Nonostante qualche difficoltà, Clary riuscì a trovarmi un piccolo appartamento dove trascorrere il mese di agosto a Porquerolles insieme a mio figlio Alessio.
Mio figlio fu felice della mia iniziativa e, dopo la laurea conseguita brillantemente, partimmo assieme per le vacanze.
A Tolone venne a prenderci al porto Clary col suo piccolo cabinato.
Quando la vedo in attesa sulla banchina le corro incontro e l’abbraccio sollevandola di peso.
-“Ciao amore,” – le dico baciandola – “non vedevo l’ora di rivederti, Come stai?”
-“Bene, ora che sei qui” – sussurra rispondendo al bacio.
-“Vieni ti presento mio figlio”.
-“Clary ti presento mio figlio, il novello dottor Alessio; Alessio lei è Clary di cui ti ho parlato”.
-“Piacere” – fa Alessio tendendo la mano, ma lei gli mette le braccia al collo e lo bacia sulle guance.
-“Non sai che piacere mi fa conoscerti Alessio.” – sciogliendosi dall’abbraccio – “Venite andiamo sull’isola” – e si dirige verso il cabinato.
-“E Corinne?” – chiedo durante la navigazione.
-“È alla scuola a sostituirmi”.
-“Venite andiamo all’appartamento così potete cambiarvi, poi andiamo alla spiaggia” – ci dice quando sbarchiamo sull’isola.
L’appartamentino che aveva trovato non era lontano dal porto e ci arrivammo a piedi.
Era piccolo ma carino e confortevole, un saloncino con angolo cucina e due stanze separate dal bagno.
Dopo che avemmo indossato abiti da spiaggia, ci affollammo sulla Mehari gialla per recarci alla Plage de la Courtade.
Mentre scendiamo alla spiaggia, vediamo Corinne che dal bagnasciuga sta urlando ordini a due ragazzini che stanno veleggiando su degli optimist.
Indossa un ridotto bikini azzurro e lo slip, se così si può definire considerate le sue ridotte dimensioni, le lascia scoperte le natiche scultoree; unico altro capo di abbigliamento un cappellino a visiera.
-“Corinne, siamo qui” – urla Clary.
Lei si volta e sorridente ci viene incontro.
-“Bonjour Mauro” – dice abbracciandomi e dandomi i rituali bacini sulle guance.
-“Ciao Corinne, questo è mio figlio Alessio” – dico voltandomi verso di lui.
-“Bonjour” – fa lei allungando la mano.
-“Ciao” – è quanto riesce a dire Alessio incantato dalla sua bellezza.
Quando si stringono la mano guardandosi negli occhi, è come se un fluido impercettibile si trasmettesse da uno all’altra.
Mi giro verso Clary che mi sorride facendomi l’occhiolino.
-“Per quanto ne hai ancora?” – chiede a sua figlia.
-“Oh, adesso li richiamo e, poi, continuiamo nel pomeriggio”.
Torna sulla riva e con quattro urli ordina ai ragazzini di rientrare.
L’aiutiamo a rimessare le imbarcazioni e, poi, ci ammassiamo nella Mehari, con loro due dietro, stretti uno contro l’altra.
Clary ci porta a casa sua dove ha già preparato un pranzo freddo.
Dopo mangiato, Corinne deve tornare alla spiaggia per continuare le lezioni di vela e noi due dovremmo andare all’appartamento a disfare i bagagli e riposare un po’.
-“Io non sono stanco ed i bagagli li posso disfare stasera.” – fa Alessio – “Ti dispiace se vengo alla spiaggia con te?” – dice rivolgendosi a Corinne.
-“No, anzi, mi fa piacere.” – risponde lei sorridendo – Almeno avrò una compagnia e non solo dei ragazzini attorno a me”.
-“Maman,” – continua – allora noi prendiamo il motorino, così lascio la macchina a voi due”.
-“Daccordo”.
Quando escono Clary ed io ci guardiamo.
-“Be, sembra che i due abbiano già fatto amicizia” – dico.
-“Sì, sembra anche a me; vedremo cosa succede. Ora, però, pensiamo a noi due” – e sorridendo mi abbraccia posando le labbra sulle mie.
Poi, lei,scivola verso il basso, inginocchiandosi ai miei piedi; nello scendere aggancia i miei pantaloncini e li abbassa portandosi dietro lo slip.
Il membro, già rigido, scatta verso l’alto davanti al suo viso; lei appoggia le mani sulle mie cosce e lo imbocca al volo, facendoselo scomparire tra le labbra.
Incomincia a succhiarmi con foga quasi volesse aspirarmi l’anima.
Mi spinge verso un divanetto sull’angolo e mi fa sedere, poi, si toglie la canottiera ed appoggiando i seni nudi sulle mie cosce, riprende ad occuparsi del mio uccello con le labbra.
-“Clary, basta, non farmi venire così” – le dico dopo un po’, quasi prossimo a godere.
Sorridendo, si solleva, toglie i pantaloncini di jeans rimanendo nuda, sale sul divano mettendo le cosce ai lati delle mie, prede in mano il membro rigido e se lo passa tra le labbra intime facendogli colare sopra i suoi umori, lo posiziona sull’apertura della vagina ed abbassandosi, lentamente, lo fa scomparire nel ventre.
Inizia una danza sensuale ondeggiando con i fianchi, avvicina i piccoli seni alle mie labbra ed io ne prendo i capezzoli erti tra le labbra succhiandoli; il tutto è così eccitante che in breve arrivo al limite della resistenza.
-“Amore, non ce la faccio più, sto per venire” – dico stringendo i denti per resistere.
-“Vieni, vieni, ci sono anch’io. Godi, riempimi di te” – fa gettando la testa all’indietro.
Non potendo più resistere, mi lascio andare riversandole nell’utero più bordate di sperma.
-“Oh sììì… Ti sento venireee… Com’è caldooo… Godo, godo anch’iooo…” – grida fermando i movimenti, con le cosce tremanti e restando profondamente impalata sul mio cazzo che erutta a ripetizione.
Quando, lentamente, le ondate del piacere scemano per entrambi, si china su di me e mi bacia teneramente.
-“È sempre… Sempre così bello… Con te” – mi sussurra sulle labbra ed io quasi mi commuovo alla tenerezza con cui lo dice.
Fatta una doccia assieme, mi accompagnò all’appartamentino a disfare i bagagli.
Quella sera andammo tutti a mangiare da Marius e la coppie si formarono nell’ordine naturale: io e Clary, Corinne ed Alessio.
Mio figlio non parlava francese, ma Corinne suppliva a questa mancanza col suo italiano, così non ebbero problemi nel comunicare.
Il giorno dopo andammo tutti alla Plage de la Courtade per i corsi di vela; mentre Clary si occupava dei ragazzini, Corinne ed Alessio presero un laser e veleggiarono verso il largo, io me stavo comodamente sdraiato al sole ad abbronzarmi ed a godermi la vista di lei in un ridotto bikini bianco.
Tra una lezione e l’altra, Clary veniva a sdraiarsi accanto a me o su di me e ci scambiavamo baci appassionati.
La sera dopo cena i due ragazzi uscirono per una passeggiata, io e Clary restammo a casa a coccolarci.
A mezzanotte i due non erano ancora rientrati.
-“Pensi che passeranno la notte assieme?” – domandai a Clary.
-“Credo proprio di sì” – rispose ridendo.
-“Ed il fidanzato di Corinne?”
-“Non sono veramente fidanzati e, conoscendo mia figlia, penso proprio che l’avrà già liquidato con una scusa. Non ti preoccupare, Corinne sa come gestire le sue relazioni”.
Dopo cena, per stare più fresca, dice lei, ha messo una tunichetta trasparente arancione e sotto ha, soltanto. un paio di ridottissimi slippini bianchi.
Mentre parliamo, lei struscia la sua coscia nuda sulla mia facendomi alzare la pressione e non solo.
.”Vieni andiamo di sopra, visto che siamo soli, stanotte voglio fare follie” – fa alzandosi e prendendomi per mano.
E così fu.
Facemmo l’amore in tutti i modi e posizioni e, quando alla fine ci addormentammo, stanchi ma appagati, era notte inoltrata.
Quando al mattino mi svegliai ero solo in casa, sul tavolo della colazione un biglietto: .
Il mese che trascorremmo sull’isola fu meraviglioso; Clary ed io, alla fine, avevamo realizzato di amarci e Corinne e Alessio, ormai, facevano coppia fissa.
Purtroppo, come tutte le cose belle, anche il mese di agosto fini e la vita ci richiamò alla realtà.
Rientrammo a Firenze, io alla mia professione allo studio di architettura ed Alessio all’ospedale per fare il suo periodo di praticantato.
Era ormai novembre inoltrato, l’inverno era alle porte; nel periodo ero riuscito ad andare un paio di volte in Francia ed avevamo avuto l’occasione d’incontrarci a Tolone ed ero riuscito a convincerla a venire, con Corinne, a Firenze per le feste di Natale.
Poi, una sera, accadde quello che avrebbe cambiato, per sempre, le nostre vite.
Sono solo in casa, sulle colline attorno a Firenze, Alessio, per essere più vicino all’ospedale, condivide con due suoi colleghi, un appartamento in città, quando suona il citofono: è Alessio!!!
Sorpreso apro la porta per farlo entrare; la sua espressione cupa non promette niente di buono.
-“Che succede?” – chiedo preoccupato.
-“Mi ha telefonato Corinne, sono due giorni che Clary è dispersa in mare”.
Il mondo mi crolla addosso; disorientato mi lascio cadere sul divano, Alessio si siede accanto a me abbracciandomi.
-“Aveva avuto voci che il suo vecchio amico Pierre era malato, così aveva deciso di andare a trovarlo per vedere se aveva bisogno di qualcosa.” – inizia a raccontare.
-“Così, il pomeriggio di due giorni fa, ha preso il cabinato per andare all’isola. Poco dopo la sua partenza si è alzato il mistral ed il mare si è ingrossato. Ieri mattina, dei pescatori, hanno trovato i resti della sua barca fracassata sugli scogli sotto il forte. Sono due giorni che Capitaneria di Porto e pescatori la stanno cercando, ma le speranze di ritrovarla viva sono, ormai, quasi nulle”.
-“Ma… Ma come è potuto accadere? Era così esperta”.
-“Non se lo spiega nessuno, vista la sua esperienza: ipotizzano che abbia avuto un guasto al motore e la barca sia diventata ingovernabile nel mare grosso”.
-“Ma avrebbe potuto abbandonarla sulla zattera”.
-“La zattera l’hanno ritrovata ancora attaccata ai resti dell’imbarcazione”.
-“Non posso crederci. Io parto subito, voglio essere la se la ritrovano”.
-“Vengo con te; Corinne ha bisogno di conforto”.
Non avendo il tempo di prendere un volo, saltammo in auto e viaggiammo tutta la notte.
Corinne ci aveva dato appuntamento al porto di Niel, sulla penisola di Hyères, per risparmiare tempo nella traversata.
Le ricerche proseguirono per altri tre giorni, poi, abbandonate tutte le speranze, fu dichiarata ufficialmente dispersa; il mare che tanto aveva amato l’aveva voluta con se.
Dopo la tragedia Alessio decise di trasferirsi in Francia per stare accanto a Corinne, abbandonando il praticantato in ospedale; fortunatamente riuscì a proseguire la sua carriera di medico anche in quel paese.
Corinne continuò a mantenere aperta ed a gestire, nei mesi estivi, la scuola vela della madre.
Dopo due anni i due si sposarono ed ebbero due bambini; un maschietto ed una femminuccia che chiamarono Marie Claire.
Ed io?
Io, tornai a Firenze e mi gettai nel lavoro cercando di superare quella perdita atroce.
Ma non riuscii mai a dimenticare quella donna solare che avevo amato ed ancora oggi, dentro di me, sento di amare.
N.d.A
Una piccola precisazione per i lettori che hanno avuto la pazienza di arrivare alla fine del racconto.
Il personaggio di Clary esiste davvero, vive in Francia, ha un altro nome, è veramente una skipper in gamba ed un’istruttrice di vela, la descrizione fisica corrisponde alla realtà ed è, soprattutto, una mia carissima amica da molti anni.
Il resto dei personaggi della storia è frutto della nostra fantasia.
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Complimenti per il racconto. Se ti va ti lascio mia mail. erodream78@gmail.com
Mi sono imbattuto in questo lungo ma bellissimo racconto di molti anno fa e, complice anche il nome, mi sono…
Sublime
crescendo di aspettative in poche battute...Non vedo l'ora di leggere il resto...
Mi piace molto il racconto, mi piacerebbe che si inserisse una studentessa, la peggiore della classe, e che prendesse il…