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RACCONTO 3 ‘ Gloria e Marco, il secondo incontro.

Sono passati quasi 2 mesi dalla loro prima esperienza, il primo tentativo di dar corpo alle loro fantasie.
Ne hanno parlato spesso, quasi sempre di sera, e quasi sempre il ricordo di quella esperienza li eccitava e li avvicinava. Entrambi nei rispettivi ruoli erano rimasti soddisfatti, non negavano che il breve tempo in cui Gloria era rimasta nelle mani di un uomo che non conosceva e ne aveva subito le carezze e gli sguardi, aveva arricchito la loro vita sessuale. Non che prima avessero motivi di crisi, ma ora facevano l’amore più spesso, con un rinnovato vigore. Mentre lo facevano richiamavano spesso le immagini vissute e ne traevano motivo di maggior eccitazione.
Gloria poi che, all’inizio, aveva avuto le maggiori perplessità, riconosceva che quell’uomo era stato capace di avvicinarsi a lei nel modo giusto, con calma, lentamente l’aveva messa a proprio agio e lei si era trovata ad abbandonarsi a lui; le sue mani l’avevano spogliata, carezzata, aperta, non l’avevano abbandonata un solo istante e lei, alla fine, aveva avuto un orgasmo, molto forte. Cosa che non si sarebbe certo aspettata.
Ovviamente avevano anche parlato delle possibilità di ripetere l’esperienza, ma non ne sentivano l’urgenza, per il momento si bastavano.
Ora però, erano passati quasi due mesi e i loro discorsi (soprattutto quelli di Marco) tornavano a proporre una nuova esperienza. Gloria non ne sentiva una reale necessità, si le era piaciuto, pensarci la stimolava, ma Marco le bastava, tuttavia il sapere quanto lui si eccitasse al pensiero di vederla nuovamente nelle mani di un altro uomo la faceva pensare spesso a questa possibilità e, più di una volta, con stupore, si accorgeva di quanto il suo respiro accelerasse, il suo cuore battesse più rapido ed una strana sensazione di inquietudine e di languore si impadronissero di lei.
Così una sera, era inverno ormai, abbracciati ed insonni, tornarono sull’argomento.
G- Mmm’..senti, se dovessimo decidere di ripetere l’esperienza, come te la immagini questa volta?
M- Si, ci ho pensato. Ci sarebbero dei punti da decidere che ne condizionerebbero lo svolgimento.
G- Vale a dire?
M- Innanzi tutto l’uomo. Un nuovo personaggio od il precedente?
G- Non ci avevo pensato. Direi uno nuovo.
M- Perché?
G- Ma, non saprei, diciamo che quello mi conosce già, uno nuovo sarebbe più eccitante.
M- Però vorrei metterti in guardia su un punto molto importante. Io penso che la prima volta siamo stati molto fortunati, ci siamo imbattuti in un personaggio che, alla fine, si &egrave rivelato molto affidabile e’.diciamo esperto. Pensa se fosse stato meno abile o, addirittura, più rozzo.
G- Sarebbe stato orribile.
M- Appunto.
G- Quindi tu preferiresti ripetere la cosa con il primo?
M- Non, non necessariamente. C’&egrave un altro punto da considerare: con un nuovo soggetto limiti e regole potrebbero essere le stesse, ma l’incognita &egrave data proprio dal soggetto. Ripetere l’esperienza con il primo invece, darebbe sicurezza sulla persona, ma regole e limiti dovrebbero essere riviste.
G- Perché?
M- Perché non penso proprio che lui accetti di incontrarci ancora con tutte le limitazioni che gli avevamo imposto la prima volta. Ormai la storia che gli avevamo raccontato non regge più. Lui ti ha già avuto, ha visto che, se toccata nel modo giusto, riesci a godere delle carezze di un uomo che non &egrave tuo marito. Credo lui sia sicuramente interessato ad incontrarti ancora, ma vorrà di più.
G- E’giusto, non so che decidere. Cosa ne pensi?
M- Penso che dovremmo decidere insieme. Io sono al 50% delle possibilità. Da una parte ci sono dei rischi, dall’altra ci sono dei nuovi limiti da superare.
G- Mi sto innervosendo, vorrei pensarci un po’. Buona notte amore.
”””””””””.
Dopo pochi giorni ritornano sull’argomento.
G- Questa storia mi sta togliendo il sonno. Ho pensato e ripensato alle varie possibilità, ma mi sembra di essere ancora più confusa. Se da una parte sceglierei il nuovo per le ragioni che ti avevo già detto, il rischio di trovare qualcuno che non sia all’altezza del primo mi toglie tutti gli stimoli. Con lui ero stata bene, ritrovarmi con lui mi metterebbe sicuramente a mio agio, ma quanto vorrà in più?
M- Questo tocca a noi deciderlo. Siamo noi a dettare le regole. E poi, ti ripeto, deve essere qualcosa che ti senti di fare, limiti che ti senti di voler superare, mai forzarti a fare qualcosa se non senti di essere pronta a farlo.
L’altra volta non avrei scommesso un euro che ti sarebbe piaciuto, ma non solo sei riuscita a rilassarti, ad abbandonarti, ma sei anche venuta.
G- E’ vero, mi &egrave piaciuto farlo.
M- Vedi, per cui non devi preoccuparti per qualcosa che non esiste.
G- Ok, allora quali potrebbero essere le nuove regole?
M- Vediamo. Per decidere le nuove regole bisogna partire dalle vecchie. La prima era: DOVRA’ RIMANERE VESTITO. Che dici?
G- Imbarazzante. Effettivamente &egrave molto ferrea, ma non mi sento neanche di dirgli: devi spogliarti! Mi sentirei morire se lo vedessi venire verso di me nudo.
M- Effettivamente anche a me non piacerebbe. Al limite dovrebbe essere una cosa che si verifica nel corso dell’incontro, sicuramente non lui che si prepara nudo.
G- Ho capito, ma come la mettiamo? Mi accarezza un po’ poi si toglie i pantaloni, un altro po’ e via le mutande, cazzo!
M- Ok, ok, no non così. Senti e se dovessi essere tu a decidere se e quando lui si dovrà spogliare?
G- Si, ma così io non sarei più passiva, ma diventerei attiva.
M- E dov’&egrave il problema, sarebbe una altra regola che viene cambiata, così però saresti tu a condurre il gioco.
G- Beh, non &egrave male. Se dovessi sentirmi gli potrei dire: Ora spogliati.
M- No, direi che la cosa dovrà verificarsi con molta probabilità, altrimenti lui si sentirà preso in giro. Devi entrare bene nella tua parte, ti ricordi la prima volta quanto eri molto eccitata, a me &egrave sembrato che, almeno in un paio di momenti, saresti stata pronta a fare di più, molto di più di quanto hai fatto.
Gloria, effettivamente, ricordò come nel corso del precedente incontro, molto vicina all’orgasmo, avesse desiderato avere Marco dentro di se, di come, forse, sarebbe stata pronta a”’.
G- Hai ragione, hai ragione. Ok, lasciamo questo punto in sospeso per un po’, lasciamolo sedimentare.
M- Ok, &egrave sicuramente la cosa migliore, la risposta verrà da se. La seconda regola era: POTRA’ USARE SOLO LE SUE MANI.
G- Oltre le mani, quali altre parti potrebbe usare? Bocca, forse. Pisello, escluso.
M- (ridendo) effettivamente rimarrebbero solo i piedi, ma li escludiamo per certo. Il pisello &egrave anche fuori discussione, nel senso che non ti potrà penetrare, ma se poi gli consentirai di spogliarsi il suo pisello te lo troverai attorno.
G- Oh, caspita. Cosa dovrò farci?
M- Ferma, farai quello che ti sentirai di fare, magari nulla. Vuoi vivere un passo alla volta?
G- Ok, ok. La bocca allora.
M- La bocca. Con la bocca potrà baciarti i seni (non la bocca, quella &egrave solo mia) e la cosa ti potrebbe piacere, ma con la bocca ti potrà anche leccare il sesso e spingere la lingua dentro di te, potrebbe piacerti anche questo, ma devi metterlo in conto.
G- Non vale, se fai così mollo tutto. Prima mi chiedi di fare un passo alla volta poi, a freddo, mi metti davanti una situazione che vista così mi blocca, poi magari al momento’..
M- Scusa, hai ragione. Il problema non c’&egrave, tu potrai fermare il gioco quando vorrai se dovesse fare qualcosa che ti disturba. Pensiamo al risvolto sanitario a questo punto. Ne parlerò con lui.
G- Andiamo avanti, comunque poi faremo un riassunto.
M- La terza regola era: AVRA’ A DISPOSIZIONE UN’ORA DI TEMPO. Questa mi sembra eliminabile. Il gioco finirà quando tu dirai basta. Difficilmente potrà durare meno di un’ora, ma potrebbe continuare molto più a lungo.
G- Sono d’accordo.
M- Quarta regola: NON POTRA’ TOCCARLE IL VISO E LA BOCCA. Per quanto mi riguarda lascerei il divieto per la bocca.
G- D’accordo.
M- Quinta: NON POTRA’ PENETRARLA NEL SEDERE CON LE DITA. Che dici?
G- Dico che resta.
M- Perché, noi l’abbiamo già fatto e la cosa, anche se non ti porta all’orgasmo non ti disturba neanche?
G- Primo perché, appunto, non mi da piacere più di tanto, poi perché &egrave un problema igienico. Di te mi fido, ma se poi lui mi entra nella vagina con le dita sporche? Rischio di beccarmi un’infezione.
M- Ok, penetrazioni anali proibite. Carezze o baci OK?
G-”..OK.
M- Sesta, NO A FORME DI VIOLENZA O DI UMILIAZIONE. Confermato.
M- Settima, LEI NON SARA’ ATTIVA MA SOLO PASSIVA. Questo punto &egrave collegato al primo.
G- Si, direi che questa discussione mi sta facendo venire delle strane sensazioni, perché non vieni qui e stacchiamo un attimo?”””.
La sera dopo.
M- Allora proviamo a stendere il nuovo regolamento? Cosa hai pensato?
G- Fammi un riassunto.
M- Regole decise:
LUI SARA’ LIBERO DI USARE LE MANI E LA BOCCA.
L’INCONTRO AVRA’ TERMINE QUAND LEI LO DECIDERA’.
LUI NON POTRA’ TOCCARE O BACIARE LA SUA BOCCA.
SONO ESCLUSE LE PENETRAZIONI ANALI.
SONO ESCLUSE FORME DI VIOLENZA O DI UMILIAZIONE.
Rimane da decidere se lui dovrà restare vestito e se tu sarai solo passiva.
G- Ok, sentimi bene, io adesso non posso decidere e fissare una regola precisa. Magari mi sentirò di fare qualcosa, ma non riesco e non voglio pensarci ora, sai bene che, se la cosa mi prende nel verso giusto, potrei sorprenderti.
M- (guardandola con gli occhi brillanti) Lo so, lo so.
G- Spiegaglielo, lui dovrà accettare l’imprevisto. Quello che verrà, verrà.
M- Sono sicuro che capirà. Quindi, ultima regola: LUI DOVRA’ INCOMINCIARE L’INCONTRO VESTITO, SARA’ LEI A DECIDERE, NEL CORSO DELL’INCONTRO STESSO, I SUCCESSIVI SVILUPPI.
G- Amen.
”””””””””””.
Nei giorni successivi furono molto occupati, non parlarono più della cosa.
Si avvicinava Natale ed i preparativi si sommavano ai rispettivi impegni di lavoro. Una sera, mentre stavano parlando delle vicine feste e commentavano il fatto che la maggior parte degli amici sarebbe partita per qualche giorno di vacanza (loro non avrebbero potuto perché la banca dove lavorava Gloria le aveva concesso solo 2 giorni di ferie) lasciandoli in città con poco o nulla da fare, Marco le propose di combinare il secondo incontro.
Gloria sorrise, per due motivi: il primo &egrave che se l’aspettava, il secondo che ci aveva pensato anche lei, ma a Marco disse solo il primo.
Il giorno dopo Marco telefonò all’uomo. Costui fu gentile, disse che si aspettava di essere richiamato, ma che era passato un po’ di tempo e quindi pensava di essersi sbagliato. Si, lui era sempre interessato, per il periodo non c’erano problemi, ma chiese come stavano ora le cose tra di loro. Marco non lo lasciò finire e gli disse che le regole erano cambiate, ma che ci sarebbero comunque stati dei limiti. L’uomo chiese se potevano incontrarsi per parlarne meglio. Marco accettò, anche perché voleva approfondire il discorso sanitario.
Il sabato successivo sarebbe andato a Milano con Gloria per i regali di Natale, avrebbe lasciato Gloria da sola per il tempo necessario all’incontro. Si accordarono per le 15 allo stesso bar.
””””””
M- Buongiorno.
Buongiorno a lei.
M- Mi ha incuriosito quando mi ha detto che si aspettava di essere richiamato. Come mai?
Vede, sono entrato in questo giro un po’ di anni fa, allora ero sposato (poi abbiamo divorziato), ma mi piaceva e ci sono rimasto. Ho incontrato molte coppie in questi anni, sia con la mia ex moglie, sia dopo, come single. Ormai capisco cosa vuole la gente che mi contatta. Voi mi siete piaciuti, si vedeva che eravate all’inizio, ma (non lo prenda come un complimento) siete una coppia elegante, di buon gusto. Avete i vostri ritmi, ma va bene così. Siete sulla mia lunghezza d’onda, a me non piacciono quelli che cercano carne da macello, mi stancano. Non c’&egrave nessuna storia, nessuna sottigliezza dietro a due che cercano un toro da monta. A me piacciono le storie, i percorsi un po’ cerebrali. Ad una donna nuda preferisco una donna da scoprire. A delle gambe aperte, preferisco un paio di mutandine di seta. Il gioco della seduzione &egrave irresistibile. Sua moglie &egrave perfetta in questo ruolo. Non ho dovuto fingere con voi, &egrave venuto tutto con naturalezza. Quando vi ho lasciato, sapevo che l’incontro vi era piaciuto, non c’erano state forzature, tutto aveva avuto i tempi giusti. Mi aspettavo di essere richiamato, magari non subito, ma ci contavo. Poi ho pensato che forse avreste provato con qualcun altro, ma pensavo che sareste tornati.
M- Beh..(leggermente imbarazzato)..grazie.
Ecco, siamo qui per parlare del prossimo incontro. Con mia moglie avremmo deciso di modificare un po’ le regole, diciamo di ampliarle un poco.
Gli disse dei nuovi limiti, di come alcuni di essi sarebbero stati decisi da Gloria al momento, senza nessun obbligo anticipato. L’uomo accettò. Gli chiese dei controlli sanitari, l’uomo faceva regolari controlli, aveva con se l’ultimo referto di alcune settimane prima. Si accordarono per il 29 dicembre, allo stesso posto, ma un’ora prima, alle 14.
”””””.
Prima di congedarsi Marco aggiunse- Un’altra cosa, mia moglie preferirebbe mantenere i rapporti interpersonali su un piano molto formale. Non &egrave per freddezza o per mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma solo una forma di compensazione all’estrema intimità fisica cui lei ha accesso. Sentiamo entrambi il bisogno di stabilire una separazione netta tra lei ed il nostro quotidiano. Almeno per ora.
L’uomo rimase in silenzio per una attimo- Non ci sono problemi, appuntamento al 29. Faccia gli auguri a sua moglie.
””””””’.
La mattina del 29 &egrave diversa dalla precedente, Gloria &egrave sempre un po’ nervosa, ma più allegra e disponibile. Ha deciso di non parlare con Marco dell’abbigliamento, avrebbe fatto di testa sua.
Si alzano tardi e decidono per un’abbondante colazione fuori casa, per non dover poi riordinare la cucina.
Alle 13 erano rientrati. Gloria bacia Marco, lo saluta e si dirige verso il bagno. Marco sa che lei vuole rimanere da sola, per cui esce e si dirige verso la stazione.
L’uomo &egrave puntuale. Arrivano a casa.
Marco apre la porta e chiama la moglie. Lei risponde dal soggiorno, &egrave seduta su una poltrona, al loro ingresso si alza, bacia Marco e saluta l’uomo con un- Buon giorno, sta bene?
-Grazie, buon giorno a Lei.
Gloria &egrave vestita in modo semplice e raffinato: un cardigan di cachemire nero, dei pantaloni di lana ampi e comodi in una fantasia maschile di grigi, dei mocassini bassi di cuoio nero. Il suo abbigliamento sorprende Marco, soprattutto i pantaloni, si sarebbe aspettato qualcosa di più femminile, sicuramente una gonna.
Dopo i saluti, anticipando un imbarazzato silenzio, l’uomo prende l’iniziativa e, rivolgendosi a Gloria dice- Bene, suo marito mi ha detto delle nuove regole, ne sono compiaciuto.
Gloria guarda Marco e dice- Grazie, io sono pronta.
Marco chiede- Dove preferisce stare?
L’uomo- La volta scorsa mi fece vedere la camera da letto, andrà bene li.
Poi, rivolgendosi a Gloria aggiunge- Le chiederei di farmi da guida, ma prima vorrei che si togliesse i pantaloni, vorrei guardarle le gambe mentre cammina.
Gloria rimane un attimo stupita, poi sorride ed incomincia ad aprire la cintura. Si muove lentamente, con grazia. Apre il bottone e poi fa scorrere la lampo. Abbassa i pantaloni sino alle ginocchia, si siede e li sfila dalle gambe. Mentre compie questi movimenti continua a sorridere pensando all’immagine di lei che cammina davanti ai due uomini con le gambe scoperte.
Sotto i pantaloni Gloria indossa un paio di calze autoreggenti a rete sottile, nere. Il bordo di pizzo lascia scoperta la parte alta delle cosce sino alle mutandine di pizzo, ugualmente nere e molto trasparenti. Il cardigan si ferma sopra ai suoi fianchi, sopra il bordo delle mutandine. L’effetto &egrave estremamente sexy.
La donna si alza, guarda l’uomo e lo invita a seguirla.
Cammina piano, in modo naturale. Le sue gambe, snelle ed affusolate, si muovono sciolte, la trasparenza del suo abbigliamento intimo rivela le forme delle sue natiche
All’ingresso della camera si volge e dice- E’ qui.
La camera &egrave ampia, la luce soffusa.
Al centro un letto dalle linee molto pulite, ai suoi piedi una piccola panca imbottita. Non ci sono armadi, solo due basse cassettiere appoggiate alla parete opposta al letto. I colori sono neutri, una grande finestra da sul giardino. Le tende sono parzialmente aperte.
Gloria entra e si ferma, attende.
L’uomo la segue, si guarda intorno, poi si dirige verso il letto, si ferma ai suoi piedi, scosta leggermente la panca e si siede al centro, rivolto verso il letto.
Si rivolge a Gloria e le dice- Venga per favore, si metta qui, in piedi, di fronte a me.
La donna obbedisce.
Lui ora &egrave seduto sulla panca, a circa 50 cm dal letto, Gloria &egrave in piedi, in mezzo alle sue gambe, rivolta verso di lui.
L’uomo le appoggia le mani sui fianchi, le fa scorrere lungo l’esterno delle cosce, si sofferma sulla sua pelle, scende sino alle caviglie poi risale lentamente, passa all’interno delle gambe, si ferma ancora sopra il bordo delle calze, sulla pelle nuda. Con entrambe le mani accarezza la parte alta delle cosce scoperte, ne sente la morbidezza, avvicina il viso al bacino della donna e ne respira il profumo. Con le mani sui suoi fianchi la fa girare, piano. Le poggia le mani sulle natiche, ma subito le riporta sui fianchi, al bordo delle mutandine e comincia ad abbassarle. Sempre lentamente le fa scorrere in basso sino ai piedi, l’aiuta a sfilare l’indumento, la libera delle scarpe.
Ora Gloria indossa solo le calze, mentre il suo busto &egrave ancora completamente coperto. Marco la osserva e trova che questo contrasto sia estremamente eccitante.
Le mani dell’uomo tornano sulle sue natiche, le accarezzano, ne percorrono le rotondità, ne palpano la consistenza, scivolano sulle gambe, all’interno delle cosce, risalendo sfiorano le labbra della vagina. Gloria scosta leggermente i piedi per facilitare questa esplorazione. Incomincia a sentire il calore di queste carezze.
Le mani tornano sulle natiche, le aprono leggermente. Gloria si irrigidisce istintivamente, l’uomo se ne accorge, ma mantiene la sua presa, &egrave questione di attimi, la donna, per la prima volta, si sente forzata, senza violenza, ma come violata, poi dopo un istante cede arrossendo e lui può ora guardare, nella fessura che separa le natiche, l’apertura dell’ano con la pelle più scura. Mantenendo le mani in questa posizione l’uomo fa scorrere più volte i suoi pollici nella fessura, lentamente li fa passare sopra la pelle corrugata dell’orifizio. Non insiste, ma con questo suo gesto ha voluto far capire a Gloria che lei &egrave in suo potere e, nel rispetto delle regole dettate, lui potrà fare di lei ciò che vorrà.
La donna &egrave confusa, stava cominciando ad assaporare le carezze dell’uomo quando all’improvviso si &egrave sentita usata contro la sua volontà. Si sente eccitata, ma capisce che la situazione non &egrave più sotto il suo completo controllo, l’uomo ha dei diritti su di lei ed ha cominciato ad esercitarli. Non sa che fare, quando sente la voce dell’uomo che le chiede di voltarsi ancora e la invita a sedere sul bordo del letto, di fronte a lui.
Le viene spontaneo obbedire, si volta e si siede.
Tuttavia l’uomo ha tenuto le sue ginocchia unite e Gloria, nel sedersi, ha un attimo di indecisione su come posizionare le sue gambe. Intervengono allora le mani di lui che si appoggiano sulle sue ginocchia e, guardandola negli occhi, le scostano in modo tale da farla sedere con le gambe aperte ai lati di quelle dell’uomo.
Lei si sente avvampare, &egrave una posizione che la imbarazza molto, &egrave tesa.
L’uomo lo percepisce, comprende il suo stato d’animo, ma voleva farle capire che anche lui può decidere. Da adesso in poi tornerà la dolcezza.
Lui mantiene le mani sulle ginocchia di lei, le accarezza piano, le parla con voce calda e rassicurante, le dice di stare tranquilla, che &egrave bellissima, di non temere, la blandisce.
Comincia a far scorrere le mani sulle sue braccia, sulle spalle, le tocca piano il collo, la nuca, i capelli.
Le sfiora il viso, la fronte, passa le dita sulle sopracciglia, dietro le orecchie. Le prende le mani e le bacia lievemente.
Continua così per molti minuti, lei comincia a rilassarsi, dimentica la sua posizione, ormai lui ha visto tutto di lei, non ha senso sentirsi a disagio per essere così nuda, così esposta ai suoi occhi.
Le sue ginocchia che prima stringevano nervosamente le gambe dell’uomo si rilassano, si aprono leggermente.
L’uomo non le guarda il corpo, la guarda in viso come volesse dare più forza alle sue carezze, lei ne &egrave colpita.
Dopo un tempo indefinibile che &egrave servito a calmarla, l’uomo le dice che ora le toglierà la maglia. Lei lo guarda, annuisce. Lui porta le mani sui bottoncini del cardigan e comincia a slacciarli dall’alto verso il basso.
Marco, che segue la scena seduto su una poltrona nell’angolo, vede sua moglie seduta sul letto, con le gambe allargate (coperte solo dalle calze autoreggenti) davanti ad un uomo che le sta aprendo la maglia sul petto e su di un bellissimo reggiseno a balconcino nero. Lo spettacolo che offre lo eccita terribilmente.
L’uomo le sfila piano la maglia, le sua mani risalgono sulle braccia sino alle spalle e, da li, scendono sul seno, sorretto ed esposto dall’intimo. L’indumento &egrave di una seta molto leggera che non riesce a nascondere i capezzoli di Gloria, già induriti dall’eccitazione.
L’uomo scosta le spalline del reggiseno, le abbassa sulle braccia, le fa scendere sino a che le coppe si rovesciano e scoprono i capezzoli eretti. Gloria, senza una parola, allunga le mani dietro la schiena e slaccia il gancio dell’indumento, questo le cade in grembo, lei lo allontana.
Raddrizza ora le spalle, offre i suoi seni all’uomo, alle sue mani, ai suoi occhi.
Lui si china, avvicina la bocca al petto di lei, prende un capezzolo tra le labbra, una mano sull’altro seno. Comincia a far scorrere la sua lingua sull’aureola. Gloria ha un brivido, un forte sospiro. Le piace.
L’uomo, lentamente, partendo dal centro, fa scorrere la sua lingua attorno al capezzolo, allargando il percorso sul seno. L’altra mano accarezza piano l’altro seno.
Gloria appoggia le sua mani sul letto, appena dietro i suoi fianchi. In questo modo riesce ad inarcare il busto e ad offrirsi meglio alle sue carezze.
La bocca dell’uomo copre ora il suo seno, lo aspira al suo interno, con la lingua stuzzica il capezzolo, ne percorre il bordo. Gloria &egrave molto eccitata, i timori e le resistenze di poco prima sono spariti, &egrave rilassata, sta bene.
L’uomo, dopo aver assaporato i suoi seni, le bacia il collo, respira il profumo dei suoi capelli, la accarezza sui fianchi, sulle braccia, bacia ancora il suo petto, poi si allunga in avanti, le prende le mani e la invita a distendersi sul letto, all’indietro. Lei si abbandona.
E’ ora nuda, eccetto che per le calze, sdraiata sul letto di fronte all’uomo, le gambe allargate attorno alle ginocchia di lui. L’uomo la guarda con ammirazione poi, chinandosi un poco, prende una delle sue caviglie e la solleva appoggiando il piede sulla panca di fianco a lui, ripete l’operazione con l’altra caviglia. Ora Gloria &egrave ancora più esposta, ma non se ne vergogna, vuole che lui la guardi, che la tocchi, che faccia di lei ciò che vuole.
L’uomo passa le mani sulle sue gambe, risale all’interno delle cosce, si ferma sulla sua pelle, sfiora le labbra della sua vagina leggermente aperte e già umide.
Con entrambe le mani circonda poi una delle sue cosce e, scendendo, comincia ad arrotolare una calza facendola scendere lungo la gamba, la toglie e si china a baciare il ginocchio, le toglie l’altra calza.
Ora Gloria &egrave nuda, sdraiata, con le gambe piegate ed aperte, i piedi appoggiati sulla panca di fianco alle gambe dell’uomo.
Sta bene, &egrave calma, aspetta la prossima mossa di lui, il prossimo tocco, i capezzoli le fanno quasi male dall’eccitazione, la sua vagina &egrave umida, vuole sentire il piacere.
L’uomo si china ancora, le appoggia le labbra all’interno della coscia destra, vicino al ginocchio, la bacia piano, si sposta un poco e la bacia ancora, scosta le labbra ed appoggia la punta della lingua sulla pelle di lei, Gloria ha un fremito. Lui scende piano, fa scorrere la bocca e la lingua verso il basso, piano. Si solleva e ripete il bacio sull’altra gamba, scendendo ancora più in basso. Giunto a metà coscia lascia la sua posizione seduta e, senza staccare le labbra dalla donna, si inginocchia tra le sue gambe. Le sue mani carezzano l’esterno delle cosce ed i polpacci di lei, la sua bocca percorre l’interno delle sue cosce, lentamente scende sempre di più. Le sua mani ora scivolano all’interno delle ginocchia, le spinge piano verso l’esterno, facendole aprire ancora di più. La sua lingua arriva al solco che separa le gambe dal bacino, lo percorre all’indietro, ritorna in avanti, poi ancora indietro, lentissimo. Gloria &egrave molto eccitata, il suo respiro &egrave più forte. Le mani dell’uomo scendono sino ai glutei, li afferrano e li aprono piano, la sua lingua si spinge più a fondo, arriva all’ano. Gloria si irrigidisce un poco, ma non si oppone più, lascia che lui la lecchi piano, che la sua lingua segua il contorno increspato dell’apertura, lui si sofferma quel tanto che basta a sentire il sapore di lei, poi ritorna indietro, sempre piano, le sua mani tornano all’esterno delle cosce, ma la donna non chiude le gambe, lui scivola verso il centro, con la lingua percorre, la superficie delle labbra della vagina, poi scivolano piano verso l’interno, lei &egrave bagnata, le labbra sono già leggermente dischiuse, la lingua percorre l’apertura dall’alto in basso, più volte. Il respiro di Gloria accelera. La lingua trova la clitoride, si sofferma, la stuzzica. Le mani dell’uomo dall’esterno delle cosce vanno ai suoi fianchi e poi cercano di salire sino ai suoi seni, lei capisce e lo aiuta piegando le gambe e portando le ginocchia verso il petto, aprendosi ed offrendosi completamente a lui.
Le mani arrivano ai capezzoli, la lingua si muove dalla clitoride spingendosi dentro la vagina. Lei respira affannosamente, il piacere &egrave intenso, l’orgasmo arriva improvviso, fortissimo. Lei si contrae sollevando il busto dal letto, la bocca e gli occhi spalancati, le sue dita stringono la coperta. Rimane immobile per qualche secondo, poi il respiro torna, affannoso e veloce. Si abbandona all’indietro e geme, le dita sono bianche dallo sforzo. Lui rallenta, la lingua diventa più leggera, solo una carezza lievissima, sempre più piano, si ferma. Lui solleva la testa da lei, ma una mano va a coprire la vagina, si appoggia e rimane ferma, le trasmette calore e sicurezza.
La guarda. Senza staccare la mano si solleva e si siede sul letto, di fianco a lei. Gloria sembra dormire, ha gli occhi chiusi, il respiro si sta calmando. L’uomo, sempre tenendo una mano tra le sue gambe, passa l’altra sulla fronte, le scosta i capelli, si china su di lei e le bacia la fronte, sente il sudore della sua pelle.
Lei chiude le gambe, lui capisce e scosta la mano. Gloria si gira ora su un fianco, la schiena verso di lui, ha bisogno di riposarsi un poco, raccoglie le ginocchia al petto e si raggomitola.
L’uomo si solleva, toglie le scarpe, guarda Marco, poi si rivolge al corpo disteso al suo fianco, inerte.
Si distende vicino a lei appoggiato sul fianco sinistro, la mano destra, libera, si appoggia alla schiena di Gloria ed incomincia a percorrerla in una lieve carezza, dall’alto in basso. Si muove sulla schiena, sui fianchi, sale sino alle spalle, le massaggia piano la nuca, le sfiora le braccia. Lui le &egrave molto vicino, Gloria che si sta riprendendo dall’intensità del piacere provato, ne sente l’odore, apprezza la lentezza e la dolcezza del suo tocco. E’ un altro tipo di piacere che prova, rilassante, lieve. Il massaggio continua per molti minuti, Gloria si scioglie. Poi la mano, pur continuando con lo stesso ritmo, aumenta leggermente la pressione, le carezze diventano più coinvolgenti, più insinuanti. La donna percepisce immediatamente questo cambiamento, i suoi sensi si risvegliano. A ogni passaggio sul fianco la mano si spinge più avanti, verso il seno e più in basso, verso i glutei. Lei sposta il braccio destro verso la testa, per non ostacolarlo. La mano raggiunge il seno, sfiora il capezzolo. Lui si sposta verso di lei e la bacia sulla schiena, la sua mano scende ai glutei, li massaggia, entra nel solco e lo percorre, piano. La bocca sale alla spalla, alla nuca. Gloria sente dei brividi lungo la schiena, i suoi capezzoli si induriscono. Lei ha ancora le gambe raccolte sul petto, le ginocchia strette. La mano di lui percorre agevolmente il solco dell’ano sino all’inizio della vagina, più volte, ma non riesce a spingersi più in avanti. La donna distende allora la gamba sotto di lei mantenendo piegata l’altra, in questo modo il suo corpo ruota leggermente in una posizione quasi prona, le gambe si schiudono leggermente e l’accesso alla vagina si apre a lui.
La bocca dell’uomo continua i suoi baci sulla schiena della donna e la sua mano si insinua tra le gambe, da dietro, accarezza le labbra ancora chiuse, due dita le separano ed il medio si infila piano dentro di lei trovandola già bagnata. Il dito avanza sino alla clitoride, la stuzzica, poi ritorna verso l’interno e si spinge più in profondità. Gloria respira più profondamente, le sfugge un gemito. L’uomo si avvicina ancora di più, &egrave ora sdraiato di fianco a lei, prono come Gloria, il busto di lui &egrave parzialmente appoggiato sulla sua schiena, con la bocca la bacia, la mano sinistra le carezza spalle e nuca, la destra &egrave tra le sue gambe. Le carezze diventano più audaci, più profonde. Due dita sono affondate nella vagina e si muovono ritmicamente, masturbandola, il pollice si appoggia sul suo ano e lo massaggia, preme leggermente, Gloria percepisce l’invito, gira il capo verso di lui, lo guarda, fa un cenno di assenso. Sposta poi le anche verso l’esterno, leggermente, contro il dito dell’uomo. A questo punto le regole fissate perdono la loro importanza, lei non vuole negargli la penetrazione che lui chiede. L’uomo avverte la sua disponibilità, fa scorrere piano il pollice dentro la sua vagina per bagnarlo, lo riporta sull’ano ed incomincia a spingere lentamente, il pollice entra nel suo ano, piano, per non farle male, Gloria ha una leggera contrazione, ma lui la rassicura a bassa voce. Lei si rilassa e lui può penetrarla sino in fondo.
Intanto la mano continua il movimento ritmico sulla vagina, Gloria sente le sue dita scavarla, davanti e dietro, sente che si toccano dentro di lei. L’orgasmo arriva come un’onda travolgente, lei &egrave scossa da un tremito molto forte, stringe con le sue mani la mano di lui dentro di se, come per fermarla. L’uomo capisce e rallenta sino a fermarsi, rimane su di lei, lascia che si calmi. Dopo molti minuti si rovescia di fianco a lei, sulla schiena, lasciando la mano sinistra appoggiata sui suoi fianchi, immobile.
Nella stanza regna un silenzio profondo, Marco, sulla sua poltrona, &egrave tesissimo, per l’eccitazione e la forzata inazione.
L’uomo &egrave immobile sul letto, completamente vestito, gli occhi chiusi, sdraiato sulla schiena di fianco a Gloria che &egrave ancora prona, nuda ed abbandonata.
Il primo movimento &egrave della donna, dalla sua posizione gira la testa verso l’uomo, lo guarda, si sente grata per come lui &egrave stato capace di darle piacere. Ne sente l’odore, maschio. Lei, nonostante il piacere provato, sente una mancanza. Lo guarda e lo vede per la prima volta come un uomo, non come un oggetto chiamato per i loro giochi. Fa scorrere gli occhi sul suo corpo, si accorge della sua eccitazione, evidente sotto i pantaloni.
Con naturalezza, senza timori, allunga una mano e la poggia sui pantaloni, sopra la sua erezione.
L’uomo non si aspettava il gesto di Gloria, ma rimane immobile, in attesa. La mano della donna &egrave ferma, ma il suo peso ha l’effetto di aumentare la tensione del membro che tende la stoffa dei pantaloni.
Una parte di Gloria &egrave stupita per quanto lei stessa sta facendo, ma non vuole smettere, non può smettere.
La mano si muove leggermente, le dita stringono il membro attraverso la stoffa, lo carezza con il palmo della mano.
Ora Gloria &egrave più lucida, &egrave imbarazzata per l’iniziativa presa, ma si rende conto che non può tornare indietro, il contatto le piace, ma non sa decidersi ad andare avanti. L’uomo intanto ha aperto gli occhi, la guarda, lei volta la testa verso Marco, lui le sorride. Ora si sente più tranquilla, ha deciso.
Si solleva dalla sua posizione prona e si inginocchia vicino all’uomo, lui &egrave disteso di fronte a lei. Gloria allunga le mani ed incomincia a far scorrere la cerniera, slaccia la cintura ed apre i pantaloni dell’uomo. Il membro di lui tende la stoffa dei boxer che indossa, lei infila una mano nell’apertura e lo prende tra le dita. E’caldissimo, l’uomo ha un tremito. Lei, aiutandosi con l’altra mano, lo estrae. La mano destra lo impugna alla base, ne tende la pelle scoprendo il glande, lo guarda. E’ bello, ben proporzionato, pulito, non ci sono odori cattivi. La pelle &egrave serica, si vedono le vene pulsare. Muove la sua mano piano, masturbandolo un poco, il pene &egrave rigidissimo e la presenza di una gocciolina sulla sommità denota il grado di eccitazione dell’uomo.
Gloria guarda di nuovo verso Marco, lui la fissa, ma il suo sguardo &egrave dolce, gli occhi sorridenti, la lascia libera.
Gloria si abbassa ancora, apre la bocca e tocca, con la punta della lingua, il pene dell’uomo. Un piccolo assaggio, ne sente il sapore. Intanto la mano ne percorre la lunghezza. La lingua si muove, con la punta gira intorno al glande, la mano risale sino a coprirlo completamente per poi scendere e scoprirlo di nuovo.
Gloria continua questa carezza per qualche minuto, poi alza la testa e dice all’uomo di togliersi i pantaloni.
Mentre lui si sfila gli indumenti Gloria si sposta verso il bordo del letto e chiede all’uomo di sdraiarsi nuovamente al centro. Lui ora &egrave supino, nudo dalla vita in giù, lei ha le ginocchia quasi sul bordo del letto ed &egrave chinata verso di lui, all’altezza del suo bacino. Gloria si abbassa ancora verso l’uomo appoggiando la mano sinistra sul letto, per sostenersi. La mano destra sul pene dell’uomo, sempre eretto, rincomincia ad accarezzarlo scendendo in mezzo alle gambe per toccargli i testicoli. Lo tocca lentamente, come se aspettasse qualcosa, poi gira la testa verso Marco, gli occhi brillanti, lo guarda e con voce rotta dall’eccitazione gli dice- Amore vieni, ti prego prendimi, ho bisogno di sentirti dentro. Così dicendo allarga le ginocchia appoggiate sul letto e si apre a Marco. Lui ha un attimo di esitazione, poi reagisce, si alza e si dirige verso sua moglie togliendosi i pantaloni.
Gloria aspetta che lui sia vicino, aspetta di sentire le sue mani che la aprono, che il suo membro si appoggi alla sua vagina. Quando lo sente scivolare dentro di se, solo allora, con un fremito di piacere, si china sull’uomo davanti a lei e, ricominciando a muovere la mano lungo la sua asta, appoggia la bocca sul pene e lo fa scivolare piano sulla lingua. Marco si muove piano e Gloria adatta i suoi movimenti a quelli del marito, quando lui accelera lei fa lo stesso con l’uomo. Pochi minuti, il piacere aumenta, Gloria sente Marco fremere e, contemporaneamente il membro dell’uomo irrigidirsi. Lei lo fa uscire dalla sua bocca ed accelera il movimento della mano, l’uomo ha un gemito ed incomincia a venire, lei eccitatissima sente crescere a sua volta l’orgasmo, che la coglie poco dopo, fortissimo. Marco, alla vista di lei che continua a stringere ed accarezzare il membro dell’uomo mentre eiacula, non riesce a trattenersi e, dopo alcune spinte molto profonde, gode a sua volta dentro di lei.
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E’ sera, Gloria e Marco sono a letto, abbracciati. E’ stata una giornata intensa e faticosa. Sono entrambi provati dalla tensione sopportata. Comunque tutto &egrave andato bene. Quando Marco &egrave tornato dalla stazione sono rimasti a lungo seduti, stretti l’una all’altro, senza parlare.
Ci vorrà un po’ di tempo per sedimentare questa nuova esperienza, poi’.chissà.

Autore Pubblicato il: 4 Gennaio 2006Categorie: Senza categoria0 Commenti

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