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L’esperienza al mare con Letizia mi aveva divertito moltissimo e ci aveva reso più complici, io poi avevo tutte le mie amiche ancora in vacanza quindi senza di lei sarei rimasta a casa. Il venerdì pomeriggio mi arriva un messaggio proprio di Letizia che mi invita a passare la domenica a casa dei suoi genitori in campagna, e visto che ci saranno i suoi fratelli con rispettive consorti vuole qualcuno che non gli chiede ogni momento quando si decide a mettere su famiglia, ovviamente gli rispondo che può contare su di me.
La domenica mattina mi viene a prendere, ho optato per un pantaloncino bianco, una maglietta bianca lunga che lascia scoperta una spalla e ai piedi dei sandali con la zeppa. Arriviamo a casa dei suoi genitori. La mamma ci viene incontro e saluta la figlia abbracciandola poi saluta anche me, entriamo in casa e troviamo già la cucina in piena attività. Letizia mi porta a fare un giro della casa e poi andiamo a trovare il suo papà che &egrave a lavoro nelle stalle. Mi fa vedere tutti gli animali che hanno finché non arriviamo in un fienile, molto diverso da quelli che conoscevo io, con attrezzature enormi e una gran catasta di fieno. Li ci sono il padre con un gruppo di 5 ragazzi operai del padre. Appena arriviamo i ragazzi ci squadrano dalla testa ai piedi, alcuni di loro sono a petto nudo e con un il sudore che imperla i loro corpi. Non tutti bellissimi, ma alcuni meritavano davvero. Dopo uno scambio di sguardi mentre la mia amica e suo padre parlavano torniamo in casa. Arrivano i famigliari di Letizia e così il pranzo può iniziare. A tavola si scherza e si ride con molta tranquillità. A fine pasto sono tutti in soggiorno che si raccontano vicende vissute, io mi sento quasi di troppo così dico a Letizia che esco a farmi un giro, e lei mi consiglia l’amaca che c’era in giardino. Sorrido ed esco. Mi sdraio e mi lascio accarezzare dal venticello che si &egrave alzato, scivolando sotto la maglia fa indurire i miei capezzoli. La mia attenzione viene attirata da delle voci che sento arrivare dalle stalle, incuriosita mi alzo e mi avvicino. Come avevo immaginato erano gli operai del padre di Letizia che parlavano tra di loro. Ma la mia attenzione era rivolta a due di loro che erano intenti a fare pipì mettendo in mostra due arnesi da panico, almeno fino a quando non uscì il ragazzo di colore che si abbassò gli slip e mise fuori un cazzo dalle dimensioni che io non avevo mai visto.
I tre si scrollavano il loro cazzi mentre il quarto era seduto a fumare, la visione di quei cazzi aveva fatto infiammare la mia fica che iniziò a bagnarsi, sentivo i capezzoli duri e mi vanne lo stimolo di accarezzarli facendomi sospirare di piacere, con una mano scesi e dal sul pantaloncino mi tocco, sentendo la fica molto calda. Proprio mentre stavo immaginando le cose più oscene in mezzo a quei ragazzi, una grossa e ruvida mano da dietro mi tappa la bocca e un’altra mi stringe la pancia, mi viene da urlare ma la mano attutisce il suono, vengo sollevata, i miei piedi non toccano più per terra, inizio a dimenarmi scalciando, ma nulla. Appena usciamo da dietro al muro dove ero nascosta i ragazzi si girano nella mia direzione e li vedo guardare con aria interrogativa.
Vengo lasciata solo quando siamo arrivati dove stavano i ragazzi che intanto si sono radunato in cerchio. Mi giro e vedo che l’uomo che mi aveva sollevata era uno degli operai. In un italiano stentato e molto arrangiato uno dei ragazzi chiede a quello che mi ha portato che cosa gli era venuto in mente. Quello risponde in un italiano molto più comprensibile
‘ l’ho beccata mentre stavo spiando i cazzi dei ragazzi e si stava toccando come una vacca in calore.-
Quello che mi aveva sollevata era il più anziano di tutti e forse quello che da più tempo era in Italia visto che parlava meglio l’italiano ed era un uomo alto, con un po’ di pancia e una barba incolta, gli altri erano tutti ragazzi, che dovevano avere dai 25 anni in giù ed erano messi abbastanza bene di fisico.
– cosa volete da me ‘ gli chiedo e lui con un sorriso
– invece di spiarli da 5 metri i loro cazzi li puoi osservare da molto più vicino.-
Io faccio per andarmene ma sbatto contro e lui non si muove di un millimetro, intanto i ragazzi avevano già di fuori i loro cazzi e iniziavano a menarseli. Io li guardavo sia spaventata che ammirata, questo lo devo ammettere. Se ne accorse anche l’operaio più anziano e mentre ero girata a guardare i ragazzi lui un’altra volta mi prese da dietro, ma questa volta iniziò a stringere i miei capezzoli, facendomi anche abbastanza male, le sue parole però lo fecero di più
‘ sei solo una puttana bianca e che non vede l’ora di assaggiare i nostri cazzi ‘
Mi girai quasi stupefatta delle sue parole ma lui appoggio le sue mani sulle mie spalle e spinse verso il basso, io opposi resistenza, ma altre due mani iniziarono a spingere e io no potei fare più nulla così mi ritrovai in ginocchio ed in mezzo a cinque maschi che non so da quanto tempo non vedevano una donna. L’uomo si abbassò i jeans sporchi e ne uscì un cazzo ancora mezzo moscio che non aveva per niente un buon profumo, anzi il mio primo istinto fu quello di allontanarmi, ma lui allungò il braccio arpiono la mia testa e la spinse contro il suo cazzo, io puntai le mani sui suoi fianchi e girando la testa dall’altra parte, ma mi trovai pronto un altro cazzo che come il primo puzzava di sporco, di piscio e di sudore girando la testa andai a sbattere contro il cazzo dell’anziano che quasi mi prendeva a schiaffi con il suo arnese, allora lui mi alzò la faccia, mi guardò negli occhi e disse
– perché fai tanta resistenza puttanella? Sappiamo tutti e due che non vedi l’ora. –
A quelle parole risposi, sfidando il suo sguardo
‘ i vostri cazzi sono sporchi e puzzolenti non riesco nemmeno ad avvicinarmi. ‘
Lui ride ‘fatela alzare – dice ai suoi ragazzi, che mi prendono da sotto le ascelle e mi tirano su, lui allora prende il bordo della maglia e lo tira su lasciandomi in reggiseno, io mi copro istintivamente, ma lui con un colpo mi allontana le braccia e mi spezza il reggiseno, i miei seni sono esposti con i capezzoli durissimi e dritti, lui li stringe fra le sue dita e con un dito scende verso il basso, lui si avvicina al bottone, io sono appoggiata ad un ragazzo e sono immobile, lui sbottona e tira giù pantaloncino e mutandine, io lo guardo quasi a bocca spalancata, lui con un dito accarezza le mie grandi labbra e poi cerca il mio clitoride trovandolo duro, scivolando più dentro trova la mia fica completamente bagnata, e inizia a giocarci facendomi sospirare.
Quando toglie il dito io riapro gli occhi ‘ questa &egrave la fica di una puttana bianca in calore – .
Sono combattuta, adesso vengo fatta rimettere in ginocchio, mi si avvicina il cazzo e io non so che fare inizialmente non apro la bocca ‘ no dai ti prego puzza troppo ‘
Lui sempre con il sorriso stampato ‘ non fare la schizzinosa e togli quella mano dal naso ‘ a queste parole mi lascio andare, mi ha completamente annientato, apro la bocca e lui ci affonda il suo cazzo fino alle palle per poi tirarlo di nuovo fuori. Uno degli altri mi teneva la testa ferma, come se ce ne fosse bisogno penso, mentre l’uomo affondava sempre più il suo cazzo, fin quando non me lo lascia ficcato in gola e mi tappa il naso, io non me lo aspettavo così iniziai a colpirlo con i pugni per farlo uscire, quando lo esce riprendo a respirare a pieni polmoni, ma subito dopo ancora una volta, continuando per un po’ di volte. Quando si stanca mi fa alzare io sono ancora in deficit di aria, e respiro affannosamente. Mi prendono e ci spostiamo nella stalla e vengo subito investita da una puzza assurda, ma mi spingono dentro e chiudono il pesante portone.
– perché fai tanta resistenza visto che la stalla &egrave il tuo ambiente ideale? – e ridono tutti. Uno di loro si appoggia su una struttura in acciaio, l’uomo dietro di me mi spinge e mi fa piegare a novanta e mi avvicina la testa al cazzo, che come il primo puzza parecchio, puzza troppo e cerco di liberarmi della presa ma &egrave inutile anche in questo caso vengo sopraffatta dalla forza dell’uomo e forse dalla mia voglia di provare cose che prima mi sembravano impensabili, intanto da dietro l’uomo avvicina il suo cazzo e riempie tutta la mia fica che trova già abbondantemente bagnata, inizia a scoparmi e riesco a sentire il suo cazzo che affonda nei miei umori facendomi godere come una matta, anche gli altri ragazzi vogliono usarmi, sono stati troppo tempo a guardare, cosi inizio a segare i due cazzi che ho a lato, un altro spinge più in la l’amico e si mette al suo fianco così che io possa passare a spampinare prima un cazzo e poi l’altro, adesso il loro odore invece di nausearmi mi eccita, anzi li succhio con molto più trasporto. Questa situazione mi eccita da morire, l’uomo ormai giunto al limite inizia spingere molto più forte e veloce, inizio a tremare e gemere fin quando non arrivo all’orgasmo e nello stesso istante sento il cazzo sfilarsi e riversare sul mio culetto e sulla schiena un bel po’ di sborra calda.
Ma la mia fica non viene lasciata sola, subito vengo presa da un altro ragazzo, il suo cazzo &egrave più grosso e inizio a godere da subito, i ragazzi sono eccitati dai miei versi e dicono parole nelle loro lingue che io non capisco, quello dietro di me infila una mano tra i capelli e mi tira la testa su spingendo ancora più in fondo il suo cazzo, facendomi gemere ancora di più,i ragazzi eccitati dalla scena iniziano a prendermi a schiaffi con i loro cazzi, mentre io tento di infilarmene uno in bocca. Uno si porta dietro di me e con un dito inizia ad esplorare il mio buchetto, infila il dito e un gemito mi esce spontaneo ‘ no vi prego, li no ‘ dico quasi impaurita. Non sono vergine, ma &egrave da molto che non faccio sesso anale e i cazzi dei ragazzi sono molto più grossi di quelli provati fin ora. Allora dicono qualcosa che non capisco,inizia a lavorare con l suo dito nel mio culetto, la cosa mi eccita parecchio perché nello stesso momento continuano a scoparmi la figa che si allaga sempre più. Sento appoggiare un altro dito all’entrata del mio buchino, non lo fa entrare tutto, perché non ci entrano, ma pian piano mi sto abituando e le dita iniziano a scivolare sempre più in fondo, lui ci sputa per lubrificare le sue dita che alla fine entrano tutte, io sto godendo come non mai. Adesso si affaccia un terzo dito che come prima fa fatica ad entrare, ma questa volta le esce, con mio dispiacere e va a raccogliere gli umori che escono dalla mia fica in quantità industriali, stimolando anche il clitoride e quindi aumentando ancora di più il mio piacere, io sto gemendo come una cagnetta e questo fa eccitare anche i ragazzi che mi scopano fica e bocca. Sento le dita allontanarsi dalla mia fica e tornare verso il mio buchetto piene dei miei umori che lubrificano il passaggio delle dita. Lo sfintere &egrave diventato abbastanza elastico e quindi le tre dita entrano tutte con molta più facilità, anche perché sono veramente eccitata. Il ragazzo a quel punto dice ancora qualcosa nella sua lingua che non conosco, quello che so che mi prendono e mi fanno impalare sul cazzo di uno che si &egrave seduto sul bordo di una mangiatoia, io scivolo giù gustandomi ogni centimetro di quel magnifico cazzo, appena arrivo a contatto con il suo pube un altro dei ragazzi sputa sul mio buchino, si insaliva il cazzo e appoggia la grossa cappella sul mio buchino e cerca di forzarla, io cerco di rilassarmi il più possibile per farlo entrare, il lavoro che ha fatto con le sue dita da i suoi frutti, il dolore c’&egrave ma non &egrave eccessivo e lui non &egrave poi così animale e quindi aspetta che mi abitui all’intrusione per poi riprendere a spingere, io mi sento al settimo cielo, sto colando come una fontana tra le cosce e incito il ragazzo a spingere di più, ero come indemoniata ma volevo godere ancora, così il ragazzo non si fa pregare e inizia a spingere, entra ed esce e spinge sempre più in fondo. Ad ogni spinta godo sempre di più, il cazzo che ho nella fica mi fa godere, quello nel culo mi fa ancora un po’ male ma lo voglio tutto dentro, così inizio a muovermi anche io per aiutarlo a farlo entrare, in pratica inizio a scoparmi da sola e questo fa eccitare ulteriormente i ragazzi che adesso mi scopano alla grande, tanto che godo ancora e da quel momento perderò il conto dei miei orgasmi.
Allungo una mano e afferro il fianco del ragazzo dietro di me e avvolgo, con l’altro braccio, il collo del ragazzo sotto di me per muovermi meglio e sentire meglio i loro cazzi, questo gesto fa eccitare i ragazzi che inondando il mio culo e la mia fica di sborra rovente grugnendo come animali. Rimaniamo in quella posizione per un po’, fin quando i loro cazzi si ammosciano, mentre mi riprendo si avvicina il più giovane di tutti con il cazzo in mano, me lo avvicina alla bocca e io inizio a succhiare, mi tira giù e io mi ritrovo accucciata mentre continuo a succhiare il suo cazzo, poi lecco tutta l’asta scendendo fin giù, fino allo scroto e leccando le sue palle che sembravano davvero gonfie, lo sento gemere e questo mi piace, e guardandolo negli occhi torno a prenderlo in bocca, e dopo un po’ mi rimetto a giocare con la lingua su quel bel cazzo, proprio mentre giro intorno alla cappella lui non resiste più e viene inondandomi la faccia e i capelli di una sborra densa, &egrave davvero tanta, un bel numero di fiotti che mi riempiono metà faccia, finito di sborrare raccolgo con il dito un po’ di sperma e me lo porto alla bocca per assaggiarlo, non &egrave buonissimo ma lo ingoio comunque, mi dedico un altro po’ al ragazzo ripulendo il suo bel cazzo.
Il ragazzo di colore viene a reclamare la sua dose di fica, o di culo non so quello che mi vuole fare, mi fa stendere su un po’ di paglia, mi allarga le cosce e vedo avvicinare alla fica quella sua incredibile mazza, gli metto una mano sul petto e gli chiedo di fare piano, non so se mi ha capito. Appoggia il cazzo all’ingresso della mia fica e inizia a spingere abbastanza lentamente, non ne avevo mai presi di quelle dimensioni, spinge e poi lo tira fuori quasi tutto, per riaffondarlo subito dopo un altro po’ più dentro, ancora fuori e poi dentro, questi movimenti non mi fanno sentire alcun dolore, anzi stavo provando un piacere immenso, mi sentivo sempre più piena e quell’intrusione quasi animalesca non mi spaventava, anzi mi faceva andare su di giri, poi c’erano tutti gli altri intorno che si godevano lo spettacolo. Mi stavo eccitando come non mai, infatti sul cazzo del ragazzo era riconoscibile una cremina bianca che usciva dalla mia fica e che colava giù dai bordi. Stavo godendo, ogni affondo diventava più potente e vigoroso, ad ogni affondo dalla mia bocca usciva un gemito, fin quando quel ritmo divenne molto veloce e io godevo come una matta, i miei gemiti erano sempre più forti e i ragazzi iniziarono a segarsi ancora, il ragazzo di colore mi stava facendo morire di piacere, avevo un orgasmo continuo, ma uno arrivo più forte di tutti, partendo dalla mia fica e schizzando lungo la spina dorsale fino al mio cervello, la mia fica si contraeva e quel massaggio stava per far venire il mio nuovo amico che sfilò il cazzo dalla mia fica e iniziò a sfregarlo sul buchino del mio culo, io ero ancora in trance per l’ultimo orgasmo e non opposi la minima resistenza, lascia che il ragazzo iniziasse a scoparmi anche il culo, che riusciva ad accogliere quel meraviglioso palo di carne, io sentivo di nuovo il piace risalirmi e eccitata dai grugniti del ragazzo che faceva ad ogni affondo mi lascia andare a quella cavalcata meravigliosa, ma il ragazzo, già al limite prima, si stava godendo il mio culetto sicuramente bello stretto per le dimensioni del suo cazzo quindi i colpi diventarono più forti e veloci, io gemevo e lui pure fin quando non si accasciò su di me inondando di sborra il mio intestino e facendo godere ancora una volta anche me. L’uomo più anziano cercò di alzarmi, ma non ci riuscivo ero distrutta, così i ragazzi che non potevano più aspettare iniziarono a venire, schizzandomi addosso. Alla fine ero esausta ma assolutamente appagata.
Gli operai si girarono e iniziarono ad andare a lavoro, mentre io ero ancora stesa con la testa tra le nuvole, quello più anziano mi portò i vestiti ‘ lavati perché adesso puzzi più di tutti noi messi insieme -.
Rimasta sola mi rivestii ed andai verso l’abitazione, sgattaiolai in bagno, non potevo farmi vedere in quelle condizioni, riuscii a lavarmi e sistemarmi un po’.
Quando uscii dal bagno incontrai Letizia che mi chiese che fine avevo fatto, le risposi che avevo fatto un po’ il giro della campagna, ma non ne fu molto convinta. Dai devo tornare in città, prendi tutto che andiamo, le risposi che ero già pronta, salutai da lontano tutti i suoi parenti e salii in macchina, non potevo rischiare. Ovviamente Letizia aveva capito tutto, ma non mi chiese nulla. Mi riportò a casa e ci salutammo.
Io entrai in casa e salutai mia madre filando in bagno per una bella doccia.
Mi &egrave sempre piaciuta la campagna pensai.

Autore Pubblicato il: 19 Marzo 2014Categorie: Senza categoria0 Commenti

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