Sono tornato, sono tornato come ogni anno, sempre lì.
Si come ogni anno, ma stavolta è diverso, stavolta l’estate è densa di nubi’ si, c’è il sole, fa caldo ora, ma loro rimangono.
Lei è lì, come ogni anno, coi suoi cuccioli.
Lei che è sempre una gioia rivedere, che sa, che riesce almeno un po’ a far che la pioggia non mi dia fastidio, come cercai di fare con Lei quando il fulmine colpì.
Lei che vede, Lei che scopre ciò che ho perduto e che vorrei tanto riavere.
Lei che ora segue le mie tracce sulla sua strada per la sua nuova meta, sapendo le insidie che una caccia comporta.
Lei, attirata dalle scintille del fuoco che ho acceso per scaldarmi nella tempesta.
Lei che il calore aveva sopito, dal mio fuoco ammaliata, il suo fuoco riaccende.
La fiamma che arde, la brucia da dentro’ il mio fuoco ormai è nulla, il suo fuoco fa breccia nelle mie nubi.
La vampa svanisce, più non la vedo, solo il silenzio.
Riprendo il cammino, la meta è lontana e non conosco la strada.
Un grido dall’alto, un’ombra in picchiata, il braccio a scudo’
Bentornata Fenice, andiamo insieme. I miei errori per la tua nuova vita.
Guidami come io ti guido.
Grazie di esistere.
Le illusioni non muoiono mai.



Ciao Serafinooo, ti conviene andare sul mio profilo e seguire l'ordine da li. Comunque come ti sembrano?
Mi dispiacerà molto quando avrò finito di leggere tutti i tuoi racconti. Hai una scrittura che tira subito dentro, e…
Scusa se mi intrometto ma forse è un errore del sito. Anche a me è successo, gli mandi i capitoli…
Mi piacerebbe leggerli, a che nome? Qui non si trova nulla nemmeno inserendo l'autore.
Gran racconto! Spero vorrai pubblicarne ancora.