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Sensazioni

Saldi estivi

By 17 Marzo 2026Marzo 22nd, 2026No Comments

Questo racconto è tratto da una bozza inviataci da una lettrice ed è basato su una storia a lei realmente accaduta.

Mi chiamo Sara, ho 38 anni, sono mora coi capelli ricci, occhi marroni, alta 1,73, con una terza, coppa B, di seno, gambe lunghe e ben tornite; non mi ritengo una strafiga ma, comunque, non mi posso lamentare.
Sono tre anni che sono divorziata ed in questo periodo non ho più avuto relazioni stabili, solo qualche avventura che mi ha sempre lasciato l’amaro in bocca.
Era la metà di un luglio caldo ed afoso e quel pomeriggio, uscita tardi dal lavoro, non avevo nessuna voglia di tornare a casa, così decisi di fare un giro al centro commerciale per dare un’occhiata ai saldi appena iniziati, ma anche per godermi un po’ il fresco dell’aria condizionata.
Vagando tra i vari negozi, la mia attenzione fu attratta da un paio di sandali neri, con le stringhe ricoperte di strass ed un tacco da 12, che erano in mostra nella vetrina di un negozio di scarpe.
Io adoro le scarpe, ne ho una vera e propria collezione, di tutti i tipi, chiuse, aperte, sandali e zeppe, col tacco alto e basso; sono una vera maniaca delle scarpe.

Anche se è quasi ora di chiusura entro nel negozio con l’intenzione di provarle e, forse, acquistarle.
Mi accoglie un commesso, un ragazzo di circa 25 anni, moro alto, con un fisico da persona che pratica sport, capelli cortissimi e con una lieve abbronzatura che mette ancora più in risalto il suo sorriso.
-“Buona sera, vorrei provare delle scarpe, ma, se è troppo tardi, ripasso domani” – dico scusandomi per l’orario.
-“No signora venga pure, un cliente è sempre un cliente” – m’invita gentilmente a rimanere.
Gli faccio vedere in vetrina i sandali che vorrei provare e lui mi fa accomodare su una poltroncina, mentre si reca nel retro.
Torna con delle scatole in mano.
-“Lei dovrebbe portare un 37, ma, per sicurezza, ho preso anche un 37 e mezzo ed un trentotto” – dice poggiando le scatole a terra ed lanciando uno sguardo alle mie gambe scoperte.
Visto il caldo indosso una gonna corta rosa e una canottiera a bretelline nera e sedendomi la gonna è risalita ben oltre la metà delle cosce.
Mentre sfilo le zeppe che calzo, lui prende un basso sgabello e si siede davanti a me.
Ho i piedi sudati e faccio fatica a farli entrare nei sandali.
-“Lei ha i piedi sudati e così le stringhe non passano bene ed, inoltre le segneranno la pelle” – fa guardando i miei sforzi.
-“Se permette,” – continua – “ho io la soluzione”.
Si alza e si dirige al bancone, estrae una scatola da sotto e prende un tubo di crema.
-“Se non ha niente in contrario, visto che è ora di chiusura, chiuderei la porta, così non entra più nessuno e lei può fare con calma” – dice mentre torna.
-“Prego, faccia pure” – acconsento.
Chiude la porta a chiave ed abbassa le veneziane della vetrina, poi, torna a sedersi davanti a me.
-“Mi permetta.” – dice prendendomi un piede ed appoggiandolo sul suo ginocchio – “Con questa dovremmo risolvere il problema; togliere il sudore ed agevolare l’entrata della scarpa” – e mi mostra il tubo di crema per i piedi.
Ne versa un po’ sul collo del piede ed inizia a massaggiarlo.
Considerata la mia posizione, seduta e con una gamba alzata, penso di offrirgli un bello spettacolo delle cosce e dell’inguine, coperto da un piccolo perizoma nero, che ora, umido di sudore. aderisce alla figa disegnandone i contorni.
-“Lei ha dei piedi bellissimi, signora, un vero piede greco” – dice continuando a massaggiare.
-“Che significa?” – domando.
-“Il piede greco è quello che ha l’indice leggermente più lungo dell’alluce; si chiama così perché le statue dell’antica Grecia avevano i piedi scolpiti così.” – mi spiega – “È il tipo di piede che tutte le modelle vorrebbero avere perché, oltre che bello da vedere, permette d’indossare ogni tipo di calzatura”.
-“Lei se ne intende di piedi femminili” – ribatto ridendo.
-“Ne vedo molti, tutti i giorni, di tutti i tipi e forme” – sorride continuando a massaggiare.
Devo dire che le sue mani sono molto delicate ed il massaggio mi rilassa e mi provoca anche dei piccoli brividi di piacere sensuale.
-“Ecco ora dovrebbe andare” – dice chinandosi a prendere il sandalo, mentre con l’altra mano risale lentamente, come una carezza, al polpaccio per sollevare la gamba.
Mentre m’infila la scarpa i suoi occhi sono fissi tra le mie cosce e, sono sicura, gli sto offrendo uno spettacolo niente male della mia intimità; ma non mi disturba, anzi, mi eccita un po’.
Finito di allacciare il cinturino poggia il piede calzato a terra per farmi vedere come mi sta.
-“È meglio che le provi entrambe, così può vedere bene se le piacciono e camminarci un po’” – mi dice prendendo l’altro piede per il tallone ed appoggiandolo sul ginocchio.
Ricomincia il massaggio sull’altro piede ed ora, io sono veramente eccitata, sento che il perizoma è bagnato e non solo di sudore.
Quando finisce d’infilarmi anche l’altro sandalo, m’invita ad alzarmi e a fare qualche passo.
Anche lui si alza e posso notare che un notevole gonfiore gli deforma i pantaloni.
Ormai presa da questo gioco erotico, cammino per il negozio sculettando sui tacchi.
-“Sì, mi vanno bene e mi piacciono molto, li compro” – gli dico tornando a sedere.
-“Mi permetta di toglierglieli, così posso inscatolarli” – fa sedendosi di nuovo davanti a me.
Sollevo la gamba appoggiandola al suo ginocchio e, questa volta non faccio niente per coprire la mia intimità, anzi, spingo il bacino leggermente in avanti per offrirgli una vista migliore.
Poi, visto che il ragazzo sembra essere un feticista dei piedi, maliziosamente decido che forse posso divertirmi un po’.
Mi faccio sfilare le scarpe e coi piedi nudi gli chiedo:
-”Trovi veramente che siano belli i miei piedi?”
-“Si signora.. Molto…” – balbetta fissandoli.
-“Sara, mi chiamo Sara”.
-“Io Roberto”.
-“Bene Roberto, ti andrebbe di guardarli più da vicino?” – gli chiedo alzando un piede e mettendogli la pianta davanti al naso.
Lui lo prende al tallone, se lo avvicina ed incastra il naso sotto le dita, inalandone l’odore a pieni polmoni.
-“Allora ti piace?” – gli chiedo.
-“Molto…”.
-“Ma non puzza un po’? Ci ho camminato tutto il giorno”.
-“Per me è un odore fantastico” – risponde continuando ad odorarlo.
Abbasso leggermente il piede e gli accarezzo le labbra.
-“Assaggialo allora..magari ti piace anche il suo sapore”.
Lui felice, apre la bocca e comincia a succhiarmi le dita, poi, a leccare tutta la pianta.
Sembra estasiato, stringe il mio piede come se avesse paura che lo tolgo e con la lingua ne esplora ogni millimetro.
Alzo anche l’altro e gli riserva lo stesso trattamento; prima lo annusa e poi lo succhia e lecca con passione.
Vedere il giovane leccarmi i piedi mi eccita, vedo le mie dita smaltate sparire nella sua bocca, immagino il suo pene eccitato, mentre la mia figa ha iniziato a colare.
Mentre si delizia col mio piede sinistro, abbasso il destro e glielo appoggio sulla patta dei pantaloni; sento il suo membro duro, lo strofino, mi piace sentire la sua asta turgida sotto la mia pianta.
Lui ansima, spingendo in avanti il bacino.
-“Allora ti piacciono davvero molto i miei piedi, sei molto eccitato” – gli dico.
-“Certo, non capita tutti i giorni di avere delle clienti con delle gambe e dei piedi così belli”.
Persa ogni remora, Roberto si slaccia i jeans e tira fuori il membro; è di dimensioni notevoli, lungo e largo, duro come il marmo.
Vederlo mi eccita ancora di più, la mia mente fantastica su come potrei utilizzarlo; avrei voluto farmi scopare, ma la sua giovane età e la sua eccitazione mi fanno capire che non ne può più e che è prossimo all’eiaculazione.
Mentre mi lecca un piede comincia a masturbarsi, l’immagine mi fa bagnare come non mai e decido di darmi piacere da sola.
Con una mano scosto il bordo del perizoma ormai fradicio e con un dito dell’altra mi accarezzo la clitoride turgida.
Lui continua a masturbarsi, leccando e succhiando il mio piede e con lo sguardo fisso alle mie dita che danzano sulla figa.
La sua cappella è scoperta e lucida dei suoi liquidi prespermatici, alzo l’altro piede e ci strofino sopra la pianta; grazie alla crema e alla saliva che la ricopre scivola benissimo, e Roberto sembra svenire dal piacere.
Dopo poco il ragazzo non resiste più,
-“Sara… Oddiooo… Mi fai impazzireee… Stoo perrr…” – urla balbettando.
Voglio la sua crema su entrambi i piedi, così afferro la sua asta tra le piante, la stringo e comincio a muovere su e giù.
Lui ansima quasi gli mancasse il fiato e viene copioso; i suoi schizzi invadono i dorsi e le dita, sento lo sperma caldo colarmi sulla pelle, muovo i piedi schiacciando il suo pene con le piante, per far si che anche esse abbiano la loro dose di crema.
Vedere il suo viso stravolto dal piacere, sentire lo sperma che mi cola lungo le caviglie, mi porta alle soglie dell’orgasmo.
Continuando a strofinare la clitoride, mi ficco due dita nella figa e mi lascio andare.
-“Sììì… Vengooo… Vengo anch’iooo… Ooohhh come godooo…” – urlo sommersa dai brividi.
Quando finiamo di godere, lui prende un po’ di carta e mi pulisce i piedi e per ricompensarmi del piacere che gli ho dato, vorrebbe regalarmi i sandali, ma io rifiuto e voglio pagarli.
-“Anzi,” – gli dico – “metti le mie zeppe nella scatola, mi lascio i sandali, esco con queste”.
Prendo la busta che mi porge e si avvicina per baciarmi, ma io mi tiro indietro.
-“Per questa volta è andata così, ma se vuoi ancora giocare con i miei piedi, anch’io dovrò avere la mia parte.
Lui sorride capendo cosa intendo e risponde:
-“Certo signora…vedrà la prossima volta non solo i piedi avranno il piacere di essere adorati.
Esco dal negozio dopo averlo salutato e mi dirigo a casa soddisfatta e con i piedi ancora un po’ appiccicosi.

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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