Ripropongo dopo molte richieste questo mio vecchio racconto pubblicato su questo sito, molto apprezzato ma lasciato da me inconcluso da anni. Riproporrò i capitoli rivisitati un po’ per volta, andando infine a concludere il racconto. Essenziale per comprendere appieno la storia rileggere tutti i capitoli precedenti dato l’intreccio di storie e trame (ultimo pubblicato Scambio di vite Capitoli 14-15). Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !
CAPITOLO 16:
Riccardo si svegliò stranamente contento ed appagato come non gli accadeva da tempo; ci mise alcuni secondi per connettere, ma appena si ricordò della giornata precedente si alzò di scatto per andare a specchiarsi: la sua più grande preoccupazione era infatti quella di essersi risvegliato nel suo corpo, nella sua vita di sempre. La giornata precedente era stata stupenda ed eccitante, e non voleva assolutamente che quella particolare situazione avesse fine dopo così poco tempo!
Con enorme soddisfazione tirò un sospiro di sollievo: lo specchio rifletteva la figura statuaria di Lorenzo, e questo voleva dire che fortunatamente lo scambio non era ancora terminato. Si girò verso il letto e come si aspettava trovò la bellissima Kristina, ancora completamente nuda, con addosso solo il collare di pelle e il plug anale dotato di coda ancora nel culo. Ripensò alla serata precedente: era stata molto brava ad interpretare il ruolo della cagnetta, e il contrattempo con il vicino non aveva fatto altro che rendere ancora più eccitante la situazione. Sapeva che Kristina era una gran puttana, ma ora era la sua puttana, e poteva farne quello che voleva. Non doveva assolutamente porsi limiti, poteva e doveva dare sfogo a tutte le sue fantasie e una nuova giornata era appena iniziata! Decise quindi di non perdere tempo.
Si avvicinò e con decisione sculacciò il culo tondo e sodo della ragazza, che disorientata si svegliò di soprassalto.
“Buongiorno tesoro, dormito bene? Allora, per oggi ho molti progetti quindi non perdiamo tempo che si sta facendo tardi! Oggi voglio invitare un amico per pranzo, non voglio fare brutta figura, quindi cerca di impegnarti in cucina e prepara qualcosa di buono! E poii…….. cazzo vederti nuda me lo fa diventare sempre duro, succhiami il cazzo mentre ti parlo”
Kristina senza battere ciglio si avvicinò a Riccardo e iniziò a spompinarlo.
“Cazzo sei una pompinara nata, continua così! Comunque stavo dicendo: questo mio amico deve essere trattato bene oggi, e per questo pretendo da te il servizio completo; quindi oltre a cucinare, gradirei che ti occupassi anche di servire le varie portate, sarai la nostra cameriera”
“Certo nessun problema amore! Posso sapere chi è il tuo amico?” chiese incuriosita Kristina interrompendo il pompino.
“Chi ti ha dato il permesso di smettere di succhiare??” domandò irritato Riccardo, che subito riavvicinò la cappella gonfia alla bocca della ragazza. “L’ospite comunque sarà una sorpresa, ti dico solo che già lo conosci e ci divertiremo molto entrambi in sua compagnia!… Cazzo come succhi bene, sto per venire!”
Kristina da brava porcona si fece sborrare in bocca e ingoiò subito dopo senza alcuna difficoltà.
“Grazie per il pompino, sei sempre eccezionale, ora corri a cambiarti che abbiamo poco tempo!”
“Cosa devo mettere tesoro? Jeans e maglietta vanno bene o vuoi qualcosa di più elegante?”
“Allora non ci siamo capiti, ti ho detto che dovrai farci da cameriera, ovviamente dovrai essere vestita da cameriera!”
“Ma amore io non….” in quel momento capì; Lorenzo voleva che indossasse il vestito da cameriera sexy che già avevano usato precedentemente durante i loro giochi sessuali di ruolo.
“Lorenzo sei impazzito?? Quel vestito, se così si può chiamare, non posso metterlo in presenza di altre persone! È troppo volgare!”
“Kristina ormai ho deciso e non accetto rifiuti, oggi tu sarai la cameriera porca mia e del nostro ospite!”
“Ma quel vestito mi copre a malapena il seno e il culo è quasi completamente scoperto, farei la figura della troia con questa persona che non so neanche chi sia, e se poi andasse a parlare in giro? Che figura ci farei?”
“Tranquilla, il nostro amico non si lamenterà di certo, e poi ti ricordo che ieri sera ti sei calata completamente nel ruolo della cagnetta, e ora mi stai dicendo che hai paura di apparire troia con ancora la coda infilata nel culo! Amore tu sei una maiala, so che queste situazioni ti fanno eccitare, quindi metti da parte queste insensate perplessità e indossa il vestito!”
Kristina era stupita: il fidanzato non l’aveva mai trattata così! Le aveva appena dato della puttana ed era deciso ad esibirla come un oggetto in presenza di un’altra persona, di cui lei ancora non conosceva l’identità. Solitamente invece, dava sfogo alle sue perversioni durante l’intimità, ma nelle altre situazioni era abbastanza geloso e possessivo nei confronti della sua ragazza. L’idea però a lei effettivamente non dispiaceva: aveva spesso sognato di trovarsi in una situazione simile, con 2 uomini tutti per lei; anche solo l’idea di essere mostrata la faceva eccitare. La sera precedente si era sentita estremamente umiliata dalla situazione e dalla presenza di quel vecchio porco che le faceva ribrezzo, ma se a pranzo Lorenzo avesse invitato un amico giovane e prestante di certo non le sarebbe dispiaciuto… anzi! Si decise quindi a lasciarsi andare, e liberare la sua vera natura da porca.
“Hai ragione amore, sarà sicuramente eccitante, farò tutto quello che vorrai! Vado subito ad indossare il vestito!”
Si alzò e prese dall’armadio il classico vestito da cameriera sexy: un miniabito striminzito composto essenzialmente da calze nere a metà coscia, un’ampia ma cortissima gonna nera in tulle dotata di grembiulino bianco sul davanti e un corsetto semitrasparente rigorosamente nero, adornato da ricami e pizzi, il tutto accompagnato da polsini, giarrettiere, guanti, collarino e cerchietto in tessuto bianco. Come intimo le fu concesso di indossare una brasiliana in pizzo nera. Quando finì di indossarlo era splendida. Il corsetto stretto schiacciava le tette che sembravano ancora più grosse e pronte ad esplodere da un momento all’altro, e la gonna non copriva praticamente niente, ad ogni passo si poteva vedere chiaramente il sedere sbucare da sotto la gonna, e la brasiliana non faceva altro che esaltarne la rotondità.
“Sei perfetta amore, ora vai in cucina e inizia a cucinare, io intanto vado a fare un giro e poi a prendere il nostro ospite! E ricorda, oggi sarai anche la sua servetta, quindi cerca di accontentare qualsiasi sua richiesta!” Detto questo lasciò Kristina sola, che si mise subito a cercare qualcosa da cucinare! Non era tanto brava in cucina, e solitamente per le occasioni importanti andavano fuori a mangiare. Cercò però di impegnarsi al massimo per soddisfare il suo uomo e l’attesissimo ospite, cucinando antipasto, primo, secondo e contorno. Dopo circa due ore, sentì bussare alla porta; eccitata corse ad aprire, ma tutto il suo entusiasmo si trasformò subito in vergogna e paura.
“Amore, hai visto chi ti ho portato a pranzo? Sei contenta??”
La figura di fianco al suo ragazzo era ben conosciuta, dato che aveva avuto il dispiacere di conoscere quell’uomo la sera prima.
“È un piacere conoscerla signorina!” disse con un ghigno beffardo il vecchio vicino porco, che si avvicinò subito con la mano tesa per presentarsi.
“Piacere Fernando, tu devi essere Kristina, Lorenzo mi ha parlato molto di te! Ieri ho avuto il piacere di conoscere la vostra cagnolina, ma la padrona è ancora più bella” disse sorridendo maliziosamente.
Kristina non sapeva come reagire, ma ricordò le parole di Lorenzo. Ormai stava giocando, e non poteva tirarsi indietro; quella situazione anche se imbarazzante ed umiliante, un pò la intrigava. Si avvicinò per stringere la mano del vecchio, che appena la afferrò tirò la ragazza verso di se, abbracciandola stretta. Con una mano cercò subito il culo, mentre Kristina sentiva chiaramente il cazzo duro dell’uomo strusciarsi contro le sue cosce.
Finite le presentazioni si diressero subito in cucina, dove Kristina servì l’antipasto che entrambi gli uomini divorarono all’istante; il vecchio non distolse un secondo lo sguardo dalle forme della giovane che, come le era stato ordinato dal marito, cercava di mantenere movenze sempre seducenti ed eccitanti, nonostante il sentire lo sguardo del vecchio Fernando sul suo corpo la facesse sentire a disagio. Una volta servito anche il primo, Riccardo decise che era arrivato il momento di aprire le danze.
“Kristina, puoi portarmi altro vino?”
La ragazza si avvicino con la caraffa in mano e Riccardo le colpì il braccio di proposito, facendole versare tutto il vino sul corsetto.
“Oh scusami sono proprio sbadato!! Maa ora non puoi rimanere tutta bagnata!”
Kristina capì all’istante, e rassegnata si scoprì completamente le tettone. A quel punto il vecchio porco chiese alla cameriera di versare anche a lui dell’altro vino nel calice, e con questa scusa appena lei si avvicinò e si inclinò per versare, iniziò a palpeggiarle le tette. Anche se le faceva schifo essere toccata ancora da quelle mani rugose, rimase impassibile per molti secondi facendosi toccare per bene, mentre il fidanzato si gustava il pranzo divertito ed eccitato, mentre si toccava il cazzo da sopra i pantaloni. Una volta libera dalle grinfie del vecchio, fece per allontanarsi, ma Fernando fece cadere di proposito la salvietta a terra a pochi passi dalla sua sedia.
“Ahh la vecchiaia, mi è caduta la salvietta, potresti gentilmente raccoglierla visto che sei in piedi? Grazie mille!”
Anche in quel caso, Kristina sapeva cosa doveva fare. Si girò dando le spalle al vicino, e si piegò a 90 grandi senza piegare le ginocchia. In quella posizione il culo era totalmente esposto, la gonnellina in tulle non copriva più niente.
Sentì arrivare subito una forte sculacciata, dopodiché la mano del vecchio iniziò a intrufolarsi sotto le mutandine, alla ricerca dell’ano della giovane. Ci infilò un dito senza troppa difficoltà, iniziando poi un lento movimento avanti e indietro.
Kristina avrebbe voluto ribellarsi, anche se ovviamente quel trattamento le piaceva. Girò la testa con aria di supplica, cercando lo sguardo del compagno per fargli capire che il gioco doveva finire li, ma con sua grande sorpresa lo trovò con il cazzo di fuori intento a masturbarsi mentre si gustava eccitato la scena.
Abbassò la testa rassegnata, con il dito del vecchio ancora dentro al suo culo. Dopo alcune decine di secondi che a lei sembrarono un’eternità, sentì la mano ruvida abbandonare il suo corpo; si affrettò a raccogliere il tovagliolo e si girò per porlo a Fernando, che trovò con il dito alzato. “Che bella puttanella che sei, hai un culetto delizioso! Ora però ripuliscimi il dito, non sarebbe igienico continuare a mangiare così! Con la lingua troietta”.
Kristina chiuse gli occhi e disgustata avvolse con le labbra il dito dell’anziano porco. Lo ripulì per bene, succhiando e leccando ogni centimetro.
“Molto servizievole questa cameriera Lorenzo, ti ringrazio ancora per avermi invitato a pranzo, è da anni che viviamo vicini ma non avevamo mai stretto amicizia! Non ti nascondo che mi sono masturbato spesso pensando a questa femmina magnifica” disse pizzicando un capezzolo a Kristina, che era rimasta in piedi di fianco all’uomo.
“Devo dire che la preferisco nel ruolo di cagna rispetto a quello di cameriera, anche se ammetto che questo vestito è fantastico!” esclamò palpandole il culo con l’altra mano.
“Signor Fernando, ci lusinga con tutti questi complimenti! Le porte di casa nostra sono sempre aperte per lei, quando vorrà venire a salutare Kristina non si faccia problemi, lei sarà sempre disponibile! Tesoro porta pure in tavola il secondo!”
La ragazza si divincolò dalle fameliche mani del vecchio, corse in cucina e prese il vassoio con la cane e i contorni; ma tornata in sala da pranzo capì subito che i giochi non erano ancora finiti, vedendo i sorrisi maliziosi dei due uomini. Servì ad ognuno la sua porzione, e dopo pochi secondi fu richiamata da Fernando: “Kristina cara, mi è caduto in pezzo di carne per terra, scusami ma l’età gioca brutti scherzi, non ho più la presa salda come un tempo! Ti dispiacerebbe raccoglierlo? Ho paura di pestarlo e sporcare dappertutto!”
Kristina rassegnata, si inginocchiò per guardare sotto la tavola; effettivamente era caduto un grosso pezzo di carne e con la mano fece per raccoglierlo, ma fu interrotta subito: ” Raccoglilo con la bocca e mangia tutto cagna! So che ti riesce bene!” ordinò il vecchio in modo autoritario.
La giovane guardò disperata verso il fidanzato, ma lui con un cenno del capo la invitò ad eseguire l’ordine. Umiliata come non mai, Kristina a quattro zampe si infilò sotto il tavolo, prese la carne sporca in bocca e iniziò a masticare, inghiottendo tutto poco dopo. Fece per uscire da sotto il tavolo, ma fu fermata nuovamente : “Te ne sei dimenticata un pezzo!” disse divertito Fernando.
Si guardò intorno e non vide nulla, ma appena alzò un attimo la testa capì: il vicino si riferiva al cazzo duro che aveva appena estratto dai pantaloni. Era corto ma molto grosso, con una enorme cappella rossa che puntava dritta al volto di Kristina.
“Mangialo tutto puttana” ordinò lui, infoiato come non mai. Dagli occhi della giovane scesero lacrime di disgusto e rassegnazione. Aveva fatto spesso fantasie su un rapporto a tre con il fidanzato e un altro uomo, si era eccitata pensandoci e aveva scherzosamente fatto questa richiesta a Lorenzo in più di una occasione, ma mai avrebbe pensato di ritrovarsi in una situazione simile, vestita da cameriera sexy, a quattro zampe sotto al tavolo, costretta a leccare il cazzo ad un uomo vecchio e porco, mentre il suo ragazzo che tanto amava si stava sparando una sega gustandosi quel macabro spettacolo di sottomissione.
Chiuse gli occhi e aprì la bocca, avvicinandosi titubante centimetro dopo centimetro a quel grosso cazzo peloso. Una volta preso in bocca, ebbe la piena consapevolezza di essere solo una sporca cagna, e questo la rese ancora più triste ed umiliata. Le lacrime si fecero più intense. “Maiala smettila di piangere che mi bagni le palle!” protestò Fernando.
“Devo dire che quando il tuo ragazzo è venuto a invitarmi a pranzo sono rimasto stupito: pensavo di avervi messo in grande imbarazzo ieri sera, invece scopro che sei una puttana senza limiti! Ci divertiremo insieme, te lo assicuro!”
Era davvero una puttana. Era a disagio, si sentiva sporca e degradata; avrebbe potuto alzarsi e andare via, ma non voleva deludere il fidanzato che l’aveva trascinata volontariamente in quella situazione. Inoltre, nonostante l’umiliazione, succhiare quel cazzo la stava facendo bagnare. E molto. Continuò così a spompinare il vecchio sentendo i suoi gemiti in sottofondo. Lui venne abbastanza presto e senza preavviso, sborrando copiosamente nella bocca di Kristina, che trattenne tutto senza perderne una goccia.
“Non ingoiare amore!!” urlò Riccardo alzandosi di scatto. Le si avvicinò con il cazzo durissimo in mano, lo indirizzò verso il bellissimo viso di lei, che dischiuse le labbra pronta ad accogliere altro seme. Gli schizzi di Riccardo furono potenti e precisi, e andarono a sommarsi alla sborra di Fernando, riempiendo ancora di più la bocca della ragazza.
“Da brava, ora mescola tutto con dei bei gargarismi, come se dovessi fare dei risciacqui con il colluttorio” esclamò divertito Riccardo. Kristina iniziò a rimescolare lo sperma in bocca, mischiandolo con la saliva e successivamente facendo dei rumorosi gargarismi. I due uomini intanto se la ridevano di gusto, godendosi la scena mentre riponevano i cazzi ormai scarichi dentro ai pantaloni.
“Non azzardarti a ingoiare puttanella, tieni tutto in bocca che questo sarà il tuo dessert” ordinò Fernando “E ora servici il dolce bella cagnetta” aggiunse dandole una bella manata sul culo.
Kristina con la bocca piena di sborra si affrettò a servire il dolce ad entrambi. Finito il servizio, rimase in piedi in attesa di ordini.
“Siediti sulla poltrona, togli le mutandine, allarga le gambe sui braccioli e mostraci la tua bella fighetta aperta” Fernando voleva sfruttare ogni singolo secondo di quella situazione. “Brava così, allargati le labbra della figa. Sei splendida troia. Ora masturbati guardandomi negli occhi, voglio vederti venire mentre pensi a quanto sei maiala!”
Senza più freni, Kristina iniziò a masturbarsi furiosamente, vestita da sexy cameriera, guardando negli occhi un vecchio bavoso che aveva appena spompinato e con la bocca piena di sperma. Si sentiva un oggetto sessuale, una puttana pronta a soddisfare le più volgari perversioni. Andò avanti così per alcuni minuti, mentre i due uomini seduti al tavolo mangiavano la torta, guardandola con sguardi vogliosi e soddisfatti. In preda ad una eccitazione senza precedenti, venne come mai le era successo prima.
“Ingoia!” Fernando si avvicinò, mentre Kristina deglutiva lo sperma, e le diede un bacio con tanto di lingua, a cui Kristina ricambiò senza particolari indugi.
“Lorenzo grazie di tutto, spero di poter tornare presto a trovarvi, per me sarebbe un piacere” esclamò con sguardo malizioso.
“Certamente signor Fernando, io e Kristina siamo sempre a disposizione, ci siamo divertiti oggi!”
“Allora ci sentiamo presto, ciao troietta!”
“Arrivederci Padrone” le parole le uscirono di bocca prima che potesse pensare. Inconsciamente, sapeva già di essere diventata la schiavetta sessuale di Lorenzo e di quel vecchio porco. Chissà a quali altre umiliazioni l’avrebbero sottoposta quei due pervertiti…
CAPITOLO 17:
Lorenzo si svegliò totalmente nudo; si stiracchiò per bene e si guardò intorno: non c’era alcun dubbio, quella era la camera di Riccardo.
Felicissimo di poter iniziare una nuova giornata nel corpo dell’amico, si girò dall’altro lato del letto per svegliare Lucia, ma lei si era già alzata.
Subito la mente ritornò alla serata precedente: aveva fatto esibire la moglie per bene, tutti avevano potuto apprezzarne le forme generose grazie ad un miniabito che non lasciava nulla all’immaginazione; l’aveva portata a dare sfogo alla sua vera natura da troia, ‘costringendola’ a farsi toccare da un cameriere al ristorante e a sbocchinare nei bagni della discoteca due giovani poco più grandi di sua figlia.
Subito si eccitò pensando a quelle situazioni che lui aveva creato. Era quello che voleva, trasformare la bella e “casta” moglie dell’amico in una troia senza limiti, pronta a tutto pur di soddisfare le sue richieste. Ricordò inoltre che tornati a casa, entrambi eccitatissimi, avevano rifatto sesso per un’ora senza praticamente mai fermarsi per riprendere fiato, alternando vari orgasmi, soprattutto di lei. Decisamente una magnifica serata!!
Ma la fortuna era ancora una volta dalla parte di Lorenzo: infatti era domenica, e questo voleva dire che avrebbe dedicato anche quel giorno totalmente libero alla degradazione della mogliettina per bene. Scese le scale di corsa e trovò la moglie intenta a preparare la colazione rivolta verso i fornelli. Era estremamente sexy, indossava un completino intimo nero e nient’altro, ma il perizoma era talmente striminzito che sembrava non esserci, come se fosse stato risucchiato dai glutei sodi e sporgenti.
Lorenzo si avvicinò di soppiatto e strinse forte la donna da dietro in un abbraccio avvolgente. Iniziò a baciarla sul colo e a palparle i seni, mentre il cazzo si gonfiava velocemente strusciandosi sul culo di lei. Dopo una trentina di secondi Lorenzo con fermezza le abbassò le mutandine, si mise in ginocchio e iniziò a leccarle il buco del culo, insalivandolo per bene. Andò avanti così per diversi minuti, orgoglioso nel sentire Lucia ansimare per l’eccellente trattamento. Con la lingua si spinse fino alla figa: era bagnatissima. A quel punto si alzò di scatto e con un colpo secco infilò il cazzo duro tutto dentro al culo fino alle palle.
A Lucia scappò un urlo di dolore, non era infatti abituata ad essere presa da dietro, ma passato l’iniziale brivido, l’ano si adattò quasi subito e iniziò a godere tantissimo. Lorenzo la inculò a ritmo elevato per almeno 5 minuti, percependo in quel breve periodo almeno 2 orgasmi di lei. Quando stanco iniziò a limitare velocità e forza dei colpi di bacino, approfittò del particolare momento per vedere a che punto del percorso di trasformazione era arrivata la “moglie”.
“Dimmi la verità, quanto ti piace prenderlo nel culo?”
“Tanto, tantissimo, prima d’ora non mi era mai piaciuto essere inculata, ma adesso sentirmi piena dietro mi eccita da morire!”
“Sei proprio una troia, l’ho sempre saputo!”
“Amore per favore non chiamarmi così, lo sai che non mi fa piacere!”
Infastidito, Lorenzo bloccò per un attimo la penetrazione e si rivolse con tono severo a Lucia: “Dopo tutto quello che hai fatto ieri pensi ancora di non essere una troia?? Ti sei masturbata con un cetriolo, sei uscita a cena con il culo completamente di fuori mostrandolo a centinaia di persone, hai mostrato le tette e te le sei fatte toccare da un cameriere che avrà avuto si e no 20 anni, in discoteca ti sei lasciata andare completamente nelle mani di due ragazzini, hai preso i loro cazzi in bocca e ti sei fatta venire in faccia, per concludere stanotte sei venuta un sacco di volte urlando le peggiori porcate, ora stai nuovamente godendo prendendo il mio cazzo nel culo nel bel mezzo della cucina e non ti senti neanche un pò troia?”
“Non volevo dire che….. cioè sei stato tu a farmi fare quelle cose, e io ero…. si insomma ero eccitata, di solito non ci spingiamo mai in queste situazioni….ma ti prego, non fermarti, continua per favore…”
“Devo continuare a fare cosa?”
“A….incularmi”
“No mi hai fatto passare la voglia, effettivamente hai ragione, ti chiedo di perdonarmi, una donna come te non si merita questi trattamenti, solo le puttane si fanno aprire il culo, ma tu non lo sei, quindi la smetto subito; inoltre non dovevo chiederti di fare quelle cose, volevo giocare un pò per riportare la passione tra noi ma tu non sei quel tipo di donna, scusa ancora amore”
Facendo finta di essere pentito, fece per estrarre il cazzo dal buco, ma Lucia con un veloce movimento dei fianchi, si spinse indietro e fece rientrare il pene completamente dentro.
“Se tu vorrai sarò la tua troia, farò tutto quello che mi chiedi, sarò ubbidiente e sottomessa, ma ti prego non facciamo finire tutto questo! Ieri è stato il giorno più eccitante della mia vita, ero costantemente bagnata e ho goduto nell’essere guardata da tutti e a farmi usare da quei giovani… ti prego continua, non smettiamo!”
“Allora implorami”
“Ti prego tesoro, incula la tua troia, fammi godere per favore, fai di me ciò che vuoi ma continua a sfondarmi il buco del culo!”
“È ciò che vuoi amore? Ne sei sicura? Non è che lo dici solo perchè sei eccitata nel sentirlo tutto dentro?”
“No te lo giuro, da ieri qualcosa in te è cambiato e questo mi piace, è stato fantastico e voglio che sia solo l’inizio!”
“Se è questo che vuoi….” Lorenzo eccitatissimo ricominciò ad incularla a ritmo incredibile, dandole quello che voleva; infatti la sentì ansimare ancora più forte.
“Da oggi sarai la mia troietta ubbidiente allora, faremo un sacco di belle cose insieme, vedrai sarà eccitante!”
“Ahhh s-si SI Riccardo va bene ti amoooo”
“Da oggi sarò Riccardo solo in presenza di altre persone o nei momenti quotidiani di normalità, mentre in queste situazioni, durante i nostri giochi, sarò il tuo Padrone, e tu la mia schiava troia!”
“Ahhh siiii siiiii sfondami Padroneeee!”
Nel sentire quella parola Lorenzo riversò una potente sborrata nel culo di quella che era diventata ufficialmente la sua schiava sessuale.
Pazzesco quel che era successo in così poco tempo!! Il venerdì Lucia era semplicemente la moglie figa del suo migliore amico, una donna seria e di classe che lui desiderava solo potersi scopare nei suoi sogni; il sabato, dopo quell’inatteso evento che l’aveva portato a prendere possesso del corpo e della vita di Riccardo, Lucia era diventata sua moglie e il desiderio di poterci andare a letto si era realizzato; ma ora dopo poco più di 24 ore dall’inizio di quella incredibile storia, si ritrovava ad avere pieno controllo su quella donna. Poteva farne ciò che voleva, data la completa sottomissione che gli aveva promesso pochi istanti prima. Ma doveva esserne completamente certo, perchè aveva in mente situazioni ben più degradanti del sesso anale in cucina, e lei doveva essere completamente sottomessa.
Si staccò da lei estraendo il cazzo dall’ano, che rimase dilatato visibilmente.
Scesa l’eccitazione, Lucia sembrò per un attimo dimenticarsi di ciò che aveva detto precedentemente: “Amore è stato fantastico, ora vado a lavarmi e…”
“Butta fuori tutta la sborra che hai dentro, falla scendere sulla mano e poi lecca tutto fino all’ultima goccia schiava!”
“Ma che schifo! Io non…”
“Esegui troia!” disse rifilandole uno schiaffone sulla chiappa destra.
Lucia si rese conto che era solo colpa sua se si era arrivati a quella richiesta. Aveva infatti chiesto lei di essere trattata da troia, lei aveva ammesso che tutte le situazioni del giorno precedente l’avevano fatta sentire di nuovo viva ed eccitata, lei aveva chiamato Padrone l’uomo della sua vita, chiedendogli di sfondarla come una prostituta.
Con questi pensieri si portò rassegnata la mano sotto al culo, iniziò a rilassare lo sfintere e spingendo leggermente fece colare fuori dall’ano tutto lo sperma che pochi istanti prima l’aveva riempita. Buttato fuori tutto, fece per portarsi la mano alla bocca ma Lorenzo le ordinò: “Girati verso di me, voglio che guardi negli occhi il tuo Padrone mentre ingoi tutto da brava puttanella!”
Con la mano piena si girò di scatto per non far attendere Riccardo. E in quel momento il respiro la abbandonò per un paio di secondi.
Seminascosta dietro la porta della cucina vide l’inconfondibile volto della figlia Francesca che, con una mano dentro agli striminziti shorts in jeans, si stava presumibilmente masturbando gustandosi interessata tutta quella eccitante scena!
Come impietrita, Lucia rimase ad occhi spalancati a guardare fisso in quella direzione, mentre Francesca, scoperta in flagrante, tolse la mano da dentro le mutandine, ma non fece in tempo a nascondersi che subito Lorenzo, preoccupato dallo sguardo imbambolato e disperato di Lucia, si girò di colpo riuscendo a sua volta a scorgere chiaramente la figura della ragazza.
CONTINUA…
Per qualsiasi commento, o semplicemente per conoscerci, non esitate a scrivermi a sinaz@outlook.it !



Grazie, sono felice ti sia piaciuto. Ho pronte una decina di capitoli (un po' più brevi di questo, ma tutti…
Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…
Ciao, ti ringrazio per i complimenti, sono felice che ti stia piacendo. Avevo un po' di timore a scrivere un…
Molto eccitante spero di leggere presto altri tuoi racconti