L’estate sembra appena finita, eppure l’inverno già incombe.
Sospendendo per un po’ i racconti di fantasia, abbiamo deciso di scrivere, a quattro mani, un’avventura che ci è capitata nella seconda metà di luglio.
La seconda metà di luglio da noi è stata terribile!!!
Il caldo soffocante non ci dava tregua neanche di notte e noi due avevamo rinunciato anche ad andare alla barca, perché, in porto dormire in cabina era impossibile.
Ci eravamo rifugiati in casa dove, grazie ai condizionatori, si poteva finalmente respirare.
Mauro
Siamo seduti sul dondolo in terrazza in cerca di un po’ di refrigerio nella brezza notturna, prima di chiuderci tra quattro mura nel fresco dell’aria condizionata.
Ma di brezza stasera neanche l’ombra.
Cristina è semisdraiata sui cuscini del dondolo con indosso solo lo slippino giallo del costume ed io con degli shorts leggerissimi; sediamo discosti per via del caldo e boccheggiamo.
-“Senti, non ce la faccio più, ma non ho voglia di entrare in casa.” – mi fa – “Che ne dici se ce ne andiamo in spiaggia, forse è più fresco e, magari, ci facciamo un bagno?”
-“Uhm, non è una cattiva idea. Dai andiamo” – acconsento.
Mettiamo su qualcosa, prendiamo l’auto e via verso la spiaggia.
Andiamo in una parte del litorale poco frequentata, solo qualche pescatore notturno ogni tanto.
Scegliamo un posto abbastanza isolato, parcheggio e scendiamo in spiaggia.
Non appena stendiamo gli asciugamani, Cristina si toglie copricostume e slippino e corre nuda verso il mare, tuffandosi.
-“Vieni, l’acqua è fresca, magnifica!!” – mi dice riemergendo.
La seguo in acqua, nudo anch’io.
Lei comincia a nuotare verso il largo, con la sua bracciata ingannevolmente lenta ma vigorosa.
Devo impegnarmi per stargli dietro.
Quando ci fermiamo siamo affannati, ma ristorati dal fresco dell’acqua.
Cristina si avvicina e mettendomi le braccia al collo e le gambe intorno ai fianchi, mi bacia mentre sprofondiamo sott’acqua.
Riemergiamo sputacchiando e ridendo ancora allacciati.
-“Dai torniamo verso riva” – mi fa allontanandosi da me.
Quando arriviamo nell’acqua bassa, ci accorgiamo che un gruppo di ragazzi si è accampato ad una ventina di metri dai nostri asciugamani ed ha acceso un falò.
Giochiamo ancora un po’ in mare e poi usciamo, completamente rinfrescati.
Non ci preoccupiamo di essere nudi, anche se la notte è rischiarata da una bella mezzaluna, la distanza dal falò ci offre una giusta privacy e, poi, in fondo non c’importa.
Come ci sdraiamo, Cristina si stende sopra di me, baciandomi.
La sua pelle bagnata è piacevolmente fresca, la sua lingua cerca la mia e sento sul petto il duro dei suoi capezzoli eretti.
Ormai ho imparato che quando fa così è eccitata ed ha voglia di fare l’amore.
Il mio membro reagisce subito al contatto col suo corpo ed alla sensualità che emana e s’indurisce, infilandosi tra le sue cosce.
-“Non pensi che possano vederci?” – le sussurro sulle labbra.
-“Non m’importa” – afferma, muovendo le anche lentamente ed accarezzandomi l’asta con le labbra fresche della figa.
Continua la danza, baciandomi il collo e coprendomi il viso con i capelli bagnati.
Il gioco ci eccita sempre più, ora sento che le sue labbra intime si sono scaldate ed umide mi accarezzano il glande posizionato all’ingresso della vagina.
Un liquido caldo mi bagna la cappella inumidendola.
-“Vieni… Entra in me” – mi dice con voce roca dal desiderio.
Sto per dare la spinta per entrare… Un’ombra mi copre il viso… Una coppia di ragazzi è in piedi accanto a noi!!!
-“Buonasera.” – fa uno – “Scusate se vi abbiamo disturbato, ma non ci eravamo accorti che c’era qualcun altro nelle vicinanze quando siamo arrivati.”
-“E dovevi scegliere proprio questo momento per scusarti” – penso.
-“Non fa niente.” – risponde Cris – “La spiaggia è grande”.
-“Se volete potete unirvi a noi.” – continua lui, mentre guarda le chiappe nude di Cris – “Stiamo festeggiando il compleanno di un’amica ed abbiamo portato qualcosa da bere”.
Cristina mi guarda con aria interrogativa.
-“Se ti fa piacere” – le dico, anche se penso che preferirei continuare quello che avevamo iniziato.
-“Ok.” – fa lei – “Vi raggiungiamo tra qualche minuto”.
-“Va bene, vi aspettiamo” – e si allontana col suo amico.
-“Ma non era meglio se continuavamo tra noi due?” – dico.
-“Abbiamo tutto il tempo… Chissà che la serata non riserbi qualche sorpresa. E poi ho sentito che ti sei ammosciato” – continua ridendo.
-“Volevi che continuassi a scoparti davanti a loro?”.
-“Chissà… può darsi” – dice ridendo e sollevandosi.
-“Ecco che salta fuori l’anima da porcellina” – penso tra me.
Infiliamo i nostri abiti, raccogliamo gli asciugamani e ci dirigiamo verso il falò.
Il gruppetto è formato da tre ragazzi e quattro ragazze, tutti in costume da bagno.
Ci presentiamo, oltre ai due che sono venuti da noi, Antonio e Marco, c’è Paulo, che suona la chitarra, e poi le ragazze, Clara e Maria, due belle bionde, Pamela e Sonia, due brune, quest’ultima la festeggiata, tutti ventenni.
Della compagnia solo Clara e Marco sono fidanzati, gli altri sono amici e compagni d’università.
Ci sediamo in circolo intorno al falò ed Antonio stappa due birre, prese da un secchio col ghiaccio, e ce le offre.
Cristina afferra la bottiglia e ne scola una buona metà tutto d’un fiato.
-“Aahh ci voleva proprio, avevo una sete”.
Non ci mette molto a finire la bottiglia ed Antonio, pronto, arriva con un’altra.
-“Invece della birra vuoi un po’ di tequila?” – chiede a Cris.
-“Mah non so, non l’ho mai bevuta, non so che sapore abbia”- risponde lei.
-“Allora devi provarla” – e si allontana.
Torna con una bottiglia del liquore, un sacchetto, che credo sia sale ed un mezzo limone.
-“Ti spiego come va bevuta la tequila.” – fa rivolto a lei – “Devi mettere un po’ di sale sul dorso della mano, leccarlo e bere la tequila in un sol sorso, poi succhi il limone; il tutto esalta il sapore del liquore”.
-“Proviamo” – e come da istruzioni ingoia il bicchierino di tequila.
-“Aagghh.” – singulta quando stacca le labbra dal limone – “È forte, scende giù come acqua bollente, però è buona”.
-“Tieni” – fa Antonio e le riempie di nuovo il bicchiere.
E giù un altro shottino!!!
-“Vai calma.” – l’avverto io – “Non vorrei riportarti a casa in braccio”.
-“Ma no, che vuoi che siano due bicchierini” – mi fa, ridendo.
Paulo, intanto, suona dei motivi sudamericani.
Ci hanno detto che è brasiliano ed è in Italia per studiare.
È un bel ragazzo, con la pelle color cioccolato, anche stando seduto, si vede che ha un fisico atletico; suona la chitarra benissimo ed ogni tanto intona qualche canzone del suo paese, con una voce ben modulata.
Alcuni dei ragazzi stanno ballando vicino al fuoco.
-“Vieni a ballare con noi?” – chiede Marco a Cris avvicinandosi.
-“Perché no” – e si alza per unirsi al gruppo.
Mentre balla, il chiarore del fuoco, mette in evidenza, attraverso la trasparenza del copricostume, le forme del suo corpo come se fosse nuda.
E non sono il solo ad essermene accorto; mentre suona, Paulo, non stacca gli occhi dal corpo di Cristina e dalle sue movenze sensuali.
-“Ho sete” – dice dopo un po’ che balla.
E subito, Antonio, le mette in mano un’altra bottiglia di birra, e giù, un’altra mezza bottiglia.
-“Credo che stasera finirà lunga” – penso guardandola.
-“Andiamo a fare il bagno?” – grida Sonia togliendo il reggiseno e correndo verso il mare.
-“Sììì… Tutti in acqua” – rispondono in coro.
Correndo le ragazze si liberano dei pezzi superiori dei costumi e tutti assieme si tuffano fra le onde.
-Dai andiamo anche noi” – mi fa Cris, prendendomi la mano.
-“Fai attenzione, con tutto quello che hai bevuto rischi una congestione” – l’avverto.
-“Ma no, l’acqua è calda” – si toglie il copricostume e mi trascina verso il mare.
Ormai è su di giri e niente può fermarla.
Entriamo in acqua fra gli schizzi e le risa dei ragazzi che giocano.
Ben presto ci ritroviamo separati; io sono oggetto delle attenzioni delle ragazze, mentre Cris è circondata dai ragazzi.
Nel marasma del gioco, ora vengo toccato dalla mano di una, ora sfiorato dai seni di un’altra; comincia a diventare divertente.
Guardo verso Cristina e penso che anche lei stia subendo la stessa cosa.
Ma ve lo faccio raccontare da lei.
Cristina
I ragazzi mi hanno circondata e mi spruzzano acqua da tutte le parti; cerco di difendermi, ma è una lotta impari, comunque, mi sto divertendo un mondo!!!
Ad un tratto sento una mano che mi sfiora le natiche, mi giro, ma non faccio in tempo a vedere chi è, che un’altra mi prende un seno e l’accarezza.
Mi volto ancora e mi ritrovo faccia a faccia con Paulo che mi sorride.
Un altro corpo si struscia contro la mia schiena e sento qualcosa di duro spingere sul culo.
Ora sono stretta a sandwich tra Paulo e Antonio che non si fanno scrupoli a palparmi tette e culo.
-“Ragazzi manteniamo la calma” – dico, cercando di raffreddare i loro bollori giovanili.
Macché, non ci pensano nemmeno!!!
Paulo si attacca alle mie tette e me le massaggia a piene mani, di dietro, Antonio mi carezza le spalle e mi fa sentire il suo pacco duro contro il culo.
-“E lasciati andare” – mi dice Antonio nell’orecchio.
Non faccio in tempo a rispondere che Paulo mi bacia.
Istintivamente dischiudo le labbra e la sua lingua ne approfitta; cerca la mia e, quando la trova, inizia a mulinarci attorno.
Ora, come sapete, sono molto sensibile ai baci e quello di Paulo mi sconvolge; un brivido mi percorre e non è il freddo dell’acqua.
Lui si stacca dalle labbra, china la testa e prende a succhiarmi un capezzolo; abbassa un braccio e la sua mano mi accarezza la pancia, scendendo, poi, al pube.
Il seno lasciato libero viene subito preso, da dietro, da Antonio il quale ne fa girare il capezzolo duro tra le dita.
Non so che fare.
Vorrei dire loro di smetterla, ma, forse a causa dell’alcool, o forse è l’atmosfera della serata, ma un languore comincia ad invadermi il corpo.
Mentre Antonio continua a stuzzicarmi il capezzolo e a baciarmi il collo e la nuca, la mano di Paulo è scesa dentro lo slip e mi carezza il pube.
Quando le sue dita trovano la clitoride e l’accarezzano, ho uno scatto e automaticamente i miei fianchi si sporgono in avanti, come a facilitargli il compito.
Lui intuisce il mio abbandono e mi abbassa lo slip per potermi accarezzare meglio.
Con il pollice continua a sfregarmi il clito e con il medio entra tra le labbra trovando la figa bagnata e morbida,.
Mi masturba ancora un po’, poi mi prende alle cosce e mi solleva, mettendosele attorno ai fianchi; nel mentre, Antonio, approfittando dello slip abbassato, ha posizionato il suo cazzo duro tra le mie natiche e lo struscia su e giù.
Una cosa enorme si appoggia alle labbra della mia figa e comincia sfregarle come a cercare il passaggio.
-“Caspita!! Allora è vero che i brasiliani sono superdotati!!!” – penso – “Devo fermarli, altrimenti questi mi scopano tutti e due e sono senza preservativo”.
Mi appoggio alle spalle di Paulo e spingendo mi scosto da loro, anche se ho la figa in fiamme.
-“Che succede?” – mi chiedono con aria interrogativa.
-“Succede che avete l’età dei miei studenti; non voglio fare sesso con voi, soprattutto senza protezione.
-“E noi che facciamo?” – fa Paulo deluso, alludendo ai loro membri eccitati.
Li guardo e m’intenerisco.
Mi metto tra loro e, sott’acqua, prendo in ciascuna mano i loro membri durissimi.
Sono sufficienti pochi su e giù ed Antonio per primo, gode con un rantolo.
Paulo resiste pochi movimenti in più, ma, poi, anche lui si lascia andare e gode mugolando come un cagnolino.
Continuo a menarli ancora un po’ e quando li sento ammosciarsi, li lascio e me ne vado a riva.
Mauro
Le ragazze continuano a giocare con me, ma senza andare mai oltre i limiti.
Mi guardo attorno e vedo Clara e Marco che, abbracciati, stanno limonando poco lontano; cerco Cristina e la vedo, più lontano, stretta tra Antonio e Paulo.
Posso ben immaginare le libertà che i due si stanno prendendo con lei.
Ad un certo punto la vedo uscire dalla loro presa e mettersi di lato.
Ancora qualche minuto e lei si dirige verso la riva.
Do un bacio sulla guancia a ciascuna delle ragazze ed esco anch’io dall’acqua.
Mentre torniamo a casa, in auto, Cristina mi racconta cosa è successo in acqua con i due ragazzi.
-“Ti avevo avvertita che fare il bagno dopo aver bevuto troppo fa male” – le dico e tutti e due scoppiamo a ridere.
Tornati a casa eravamo, soprattutto lei, ancora eccitati per ciò che era accaduto e, nonostante l’ora tarda, abbiamo fatto l’amore appassionatamente.
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...
Ciao, innanzitutto ti voglio ringraziare per i tuoi racconti veramente degni di nota per questo in particolare sottolineo che di…
Condivido, bellissimo l'incesto