Maria si mise a ridere, forse per la mia espressione sorpresa, quando aveva accennato alla madre di Laura.
“Cosa credi, che dopo la sua visita tua suocera si sarebbe dimenticata di quello che sta accadendo a sua figlia? Ti sbagli, mio caro cornuto, Marta mi ha chiesto di stare vicina a sua figlia, in questo periodo, ed io l’ho rassicurata in proposito. Ma non è solo quello. Lei pensa che questa sia l’occasione buona per disfarsi di un genero che non ritiene all’altezza della figlia, vuole che Laura ti lasci, costi quel che costi, Le ha perfino suggerito di metterti le corna, per farti capire che non ti vuole più!”
Sapevo che le parole di Maria erano la verità, ma sentirle pronunciate in faccia facevano male.
Ma allo stesso tempo mentre Maria mi parlava continuava a masturbarmi, ed io ero troppo eccitato, pensando alle corna che mi aveva messo mia moglie, a tutti quei cazzi che si era presa, e alla mano che mi accarezzava e faceva passare tutto in secondo piano. Guardavo quella mano muoversi sopra il mio cazzo, eccitato da quella donna dalla personalità così forte, dominante, sicura di sé, e venni con immenso piacere. Maria la levò, completamente intrisa di sperma, portando le dita alla mia bocca. Mi baciò di nuovo, e poi mi fece leccare le dita coperte di sperma, una ad una. Io ero totalmente soggiogato a lei, facevo tutto ciò che mi diceva, come se fossi il suo cagnolino. Poi Maria mi guardò, facendomi una carezza.
“Farò scopare la tua cara Laura da chiunque, la farò esibire ancora più spudoratamente. Tu sei pienamente d’accordo vero?”
Ero rassegnato. “Si, faccia come crede. Se Laura vuole io non mi metterò in mezzo.”
“Bravo, vedo che hai capito. Sai, non siete certo i primi a lasciarsi andare a queste perversioni. Il mondo dei cuckold è più numeroso di quanto tu creda. Per farti capire, con l’avvocato ho frequentato parecchi locali, anche all’estero, soprattutto in Germania, ed abbiamo constatato che di coppie sottomesse che fanno questo tipo di percorso anche per diversi anni ce ne sono parecchie. E quando arrivano alla fine del gioco chiedono loro stesse di essere cedute ad altri padroni, non possono farne più a meno. E si fanno perfino marchiare, chi sul pube, chi sul seno… Ti sembrerà inverosimile ma ti assicuro che è la pura verità. Abbiamo conosciuto una coppia di fidanzati che a ventiquattro anno avevano già un padrone. Quando decisero di sposarsi il padrone non volle più continuare il gioco e loro lo supplicarono di essere ceduti ad un altro master, e ricominciarono da capo, in una spirale senza fine.”
Rimasi colpito dalle sue parole, mi fece riflettere sulla nostra situazione, ma Maria provò a rassicurarmi, quando mi vide così confuso.
“Non ti devi preoccupare, non sarà il vostro caso.
Ma farò uscire la troia che è in Laura, ed il frocio che c’è in te, di questo puoi stare certo.”
Passarono gli ultimi giorni di separazione forzata, finché la domenica mattina sentii aprire la porta e finalmente era lei, mia moglie era tornata. La vidi rientrare con un borsone con tutte le sue cose. Era splendida, le corsi incontro, la abbracciai, la baciai, mi era mancata moltissimo.
Le chiesi com’era andata, lei mi disse che aveva funzionato tutto secondo il piano, i parenti del vicino l’avevano creduta davvero la sua compagna, non avevano sospettato nulla. Quella mattina erano ripartiti ed ora eccola qua.
Anche Maria andò ad abbracciarla. Laura le disse che il vicino la ringraziava infinitamente, gli aveva fatto fare bella figura.
“Ne sono molto contenta. Ed il sesso, com’è stato?
“Più che bene, l’abbiamo fatto ogni giorno, la mattina e la sera, e qualche volta quando si riusciva anche delle sveltine al pomeriggio.”
Maria le sorrise. “Molto bene cara, ma ora dobbiamo recuperare il tempo perso.”
“Maria, cosa intende, non capisco?”
Maria allora le raccontò della visita dell’avvocato, e della necessità di stipulare un nuovo contratto, ora che i miei due capi e nostri Padroni avevano accettato il trasferimento in modo definitivo.
“Come preferisce, Maria, per me lei è già la mia Padrona, ma se vuole che firmi un nuovo contratto facciamolo, non ci sono problemi.”
“Bene, sapevo che non ci sarebbe stato bisogno di convincerti. Ho già organizzato per domani con l’avvocato, e ci sarà anche un testimone per le firme.”
Maria ci lasciò soli per il resto della domenica. La passammo assieme, a chiacchierare, facendoci le coccole. “Tesoro, ma sei sicura di questo nuovo contratto? Maria m’ha raccontato di quelle cose…”
Mia moglie provò a sdrammatizzare, voleva tranquillizzarmi, perché quel gioco lei lo voleva continuare, non voleva tirarsi indietro, arrivata a quel punto. “Si, amore, lo voglio fare, mi fido di Maria. Lo vedi come sono felice, ne ho bisogno… ma ho bisogno anche che tu sia sempre al mio fianco, continueremo come abbiano fatto fin’ora, d’accordo? Dai, lo vedo che anche a te eccita quello che stiamo facendo, non puoi negarlo… possiamo continuare ancora un po’…”
La guardai, con quel suo viso innocente ma che tradiva lussuria. “Come vuoi tu, amore… ma non ti preoccupa se in qualche modo tua madre viene a saperlo?”
Laura mi sorrise. “Sai, amore, in pratica è stata lei stessa a consigliarmi di farti le corna!”
L’abbracciai. “D’accordo amore. Lo sai che ti amo.”
A cena tornò con noi anche Maria. Non perse tempo, riferendoci subito di avere trovato una testimone per la firma del contratto l’indomani.
“Di chi si tratta?”
“Non indovini? È la nostra cara zingara!”
Mi vide sorpreso, non pensavo di sarebbe rivolta a lei, ma vedendomi così si mise a ridere.
“Cara Laura, oggi con la zingara abbiamo parlato a lungo di te. Naturalmente passerai diverso tempo anche con loro.”
“Certo, Maria, non ci sono problemi, farò quello che deciderà lei.”
Il giorno successivo tornai al lavoro, feci il possibile per evitare i miei due colleghi stronzi, che ormai sapevano tutti di mia moglie. Quando rientrai trovai come al solito Maria e mia moglie in giardino, stavano prendendo l’ultimo sole della sera, in topless. Andarono a cambiarsi, poi preparammo assieme degli stuzzichini per la visita dell’avvocato, che arrivò puntuale.
Si accomodò in giardino, sorseggiammo un aperitivo in attesa della zingara, che arrivò accompagnata da un energumeno molto alto, tarchiato, con due braccia possenti. Aveva un fisico da rugbista, devo confessare che mi incuteva una certa paura. Li facemmo accomodare. La zingara ci disse che il capo del loro accampamento aveva voluto farla accompagnare. Quella sera sembrava un’altra donna. Era ben curata, con un vestito tradizionale, molto lungo ed ampio. Finalmente ci raggiunsero anche Maria e Laura, che si presentò con un vestitino elasticizzato, la solita scollatura che arrivava all’ombelico con due sottili strisce di stoffa che le coprivano appena il capezzolo. Quando si sedette il vestito le salì, scivolando sulle cosce. Non copriva nulla, anche a causa di un piccolo spacco centrale. E lei teneva aperte le gambe, era chiaro che non indossasse intimo, e che si era depilata completamente, aveva la figa in bella mostra. L’energumeno la guardava in modo famelico, senza celare il disprezzo ma anche la sua voglia per una simile puttana. La zingara dal canto suo fece i complimenti a Laura per il bel vestito. Le si avvicinò e con un semplice gesto le abbassò le spalline, scoprendole completamente le tette.
“Così va molto meglio cara, eri troppo vestita. Vedrai che imparerai presto come ti devi presentare, ti insegnerò le buone maniere.”
La guardò seria, Laura cercò di coprirsi con le mani ma Maria intervenne subito.
“Cosa fai brutta cretina? Togli quelle mani da lì, e chiedi scusa!”
Mia moglie come una statua chiese scusa alla zingara, con le mani spostò ulteriormente i due lembi del vestito, scoprendosi ancora di più le tette, ora totalmente libere. Venimmo ripresi dall’avvocato che aveva estratto da una busta un documento. Lo lesse a tutti ad alta voce. Il nuovo contratto stipulava la proprietà di Laura da parte di Maria, e con una postilla indicava in Zora, la zingara, come la persona che ne faceva le veci in caso di assenza di Maria, e con il diritto di avere Laura a sua completa disposizione un giorno alla settimana. L’avvocato chiese se c’era qualche obiezione, ma nessuno fiato’.
Io ero molto titubante e quando fu il mio turno di mettere la firma tergiversavo, ma venni subito ripreso dall’avvocato, e così aggiunsi anche la mia, poi toccò a Laura, che firmò senza problemi, anzi, sembrava quasi ansiosa di avere tutto a posto il prima possibile.
Infine venne il momento di Maria, che prima di porre la sua firma al contratto ci aggiunse una frase che poi lesse ad alta voce.
“Tutti i firmatari vengono messi al corrente che l’accordo sara’ valido fino al giorno in cui la signora Laura rimarrà ingravidata. Fino a tal giorno Laura sarà a nostra totale disposizione. C’è qualche obiezione?”
Io e Laura rimanemmo in silenzio, mentre Zora rispose, “Io la firma l’ho messa, non mi tiro certo indietro.”
Maria guardò Laura. “E tu, troia?”
Laura con lo sguardo basso si alzò in piedi, sfilò il vestito e mise le mani dietro, inarcando la schiena. Divaricò le gambe mettendo in mostra la fica. “Si Padrona, per me va bene.” E rimase così, immobile. Maria si rivolse a me, che osservavo quella scena surreale, mia moglie totalmente nuda che si offriva alle sue nuove Padrone. “Sì, va bene…”
Maria porse la firma, l’avvocato prese il documento, lo mise in una busta e rivolto a mia moglie le disse, “Perfetto. Cara troia, ora sei di loro proprietà.” E concludendo così l’accordo si congedo’.
Zora si mise subito a discutere con Maria dell’abbigliamento della loro nuova schiava. “Cara, credo che sia necessario un cambiamento del guardaroba di Laura, vorrei che la mia troietta tenga sempre i capezzoli bene in vista.”
Maria le sorrise. “Certo, è un’ottima idea, provvederemo con delle belle trasparenze.”
Maria si rivolse al compagno della zingara, invitandolo a baciare mia moglie. Lui non perse tempo, le si avvicinò, la guardò cingendola per la schiena, mentre con l’altra mano le afferrava i glutei, alzandola di peso, come fosse un fuscello. Laura l’abbraccio’ e lui le ficcò la lingua in bocca, mentre con le mani lui le allargava le natiche a dismisura, mettendo in bella vista il buco del culo e la fica, completamente aperta.
Maria si rivolse a Zora. “Portatela via con voi.”
Zora la ringraziò, Maria aggiunse semplicemente, “vedete di farla tornare sana, in quanto al resto rompetele pure la fica ed il culo.”
“Certamente cara, molto volentieri.”
L’energumeno la sollevò di peso ed uscirono, con mia moglie ancora incredibilmente tutta nuda, e che però non protestò minimamente per quel trattamento. La caricarono in auto, e partirono Rimasi solo con Maria, senza il coraggio di dire più nulla. Era ovvio che mia moglie era stata completamente trasformata, non aveva più freni inibitori. Oramai le veniva naturale vestire in quel modo, o anche rimanersene nuda davanti ad estranei, per lei era indifferente mostrarsi ed essere trattata da schiava, non si faceva più domande, ubbidiva senza fiatare. Maria fece un altro dei suoi ironici sorrisi che ormai mi erano famigliari.
“Tua moglie è molto richiesta, ne sei contento? Un cuckold come te dovrebbe esserne orgoglioso. Quanti cazzi si sta prendendo? I tuoi capi, l’avvocato, il vicino, il ragazzo alla festa, ed ora anche l’amico di Zora. E non dimentichiamoci dei carabinieri! Dobbiamo organizzare al più presto la serata in quel cinema… potrà tornarci utile, farci amici quei due, in caso tua moglie finisca in qualche retata anti prostituzione, o venga arrestata per atti osceni… chissà cosa ha in mente la zingara per lei, hai sentito che la vuole ancora più battona, con il seno in bella mostra…” Maria si mise a ridacchiare.
“Ma Maria, veste già al limite dell’indecenza!”
“Beh, da stasera passerà anche quel limite! L’hai vista anche tu, l’hanno fatta uscire di casa nuda! e poi m’hai rotto le palle, adesso vieni in camera che ho voglia! Non pensare a lei, non vede l’ora di farsi scopare anche stasera, non ti sembrava proprio una bella coppia? lui grande e grosso, e lei così minuta al suo fianco, sarà neanche la metà! Ti immagini come la sfonda, quando la ricoprirà tutta, con quel corpo enorme?”
Mi immaginai quella scena, Laura schiacciata sotto il corpo di quell’uomo, prendere il suo cazzo a gambe aperte. Ma Maria non aveva finito.
“E se devo dirtela tutta, sappi che tua suocera conosce perfettamente la vostra situazione, la sto tenendo sempre aggiornata di ogni vostro passo. Cosa pensi, che sia un’ingenua come Laura? S’è accorta subito che qualcosa era cambiato in sua figlia, che non porta più la fede, che ha già un altro! Durante la sua visita m’ha chiesto se io ne sapevo qualcosa, e le ho raccontato tutto! Mi ha ascoltato, e quando ho finito ti ha subito incolpato di ogni cosa, per lei tu sei la rovina di sua figlia, ti disprezza! E ha finito per incolpare anche sé stessa, diceva che era stata troppo dura con Laura da ragazza. Sembrava sul punto di confidarmi anche altro, chissà che segreti hanno in quella famiglia… comunque mi ha pregato di tenerla aggiornata, e di stare accanto a sua figlia, soprattutto se lei decide di continuare con questa vostra perversione. E ora tua moglie mi appartiene, con il benestare di tua suocera, e anzi, appartiene anche a Zora! Quella zingara ci sarà di grande aiuto nel suo addestramento da schiava, la farà girare mezza nuda, passerà per una puttana! Ma adesso basta parlare, andiamo, mi devi far godere, avere una troia ubbidiente come Laura attorno eccita anche me, cosa credi?”
Ero stordito da tutte quelle parole. Sua madre sapeva! Ma non feci in tempo a realizzare tutto quello che Maria mi aveva detto, le conseguenze che ci sarebbero state… avevo già una pessima reputazione, con la famiglia di Laura, e ora la madre sapeva del nostro ‘gioco’, sapeva che io avevo accettato ciò che stava accadendo, avevo permesso che mia moglie diventasse una schiava, che venisse scopata da altri uomini… pensai che quella per me era la fine…
Seguii Maria in camera, lei si spogliò subito, mettendosi distesa con le gambe aperte e mi ordinò di leccarle la fica. Iniziò a mugolare come una cagnetta, mi avventai avidamente fra le sue cosce, succhiandola tutta. Raggiunse orgasmi a ripetizione, finché mi fece alzare, ordinandomi di metterlo dentro.
Io ci provai, la scopavo con forza ma lei si incazzo’, mi disse che non valevo un cazzo, che ero una mezzasega, non sentiva niente. Si girò, dicendomi, “inculami! almeno dietro forse riesco a sentirlo un po’!”
Ripresi a spingere con forza nel culo, il mio cazzo la penetrò senza apparente resistenza. Lei intanto si sgrillettava, io non resistetti molto e venni, rimanendo dentro. Alla fine anche lei godette emettendo un urlo di piacere .
Si distese soddisfatta.”Almeno con la bocca vali qualcosa, il cazzo ti serve solo per pisciare!”
Si girò dall’altra parte, senza andare in bagno, e in pochi minuti si addormentò, tenendosi la mia sborra nel culo.
L’indomani svegliai Maria verso le 8, quando uscii per andare al lavoro, e la ritrovai a casa la sera. Laura invece non c’era, era andata dal parrucchiere. Maria mi informo’ di essere passata dalla ginecologa per Laura, si era fatta prescrivere una nuova pillola, avrebbe seguito un’altra cura ormonale di due settimane. Le chiesi se fosse davvero necessario, e Maria mi assicurò che lo era, per aumentare ancora le sue voglie.
Laura arrivò poco dopo, vestiva una micro gonna e scarpe con tacco ed una camicetta di pizzo trasparente che faceva intravedere i capezzoli.
Maria volle sapere se la parrucchiera aveva fatto qualche commento su quell’abbigliamento.
“No, niente di particolare, ma spesso sbirciava in mezzo alle gambe, anche se io cercavo di tenerle chiuse. Le uniche che spettegolavano erano due vecchiette sedute ad aspettare.”
Le avvisai che era ora di prepararci, quella era la sera della cena della mia ditta. Andò prima Laura a cambiarsi, io ne approfittai per chiedere a Maria se avesse saputo niente della sera precedente. Si mise a ridere, come suo solito. “Ma certo, mio bel cornutello. Stamani quando Zora l’ha riportata mi ha raccontato tutto. Tua moglie si è fatta scopare per bene, il tipo non era solo grosso di fisico ma anche di cazzo, l’ha sfondata in figa. E stasera Zora ha detto che farà una capatina al parco, per vedere come si veste Laura e come si comporta con i tuoi colleghi.”
Maria venne interrotta da Laura, che la chiamava.
Era seduta al bordo del letto, sentiva un po’ di nausea. Maria si mise subito al telefono per sentire la sua amica ginecologa, che la rassicurò. Era l’effetto degli ormoni, ma non c’era da preoccuparsi, erano tutti naturali, anzi, volendo velocizzare il trattamento si poteva pure aumentare la dose. Maria lo riferì a mia moglie, e seguendo il consiglio dell’amica le diede una seconda pastiglia, suggerendole di riposarsi. Richiuse la porta dietro di sé lasciandola tranquilla in camera da sola.
Laura si riprese quando ormai era piuttosto tardi. Si era truccata pesantemente, gli occhi ed un rossetto nero, i capelli sciolti. Indossava scarpe con tacco altissimo, una gonna lunga con profondo spacco davanti, una camicetta nera di pizzo chiusa con un solo bottone. Ci disse che stava meglio dopo essersi riposata, e si scusava per il ritardo.
Maria consiglio’ di darsi una mossa, ormai era tardi, si chiedeva se Zora sarebbe rimasta ad aspettare così a lungo al parco, probabilmente se la sarebbe presa molto se gliel’avessimo data buca. Infatti quando arrivammo stavano già chiudendo tutto. Girammo per qualche minuto, ma non c’era traccia della zingara, né dei miei colleghi, e allora Maria decise di rientrare.
Il giorno seguente iniziavo le mie ferie, e ne approfittai per sistemare il giardino. Sentii suonare il telefono. Rispose Maria che ormai si comportava come fosse a casa sua. Aveva un’espressione seria, quando chiuse la chiamata prese le chiavi dell’auto uscendo senza dire nulla.
Chiesi a Laura se aveva capito chi aveva chiamato, ma mi disse di no, e così non ci rimase che aspettare. Maria tornò verso le 11, e con lei con mia grande sorpresa c’era anche Marta, la madre di Laura. Quando la vidi mi venne un colpo, come mai era di nuovo qua da noi?
Maria chiamò subito Laura, che uscì dalla camera bloccandosi sulla porta, rimanendo anche lei molto stupita della presenza di sua madre.
Marta squadrò Laura, che quella mattina indossava un prendisole trasparente. Con un filo di voce Laura chiese, “mamma, a cosa dobbiamo la tua nuova visita?”
“Maria mi ha raccontato ogni dettaglio di quello che state facendo, ma dovevo constatare con i miei occhi… non mi aspettavo una cosa del genere da mia figlia, sei una vera troia! Ho fatto di tutto per farti crescere con i giusti valori, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere… purtroppo vedo che tutto quello che Maria mi ha raccontato è la pura verità…”
Laura teneva lo sguardo basso, ascoltava senza ribattere, finché Marta non le disse di rispondere alla madre. Con un filo di voce Laura la implorò, “mamma, scusami, spero riuscirai a perdonarmi… è iniziato come uno stupido gioco, ed ora…”
“Un gioco? Non sei più una bambina!”
Sua madre mi guardò,, dandomi tutta la colpa, insultandomi ripetutamente. Mia suocera si avvicinò a Laura, le alzò il viso con la mano sferrandogli due ceffoni che la fecero indietreggiare. “Ma ti rendi conto di quello che fai, stupida? Di quello che hai firmato? Brutta cretina!”
Laura le rispose con un filo di voce. “Si, scusami, mamma…”
“Sei solo una gran troia di figlia!”
Si girò rivolgendosi a Maria. “Scusami, non volevo crederci, non volevo accettarlo… e invece… fortunatamente abitano qui, lontano da noi… sai che vergogna sarebbe stata… almeno qui non ci sono parenti o conoscenti…”
Si girò rivolgendosi a Maria. “Scusami, non volevo crederci, non volevo accettarlo… e invece… fortunatamente abitano qui, lontano da noi… sai che vergogna sarebbe stata… almeno qui non ci sono parenti o conoscenti…”
Maria disse che la capiva, e l’avviso’ che a momenti sarebbe arrivata anche Zora.
A quel punto io tornai in giardino, lasciandole sole. Quando arrivò la zingara Maria fece le presentazioni, io osservavo dalla finestra.
Anche Zora a giudicare dalla sua espressione era molto stupita dalla presenza della madre, ma Maria spiegò tutto, rassicurandola.Zora allora cambiò decisamente atteggiamento. Rivolgendosi a Laura la rimproverò per non essersi presentata alla festa la sera precedente. Laura provò a giustificarsi dicendole che non si era sentita bene, ma non servì a nulla. Maria rivolgendosi a Zora la incalzò, “non ti pare che meriti una punizione?”
“Certo…” e rivolgendosi alla madre, “e lei cosa ne pensa?”
“Non spetta a me decidere, ma credo sarebbe più che giusto.”
Zora guardò Laura. “Adesso devo andare, ma nel primo pomeriggio verranno due ragazze per controllare il tuo guardaroba. Avranno libera scelta su cosa devi tenere e cosa buttare. Poi andrai a fare shopping assieme a loro, e ti comporterai esattamente come ti diranno. Capito, troia?”
Mi sorprese il tono che Zora aveva assunto, in presenza della madre di Laura. Ma mia moglie semplicemente alzò lo sguardo, dicendo, “Si, padrona.”
Mia suocera la guardò, “Sei una gran troia, mi fai venire la nausea, ti meriti di essere trattata così, come l’ultima delle puttane!”
Zora a quel punto si congedo’, dandoci appuntamento in serata.
Mia suocera mi guardò con disprezzo “Tutto questo è solamente colpa tua. L’hai spinta tu, in questo baratro!” e poi rivolta a sua figlia aggiunse, “ma non ti rendi conto in che condizioni sei, non ti vergogni? come avete fatto a finire così, sei una troia! se lo venisse a sapere tuo padre…”
Le ragazze che aveva mandato Zora si presentarono nel primo pomeriggio. Quando andrai ad aprire mi trovai davanti due ragazzine di bassa statura, grassottelle. Le feci entrare, guardando mia moglie si presentarono dicendo, “siamo state mandate da Zora per Laura, immagino sei tu, la troia.”
“Sì, sono io…”
“Perfetto, difficile sbagliarsi, sei vestita come una bagascia. Accompagnaci in camera, tu farai quello che ti diciamo, per te saremo le tue Padroncine.”
Laura rispose subito, “Sì, Padroncine, venite…”
E sua madre guardandola commentò, “brutta troia!”
Uscirono dalla stanza dopo pochi minuti. Avevano tutti i vestiti di Laura arrotolati assieme, li gettarono per terra dicendo che erano da buttare.
Mentre Laura andava a prendere una borsa tornarono in camera accompagnate da mia suocera.
“In quel cofanetto tiene qualche piccolo gioiello, Laura sarà felice di regalarvelo.”
Senza farselo ripetere le ragazze iniziarono a prendersi qualche orecchino ed i braccialetti. Poi trovarono la fede nuziale, una di loro se la mise al dito. Quando Laura se ne accorse cercò di farle desistere, ma ottenne solo un paio di ceffoni da entrambe. L’afferrarono per i capelli, minacciandola di tagliarglieli, al che Laura rimase immobile, senza più fiatare.
“Vedi cara, alla fine tutto ha un prezzo.”, le disse sua madre.
“Ora andiamo a fare shopping. Da oggi il tuo modo di vestire cambierà, non avrai più pantaloni ma solo minigonne, magliette scollate e vestiti aderenti.”
Mia moglie abbassò lo sguardo, annuendo, e seguì senza protestare le due aguzzine quando uscirono di casa.
(Continua. Per due chiacchiere scrivetemi alla solita email dueamanti@tutamail.com)



vedo che si cancellata una parte: ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme…
ciao diciamo che so per certo di essere stato cornuto ancora quando eravamo insieme...la storia del mare è un po…
Il racconto dell'avvenimento sarà pubblicato un giorno? Mi auguro di sì
Grazie. Vorrei scriverlo fino alla fine. Ma vedremo che ne esce fuori.
beh, che dire ... commento stupendo, grazie