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Racconti CuckoldSensazioniTrio

Drone porcello cap. 2

By 11 Gennaio 2026No Comments

Trovate la prima parte del racconto qui –> https://raccontimilu.com/etero/drone-porcello-cap-1/
Se invece avete suggerimenti o domande potete scrivere a nadiagang@libero.it I miei racconti sono in parte frutto della fantasia, in parte suggeriti da esperienze dei lettori che ho romanzato ed in parte un mix variabile delle due cose.

Agata smise di tirare scemi gli uomini, in compenso nell’intimità dava e pretendeva tanto. Vivevamo come fidanzati vedendoci la sera, avevamo una domestica 4 ore al giorno che faceva tutte le faccende domestiche compreso farci trovare deliziosi manicaretti inizialmente a richiesta poi, una volta imparati i nostri gusti si sbizzarriva. Il sesso era e continuava ad essere fantastico, non ebbi nulla da insegnare ad Agata, era espertissima e questa cosa cominciò a mettermi i primi dubbi. Non di moralità, ci mancherebbe, ma sulla mia tenuta. Le giornate lavorative mi stancavano sempre di più e qualche volta avrei voluto fare il nulla. Anche i weekend fuori molto spesso, a sciare, al mare, concerti, ristoranti da provare vicini e lontani, in visita ad una città d’arte italiana o straniera. Lei nel frattempo aveva completato il tirocinio e lavorava a tempo pieno ma continuava ad essere piena di energia, i 20 anni di differenza cominciavano a pesare anche sessualmente. Accadde allora, poco dopo che ebbi compiuto 50 anni, un fatto che mi, ci cambiò la vita.
Uno studio di avvocati di NY, nostro corrispondente, aveva in ballo una grossa questione economica proprio nella nostra città e ci aveva chiesto di fornire assistenza ad un loro associato. Poiché seguivo io il diritto internazionale, con gli altri soci decidemmo che sarei stato io ad aiutare la persona che sarebbe arrivata.
Mike, l’avvocato americano, arrivò una mattina di autunno; andai a prenderlo all’aeroporto, era un uomo di circa 35 anni, alto 2 metri con un fisico scolpito, amante del triathlon dello sci.
Iniziammo subito di buzzo buono ed il nostro lavoro procedeva bene, le previsioni erano che terminasse in circa 6 mesi. Lavoravamo oltre 14 ore al giorno e l’avere una domestica che cucinava bene e meno pesante che un ristorante, fece sì che gli proponessi, dopo aver interpellato anche Agata, di venire a cenare e lavorare da noi la sera.
Quando Agata lo vide per la prima volta le scintillarono gli occhi ed anche Mike se la guardò molto volentieri tanto che poi, una volta che se ne fu andato, presi in giro mia moglie chiedendole se e cosa gli avrebbe fatto.
Stranamente Agata, che nelle nostre interlocuzioni fantasiose scherzose su possibili partner sessuali suoi e mei faceva la donna di mondo anzi direi pure la donna di facilissimi costumi, risultò taciturna. Mike la aveva colpita molto e percepivo che avrebbe voluto scoparci ma che per rispetto nei miei confronti non gli dava corda.
Quando Mike veniva da noi Agatha “mortificava” la sua sensualità con tutoni ine pigiamoni informi.
Nel giro di due mesi comunque ormai Mike era entrato nella nostra casa e ne era parte integrante. Scoprimmo che si era laureato grazie ad una borsa di studio perché era stato un atleta universitario giocando nella squadra di basket anche se solo come riserva e che la sua possibile salita a livelli maggiori era stata frenata da dei problemi ai legamenti che gli consentivano una attività sportiva buona ma non professionistica.
Il lavoro era nella sua fase di picco e Mike aveva deciso di non tornare negli USA per non perdere giornate di lavoro ed allora Agata ed io decidemmo di invitarlo a casa nostra per la giornata di Natale.
Nel frattempo avevo scavato nella psiche di Agata che aveva ammesso di essere attratta da lui in particolare una volta che si era fermato da noi a dormire lo aveva visto di sfuggita uscire dalla doccia e mi aveva confessato che il suo batacchio, a riposo, era ben più grande del mio.
Agata era una donna splendida la amavo terribilmente e volevo la sua felicità, le parlai a cuore aperto.
“E’ evidente che muori dalla voglia di andarci a letto, sono disposto a sopportare la cosa, non posso certo competere con Mike su questo campo, ti amo e voglio che tu sia felice”.
Gli occhi di Agata sfavillarono e mi rispose semplicemente: “ti amo da morire anche io e non voglio farti soffrire, lo so che vedi che sto facendo ogni sforzo per non sbragare, non ti voglio rimpiazzare con Mike ma entrare nelle sue mutande è una esperienza che mi piacerebbe fare”. La sua risposta era quella dell’Agata guascona che amavo tanto.
La baciai sulla bocca e facemmo l’amore, anzi scopammo di gusto. La sorpresi, mi ero procurato un dildo nero di dimensioni XL replica di quelle di un attore americano di film XXX.
Mentre stavo inculando mia moglie aprii il cassetto e le lanciai il dildo davanti. Le planò sul letto e quando lo vide girò la testa verso di me con sguardo estasiato, mi fece l’occhiolino quindi iniziò a leccarsi le labbra per poi passare a leccare e succhiare quel membro enorme.
Prima che potesse parlare le dissi: “Visto che ti scoperai Mike credo che sarebbe meglio se tu fossi abituata ad una dimensione generosa per poter godere di più”.
“Leccamela, me la devi preparare per questo mostro” rispose Agata.
Mentre lei spompinava il cazzo di gomma mi fiondai fra le sue cosce ed inizia a leccarla e masturbarla mentre con due dita le tenevo spalancato il buco del culo. Si era bagnata da morire segno che o l’idea di Mike o di quel cazzone gigante di gomma la ispiravano notevolmente.
Il cazzone ormai era tutto insalivato, lei spostò la mia testa ed iniziò ad infilarlo poco alla volta.
“Leccami ancora”.
Mi ritrovai a leccare il fusto del cazzone che guadagnava centimetri un po’ alla volta.
Di quell’enorme cazzo finto entrarono nella figa di mia moglie circa una ventina di centimetri, oltre non poteva starcene credo e già così mi stupii di quanto potesse ospitarne la figa di mia moglie così al primo giro su quel mostruoso oggetto.
Cominciò a gemere, vedendo che godeva da morire e si bagnava sempre di più continuai a leccarla mentre le infilavo 3 dita nel culo e la scopavo lì continuando nel frattempo a leccarle e titillarle il clitoride.
Ebbe un orgasmo lunghissimo e sconvolgente alla fine del quale restò sdraiata per un paio di minuti senza proferire parola.
Io ero eccitatissimo per quanto era successo. Ero pronto a vederla impalata da Mike, non ero nemmeno geloso. Lei, dopo essersi ripresa mi guardò negli occhi e mi fece cenno di sdraiarmi a pancia in su quindi si calò sopra di me allargandosi le chiappe. Il mio cazzo scivolò tutto dentro e lei iniziò a cavalcarmi dicendomi porcate.
“Ti piacerebbe se ora avessi il cazzo di Mike in bocca, porco?”
“Si vorrei vederti che ti scopa in bocca col suo magnifico randello”
“Lo sai che lo vorrei dentro e che tu saresti cornuto? Dimmelo che vorresti vedere la tua mogliettina vacca farsi sbattere come una di quelle zoccole che si fanno scopare dai ragazzi di colore dei centri di accoglienza”
La cosa mi eccitò a tal punto che non resistetti più, iniziai a sborrare copiosamente nel suo culo con lei che mi mungeva il cazzo in modo fantastico.
“Riempimi riempimi cornuto, mischia la tua sborra con quella del mio manzo” e venne anche lei in un orgasmo anale che, almeno con me, poche volte aveva provato.
Crollammo tutti e due, dopo 5 minuti ci guardammo negli occhi ed entrambi dicemmo “Wow!”
“Cosa facciamo? Anche solo questo dildo per me è tanto, non è necessario che vada a letto con Mike”.
“No, ti rimarrebbe la voglia, desidero che tu ti tolga questo sfizio e che possa godere come poco fa”.
“Solo se ci sarai anche tu mio caro. Vedrai tua moglie tornare ad essere una gran vacca”.
La guardai sorpreso ed interrogativo.
“Ti devo confessare che fino ad un anno prima che ci conoscessimo, il sesso era uno dei miei interessi primari. Non sai quanti ragazzi dei centri di accoglienza mi sono fatta e spesso anche a due o tre alla volta”.
Non rimasi troppo sorpreso, avevo avuto notizie che Agata fosse una gran maiala ma non mi aspettavo quanto.
Il giorno di Natale Mike si presentò per il pranzo con una bottiglia di champagne e un pacco contenente ostriche, oltre a lui c’erano Francesca, la sorella di Agata, con il fidanzato ed una coppia di nostri amici.
Tutte le donne si mangiavano con gli occhi Mike, indossava una semplice camicia di lino ed un gilet di pelle che mostravano il suo fisico scolpito. Anche Francesca che era sempre stato molto sobria subì il fascino del mio collega. Lui non ricambiò nessuno, un po’ schermandosi dietro la diversa lingua ed un po’ perché aveva confidenza solo con Agata, non si sbottonò con nessuna delle invitate.
Ognuno aveva portato qualcosa ed il pranzò terminò con tutti satolli ed un tasso alcolico elevato. Erano ormai le 17 e gli ospiti se ne andarono tranne Mike.
Agata aveva indossato un bel vestito rosso lungo fino al ginocchio ed un paio di decolté dello stesso colore non altissime come tacchi, sotto però indossava uno splendido paio di calze velate nere con talloniera alla cubana e cucitura che, data la lunghezza del vestito, erano ben nascoste.
Non so se per caso, ma penso che sia stata una mossa premeditata da Agata, mentre stava sparecchiando ed io la aiutavo, ad Agata caddero delle posate e si piegò a 90° col sedere a 50 cm dal volto di Mike.
Il vestito risalì e sono certo che Mike poté ammirare lo splendido sedere di mia moglie che, scoprii dopo, si era tolta le mutandine per far si che il suo tentativo di seduzione di Mike riuscisse meglio.
Mike strabuzzò gli occhi e capii che finalmente si potevano iniziare le danze.
Finsi di ricevere una telefonata da un amico che era rimasto a piedi e che necessitava di far partire la macchina con i cavi. Mike voleva accompagnarmi ma gli dissi di restare ad aiutare Agata la quale diede forza alla mia proposta strizzandomi l’occhio.
Dissi che avrei dovuto restare fuori almeno 1 ora visto che l’auto del mio amico era in panne dall’altra parte della città.
Uscii ed aspettai 10 minuti, Agata poi mi raccontò quel buco temporale.
Appena uscito Agata sferrò subito un attacco alla “virtù” di Mike. Ripeté la scenetta delle posate ma finse di inciampare piovendo sulle gambe di Mike col vestito molto sollevato.
Mike, inizialmente imbarazzato, cercava di scostare le mani di Agata dal suo pacco ormai molto evidente, mia moglie invece non gli lasciava tregua dicendogli che io ero uscito apposta per consentirle di fare quello e che ero non solo d’accordo ma spingevo per quel “regalo di Natale”.
Mike finalmente smise di essere ritroso, abbracciò Agata e si slacciò i pantaloni ed abbassò i boxer mettendo in evidenza un uccello che, per dimensioni, non si discostava dal dildo che avevo preso ed usato con Agata. Poi mise una delle sue manone sulla testa di Agata e la costrinse, si fa per dire, ad inginocchiarsi a riverire quel maestoso scettro di carne.
Agata ci si buttò a pesce iniziando a leccare la cappella mentre le due mani impugnavano l’asta, lo segava e leccava poi provò a prendere in bocca quel mostro ma ne riuscì ad ingoiare a fatica solo 3 o 4 centimetri a parte la cappella.
Rientrai silenziosamente e mi misi in una posizione da cui potevo godermi lo spettacolo.
Dopo 10 minuti di pompino Agata si alzò, si tolse il vestito restando con il reggicalze le calze e le scarpe, si sedette sul divano e disse a Mike: “ora è il tuo turno di farmi vedere come usi la lingua, io come sono andata?”.
“Sei un portento, erano anni che non mi facevano un pompa così, se Matteo è d’accordo vorrei farmene fare una completa e riempirti bocca e tette con una sborrata, adoro le donne con la maschera di bellezza” disse ridendo.
Poi si tuffò fra le cosce di mia moglie ed Agata iniziò a mugolare per il piacere, lo fermò dopo meno di 5 minuti.
“Non voglio venire così, ti voglio dentro”
Mike non se lo fece dire due volte, la fece sdraiare sul divano con il volto rivolto verso la spalliera, si mise dietro di lei ed iniziò ad infilarlo. Sembrava quasi che lo avesse fatto apposta per farmi gustare meglio la scena. Mi ritrovai con l’uccello in mano segandomi mentre quel gigante riempiva mia moglie.
Come col cazzo di gomma, ne entrò poco più di metà, quando Mike si accorse che era arrivato in fondo smise di affondare ed iniziò a pomparla con colpi lenti e lungi che facevano sbrodolare e gemere mia moglie.
In breve arrivò ad un orgasmo stravolgente. Mike intanto aveva infilato una mano sotto e le stava strizzando le tette.
Quanto Agata ebbe completato l’orgasmo, senza sfilare il cazzone dalla sua figa, la tirò su e venne verso di me.
“Esci Matteo lo so che sei lì ti ho sentito subito quando sei entrato e non vedendo tue reazioni ho capito che non eri solo d’accordo ma che ti piaceva ma ora è giunto il momento di riempire ancora di più Agata”.
Ero basito ma ancora di più lo fui quando Agata disse: “si dai riempimi il culo è un po’ troppo tempo che non faccio doppiette!”.
Mi tolsi del tutto i pantaloni, Mike si era seduto con Agata sopra di lui e con le mani allargava il buco di Agata.
Feci un po’ fatica ad entrare, quel mostro dentro di lei non lasciava molto spazio per il secondo canale.
CI mettemmo un po’ ma poi prendemmo il ritmo, uno entrava e l’altro usciva abbastanza per permettere di affondare di più all’altro. Nel giro di pochi minuti Agata aveva ricominciato a gemere come una cagna in calore e la cosa mi eccitò al punto tale che nn resistetti più e le riempii l’intestino di sborra.
Agata iniziò a venire una seconda volta mentre io stavo finendo di eiaculare e le contrazioni della sua vagina munsero l’uccellone di Mike che iniziò a rantolare ed a sborrare. Non so quanti schizzi fece ma quando si ritrasse la figa di mia moglie era slabbrata e gocciolante sperma.
CI sbracammo per 10 minuti sul divano e su una poltrona.
“Grazie per il regalo, meglio non potevo chiedere” disse Mike.
Agata rispose: “grazie a te Mike non potevamo chiedere di meglio, spero che si possa ripetere l’esperienza”.
Quindi andò a lavarsi e noi la seguimmo in bagno per pulirci a nostra volta.
Quando fummo tutti pronti Agata propose di uscire a fare un giro. Erano ormai le 19 e sul corso dello struscio si era riversata parecchia gente reduce dai pranzi natalizi, erano tutti abbastanza stravolti ma non credo per le stesse ragioni per cui lo eravamo noi.
Agata si era vestita in maniera molto sexy.
Una tutina a rete aperta al cavallo e sopra una pelliccia sintetica che le arrivava a mezza coscia.
Prima di uscire aveva fatto una sfilata aprendo la pelliccia e mostrando le sue grazie.
“Così sono già pronta per il bis quando rientreremo sempre che non mi diate la seconda porzione mentre siamo fuori”.
Mi si indurì il cazzo immediatamente e guardai verso Mike che sorrise mentre anche il suo membro dava segnali di interesse alla prospettiva.

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