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Scambio di vite Capitoli 12-13

By 10 Gennaio 2026No Comments

Ripropongo dopo molte richieste questo mio vecchio racconto pubblicato su questo sito, molto apprezzato ma lasciato da me inconcluso da anni. Riproporrò i capitoli rivisitati un po’ per volta, andando infine a concludere il racconto. Essenziale per comprendere appieno la storia rileggere tutti i capitoli precedenti dato l’intreccio di storie e trame (ultimo pubblicato Scambio di vite Capitoli 10-11). Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !

CAPITOLO 12:
Arrivati al ristorante i due coniugi non passarono di certo inosservati; Lorenzo sapeva che gli occhi di tutti gli uomini erano rivolti verso le generose forme di Lucia messe oscenamente in mostra, e questo non poteva che fargli piacere: lui non era assolutamente geloso o possessivo nei confronti della donna, che nel corso degli anni aveva si desiderato sessualmente parlando, ma che comunque non aveva mai amato o considerato di sua proprietà. L’unica cosa che al momento bramava era farla sentire una troia, in modo da risvegliare in lei l’indole da vacca che negli anni era sempre riuscita a reprimere.
Lucia mentre si dirigeva verso il tavolo prenotato, sentiva soprattutto su di se gli sguardi schifati delle altre donne presenti nella sala, occhiatacce di odio ma soprattutto di invidia per quel corpo splendido che poco lasciava all’immaginazione e che richiamava le attenzioni di tutti i maschietti. Si sentiva sexy, una dea ammirata e voluta da tutti: chissà quanti cazzi aveva fatto rizzare in quel momento!
Ad ogni passo il vestito tendeva a risalire e a scoprire il culetto sodo, e lei prontamente lo riportava al suo posto; ma dopo i primi metri, decise di lasciar perdere e di lasciare che tutti potessero godere dello spettacolo; arrivò al tavolo con la parte inferiore del culo completamente in mostra. Si risistemò e si accomodò nella sedia offerta galantemente dal marito, che a sua volta si affrettò a prendere posto davanti a lei.

“Amore tutti ti stanno fissando, sei fantastica, sono proprio fortunato ad essere qui con te!”

“Tesoro mi hanno guardata tutti, con questo mini vestito continua a scoprirsi il sedere, mi sa che alcuni l’hanno notato, spero solo non si siano accorti che non porto le mutandine!!”

“Tranquilla amore nessuno si sarà accorto di questo!’ (mentiva, sapeva che occhi attenti avevano notato subito quella mancanza, ma non voleva mettere troppo in imbarazzo Lucia) ‘ tutti si sono girati solo per la tua bellezza!”

Nel frattempo arrivò il cameriere (circa ventenne) per portare il menù. Il giovane non riusciva a staccare gli occhi dalle tette compresse verso l’alto dal reggiseno a push up e Lorenzo lo notò subito. Chiese quindi al ragazzo di portare un prosecco molto costoso per iniziare (tanto i soldi erano di Riccardo), e quando se ne fu andato per provvedere all’ordine, fece notare a Lucia le attenzioni del giovane:
“Amore, il cameriere praticamente ha avuto un’erezione guardandoti le tette ahahahah, non riusciva a staccare gli occhi dalle tue bombe, effettivamente sembra che stiano per esplodere!!”

“Non l’avevo notato” rispose falsamente lei “ma non essere geloso amore, è solo un ragazzo con gli ormoni impazziti!”

“Tranquilla non sono geloso, anzi mi piace che tutti possano vedere quanto sei bella! Ci pensi che il cameriere stasera quando tornerà a casa potrebbe farsi una sega pensando a te??”

“Ma amore non essere volgare! Potrei essere sua madre!”

“Che c’è di male?? Sei ancora una donna molto attraente, è normale che anche i giovani ti guardino con interesse! Ma mi dispiace per lui, non ha visto praticamente niente!”

“Per fortuna, già ho mostrato il sedere a mezzo locale, spero che almeno il cameriere non si sia fatto strane idee!!”

“Però Lucia non mi sembra giusto, mi fa pena quel povero ragazzo che si è eccitato per cosi poco! Dovrebbe poter vedere qualcosa in più, non credi?”

“Cosa vuoi dire??”

“Dico solo che alla sua età avrei dato qualsiasi cosa per vedere dal vivo delle tette di una donna più grande, e penso che tu ora potresti accontentare quel povero ragazzo!”

“Ma sei impazzito??”

“No, ma penso che a te non costerebbe nulla mostrare un pò di più il seno per fare contento quel giovanotto! È sicuramente maggiorenne, non ci sarebbe nulla di male!”

“Riccardo non puoi parlare seriamente!! Ma cosa ti sta succedendo??”

“Amore stasera ho voglia di mostrare al mondo quanto sono fortunato ad avere una donna come te al mio fianco, ti ho fatta vestire super sexy perché tutti potessero apprezzare le tue forme,e mi sembra che questo non ti dispiaccia. Mi piace vedere gli sguardi della gente su di te, sapere che tutti ti vorrebbero ma che in realtà sei solo mia. Alla fine questo è un gioco, non dirmi che non ti eccita l’idea di mostrare le tette ad uno sconosciuto e di immaginare il suo cazzo gonfiarsi nelle mutande. A me invece eccita l’idea che mia moglie si comporti da zoccola. Non ti piacerebbe questa situazione? Non può succedere nulla di male!”

“Beh’…. a dire la verità la cosa mi intriga, ma se qualcuno mi vedesse? Che figura ci farei??”

“Non ti vedrà nessuno, siamo abbastanza isolati da occhi indiscreti! Facciamo così, quando il cameriere torna con il vino chiederò se possiamo ordinare, e mentre guardo il menù tu richiamerai la sua attenzione con uno sguardo sensuale e ti abbasserai il vestito quel tanto che basta a far uscire le tette, anche i capezzoli ovviamente! E poi…. oh cazzo ecco che ritorna, mi raccomando Lucia non deludermi!”

Il cameriere tornò con i 2 bicchieri di prosecco, e giunto al tavolo non poté fare a meno di fissare nuovamente gli abbondanti seni di Lucia. Lorenzo se ne accorse e richiamò l’attenzione del ragazzo chiedendo di poter ordinare. Mentre Lorenzo guardava con aria indecisa il menù, Lucia eccitata da morire decise che era arrivato il momento di agire: richiamò l’attenzione del cameriere accarezzandolo sul braccio, e appena lui si girò per guardarla, lei si abbassò di colpo la parte superiore del vestito lasciando saltar fuori completamente le tette. Il ragazzo rimase a bocca aperta, fissando quel paradiso esterrefatto.
Lorenzo soddisfatto, avendo assistito alla scena con la coda dell’occhio ma facendo finta di non essersi accorto di nulla iniziò a dettare al cameriere i piatti scelti sia per lui che per la moglie. Il giovane si ridestò immediatamente, per cercare di non farsi scoprire dal marito, ma mentre scriveva sul taccuino, il suo sguardo continuava a cadere sui bei seni (non enormi ma sodi) di Lucia. Erano perfetti, con i capezzoli turgidi che svettavano partendo dal centro delle areole, perfettamente proporzionate rispetto alla rotondità del seno. Si perse per qualche secondo, intontito dall’eccitazione, e Lorenzo, accorgendosi di ciò, provò ad approfittare della situazione:
“Mi scusi ha capito cosa le ho chiesto?”

Il cameriere tornò alla realtà e balbettò: “M-mi scusi signore, mi ero distratto un attimo, cosa desidera?”

“Ci potrebbe gentilmente portare una bottiglia di vino rosso?”

“Certo signore, qualche preferenza?” cercò di comportarsi con normalità, sperando che l’uomo non si fosse accorto di niente, avendo ancora il menù aperto davanti agli occhi.
“Non saprei…. amore tu cosa prefer… Mah Lucia, che cazzo stai facendo?”
Aveva approfittato di questo pretesto per abbassare il menù di scatto e rivolgere una domanda alla moglie, trovandola ovviamente con le poppe di fuori.
“Perché hai le tette di fuori??” Cercò di sembrare il più incazzato possibile, mantenendo comunque un tono di voce basso per non farsi sentire dalle altre persone.
“Mah amore, tu volevi….” cercò di difendersi Lucia rossa in volto, super imbarazzata dalla situazione che si stava creando, ma venne interrotta bruscamente dal marito.

“Niente mah, stavi facendo la troia con il cameriere mentre sei a cena con me, ma non ti vergogni? Cosa dovrei pensare?? Con le tette al vento mentre un ragazzo ti guarda, con tuo marito a pochi centimetri da te!!”

“Mi scusi signore, le giuro che io non ho fatto niente! Vado in cucina a portare il vostro ordine cosi potete risolvere tra di voi” cercò goffamente di divincolarsi il giovane.

“Lei non va da nessuna parte! Stava guardando le tette di mia moglie, ora ho capito perché era distratto!! Lei è un porco!”

“Mi scusi signore, ho puntato lo sguardo e ho visto questo, non ho potuto non guardare, le chiedo scusa ma io non c’entro niente” cercò di giustificarsi il ragazzo impaurito.

“Ah allora le hai guardate!! Ma’… dimmi la verità, ti piacciono?”

“Beh…. c-certo signore, sono molto belle, sua moglie è una donna stupenda, ho accidentalmente puntato lo sguardo e…”

“Tranquillo giovanotto capisco che non è colpa tua, anzi scusa se ho alzato la voce ma capisci che questa situazione mi ha sorpreso! Devi perdonare la mia consorte, ma ultimamente ha questi atteggiamenti irrefrenabili da maiala esibizionista che mi mettono a disagio e non so come reagire, ti prego di perdonarla”

“Riccardo che cosa stai dicendo, non puoi trattarmi così!” disse offesa Lucia; il marito le aveva appena dato della puttana, e questo era inaccettabile! Anche se doveva ammettere che la situazione iniziava ad intrigarla, sorprendentemente iniziava a bagnarsi…. e in tutto questo, non si era ancora alzata il vestito, e le tette erano ancora nude sotto gli occhi del cameriere.
“Lucia con te facciamo i conti più tardi! Guarda in che situazione mi hai messo, non so più cosa fare con te! Il ragazzo sarà estremamente a disagio dopo questo fatto! Chiedi immediatamente scusa!”

“Mah io non…”

“Amore chiedi scusa e la chiudiamo qui”

Rassegnata, Lucia si scusò: “Scusami tanto per averti messo in imbarazzo, non so cosa mi sia successo!”
“Si figuri signora, non è successo niente, mi scuso io per aver guardato, ma non potevo farne a meno! Lei è davvero molto bella” il ragazzo aveva capito che sotto sotto c’era qualcosa e, accertato che il marito non era incazzato con lui, si tranquillizzò, facendosi trasportare dalla situazione.
“Lucia, questo ragazzo è stato gentile e comprensivo nonostante la situazione scomoda in cui l’hai messo, penso che oltre alle scuse meriterebbe anche altro”

“Cioè???” Lucia era estremamente a disagio, ma al contempo si stava bagnando sempre di più. Riccardo quel giorno si stava comportando in modo disgustoso, come non aveva mai fatto prima. Lei avrebbe potuto andarsene indignata anche subito, ma tutto ciò si stava rivelando veramente troppo intrigante ed eccitante. E voleva provare a spingersi oltre, per accontentare i capricci perversi del marito.
“Non saprei Amore…. magari visto che hai ancora il seno scoperto, e il ragazzo mi sembra ancora attratto da questo, potresti per esempio farglielo toccare un pò! Scusa, qual è il tuo nome?”

“Francesco!” rispose subito il ragazzo; ormai non riusciva più a trattenere l’eccitazione.

“Francesco, se mia moglie Lucia non ha niente in contrario, per ripagarti del disturbo troverei equo che tu possa dare una strizzatina alle sue tette!”

“Penso sia un buon compromesso!” rispose lui, con il cazzo che ormai era diventato di marmo.
“Perfetto siamo arrivati ad un accordo! Lucia hai qualcosa in contrario?”

Lucia era rossa in viso, stava per farsi palpare davanti al marito da un cameriere poco più grande di sua figlia. Ma ormai non poteva fermarsi.
“N-no, direi che si può fare”

“Molto bene, allora chiedi gentilmente a Francesco di strizzare le tue tettone da vacca!” ormai anche Lorenzo non capiva più niente, si stava facendo trasportare unicamente dall’eccitazione del momento. Sapeva che forse stava esagerando, spingendo Lucia in una situazione altamente perversa e degradante, ma lei incredibilmente non si stava ribellando e non osava contraddirlo. Il gioco poteva quindi continuare.
“Francesco, potresti cortesemente strizzare… le mie… tettone da vacca?” disse lei con un filo di voce.
Il cameriere si guardò intorno per essere sicuro di non essere visto: essendo il tavolo posizionato in un angolo della sala, era abbastanza sicuro di essere lontano da occhi indiscreti. Si avvicinò quindi un pò di più alla donna, e cercando di mantenere una postura il più naturale possibile, iniziò a toccarle il seno. Iniziò accarezzandolo dolcemente ma poi, preso coraggio, iniziò a strizzarlo quanto più forte poteva; usando solo la mano destra per non farsi vedere, palpò energicamente prima l’uno e poi l’altro, soffermandosi a tirare e pizzicare i capezzoli della troia. Ormai il cazzo gli faceva male da quanto gonfio era. Decise di smettere solo dopo qualche decina di secondi preoccupandosi di poter essere scoperto da qualcuno per quella prolungata vicinanza.
“Francesco ti ringrazio e ci scusiamo ancora per la situazione che si è creata, veramente non volevamo metterti così a disagio!”
“Nessun problema signori, quando volete sono a disposizione!” disse raggiante il ragazzo!
La cena continuò poi tranquillamente, mangiarono molto bene e nel corso della serata Lorenzo tornò a comportarsi normalmente (calandosi alla perfezione nella parte di Riccardo), parlando animatamente con la moglie del più e del meno, e trascorrendo una piacevolissima serata. Lucia era simpatica e intelligente, oltre ad essere molto porca (come aveva scoperto durante la giornata). Quando fu ora di alzarsi per pagare, furono raggiunti da Francesco, pronto a spreparare il tavolo, e mentre Lucia si stava risistemando il vestito prima di iniziare la passerella verso la cassa, sentì la mano del cameriere sul suo culo. Compiaciuta per quella ulteriore attenzione si girò, salutandolo con un occhiolino: di sicuro il giovane quella notte si sarebbe segato pensando a lei. Lorenzo pagò il conto, e abbracciati si incamminarono verso l’uscita, con gli occhi di tutti puntati nuovamente sul fondoschiena lasciato quasi totalmente scoperto dal vestito che, ancora una volta, era risalito per la felicità dei presenti.

CAPITOLO 13:

Riccardo era estremamente soddisfatto di se stesso, quella prima giornata nel corpo dell’amico Lorenzo era stata incredibile.
Aveva concesso a Kristina di farsi un bel bagno per cercare di lenire i lividi provocati dalla frusta. Lui invece era sdraiato nel divano, ancora nudo, intento a giocare con il cellulare. L’aveva preso con l’intenzione di chiamare Lorenzo e aggiornarlo sugli ultimi avvenimenti, e viceversa farsi raccontare che cosa avesse combinato lui con il suo corpo: di sicuro, conoscendo bene la moglie Lucia, Lorenzo non aveva concluso un bel niente, e questo incredibilmente lo faceva sentire in colpa. Lui aveva sfogato le sue voglie sulla fidanzata dell’amico, trattandola come una troia, mentre la trasgressione maggiore per Lucia era quella di concedersi un bicchiere di vino in più al ristorante. Di sicuro era andata meglio a lui che a Lorenzo!
Dalla mattina però non si erano più sentiti, era curioso di sapere, ma non se la sentiva di raccontare all’amico che cosa aveva fatto con la sua ragazza, quindi cercava di temporeggiare nella speranza che fosse Lorenzo il primo a chiamare e a raccontare la propria giornata, per poi decidere cosa dire e cosa invece nascondere all’amico.
Ma la chiamata non arrivò, e sentendo Kristina uscire dal bagno, decise di lasciar perdere il cellulare e dedicarsi ad un’altra sua perversione, sognata per anni senza mai aver avuto l’opportunità di poterla realizzare concretamente. Quando Kristina tornò in bagno per asciugarsi i capelli, Riccardo corse in camera ed iniziò a frugare freneticamente nell’armadio per cercare tutto il necessario per il nuovo “gioco” che aveva in mente.
Kristina uscì dal bagno e si ritrovò il fidanzato seduto sul loro letto matrimoniale. Indossava ancora l’accappatoio, ma sotto naturalmente era completamente nuda.
“Tesoro, spogliati subito!”
Kristina non se lo fece ripetere due volte ed eseguì subito l’ordine; avendo ancora le tette doloranti non voleva subire un’ulteriore punizione quel giorno.

“Brava bella, oggi sei stata meravigliosa, mi sono divertito un sacco amore mio, e ne approfitto per chiederti scusa per le frustate, purtroppo mi sono lasciato trasportare dal momento e ho esagerato, spero di non averti fatto troppo male!”

“Tesoro figurati, mi sono eccitata tantissimo!!”

“Lo immaginavo!” ora ne aveva la totale certezza, si trovava davanti ad una Troia senza limiti, capace di eccitarsi anche se sottoposta a dolori intensi. Ma non voleva più farle del male, per quella sera aveva altri piani.

“Kristina, tu faresti di tutto per soddisfarmi, vero?”

“Certo Tesoro, sai che sono sempre a tua completa disposizione! Hai voglia di scopare?” gli occhi le se illuminarono, pregustando già di essere duramente scopata prima di andare a dormire (quella sera infatti non doveva andare a lavorare al bar e voleva dedicarsi completamente al suo uomo).

“Non esattamente cucciola, per stasera vorrei che tu fossi…. la mia cagnetta ubbidiente!”

“Lorenzo, credo di non aver capito!” disse perplessa lei.

“Lo capirai subito, intanto mettiti giù a quattro zampe che ho preparato tutto il necessario!”

Diffidente si inginocchiò, appoggiando successivamente le mani a terra. Lorenzo, che aveva nascosto gli oggetti prescelti dietro la schiena, iniziò a travestirla per dare il via al gioco.
Iniziò mettendole in testa un cerchietto dotato di orecchie triangolari allungate e legandole al collo un collare di pelle nera con un gancetto per il guinzaglio. La fece successivamente girare per dare il tocco finale: tra i tanti plug anali della collezione aveva infatti scelto quello dotato di coda pelosa, morbida e lunga. A secco, infilò il plug nel culo senza troppa difficoltà e senza proteste di lei. Ora con la coda, Kristina aveva l’aspetto di una perfetta sexy cagna. Soddisfatto per come l’aveva conciata, volle subito testare l’ubbidienza della cagnetta: “Scodinzola!!” ordinò in modo autoritario; Kristina divertita, iniziò a muovere il culo a destra e a sinistra, facendo muovere la lunga coda pelosa come se stesse veramente scodinzolando.
Sorridendo compiaciuto, avanzò un’altra richiesta: “Brava cagnolina, ora voglio sentirti abbaiare e quando non lo fai devi tenere la lingua a penzoloni e ansimare!”
“Bau bau, bau bau, bau bau bau” Kristina si era calata perfettamente nella parte.

Riccardo iniziò quindi ad accarezzarla come se si trovasse davanti ad un cane vero, concentrando le sue attenzioni sul culo e sulle tette della ragazza a quattro zampe. Kristina ansimava tenendo la lingua di fuori, abbaiando di tanto in tanto quando le carezze cessavano. Riccardo eccitatissimo decise quindi di rivolgere le sue attenzioni alla figa della ragazza, dalla quale poté felicemente constatare che interpretare il ruolo di cagna aveva fatto bagnare abbondantemente ancora una volta la ragazza. Infilò due dita nella fessura masturbandola per un pò, e quando le tolse le porse davanti al viso di Kristina, che le ripulì completamente leccando i suoi stessi umori.
“Sei proprio una brava cagnolina, ti sei meritata una bella passeggiata!”
Prese quindi il guinzaglio e lo agganciò al collare di lei, iniziando a tirarla verso il salotto; lei da brava iniziò a seguirlo a quattro zampe fino alla porta d’entrata, che dava direttamente sul giardino.
Kristina pensò che il gioco fosse finito li, in quanto non sarebbero potuti uscire nel giardino, che dava diretto sulla strada e confinava con le case dei vicini. Il rischio di essere vista da qualche passante o dai vicini stessi era troppo alto dato che, pur essendo buio, strada e parte del prato erano sufficientemente illuminati dai numerosi lampioni.
Arrivati davanti alla porta però il ragazzo appoggiò la mano alla maniglia pronto ad aprirla; Kristina spaventata non esitò a protestare: “Amore cazzo tieni chiusa la porta che qualcuno potrebbe vederci!”
Ma appena finì la frase le arrivò un dolorosissimo schiaffo sulla chiappa destra.
“Ti sei già dimenticata di essere solo una cagna? Devi limitarti a camminare a quattro zampe, scodinzolare, abbaiare e fare quello che il tuo padrone ti ordina, senza lamentarti altrimenti subirai delle dolorose punizioni! Ci siamo capiti??”
“Bau bau bau” abbaiò Kristina per rispondere: nonostante fosse molto preoccupata aveva ricevuto forte e chiaro il messaggio.
“Brava così ti voglio, sottomessa e ubbidiente” disse dolcemente accarezzandole il sedere che poco prima aveva sculacciato. Aprì successivamente la porta di colpo, sporgendo fuori la testa per assicurarsi che non ci fossero spettatori indesiderati.
Non notando particolari presenze, tirò Kristina per il guinzaglio verso il piccolo portico. Uscita timorosa, anche lei si guardò intorno ma fortunatamente non vide nessuno.
Riccardo si avvicinò e slacciò il guinzaglio. “Ti va di giocare un po’??” Disse maliziosamente estraendo un grosso dildo di colore rosa dalla tasca.
Kristina non capì subito le sue reali intenzioni, ma non se la sentì di protestare ancora e rispose solo con un timido “Bau bau bau!”; probabilmente il suo ragazzo voleva farle leccare il dildo li sul portico, così da provare l’eccitante brivido derivante dal fatto di poter essere visti da qualche passante; ma fortunatamente erano abbastanza lontani dalla strada e li sotto l’illuminazione era talmente debole che anche se un vicino fosse uscito nel giardino adiacente probabilmente non sarebbe riuscito a vedere niente.
Ma Lorenzo ancora una volta la sorprese, lanciando il dildo verso il cancelletto che dava direttamente sulla strada. “Vai a prenderlo e riportamelo indietro, da brava cagnetta!” disse divertito lui. Ma quella zona era praticamente illuminata a giorno, se si fosse spinta fino a quel punto tutti avrebbero potuta vederla, nuda, con il collare, a quattro zampe e con una coda pelosa infilata nel buco del culo.
Guardò titubante Lorenzo sperando che fosse uno scherzo, rimanendo immobile. Lui seccato da questo comportamento disobbediente si piegò sulle ginocchia e con una mano iniziò a stringerle forte tra le dita il seno, ancora molto dolorante per le frustate ricevute poco prima.
Il dolore era tremendo, ma lei era consapevole che doveva stare ferma e subire. Riccardo mollò quindi la presa sperando che il messaggio fosse stato percepito chiaramente. Kristina non aveva scelta. Iniziò a gattonare lentamente continuando a guardarsi intorno; abbastanza sicura che non ci fosse nessuno, iniziò a muoversi più velocemente, per far finire quella umiliazione il prima possibile. Arrivò rapidamente fino al dildo caduto vicino ad un cespuglio, stava per prenderlo con le mani ma si ricordò subito che essendo un cane poteva usare solo la bocca. Cercò di prenderlo così ma era troppo grosso e faceva fatica a tirarlo su con le labbra; dopo vari tentativi, riuscì a mordere una delle due estremità e tornò di corsa ai piedi del padrone, dove lasciò cadere l’oggetto e iniziò ad ansimare e scodinzolare soddisfatta come una brava cagnetta.
Ma lo sguardo del compagno, malizioso e divertito allo stesso tempo, in quel momento non era più rivolto verso di lei; girò la testa nella stessa direzione e le si gelò il sangue all’istante; lateralmente, nel giardino confinante al loro, a pochi metri dal punto in cui aveva raccolto il dildo, poteva distinguere chiaramente la figura del vecchio vicino, che guardava incredulo nella loro direzione.
“Salve vicino!” esclamò Lorenzo: se la speranza di non essere stati notati era bassissima, ora era veramente nulla!
“Salve signor Lorenzo, ma che state facendo??”
“È una bella serata, ho deciso di portare fuori a giocare un po’ la mia bella cagnolina!”
L’anziano allora capì all’istante che cosa stava succedendo, e la sua espressione perplessa si trasformò subito in un ampio sorriso malizioso.
“Eh fa bene, si annoiano così tanto in appartamento, e non vedono l’ora di uscire all’aria aperta appena possibile, sono dei giocherelloni, ho visto con che foga ha recuperato il grosso…. osso che le ha lanciato! Ma mi dica, è aggressiva o posso accarezzarla?”
“Ma si figuri, è docile e affettuosa, una vera coccolona! Aspetti che gliela porto vicino!”
Kristina non poteva crederci. Che cosa aveva in mente il fidanzato?? Si vergognava da morire per come era conciata, con una lunga coda piantata nel sedere, a quattro zampe, e aveva appena portato in bocca un grosso cazzo di gomma fino ai piedi del compagno. E il vecchio vicino di 60 anni aveva visto tutto!
Sentì che Lorenzo iniziava a tirarla per il guinzaglio; cercò allora di porre resistenza.
Per l’umiliazione ormai non poteva farci niente, purtroppo era stata vista, ma non voleva assolutamente essere toccata da quell’uomo: piuttosto avrebbe subito una severa punizione da Lorenzo.
“Dai bella che hai? Non vuoi conoscere il signore?”
L’anziano allora si allontanò di qualche metro per entrare nel capanno degli attrezzi li vicino, uscendone dopo alcuni secondi con una vecchia ciotola.
“Come si chiama la cagnetta?”
“Può chiamarla come desidera, ma Cagna per ora è il nome che le si addice di più!”
“Cagna, guarda qui’ disse il vecchio indicando la ciotola: ‘Hai sete?’ e dopo averle fatto questa domanda, sputò abbondantemente dentro il contenitore lurido, tornando poi a guardarla beffardo.
“Lei è molto gentile, sono convinto che dopo tutto questo movimento sia un pò assetata!” Esclamò Riccardo, continuando a tirare sempre più forte il guinzaglio.
Non sapeva minimamente chi fosse quell’uomo; non si era accorto della sua presenza ma ormai era troppo tardi, erano stati scoperti e lui aveva visto tutto.
Doveva essere solo un gioco innocente reso più interessante dalla paura di poter essere visti, ed era successo proprio quello. Senza sapere cosa fare, decise di continuare a giocare. Lui era eccitatissimo per la situazione che si era creata, mentre Kristina mostrava una feroce resistenza, cercando in tutti i modi di resistere al tiro del guinzaglio. Era piantata a terra. Riccardo iniziò allora a tirare più forte, così forte che quasi le tolse il respiro per alcuni secondi. Ormai aveva deciso di umiliarla completamente e pur di portarla dal vecchio l’avrebbe trascinata di peso.

Per evitare di farsi strozzare dal collare, Kristina dopo l’iniziale resistenza decise di assecondare il suo uomo. Doveva obbedire, altrimenti non osava pensare alle conseguenze! Non che il compagno fosse cattivo o violento al di fuori delle varie fantasie sessuali, ma lei aveva tremendamente paura di perderlo: per questo cercava di accontentarlo in tutto e per tutto, e neanche quella volta poteva deluderlo. Decise allora di dirigersi verso il vicino di sua spontanea volontà: a 4 zampe, raggiunse la bassa recinzione tenendo sempre la testa bassa.
“Che splendido esemplare!” disse il signore iniziando ad accarezzarle la testa! Si affrettò poi a prendere la ciotola per cani e a porgerla davanti al viso di Kristina: “Guarda così ti do, non sei felice?”
Era disgustoso.
“Lecca cagna” si sentì ordinare da Lorenzo. Allora lei diffidente, alzò la testa e si avvicinò riluttante al recipiente, tenuto ancora in mano dal vicino.
Aprì la bocca disgustata, e con grande forza di volontà riuscì a toccare con la punta della lingua la saliva del vecchio. Ma si rese subito conto che quello che stava facendo era rivoltante, e così ritrasse la testa per il disgusto.
Guardò disperata verso il fidanzato, ma lui con un cenno le indicò il liquido nella ciotola. Completamente rassegnata, si rituffò schifata sullo sputo e con uno sforzo enorme lo leccò tutto in pochi secondi; cercò di ingoiare all’istante sperando che quell’umiliazione finisse presto.
Mandò giù a fatica e riuscì anche a trattenere un conato di vomito, ma fu in quel momento che sentì la mano ruvida del vecchio porco che iniziava a toccarla; cominciò dalla schiena, ma si spostò subito verso il culo, iniziando a palparlo con foga e dandogli una sculacciata di tanto in tanto. Poi decise di dedicarsi alle grosse tettone della giovane, palpandole e strizzando i capezzoli come se volesse mungerla. A Kristina le tette facevano ancora malissimo, ma strinse i denti e continuò a subire sperando che quella situazione finisse al più presto.
Dopo aver abusato anche delle tettone, il vicino si sporse in avanti puntando alla figa. Kristina ebbe un sussulto quando sentì le dita rugose strofinare energeticamente la fessura, scoprendosi incredibilmente umida nonostante l’imbarazzante situazione. Le dita iniziarono ad intrufolarsi dentro e lei cominciò a provare piacere, ma il disgusto era ancora troppo forte. Iniziò allora ad abbaiare per far sapere al fidanzato che non ne poteva veramente più, sperando di ottenere da lui un po’ di clemenza. Il vecchio a malincuore tolse la mano dalla vagina, ma guardò divertito quella grandissima figa a quattro zampe che abbaiava.
“Brava cagnetta, sei stata brava! Signor Lorenzo la ringrazio per avermela fatta accarezzare, spero che nei prossimi giorni ci sia la possibilità di replicare, o in caso potrebbe lasciarmela qualche ora per portarla a fare una passeggiata! Sa, essendo pensionato ho un sacco di tempo libero!”
“La ringrazio, sarebbe molto gentile a prendersene cura ogni tanto, magari potrebbe giocarci un pò, portarla a fare i bisogni… sa io sono spesso impegnato e non ho molto tempo da dedicarle purtroppo! Ma ora è tardi, meglio andare a dormire! La ringrazio per averla dissetata, ci si vede presto! Cagna ringrazia il signore per le attenzioni che ti ha dedicato!”
Kristina iniziò ad ansimare e a scodinzolare per dimostrare la falsa riconoscenza al vecchio porco, che le porse la mano con cui l’aveva masturbata poco prima; capì subito cosa doveva fare per farla finita, quindi iniziò a leccare i suoi stessi umori per la felicità del vecchio. Ripulite le dita, si sentì tirare dal guinzaglio e con Lorenzo ritornò gattonando a testa bassa verso la porta di casa. Appena la porta fu chiusa alle loro spalle, si sentì alzare e sbattere verso il divano a pancia in su dal fidanzato, che si slacciò i pantaloni all’istante e glielo infilò in figa con un colpo secco. Probabilmente la situazione in cui si erano imbattuti l’aveva eccitato tantissimo. Lei si lasciò finalmente andare e si fece scopare come raramente era successo prima. Eccitati dalle vicende della giornata, vennero entrambi praticamente nello stesso momento.
Soddisfatto Riccardo diede un lungo bacio a Kristina: il pensiero della saliva del vecchio che la ragazza aveva appena leccato era nauseante, ma in quel momento non gliene importava niente; lei si era comportata da vera puttana, accontentando tutte le sue fantasie, e lui ne era rimasto piacevolmente stupito e soddisfatto. Le tolse il collare e il cerchietto ma lasciò il plug nel culo, la ribaciò, la prese tra le braccia e la portò fino alla camera da letto. Avrebbe voluto darle un’ultima botta, ma era esausto. Si addormentò abbracciato alla ragazza, pregando di potersi risvegliare anche la mattina seguente nel corpo di Lorenzo, e non nella sua noiosa e monotona vita, che ormai gli sembrava non essere mai stata veramente la sua.

CONTINUA…

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