Mauro
Oggi è il 31 e le signore ci annunciano che andranno a fare acquisti assieme per prepararsi al veglione di questa sera. Decido allora di unirmi ad Alain, il quale ha lezione anche stamattina sulle piste da sci. Alla scuola faccio conoscenza con quel ragazzone di Luc. -“Certo che un bel pezzo di maschio” – penso e capisco le sensazioni che ha provato Cristina. Saliamo al plateau ed Alain mi consegna un paio di sci e di racchette. -“Vai.” – mi fa sorridendo – “La neve è tutta per te” – e mi lascia al bordo di una pista verde. Inizio la discesa; la pista è facile da percorrere e mi accorgo, con soddisfazione, che riesco ancora a sciare senza cadere. Arrivato in fondo prendo lo skilift e risalgo. Questa volta provo una pista azzurra ed anche qui va tutto bene. Quando risalgo, però, mi fanno male le ginocchia e decido di riposarmi un poco sulla terrazza del bar.
Cristina
Con Sophie ci stiamo facendo tutti i negozi di Chamonix. Lei si vuole comprare un abito da sera per la serata del 1; domani, infatti, i due, hanno organizzato una serata in un locale molto elegante ed esclusivo, ci sarà, dunque, da vestirsi di conseguenza. Dovrò trovare qualcosa anch’io perché non ho pensato a portare abiti da sera. Stasera, invece, faremo il veglione in uno chalet ristorante in montagna e, visto che dopo mezzanotte è prevista una fiaccolata con le ciaspole e gli sci, vestiremo abiti sportivi. -“Vieni entriamo qui.” – dice fermandosi davanti a una serie di vetrine di abiti e accessori
– È molto caro, ma hanno delle cose bellissime”.
Il negozio è un atelier tutto marmi e specchi già invaso da una moltitudine di clienti, soprattutto giapponesi. Ci prepariamo ad aspettare chissà quanto; invece, dopo qualche minuto, una commessa si avvicina a noi. -“Bonjour Sophie,” – fa riconoscendola – “come posso aiutarti?”. -“Bonjour Claire, io e la mia amica, ha proposito lei è Cristina ed è italiana, cerchiamo qualcosa di bello per domani sera”. -“Bonjour Cristina, piacere; venite con me” – e si avvia verso un’altra sala. Ci fa accomodare su delle poltroncine e, poco dopo, torna con uno stander con appesi diversi abiti da sera e inizia a mostrarceli. Scegliamo qualcosa e andiamo nel camerino di prova. Il camerino è una stanza abbastanza grande, così entriamo entrambe. Comincio a spogliarmi, tolgo il maglione… -“Ma tu vai sempre senza reggiseno?” – mi fa Sophie.
-“In genere sì, mi da fastidio. Perché pensi ne abbia bisogno?”. -“No,no, hai un seno bellissimo, sta su da solo” – dice avvolgendomi con uno sguardo ammirato. -“Io, invece,” – continua – “ con tutta questa roba non ne posso fare a meno” – e solleva con le mani la sua quarta coperta da un pizzo nero e trasparente. Provo per primo un abito bianco, con una gonna larga; ma non mi convince, lo trovo poco elegante. Tolgo l’abito e mentre sono solo col tanga, le braccia di Sophie mi circondano e le sue mani mi accarezzano i seni. -“Sei molto bella ed eccitante” – mi sussurra nell’orecchio. -“Grazie cara,” – dico reclinando il capo all’indietro ed accettando il suo bacio sul collo – “ma ora stai calma; continuiamo la prova”. Lei si stacca da me con un risolino divertito Provo altri due abiti ed alla fine la scelta cade su un vestito nero, scolato dritto, con una fascia attorno al collo e gonna sopra al ginocchio.
Sophie, invece, opta per un vestito trasparente, anch’esso nero, con bretelline che le coprono a malapena i seni, ed uno spacco fino alla parte alta della coscia; sexy da morire!!!
Trovato quello che cercavamo, continuiamo i nostri giri, adesso è la volta delle scarpe. È quasi l’una quando terminiamo i nostri acquisti e rientriamo a casa e mangiamo qualcosa alla svelta. -“Sono un po’ stanca,” – dice Sophie dopo mangiato – “vorrei riposare un po’. E tu?”. -“Beh se tu vai a riposare, approfitterei anch’io; abbiamo camminato molto” – rispondo. -“Allora, dai, andiamo assieme, così mentre riposiamo possiamo chiacchierare un po’”. -“Ok”. Saliamo di sopra, nella sua camera da letto e, velocemente lei si spoglia rimanendo in reggiseno e mutandine e si butta sul letto. -“Mettiti in libertà anche tu, tanto qui fa caldo”. Esito un po’ a spogliarmi perché sotto ho solo un piccolo tanga. -“Ma sì,” – penso – “tanto mi ha già visto nuda”. Tolgo gli indumenti e mi sdraio a pancia sotto vicino a lei. Chiacchieriamo del più e del meno per un po’, poi lei allunga una mano e mi fa una lunga carezza sulla schiena. -“Hai una schiena bellissima… ed anche un bel culetto.” – dice ridendo e dandomi uno schiaffetto sulla natica. -Non ricordavo che avevi un corpo così bello.” – aggiunge – “Stamane quando ti ho visto nuda al negozio, mi sono ricordata della nostra vacanza e… confesso, mi sono eccitata”. -“Me ne sono accorta” – le dico ridendo. Con un movimento agile, ruota e si mette cavalcioni sulla mia schiena ed inizia a massaggiarmi. -“Ti piace?” – chiede. -“Sì, ma non esagerare” – rispondo. Dopo un po’ le sue carezze si fanno più audaci scendendo ai lati dei seni. -“Sophie!!” Ti prego, fermati – le dico con tono di avvertimento. -“Lasciati andare, cara, rilassati, divertiamoci un poco”. Poco dopo sento il suo fiato caldo e la sua lingua sulla pelle ed un brivido mi percorre il corpo; sto eccitandomi!! Dopo l’esperienza avuta con Laura anni fa, non sono completamente contraria a giocare con un’altra donna, anche perché conosco a che vette di piacere può portare un rapporto saffico. La sua lingua è esperta; inizia dal collo e scende lungo la schiena arrivando alle natiche. Depone un bacio su entrambe e si sofferma a leccare il loro punto di unione. Le sue mani agganciano il tanga e lo fanno scivolare in basso, togliendomelo. Vorrei fermarla ma quello che sta facendo è troppo piacevole e mi lascio andare. Mi allarga le gambe e con la lingua percorre la gamba fino alle natiche; le allarga e, dopo una leccata al forellino, s’intrufola nella figa.
Mi penetra a lingua dura, scivola in basso e prende il clito, durissimo, tra le labbra; ho un sobbalzo mentre una scarica di piacere mi percorre il corpo. -“Ooohhh Sophieee… Così mi fai morireee…”. Non dice nulla, ma si gira nel letto mettendomi il pube, ancora coperto dalle mutandine, davanti alla faccia. Sono completamente partita, ho troppa voglia; faccio scendere l’indumento ai piedi e glielo sfilo. Ora siamo completamente nude tutte e due!! Continuando a leccarmi la figa, passa una gamba sopra di me e si mette in posizione di 69, porgendomi il sesso, umido e già luccicante di umori, davanti al viso.
Un sentore di femmina in calore mi entra nelle narici eccitandomi ancora di più; allargo le grandi labbra con le dita ed infilo anch’io la lingua in quella figa grondante. Lei continua a mordicchiare e succhiare la clitoride, con rapide slinguate arriva anche al buchetto posteriore. Io non sono da meno, le mie labbra e la lingua lavorano il suo ventre, nel mentre spingo il mio naso contro il suo forellino; ha un odore diverso, più penetrante, ma ugualmente eccitante.
Ora siamo in orbita tutte e due; sento l’orgasmo che sta montando… -“Hei ragazze siamo tornati” – è la voce di Alain, dal basso. C’immobilizziamo entrambe ed il piacere sfuma in un attimo. Sophie si alza svelta dal letto e va alla porta. -“Ciao, siamo di sopra a fare la doccia; facciamo presto, aspettateci” – urla al marito. -“D’accordo, ma sbrigatevi, dobbiamo fare la doccia anche noi”. Richiude la porta e gira la chiave, poi si fionda tra le mie cosce ancora aperte.
Bastano poche carezze e l’orgasmo latente torna a farsi sentire. Le mie gambe iniziano a tremare ed il piacere sale dalla figa direttamente al cervello. Mentre sto per esplodere, Sophie si gira e mette le sue gambe a forbice con le mie, figa contro figa.
Il contatto tra le nostre labbra bagnate è il tocco finale. -“Uuummmhhh…” – mugolo, soffocando l’urlo che mi sale in gola nel cuscino, mentre l’orgasmo mi travolge. -“Uuummmhhh…” – mi fa eco Sophie, mettendosi il lenzuolo tra i denti. Restiamo distese sul letto figa contro figa, stremate ma soddisfatte. Qualche minuto, poi lei si scioglie dal nostro abbraccio intimo, ci scambiamo un lungo bacio a lingue intrecciate, poi lei si alza.
-“Vieni, andiamo a fare la doccia” – mi dice quasi ridendo. Entriamo nella spaziosa cabina doccia entrambe e cominciamo ad insaponarci accarezzandoci. Quando finiamo, io esco per andare nella mia camera a vestirmi. Mi affaccio alla balaustra delle scale; i due sono sul divano a bere una birra. -“Abbiamo finito potete salire”. Mentre sto asciugandomi i capelli, Mauro entra. -“Perché hai fatto la doccia nella loro camera?” – mi chiede. -“Eravamo di la ed ho approfittato”. -“Scusa ma non potevi farla qui?”. -“Qui? Nella vasca? È più comodo nella cabina da loro, è grande abbastanza per due”. -“Per due?” – insiste sorridendomi nello specchio. -“Sì, l’abbiamo fatta insieme” – rispondo sorridendo e stuzzicandolo. -“E che altro avete fatto?”. -“Cose private tra donne, non t’interessano” – dico voltandomi e ridendo. Lui lascia stare, tanto sa che al momento opportuno gli racconterò tutto.
Mauro
Lascio cadere l’argomento, tanto so che prima o poi mi dirà cos’è successo. Arriva la sera e siamo pronti a partire per la serata di fine anno in montagna. Indossiamo tutti abiti da sci, per la fiaccolata notturna, anche se sotto siamo piuttosto leggeri per la cena; le due signore indossano pantaloni elasticizzati che mettono bene in evidenza le rotondità dei loro didietro ondeggianti. Alain ha già provveduto, nel pomeriggio, a caricare sul suo fuoristrada ciaspole e sci per tutti. Ci avviamo su una strada di montagna che, da una parte è a strapiombo sulla vallata, dall’altra costeggia dolci pendii innevati; sono un po’ nervoso, ma Alain sembra conoscere molto bene la strada. Arriviamo ad una costruzione in legno, larga, a due piani, con un grande spiazzo davanti, dove parcheggiamo; un cartello in legno indica che siamo a 1430 metri di altitudine!! Da lì, ci spiega Alain, prenderemo le seggiovie che ci porteranno alla baita ristorante a quasi 1600 metri e faremo ritorno qui dopo la ciaspolata, in discesa con le fiaccole, per terminare la nottata. Un nutrito gruppetto di persone è già in attesa di poter prendere la seggiovia per salire. Prendiamo sci, racchette e ciaspole e ci mettiamo in fila. La serata e piuttosto nuvolosa e la salita nel buio, con la neve bianca sotto, è apprensiva. Arriviamo, mettiamo le attrezzature nelle rastrelliere ed entriamo. La sala è molto grande, con la tavolata già apparecchiata, ed è ben riscaldata da un enorme camino dove grossi ceppi bruciano scoppiettanti. I gestori, che conoscono molto bene Sophie ed Alain, ci accolgono calorosamente. C’è anche Luc, accompagnato da una signora sulla quarantina, forse anche qualche annetto in più, la quale si presenta come Lucie.
ue parole su di lei: alta, con una massa di capelli ramati, occhi blu, un sorriso accattivante ed un corpo che sotto gli abiti, s’indovina ben polposo, almeno a giudicare dal seno che occhieggia dalla scollatura.
Ci accomodiamo e la cena inizia. Io sono seduto tra Sophie e Lucie, davanti a noi siedono Luc ed Alain con in mezzo Cristina. Le portate si susseguono con tipici piatti locali, il vino scorre bene nei bicchieri e quando è quasi mezzanotte siamo tutti molto allegri. Durante la cena le due signore accanto a me, non perdono occasione, ora l’una, ora l’altra, di accarezzarmi le cosce sotto il tavolo; anzi, Sophie, si è spinta a darmi qualche bella tastata anche al pacco. Cristina
Sono seduta tra i due maestri di sci, i quali, durante la cena, fanno a turno affinché il mio bicchiere non rimanga mai vuoto e non solo. Luc ha accostato la sua sedia alla mia, la sua coscia preme contro la mia e si muove in una continua carezza. Alain è più intraprendente, con la mano sotto il tavolo, accarezza l’interno dell’altra, con rapide escursioni al cavallo e là preme, da sopra, i pantaloni sulla figa. Un po’ il vino, un po’ l’allegria della serata, fatto sta che mi sento su di giri, eccitata, e li lascio fare. Guardando il viso di Mauro, credo che, le due donne, gli stiano riservando lo stesso trattamento. Ne io, ne lui siamo gelosi, ormai il nostro rapporto, pur volendoci bene, è molto aperto.
Mauro
Arriva la mezzanotte. Tappi di bottiglie di champagne che volano, risa, grida, canti popolari in coro e, naturalmente, baci ed abbracci di auguri. Scemata l’euforia ci prepariamo alla fiaccolata, continueremo la serata nell’altro chalet più a valle. Prendiamo le ciaspole ed io sono piuttosto titubante; camminare di notte sulla neve non mi entusiasma molto. -“Non ti preoccupare, ti sto vicino io” – mi fa Sophie, intuendo la mia esitazione.
-“Sì, sì, vengo anch’io con voi, non voglio perdermi” – fa Lucie. -“Tu attaccati a lui” – le dice Sophie, la quale tiene la torcia, mettendo un braccio sotto al mio. Iniziamo la discesa, che non è molto ripida, in mezzo ad altri che come noi se la prendono con calma, mentre Alain, Cris e Luc, che hanno portato gli sci, guizzano veloci davanti a tutti, seguiti da i più esperti.
Scendiamo tra i canti del gruppo. Ad un certo punto Lucie scivola e tentando di sostenersi, trascina me e Sophie nella caduta. Rotoliamo abbracciati a tre nella neve, fortunatamente senza conseguenze, ed io mi ritrovo sepolto sotto le due donne. -“Ooppss, scusa” – fa Lucie. -”Fate pure con comodo.” – scherzo io – “Almeno sono al caldo”. Ci rialziamo e riprendiamo la discesa, senza torcia, finita chissà dove, e questa volta senza incidenti, arriviamo a destinazione. Nella grande baita tutto è già pronto per accoglierci; tavolone apparecchiato con sopra dolci e tante bottiglie di champagne e liquori ed un complessino che suona. Cristina
Sul tavolo c’è una torta che mi tenta; ne prendo una fetta e mentre sto per portarne un pezzo alla bocca, sento una mano sul ginocchio; evito di voltarmi per non insospettire Mauro, tanto so che è di Luc. La sua mano calda risale e si porta tra le cosce, contro il mio pube. Devo dire che la situazione, con Mauro affianco, m’intriga non poco e mi eccita. Mentre mangio il dolce come niente fosse, divarico le gambe per fare spazio alla mano. Lui appoggia le dita sulla mia figa e spinge; il tocco mi provoca una fitta di piacere e sento la mia figa inumidirsi. I suoi polpastrelli cominciano ad andare su e giù lungo la fessura, premendo sui pantaloni, e nel movimento arrivano ad accarezzare la clitoride. Al tocco sobbalzo, come se avessi ricevuto un colpo. -“Tutto bene?” – mi chiede Mauro voltandosi. -“Sì, sì, tutto a posto” – rispondo, mentre Luc ritira la mano. Lui mi guarda penetrante, poi mi stringe a se e mi bacia. Il suo bacio mi scalda ancora di più e gli ficco la lingua in bocca facendola mulinare con la sua. -“Ehi, sei eccitata?” – mi sussurra sulle labbra. -“Sono felice, è tutto così bello!!”. Mauro si gira tenendomi una mano sul ginocchio ed io mi appoggio a lui, ma ho la figa in fiamme e la strofino sulla sedia dura; il movimento mi provoca un gemito involontario di cui Mauro non si accorge. Il complesso inizia a suonare una ballata folkloristica e molte persone vanno nello spazio libero per ballare. -“Vieni t’insegno questa nostra danza locale” – mi fa Luc prendendomi per mano. L’invito coinvolge anche gli altri e Alain prende la mano di Lucie, mentre Sophie fa alzare Mauro. Nella danza Luc non perde occasione di stringermi a se, una toccata al culo, una carezza al seno che ora, visto il caldo che sento, è coperto solo da una maglietta leggera. Questi toccamenti non fanno che accrescere lo stato di eccitazione in cui mi trovo. La ballata finisce e il gruppo attacca un lento e, quasi senza accorgermene, mi ritrovo tra le braccia di Luc. Mi stringe a se, facendomi sentire sul ventre la durezza della sua erezione.
-“Senti che effetto mi fa ballare con te” – dice guardandomi sorridendo. -“Veramente è da prima del ballo che ti stai trastullando con me” – ribatto. -“È vero. Ma credo non ti sia dispiaciuto”. Gli pesto un piede per farlo smettere e lui ride. Mi accarezza la schiena poi passa la mano sul lato del seno, che sente libero sotto la maglietta. L’eccitazione sale e sento la figa bagnarsi. Ballando, Luc si sposta verso un lato della sala schermato da delle piante. Quando siamo al riparo dagli sguardi degli altri, si china e mi bacia sulle labbra. Non reagisco e lui scende dalle labbra al collo, lo bacia, mi lecca l’orecchio, la sua mano risale dal fianco al seno e lo stringe delicatamente tra le dita, saggiandone la consistenza. -“Mi fai morire dalla voglia, senti” – mi sussurra nell’orecchio e prende la mia mano portandola sul pacco gonfio. Non riesco a reagire, l’eccitazione ha sopravvento su di me e lo lascio fare, anzi, stringo la mano attorno a quel rigonfio duro e lui geme. La sua mano lascia la mia ed abbassa la zip dei pantaloni; il cazzo rigido schizza fuori come una molla. Lo prendo in mano, è caldissimo, durissimo, comincio a segarlo lentamente mentre lui continua a baciarmi e ad accarezzare il seno, ora da sotto la maglietta, stringendo il capezzolo duro. La mia eccitazione è al massimo e vorrei scopare, ma lì non possiamo. Allora mi abbasso sulle gambe e porto il membro all’altezza del viso. Inizio a succhiare la cappella tenendola stretta con le labbra per poi affondarla in gola, mentre, con una mano, gli strizzo dolcemente le palle e con l’altra glielo meno su e giù per farlo venire in fretta.
Su e giù con la mano, con le labbra succhio il suo glande e con la lingua lo lecco. Lo sento vibrare forte e un fiume di caldo sperma mi si riversa in gola. Ingoio con voluttà, poi mi alzo mi do una sistemata e torno al tavolo, lasciandolo lì col cazzo di fuori.
Mauro
Sono seduto tra Lucie e Cristina, nella sala le persone scherzano, ridono e ballano allegre per l’arrivo del nuovo anno; lo champagne scorre a fiumi. Cris, da quando ci siamo seduti, è nervosa, la vedo agitarsi sulla sedia mentre mangia un pezzo di torta. Alla mia domanda se c’è qualcosa che la turba, risponde sorridendo che tutto va bene. Il gruppo musicale attacca una ballata locale e, con la scusa d’insegnarci questo loro ballo, veniamo trascinati nello spazio destinato al ballo. Mi ritrovo a ballare con Sophie, che per insegnarmi i passi di danza, mi struscia la sua quarta sulle braccia e sulla schiena, approfittando, anche, per qualche passata di mano sul mio culo e sul pacco. Finita la musica torniamo al tavolo, mentre Cris e Luc, e Lucie e Alain continuano a ballare dei lenti. Approfittando che siamo soli, Sophie allunga una mano e la stringe attorno al mio cazzo semirigido. -“Whuaooo.” – fa tastando la consistenza – “Ballare ti fa questo effetto?”. -“Se continui così, l’effetto non fa che aumentare” – rispondo. -“Vediamo” – e prende a massaggiarmi su e giù da sopra i pantaloni. Pochi passaggi ed il mio cazzo s’irrigidisce. -“Bene, bene. Ed ora che vogliamo fare?”. Non rispondo, ma spingo in avanti i fianchi sulla sedia. Con la mano sotto la tovaglia, mi apre la chiusura dei pantaloni e tira fuori il membro. Facendo finta di dirmi qualcosa all’orecchio, me lo lecca infilando la lingua dentro, mentre inizia a masturbarmi.
È attaccata a me e struscia le tettone sul mio braccio, mentre la sua mano prende il ritmo della sega.
Mentre mi godo il lavoro di mano di Sophie, vedo che ballando, Cris e Luc, sono finiti dietro delle piante. Non posso vedere cosa fanno, ma immagino che Luc se la stia limonando per bene. Questo pensiero mi eccita ancora di più e, ancora pochi colpi e vengo copiosamente sulla mano di Sophie.
Lei ride e porta le dita alla bocca leccandole e pulendo, poi i rimasugli col tovagliolo di carta. Poco dopo, vedo Cristina uscire da dietro le piante e venire verso il tavolo. Ha il viso arrossato ed i capelli scomposti e questi segni confermano la mia impressione precedente. Senza dire niente si siede accanto a me; intanto io ho rimesso l’uccello dentro i pantaloni. Si sono fatte quasi le 5 di mattina e, stanche, le persone cominciano ad andare via. Previdente, Alain, si è messo d’accordo col proprietario ed ha riservato delle camere al piano di sopra, dove possiamo riposarci prima di fare ritorno a casa in auto.
Seguite il resto della storia…
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com



Eccerto che vorrei un ulteriore proseguimento del racconto!"! ;-)
Grazie per l'apprezzamento, sono contenta che ti stia piacendo. La mia intenzione era quella di scrivere un racconto che filasse…
Ciao, ti ringrazio per i complimenti, sono felice che ti stia piacendo. Avevo un po' di timore a scrivere un…
Molto eccitante spero di leggere presto altri tuoi racconti
Linguaggio incalzante e storia splendida! Complimenti :)