutì fragorosamente.
N-nuda’? Oddio ma è proprio rimasta nuda’??
‘Buonanotte allora’ gli disse, sdraiandosi di fianco a lui, a pancia in su. Si coprì malamente con il lenzuolino leggero, fino all’ombelico, lasciando così il petto libero.
”e se per caso anche tu hai caldo non ti fare problemi a toglierti qualcosa. Notte’ gli sussurrò ancora maliziosa.
Laura non spense la fioca luce, che illuminava ancora l’interno del loro separè.

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Autore Pubblicato il: 8 Maggio 2016Categorie: Senza categoria0 Commenti

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