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Sulla riva del lago hanno costruito un piccolo residence. Sono graziosi appartamentini che si affacciano sul lago, quasi tutti disabitati perch&egrave usati soprattutto per le vacanze. Passando in macchina dalla strada, e a volte a piedi quando esco a correre, mi sono resa conto che uno degli appartamenti &egrave invece perennemente abitato. Spesso, in primavera, quando le finestre sono aperte, si sente una leggera musica jazz che esce…le tende alle finestre sono rosa chiaro, lunghe, spesso mosse dalla brezza che arriva dal lago. Capita passando di sentire degli aromi particolari, incenso certe sere, agrumi altre…sicuramente la persona che vive li ama coccolarsi. Vengo quasi a sapere per caso che si tratta di un uomo di 40 anni, libero professionista…di lui non si sa molto, le solite chiacchiere di paese. Dicono ogni tanto rientri la notte accompagnato da qualche donzella, che la donzella in questione cambi spesso…ma nulla di più.
Una sera sono uscita a correre.. io e la mia fissa di perdere peso…insisto …anche se per le mie caviglie &egrave deleterio. Infatti dopo circa un km di corsa leggera sento la caviglia che comincia a farmi male ed ancora prima di realizzare che devo fermarmi, mi ritrovo per terra. Le mie maledette caviglie sono così. Cedono di colpo. Ed ora per terra, dolorante, sola e senza cellulare non so cosa fare. Il dolore &egrave allucinante, cadendo devo aver gridato, perch&egrave sento qualcuno che da dietro mi chiede: “Tutto bene?”…mi giro e lo vedo.. e realizzo.. sono nei pressi del residence, lui ha lasciato delle borse poco lontano, forse stava rientrando a piedi.. ed adesso &egrave davanti a me. Così come me l’ero immaginato. Alto, corporatura normale, occhiali, leggermente stempiato.. la voce &egrave calda , la mano che mi ha preso il braccio &egrave decisa ma delicata. Lo guardo come una deficente senza dir nulla…insiste:
“Stai bene? Non farmi spaventare…mi parli?”
“Scusa” balbetto io…”&egrave solo che mi sono spaventata, qui al buio, da sola cadere come una cretina.. Ma sto bene ora mi rialzo e…”
e logicamente gli cado addosso. Mi aiuta, mi fa rialzare e mi dice:
“Riesci a salire da me? Ti faccio da bastone io, sistemo due cose e poi ti riaccompagno a casa…o se preferisci chiami qualcuno. ”
“mi basta il telefono, chiamo mio marito e mi faccio venire a prendere…non voglio disturbarti.’
‘marito? Peccato.. pensavo di farti da infermiere io”
Lo dice ridendo e la risata mi passa l’anima oltre a strapparmi una risata per il modo simpatico in cui l’ha detto.
Riusciamo ad arrivare al suo appartamento e quando entro mi manca il respiro: &egrave uguale a come me l’ero immaginato, aiutata dai piccoli sprazzi che vedevo passando’un piccolo camino, un divano, una libreria con moltissimi libri, lo stereo’i cuscini..la grande porta finestra che si affaccia sul lago’un panorama incredibile. Una pace e un silenzio quasi irreali. Mi fa accomodare sul divano, e mi dice:
‘torno subito, prima del telefono ti do l’antidolorifico migliore del mondo’
E mentre io cerco di protestare sparisce probabilmente in cucina, dove lo sento armeggiare fra armadietti e bicchieri. Si ripresenta con due bicchieri di vino rosso e ridendo mi dice:
‘il Morellino di Scansano &egrave meglio dell’aulin’fidati.. bevine un paio di sorsi e vedrai che ti sentirai subito meglio!’
Come rifiutare una gentilezza simile? Lo so’sono quasi astemia, non mangio nulla dall’ora di pranzo, sarà un suicidio questo bicchiere di vino’.ma brindo con lui e ne sorseggio un pochino.
‘senti non vorrei sembrarti maleducata, ma non vorrei approfittare della tua cortesia, se mi dai il telefono chiamo mio marito e mi faccio venire a prendere. ‘
Lui si china verso di me, si avvicina al mio viso e guardandomi negli occhi mi dice:
‘Sai quante volte ti ho visto correre qui sotto casa mia? Quante volte ti ho osservato mentre leggi seduta sul muretto,o mentre guardi il lago persa in chissà quali pensieri? Ora che sei qui lasciami godere un attimo di te, fammi solo capire se ho sbagliato ad immaginarti qui con me’.ti prego”
Non riesco neanche a rispondergli, perché sento le sue labbra che sfiorano le mie’e senza rendermene conto sono io che con la lingua forzo le sue labbra’ sento la sua lingua, sa di vino e sigaretta.. forse il vino ha anche annebbiato la mia capacità d’intendere, perché mi sono resa conto che fra i due la più audace sono io. Gli sto slacciando la camicia, mentre ci baciamo, sento le sue mani sotto la mia tshirt, lui ha gioco facile, sotto non indosso il reggiseno, gioca già con i mie capezzoli mentre io muovo le mani sul suo torace, villoso ma non troppo. E’ caldo, in tutti i sensi’mi sta sfilando la maglietta e si abbassa a succhiarmi il seno’un po’ ci gioca con le dita, un po’ lo bacia e lo succhia’poi torna mi bacia’.la posizione non &egrave delle più comode, lui &egrave ancora vicino a me, ma quasi leggendomi nel pensiero, si alza, mi prende in braccio e mi sdraia sul tappeto. E resta in ginocchio a guardarmi con un sorriso soave’.
‘avevo ragione’ sta dicendo ma io sono presa da altro.. gli sto abbassando i jeans, i boxer per liberargli un cazzo che si rivela meravigliosamente eretto e caldo. Lo guardo negli occhi e mentre lo prendo in mano e lo tocco dolcemente, gli sorrido apro le labbra e comincio a succhiarlo dalla punta. Piano lentamente. Senza mai abbassare lo sguardo. Mentre lo succhio lo tocco piano con la mano, faccio scivolare la mia lingua su tutta la sua asta, mi piace il suo sapore, mi piace spompinarlo’lo sento godere”brava’continua’non fermarti’cazzo che bocca che hai’! ‘ e qst mi eccita ancora di piu” oltrettutto ora mi ha infilato una mano in mezzo alle gambe facendosi largo fra i panta jazz e il perizoma che riesce a sfilarmi” sei un lago’senti che meraviglia” e chinandosi comincia a leccarmi la figa, mentre io continuo a leccarglielo. Il primo orgasmo probabilmente lo raggiungo quando mi appoggia la lingua sulle grandi labbra’lo sento succhiare e mi rendo conto che lo sto inondando’muovo la mia testa su e giu’ sul suo cazzo mentre agito il bacino per assecondare anche il mio godimento..e quando mi sembra d’impazzire di colpo si stacca da me, mi sfila il cazzo dalla bocca, mi gira alla pecorina ed in un solo colpo mi penetra nella figa. Sono a 4 zampe sul tappeto di casa di uno sconosciuto che mi sta scopando e non so neanche il suo nome. In qst esatto istante raggiungo il secondo orgasmo, mi sta scopando in maniera forte e decisa”ti piace eh? Sei una dolcissima troia, non mi ero sbagliato’ ed accompagna qst frase con uno sculaccione sulla natica sinistra. Mi giro con uno sguardo di fuoco che lo dovrebbe incenerire, ma a quanto pare ottengo solo l’effetto contrario, perché si eccita ancora di piu’ e me ne da un altro. Non capisco perché ma non mi fa male’non so se &egrave perché mi sento aprire in due dai suoi colpi, o se perché mi sculaccia con maestria, ma godo di nuovo e qst volta visto che la mia soddisfazione &egrave quasi urlata, non riesce a trattenersi neanche lui e mi inonda la schiena di sborra’.Ci accasciamo vicini sul tappeto, mi abbraccia di nuovo con una tenerezza che durante il rapporto era svanita, e mi dice :’Piacere io sono’.’

‘.tu sai il tuo nome’non &egrave necessario che lo pubblichi’
Un bacio
F.

Autore Pubblicato il: 11 Aprile 2007Categorie: Senza categoria0 Commenti

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