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famigliaRacconti di DominazioneVoyeur

La coppia sottomessa – abusi

By 26 Aprile 2026No Comments

Laura si era calata in quel nuovo ruolo con la solita disponibilità. Quello che Maria decideva per mia moglie lei lo accettava, senza opporsi più a niente. E così in breve tempo anche il ciccione diventò una presenza fissa a casa nostra.

Erano una coppia grottesca, per la differenza di età, una decina d’anni, di aspetto, mia moglie minuta e sensuale con curve perfette, e lui così più grosso, quasi obeso, la sovrastava. Il ciccione la portava fuori la sera, facendola vestire come una ragazzina, con micro gonne e top trasparenti oppure camicette con ampie scollature. Per lei divenne normale vestirsi in quel modo, e lui la esibiva come fosse un trofeo personale.

Passava ogni giorno a trovarla a casa nostra, la portava immediatamente in camera, per scoparla, amplessi sempre più lunghi, urlati, violenti. Ed io assistevo a tutto come inebetito, impotente, succube della situazione. Ma non mancavo mai di eccitarmi. Mi chiudevo nella camera degli ospiti e mi masturbavo, ascoltando mia moglie urlare, nella mia mente la sua immagine a gambe aperte, quel ragazzo dal corpo enorme sopra e dentro di lei.

Quando anche Lola era a casa si divertiva ad unirsi alla coppietta, giocava col corpo di mia moglie, sadicamente. La prendeva ripetutamente a sberle, in faccia, sulle tette, sulle gambe, sul culo, e anche direttamente sulla figa, ovunque! Lo sapevo, perché si sentivano chiaramente i suoni degli schiaffi provenire dalla camera, e quando uscivano, mia moglie nuda, si vedevano tutti i segni. A volte li spiavo, o ascoltavo nascosto dietro la porta, ma non ce n’era davvero bisogno, Lola usava mia moglie ovunque, spesso anche in giardino. Le faceva aprire le cosce e si metteva a giocare con la fica di mia moglie, le piaceva violarla con forza, arrivando ogni volta a penetrarla chiudendo la mano a pugno, sfondandole la fica.. arrivò al punto di non fare nemmeno più fatica, talmente gliel’aveva aperta.

Quella mattina Maria era passata da casa accompagnata dalla zingara, e avendo trovando mia moglie a letto ad amoreggiare col fidanzato se n’erano andate a rilassarsi in giardino. Si misero a chiacchierare fra di loro, ma ad un tratto si aggiunse alle loro anche una voce maschile… non poteva che essere il nostro vicino.

Ultimamente avevo fatto di tutto per evitarlo, ma quella loro conversazione non poteva essere di buon auspicio, stava senz’altro aggiornando le due donne sui nostri incontri recenti, su tutte le volte in cui si era sfogato con me. Ed infatti quando non li sentii più parlare e le raggiunsi per portare da bere Maria mi guardò sarcastica, dicendomi, “sei un gran maiale… non ci avevi detto che ti fai scopare dal vicino. È vero, cornuto?”

Non sapevo cosa rispondere ma subito lei aggiunse, “non fare quella faccia, dovresti saperlo, alla fine scopro sempre tutto. Comunque, m’ha detto che stasera ti aspetta da lui, vedi di sistemarti a puntino per lui, e sii puntuale!”

Non dissi una parola, annuii, e me ne tornai dentro. Stavo andando in cucina quando vidi uscire dalla camera da letto il ciccione, completamente nudo. Mi bloccai, stupito, rimanendo a fissarlo. Aveva il cazzo semieretto, faceva impressione per dimensione e lunghezza. Quando lui si accorse di me si fermò con le mani ai fianchi. Mi si avvicinò e disse, “cos’hai da guardare, non hai mai visto un cazzo? lo so che ti senti una nullità nei miei confronti…”, si prese il cazzo in mano continuando, “Laura ama questo cazzo, farebbe qualsiasi cosa per averlo.” Era così umiliante, quel ragazzo così più giovane di me, che si scopava regolarmente mia moglie, e mi prendeva pure per il culo, mi insultava, lì a casa mia…

Si voltò, e se ne andò in bagno. Colsi l’occasione per guardare in camera, Laura era nuda a gambe aperte, gli occhi chiusi. La fica era tutta arrossata, gonfia, lucida. Probabilmente per i suoi umori, o forse del seme del suo nuovo fidanzato.
Accostai piano la porta, tornai in cucina per prepare il caffè alle ospiti, rimaste sedute in giardino. Guardai fuori, Maria era sul divanetto, a gambe divaricate, la fica ricoperta di peli grigi in bella vista.

Proprio in quel momento arrivò da noi anche Lola. Era ancora mezza assonnata, indossava una canottiera troppo piccola che lasciava buona parte del suo seno prosperoso scoperto. Si stese sul divano di fianco alla madre, che le accarezzava il viso. Era quasi un tenero quadretto familiare, non fosse stato che le tre donne erano mezze nude, nel mio giardino di casa. Mi voltai quando avvertii dei passi alle mie spalle. Mia moglie teneva per mano il suo fidanzato, indossava una vestaglia aperta, il suo bel corpo nudo in mostra.
Salutarono, Laura andò dalle tre Padrone, dando ad ognuna un bacio in bocca. Si sedette di fronte a loro, aprendo volgarmente le gambe, la fica mezza dischiusa e gonfia.

Eravamo tutti in giardino, Laura seduta in poltroncina con la sottoveste aperta, esposta volgarmente, come fosse una cosa del tutto naturale. Il suo ragazzo allungava le mani accarezzandole il seno, senza che lei si opponesse. Un senso di gelosia mi pervadeva ma non reagivo, mi limitavo a guardare, mia moglie era talmente soggiogata a loro che faceva di tutto per assecondarli.

Anche Lola con la testa appoggiata sulle gambe di sua madre lì contemplava con occhi assonnati, fiera di come era riuscita ad asservire mia moglie alle sue voglie perverse. Ridacchiando sussurrò alla madre, “guarda madre, sembrano una così bella coppia assieme…”

“Come no, tesoro, sembra il suo pappone!” e scoppiarono entrambe in una sonora risata.

Quella mattina trascorse nell’ozio, a prendere il sole in giardino, finché Maria ebbe l’idea di una nuova visita alla spiaggia. Si alzarono per andare a prepararsi. Laura si mise un pareo bianco trasparente che lasciava il seno bello in mostra ed un minuscolo perizoma, anch’esso bianco. Il ciccione la prese sotto braccio ed uscirono, mia moglie che camminava dimenando il culo, con quel sottile filo delle mutandine che le era scomparso in mezzo alle chiappe.

Salii in auto con Maria al mio fianco, mentre Laura era dietro, fra Lola e Zora. Il ciccione ci segui in moto. Arrivati al parcheggio c’erano pochissime auto, forse perché nel frattempo si era un po’ annuvolato. Quando scesi dall’auto raccolsi i borsoni per la spiaggia ma venni bloccato dal ciccione.

“Questi li porto io, oggi non ti voglio tra le palle. Vattene a casa e torna a prenderle stasera.”

Guardai sorpreso le donne ma Lola che mi era dietro disse, “hai sentito, coglione? vattene fuori dalle palle, ci vediamo stasera.”

Non mi rimase che fare come volevano, appoggiai i borsoni e tornai alla macchina. Durante il tragitto per casa continuai a pensare a mia moglie al mare assieme ai suoi aguzzini,.immaginandola già nuda, il suo fidanzato stronzo che approfittava della spiaggia semideserta per scoparsela lì, all’aperto.

Arrivato a casa non feci in tempo a parcheggiare che sentii chiamarmi dal vicino, voleva che lo raggiungessi in cortile. Era molto incazzato, mi diede uno spintone insultandomi, diceva che facevo di tutto per evitarlo. Mi prese per un braccio, strattonandomi, facendomi mettere in ginocchio. Era infuriato, mi ordinò di spogliarmi, lì, in giardino. Spaventato da quella furia feci come voleva, rimanendo nudo. Mi trascinò in casa, in un attimo si spogliò anche lui. Mi venne dietro ed in un sol colpo mi infilò il suo cazzo tutto dentro, facendomi urlare dal dolore. A lui non importava, anzi, più mi sentiva urlare e più si eccitava, spingeva più forte, dandomi dei colpi profondi.
Era crudele. Ma poco a poco il dolore passava, iniziavo a provare una strana sensazione, con la mano mi toccavo il piccolo pisello ma non si rizzava, mentre il vicino continuava la sua opera, sfondandomi il culo. Non so cosa mi stava succedendo ma ad un tratto lo pregai, “ti prego, sfondami, sii crudele, fammi male!”
Non se lo fece ripetere, mi dava colpi violentissimi, insultandomi. Mi afferrò le palle tirandole con forza, quasi volesse strapparmele. Venni in quell’istante, col pisello moscio, una piccola quantità di sperma, mentre lui sembrava non finire mai. Ad un tratto si sfilò tirandosi in piedi. Mi ordinò di aprirmi con le mani le natiche. Lo feci, lui mi sputo più volte nel buco finché lo sentii forzarmi in culo. Urlai di nuovo, spingeva senza remore, come se volesse lacerarmi.
Lo pregai di smettere, ma lui continuava. Finalmente mi venne davanti, schiaffandomi in gola il cazzo, subito sentii potenti schizzi di sperma bollente sbattere sulla gola scendendo lentamente nello stomaco. Non si sfilava,
sentii il suo cazzo ammosciarsi nella mia bocca, finché si mise a pisciare. Mi teneva bloccato per la testa, costringendomi ad ingoiare.
Quando fu soddisfatto si sfilò sputandomi in bocca e mi disse, “Cesso di uomo, adesso vattene, fuori dalle palle!”
Mi buttò fuori di casa. Passai Il resto del pomeriggio a farmi degli impacchi, il culo in fiamme.

Verso sera tornai alla spiaggia, andai a cercarli, erano pronti a rincasare. In macchina erano tutte allegre, parlavano, scherzavano tra di loro.
Quell’atmosfera rilassata continuo’ anche a casa, la sera, quando ci raggiunse anche il fidanzato, che le stava sempre appiccicato, a volte sembravano davvero una coppietta di innamorati. Lui la toccava, lei lo lasciava fare, anzi, mia moglie ricambiava quelle attenzioni e lo baciava spesso, con passione.
Poi Zora mi annunciò che quella sera avevano tutti degli impegni, e perciò sarei restato solo a casa con mia moglie. Non mi sembrava vero, dopo tanto di quel tempo eravamo assieme, da soli, io e mia moglie.

Quando se ne furono andati preparai la cena per noi due, mentre Laura era sotto la doccia e si cambiava. Misi tutto in tavola in giardino, e la aspettai qualche minuto. Quando la vidi comparire mi mancò il fiato, era bellissima, con un vestito leggero, bianco, lungo e trasparente, che non nascondeva la forma dei capezzoli e le mutandine colorate. Le dissi che era stupenda e lei mi ringraziò, dicendo, “ė tutto merito tuo, amore.”

Cenammo, versai del buon vino, poi prendendo coraggio le dissi, “Laura, lo sai che ti amo da impazzire…e vederti fra le braccia di quel ragazzo, come due innamorati… io… cosa ne dici se smettiamo tutto?”

Lei cambiò immediatamente espressione.

“Lo sai bene che non possiamo smettere. Abbiamo firmato un contratto ed io ho tutta l’intenzione di rispettarlo. E poi ad essere del tutto sincera a me piace, mi sto divertendo, non voglio smettere… l’abbiamo deciso insieme, ed io andrò fino in fondo. Adesso mi hai fatto arrabbiare, potevamo passare una bella serata ma tu rovini sempre tutto. Adesso usciamo e mi porti al solito cinema!”

Si alzò di scatto, rientrò in casa e prese la sua borsa.

“Allora, ti muovi? È già tardi!”

Mi alzai anch’io e come un cagnolino bastonato presi le chiavi dell’auto ed uscimmo.

(Continua – se volete scrivermi la mail e dueamanti@tutamail.com)

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