–Amore, domani viene a trovarmi mia sorella Lena.
– Avremo qualche problema?
-Certo che no. Le ho già parlato di noi due ed è ansiosa di conoscerti. Vedi, lei da poco si è lasciata col suo convivente. Viene in città per procurarsi dei documenti . Lei ha un anno meno di me ed è tutto ciò che è rimasto della mia famiglia. Siamo cresciute insieme e ci siamo voluto sempre bene. Dormirà nell’altra stanza e, non preoccuparti, avremo lo stesso tutta la nostra libertà.
Lena aveva un corpo che sembrava la fotocopia di quello di Gianna. Si somigliavano tantissimo in viso, anche se io intuivo una natura piena di libidini nelle sue espressioni. Mentre Gianna pensava alla cena parlammo.
– E’ la prima volta che vedo Gianna felice. Il vostro rapporto sembra che le faccia bene.
– Fa bene anche a me, Lena. Noi ci amiamo molto..
-Direi senza risparmi, per come conosco mia sorella. State molto…insieme?
-Ogni volta che possiamo, c’è molto desiderio tra noi due.
-Che bello. Io un amore così l’ho sempre desiderato e mai avuto.
-Gianna mi ha detto che ti sei separata
– Per dire meglio, l’ho mandato al diavolo.
– Posso chiedere? Cos’è che non ha più funzionato?
-Tu rispondo sinceramente, se non ti scandalizzi. Scusami, io parlo con te senza inibizioni. Ha funzionato finché non è diventato abitudine, routine, capisci. E poi c’è un’altra cosa: ho cominciato a capire che aveva un’altra vita sessuale….ho voluto sapere, lui frequentava dei trans, ed in ultimo voleva portarsene uno nel nostro letto.
– Ti ringrazio per la confidenza, Lena, ma sappi che di me puoi fidarti.
– Lo avevo capito. Sei un ragazzo in gamba altrimenti Gianna non ti avrebbe preso.
– Beh, anche questo è vero: è lei che mi ha preso.
-Dormite spesso insieme?
– Tre, quattro volte a settimana, dipende dal mio lavoro. Non abbiamo ancora deciso se convivere.
-Da come mi ha parlato, lei lo vorrebbe. Forse ti ama molto più di quello che pensi.
– O forse sono io ad amarla di più. Quando non siamo insieme mi manca molto.
Incontrai Lena per strada due giorni dopo. Mi salutò abbracciandomi e baciandomi sulla guancia.
– Signora Lena, tu così mi seduci. – lei rise
– Sai che non è affatto difficile volerti bene.
– Vieni, andiamo al bar, ho voglia di un caffé.
Al tavolino del bar.
– Posso farti una domanda…come dire?..intrigante?
– Certo che puoi.
– Perché ti piacciono le donne dalla nostra età?
– Perché sanno amare con i sentimenti e col corpo, danno tutto.
– Solo se trovano l’uomo adatto, ma di uomini adatti ce ne sono pochi. Tu sei una eccezione, ma non è un complimento: sei giovane, sei anche bello e, soprattutto sei molto intelligente. Gianna dice che quando siete insieme si sente sempre allegra, le piace come pensi e parli. Ma lei ha un problema. Pensa che ci sia troppa differenza di età fra voi, che tu potresti stancarti di lei e trovare altre donne.
– Si sbaglia, Lena; non riuscirà mai a liberarsi di me.
– Sai, mi ha raccontato la storia di quel re, Luigi XV e della sua amante Pompadour; lei gli procurava ragazze per non perderlo.
– Perché me lo hai raccontato? Gianna pensa a qualcosa del genere? Lei non è sostituibile per me.
– Beh, ha paura che un’altra donna potrebbe portarti via da lei. Gli uomini a volte sono irretiti dalle amanti e lasciano la loro donna.
– Non mi ha parlato mai di questi suoi pensieri, ma avrebbe dovuto farlo.
– A volte con una sorella diventa più facile confidarsi. Beh, io vado. Noi siamo amici, vero? Allora ricordati che ti voglio bene.
– Ti è piaciuta Lena, amore?
– Si. E’ una donna intelligente e molto aperta, e per un’altra ragione.
– Quale ragione?
– Ti somiglia, moltissimo.
– La trovi bella? Ti piace?
– In che senso?
– Nel senso che hai capito.
– Gianna! Ma che domande fai?
– Sto scherzando, hai detto che mi somiglia moltissimo, quindi…- e rise divertita.
Stavamo nel letto, la stavo chiavando.
– Amore, facciamo un gioco. Immagina che al mio posto ci fosse Lena a tenerti le cosce aperte. Avanti, continua. Se continui vuol dire che te la faresti.
Continuai, fino a farla venire e fino a venire nel suo corpo. Mi abbracciò mentre ero ancora dentro di lei.
– Ti amo tanto – disse – Accetterei qualunque cosa per non perderti.
Quando tornammo a letto dopo esserci lavati, la abbracciai.
– Spiegami cosa vuoi dire con quello che hai detto prima.
– Vedi, io sono una cinquantenne e tu un ragazzo giovane; potrebbero nascerti altri desideri, magari una donna più giovane. Te lo perdonerei, ma non permetterò a nessuna altra donna di portarti via da me.
– Era questo che cercavi di dirmi, che mi consentiresti di farlo con Lena? In fondo è lei l’unica donna che non mi porterebbe via da te.
– Amore, a lei tu piaci molto. Lei è dolcissima; quando eravamo ragazze era lei che mi masturbava.
– E vi fermavate a questo?
– Amore, il lesbo è naturale per le donne.
– E non lo avete più rifatto?
– Quando c’era mio marito e lei veniva a trovarmi dormivamo insieme e lui nell’altra stanza. Ma non sarai geloso di questo?
– No, lo capisco e se vuoi potrei anche accettarlo, ma non mi va di essere escluso.
– Se vuoi la faccio dormire con noi due; la vado a prendere e lei sarà felice di stare con noi. Immagina quante cose possiamo fare tutti e tre insieme. Sai, ha una fica molto stretta.
Mi ero vestito e me ne ero andato dalla casa di Gianna lasciandole nel letto. Avevo chiavato Lena, l’avevo sentita venire e cercava si baciarmi mentre le davo gli ultimi colpi. Aveva la fica molto stretta e fu faticoso portarla all’orgasmo. Gianna mi incoraggiava a chiavarla forte, mi diceva di farla venire, di farle godere il mio cazzo. Lei le masturbava il clito mentre la chiavavo e la baciava in bocca, le masturbava i capezzoli.
La notte era umida e fredda ma mi consentiva di pensare. Gianna e Lena volevano riprendere il loro lesbo ed io sarei diventato un intruso o una comodità erotica del loro gioco, magari non subito, ma l’itinerario era quello. Forse lo avevano progettato dal principio o forse il loro amore per il lesbo era rinato più forte di prima. Non le condannavo per questo, ma quello che volevano assegnarmi non era il mio ruolo, non lo avrei sopportato a lungo. Gianna era rimasta di sasso quando aveva visto che mi stavo rivestendo. Non aveva detto niente, era irretita da una reazione che non si aspettava e dal fatto che l’avevo respinta quando aveva tentato di abbracciarmi. Mi chiamò al telefono mentre camminavo, ma non le risposi. Era finito tutto.



Bellissimo. Spero ci sia un seguito
Ciao Akissfrommax , grazie per il commento , credo che sia una realtà che in molti capiscono. Chi desidera parlarne…
Beh, non potevo fare a meno di aprire un racconto con un titolo del genere! Leggibile e scorrevole e non…
grazie, molto gentile...
Ciao, innanzitutto ti voglio ringraziare per i tuoi racconti veramente degni di nota per questo in particolare sottolineo che di…