Adesso c’era quello che poteva diventare un grosso problema: Linda.
Matteo aveva tutta l’intenzione di trombarsi la moglie del padre di Linda, ancora di più dopo quel bocchino in macchina che faceva prospettare grosse potenzialità e gioie infinite. Ma Linda era sveglia e siccome passava la maggior parte del suo tempo a casa di suo padre e della moglie, ci avrebbe messo un attimo a sospettare che Barbara, se avesse avuto comportamenti insoliti, potesse avere una tresca con qualcuno e da lì a mettersi a indagare, anche solo per curiosità, per malizia, la cosa poteva diventare rischiosetta.
Mercoledì sera, nel parcheggio dietro al cimitero, nella parte meno illuminata.
Erano nelle poltrone dietro, Barbara teneva tra le tette il cazzo di Matteo e lo segava con quelle
“Sputaci che scivola meglio… ahhh che bellezza, così brava” Barbara fece colare della saliva tra le sue tette e la cappella e riprese a massaggiagli la fava così, con grande soddisfazione di Matteo
“Mmm com’è duro Matteino…” E dagli con ‘sto “Matteino” anche lei come faceva Linda, echeccazzo
“Hai due tette stupende, meravigliose, vieni qua, fammi succhiare i capezzoli..:” Barbara si spostò un po’ in alto e tenendosi le tette le porse alla bocca di Matteo che si mise a leccargli i capezzoli e mordicchiarli, poi li prese tra le mani per stringerli.
“Come sono duri guarda che bellezza, mi pungono le mani… dio che tette meravigliose…”
“Ahhh Matteino come mi piaci… siii…”
“Che voglia di scoparti Barbara, come faccio a resistere?”
“No dai, è troppo presto, non possiamo ancora, preferisco di no… poi mi scopi, ti stufi e sparisci, lo so come fate voi uomini”
“Ma no Barbara, dove la ritrovo una figa come te, sei bellissima eccitante, sexy e… se posso permettermi… anche un po’ troia, ma lo dico con ammirazione eh!”
“Sei tu che mi fai fare queste cose…” si, un po’ era merito di Matteo, ma di fondo c’era una bella vocazione.
“Fammi toccare almeno un pochino, dai…” Barbara si mise in ginocchio, sbottonò i jeans, prese la mano di Matteo e se la mise dentro le mutandine
“Oddio come sei bagnata… sei un lago. Ma non hai voglia anche tu?”
“Matteino dobbiamo fermarci qui… tu ora tocca un pochino e poi basta. Credi che ci stia bene? Non sai che voglia ho di farmi scopare da te…”
“E allora? Mi mandi a casa col cazzo duro che poi… mi tocca di segarmi appena arrivo”
“E allora no… non ancora, poi ti togli la voglia subito e arrivederci a quando”
“Ma no dai…”
“Ora fermati, se vuoi ti faccio un pompino e ti faccio venire”
“Voglio venirti sulle tette…”
“Mmmm che porcellone che sei… va bene” e si mise a succhiarglielo. Leccava le palle succhiandole riempendosi la bocca, passava all’asta mordicchiandola con le labbra, leccava la cappella prima di infilarsi tutto in bocca per pompare di nuovo.
“Ci sono… ahhhh siii…” Barbara si scostò un attimo e si prese le tette per porgerle al cazzo. Matteo si menò un po’ e le schizzo lì in mezzo tre o quattro fiotti di sborra
“Uuuu quanta… che bello guarda”
“La prossima volta che ci vediamo però voglio scoparti, ti faccio godere da farti urlare, scommetti?”
chesoggetto/ottoschegge



Gran racconto! Spero vorrai pubblicarne ancora.
Scritto benissimo, complimenti
Mi accodo a STE, il migliore assolutamente. Tanto che non sono riuscita a rinunciarci. Non trovo più la tua mail,…
... e la seconda puntata dov'è? questa è la terza, ieri hai pubblicato la prima...
Complimenti, Gran bei racconti. In ogni capitolo c'è una svolta, anche inaspettata. Molto ben scritti e davvero molto eccitanti. Mi…