“Andiamo, troia! non abbiamo tempo da perdere. Stai due passi avanti a noi, e cammina sculettando. Muoviti, muovi quel culo!”
Mia moglie aveva subito obbedito alle due ragazzine, le era passata davanti accentuando il movimento delle anche, avevano chiuso la porta dietro di loro e se ne erano andate.
Mia suocera si lasciò cadere sul divano.
“Non riesco a darmi pace, non capisco come abbia fatto a cadere così in basso sta brutta stronza!”
Maria le rispose, “ci ha pensato il cornuto a fare emergere questo lato nascosto di Laura, accettando di farla partecipare a quello che pensavano fosse un gioco.”
“Il cornuto… si, è solamente colpa tua se mia figlia è diventata così, vivendo a fianco ad un simile coglione! Ora voglio andarmene Maria, non voglio rimanere qua un attimo in più, la prego, mi accompagni in stazione, devo prendere il treno e rientrare prima che mio marito si accorga di nulla.”
Restai solo in casa, con i miei pensieri e le mie umiliazioni. Uscii in giardino a prendere una boccata d’aria che subito sentii un fischio, mi voltai ma non vidi nessuno, poi un secondo fischio. Dietro la siepe scorsi la sagoma del vicino che mi fece segno di avvicinarmi, mi disse di passare subito da lui per qualche minuto che aveva una cosa importante da darmi.
Quando mi aprì rimasi di stucco. Era completamente nudo, già col cazzo in tiro. Mi prese per un braccio, tirandomi dentro. In un secondo mi ritrovai in ginocchio in mezzo alla sala, mi sbatté il cazzo in faccia, spingendo sulle labbra. Appena aprii la bocca me lo spinse dentro con forza, insultandomi, dandomi del frocio, del cornuto impotente, sfogò tutta la sua rabbia su di me. Infoiato com’era non mi lasciava nemmeno il tempo di respirare, mi forzava il cazzo in gola, rischiando di farmi soffocare, finché mi bloccò la testa sul suo pube, e si mise a schizzare direttamente in bocca, sentivo il suo sperma scendere lentamente nello stomaco. Tossii, ma lui non allentava la presa, me lo teneva in bocca, e non fu soddisfatto finché io non lo ripulì per bene.
Mi diede un calcio nelle palle, “adesso vattene, cesso. Ti aspetto qua domani nel pomeriggio, ti voglio presentare allo scemo del quartiere, vedrai quanto ci divertiamo con te.”
Mi rialzai a fatica, dolorante, e rientrai in casa, andando in bagno a ripulirmi.
Attesi il ritorno di Maria, che arrivò nel tardo pomeriggio, e poco dopo tornò anche mia moglie dallo shopping, non più in compagnia delle due ragazzine ma carica di borse. Maria la accompagnò in camera, la sentii ridere, stavano già provando i nuovi vestiti che le aguzzine di Zora avevano scelto per mia moglie.
Cenammo insieme, finché ormai a tarda sera Maria mandò Laura a preparasi. “Vai troia, il cornuto ti porta al cinema per l’ultimo spettacolo.”
Mia moglie uscì dopo una ventina di minuti tutta truccata, con un vestito nero con una scollatura all’ombelico, la gonna che arrivava sopra il ginocchio con profondi spacchi laterali.
Salutammo Maria ed uscimmo. Facemmo fatica a trovare il cinema, si trovava in un quartiere degradato, in una via buia, il salone indicato solo da una piccola insegna luminosa.
Parcheggiai, ci guardammo per qualche secondo. Sapevamo esattamente cosa sarebbe successo al cinema, Maria ci aveva avvisato di tutto, ma eravamo agitati, eravamo soli, senza qualcuno con noi che ci ordinasse cosa fare. Prima di scendere mi rivolsi a mia moglie “Cara, non ti sembra che tutto ci sia sfuggito di mano? Stiamo superando il limite, ora anche tua madre sa tutto!”
Laura mi fissò per qualche attimo prima di rispondermi. “Amore, è stato difficile ammettere a mia madre cosa stiamo facendo, ma alla fine mi sono detta che ormai è meglio così, ora non dovrò più tenerlo nascosto a mia madre, se prima avevo qualche timore adesso è sparito, farò qualsiasi cosa vorranno le mie padrone.”
“Ma sai cosa stai dicendo?”
“Certo, ho deciso, voglio andare fino in fondo, sono di proprietà delle mia padrone, ho un contratto da rispettare e anche tu lo hai firmato e lo devi rispettare, finché loro lo vorranno, è chiaro? Sarò sincera con te, io spero che duri ancora a lungo, mi stanno facendo provare emozioni pazzesche, il mio corpo ha sempre più voglia, forse è anche grazie agli ormoni che continuano a darmi, non mi controllo più, quando vedo un bel cazzo lo devo avere, lo voglio sentire dentro di me, mi comporto come una ninfomane, forse lo sono diventata! Adesso basta parlare, andiamo, che è tardi.”
Controllò il trucco allo specchietto, si legò i capelli e scese in strada. Si incamminò sculettante, io la seguii fin dentro al cinema.
In biglietteria in poltrona c’era un signore piuttosto anziano, teneva un sigaro in mano. Gli chiesi due biglietti, me li passò guardando Laura, in quell’abbigliamento.
“Sapete che genere di cinema è questo, vero? Siete qua per una serata trasgressiva, la sua accompagnatrice mi sembra pronta, è una escort?…”
Io mormorai un sì, abbassando lo sguardo non volendo ammettere di fronte a quell’uomo che quella in realtà fosse mia moglie. Entrammo in sala, passando una grande tenda rossa, la proiezione del film era già iniziata. Andammo a sederci in una fila in fondo. Guardandomi attorno vidi solamente altre quattro persone. Pochi minuti e vedemmo due di loro spostarsi, portandosi dietro Laura. Mi strinse la mano, e come mi aveva detto di fare Maria mi alzai, lasciando mia moglie da sola con i due.
Quando pochi minuti dopo tornai dal bagno vidi che anche gli altri due uomini si erano spostati, sedendosi di fianco a mia moglie. Mi misi all’inizio della fila, e ben presto vidi Laura agitarsi, faceva per allontanare le loro mani ma era chiaro che fosse tutta una recita, in realtà si lasciava fare, si faceva toccare, le mani di quegli uomini sotto il suo vestito, le afferravano il seno, le aprivano le gambe e la toccavano fra le cosce, lei che gli diceva di smettere ma senza convinzione. Ed io me ne stavo fermo a guardare, l’erezione fu immediata. Lasciavo che mia moglie venisse toccata, che quegli uomini le abbassassero il vestito, mi eccitava vederla così indifesa.
L’uomo che si era seduto dietro di lei la bloccò per i capelli, le piegò indietro la testa, mettendosi a baciarla. Intanto i due ai suoi lati le aprivano il vestito, poi si spazientirono e si misero a strapparlo, prima le spalline, scoprendole le tette, poi davanti, lo fecero a brandelli gettandolo sul pavimento della sala, mia moglie era rimasta completamente nuda.
Le divaricarono le gambe. Un uomo mise la faccia in mezzo alle cosce, quello dietro si alzò, aveva già il cazzo fuori e lo ficcò in bocca a mia moglie, tenendola bloccata per i capelli
Quello con la testa in mezzo alle gambe smise di leccare, si sollevò, tiro’ a sua volta fuori il cazzo e si prese mia moglie, penetrandola con un sol colpo, mettendosi a scoparla con un ritmo animalesco. Laura nel giro di un minuto si era ritrovata con un cazzo in bocca ed uno in figa, e con gli altri due spettatori di quel cinema a luci rosse che erano diventati attori protagonisti, le palpavano e le succhiavano le tette. Fecero a turno, alternandosi dentro mia moglie, provando ognuno i suoi buchi.
Non resistetti, tirai anch’io fuori il cazzo, iniziando a menarmelo. Sentivo i gridolini di mia moglie che godeva, e faceva godere a turno quegli uomini. Tutti vollero venirle in figa, ed anch’io partecipai a quella venuta collettiva sborrandomi in mano come un ragazzino.
Gli uomini si fermarono, ma tu una pausa breve, non avevano finito con mia moglie. La afferrarono per i capelli, trascinandola fuori dalla fila. Uno di loro, un tipo di colore, si distese per terra mentre altri due afferrarono Laura e di peso la fecero scendere su di lui, mollandola di colpo. Laura si impalò sul cazzo eretto dell’uomo, gettando la testa indietro. L’uomo che si era messo dietro di lei la fece piegare in avanti, si mise in ginocchio, la prese per i fianchi ed in un colpo glielo piantò nel culo, facendola urlare, mentre gli altri due si misero a schiaffeggiarle le tette che sobbalzavano sotto i colpi dell’inculata. Continuarono finché l’uomo sì scaricò nel suo retto, i due al suo fianco la tirarono per i capelli spingendola con il viso sopra il cazzo del nero. Glielo prese in bocca, succhiandolo fino a farlo sborrare. Ingoiò tutto, non ne perse una goccia.
Lasciarono mia moglie per terra, finalmente soddisfatti, e sparirono. Corsi da lei, la aiutai ad alzarsi accompagnandola in bagno a ripulirsi.
Quando uscimmo la proiezione del film era già finita. Mi misi a cercare il vestito di mia moglie ma riuscii a ritrovare solamente dei brandelli di stoffa, allora le dissi di aspettare lì, dietro la tenda, che andavo a prendere il mio giubbotto che avevo lasciato in macchina. Passai davanti alla biglietteria ma non vidi nessuno, quando tornai con la giacca le luci erano quasi tutte già spente. Mi bloccai davanti alla cassa, Laura era in braccio al vecchio bigliettaio, la teneva bloccata per i capelli con le gambe completamente divaricate, la stava baciando in bocca. Quando si accorse della mia presenza mi guardò con un’espressione di scherno, “stasera vi siete divertiti eh? ma avete imbrattato delle poltroncine, così non va bene… dovrete ritornare per pulire al più presto, o il filmato delle camere di sicurezza finirà ai carabinieri.”
Non seppi cosa rispondere allora lui si rivolse a Laura, mentre le accarezzava le tette le chiese,
“dimmi la verità, quello è tuo marito, vero?”
Lei fece cenno di sì.
“Dev’essere un gran cornuto per portarti qui.”
“Abbiamo ubbidito ad un ordine delle mie padrone…”
“Le tue padrone ?”
“Si, io appartengono alle mie padrone, Maria e Zora, mio marito non conta più un cazzo, ci siamo presi una lunga pausa, ognuno di noi può fare quello che vuole…”
Il cassiere scoppiò in una fragorosa risata, le allargò ancora più le gambe e si mise ad accarezzarle la fica. La massaggiava, insistendo sulla clito, più grande e sporgente che mai, gli ormoni che prendeva facevano sempre più effetto. Mia moglie incominciava a gemere di piacere, non ne aveva mai abbastanza, si eccitava in quelle situazioni degradanti, si mordeva le labbra. Lui le chiese dove abitassimo, quella folle di mia moglie gli diede l’indirizzo. Vidi Laura abbandonarsi fra le sue braccia, si lasciò andare, raggiungendo un nuovo orgasmo.
“Sei proprio una gran troia, godi ancora dopo tutti i cazzi che hai preso in sala… Ci rivedremo presto, ma ora devo chiudere, fuori dalle palle!”
La spinse via. Afferrai mia moglie per un braccio, le feci indossare il mio giubbotto e la accompagnai fuori. In auto mi guardo’ e mi disse,
“Non ho mai goduto così tanto, è stato fantastico.”
Non seppi cosa risponderle, guidai in silenzio, scosso ma anche eccitato da quello che era successo. Quando parcheggiai sotto casa lei si levò il giubbotto, uscendo dalla macchina tutta nuda. Era impazzita, la guardai camminare sotto la luce del lampione che le illuminava la schiena, il culo, era una scena incredibile, non aveva più alcun tipo di inibizione, si divertiva ad osare, a provocare, ad esibirsi.
Quando rientrai lei era già sotto la doccia. Mi fermai in cucina per versarmi qualcosa da bere, e la aspettai. Laura uscì dal bagno con l’asciugamano in testa, tutta nuda.
Vide la bottiglia e si versò anche lei da bere, prese le compresse di ormoni, le ingoiò e se ne
andò a letto senza dire più nulla.
(Continua. Per contattarmi, l’email è dueamanti@tutamail.com)



Beh, la mia esperienza mi dice che è così, anche personalmente.
Ciao! è in arrivo la continuazione. è vero che sto andando un po' lungo, ma in questo periodo non ho…
Ciao, sembra che non abbia più voglia di scrivere...è un peccato hai per le mani un bellissimo racconto...beh, non sono…
Dai regista, regalaci anche la terza parte!
Un racconto che avevo letto 15 anni fa e mi lasciò un forte ricordo. Il prototipo di un romanzo che…