Ancora un’avventura inviataci da una nostra lettrice, la quale dichiara essere vera.
Mi chiamo Clara e vivo in una cittadina della costa toscana.
Senza voler essere presuntuosa posso dire di essere ancora una bella donna, mora, capelli a caschetto, occhi verdi, un bel fisico snello nonostante l’età, ma soprattutto sono molto orgogliosa dei miei due cavalli di battaglia, il culo ed il seno.
Oggi sono sessantenne, ma all’epoca di questa storia avevo una quarantina d’anni ed ero, a detta di molti uomini, veramente una bella fica.
E’ venerdì, sono in treno e mi sto recando a Torino per partecipare al secondo matrimonio di un’amica di vecchia data.
Sto viaggiando da sola, mio marito non è potuto venire per impegni di lavoro, sul treno ci sono pochissime persone e nel mio scompartimento di prima classe, non c’è nessuno.
Il viaggio è lungo ed ho ancora davanti a me un paio d’ore prima di arrivare.
Decido di alzarmi ed andare al bagno e sgranchirmi un po’ le gambe.
Oggi indosso un abitino sbracciato grigio, molto carino, corto ben sopra al ginocchio, aderente nei punti giusti, allacciato sul davanti, con una generosa scollatura, adeguatamente riempita dalla mia terza abbondante, valorizzata ancora di più dal reggiseno di pizzo nero che unisce e spinge in alto i seni.
Dopo essere andata alla toilette, mi fermo in corridoio guardando fuori dal finestrino, quando, ho l’impressione di essere osservata; mi giro e ad un paio di scompartimenti di distanza, noto un giovane ragazzo, sui diciotto/vent’anni che mi fissa, lo guardo e non ci faccio caso più di tanto.
Mi massaggio la schiena e facendo questo movimento, la inarco e, di conseguenza, spingo in avanti i seni ed indietro il culo, creando senza dubbio un profilo di notevole effetto; me ne rendo conto, mi rigiro verso il ragazzo e lo scopro con lo sguardo fisso su di me e le guance rosse.
Il seno ed il sedere, stretti nel vestito, devono averlo colpito!!!
Sorrido dentro di me e penso alle due ore di noia che devo passare ancora in treno.
A questo punto la mia indole porcellina salta fuori con un’idea; potrei, forse, togliermi uno sfizio e divertirmi a giocare un po’.
Rientro nello scompartimento, mi ripasso le labbra col rossetto, mi slaccio il bottone più alto del vestito, prendo la borsa e la mia piccola valigia ed esco.
Due scompartimenti dopo, c’è il ragazzo seduto.
-“Ciao, buongiorno. Ti spiace se mi siedo qui, il vagone è vuoto e da sola non mi sento – tranquilla” – gli chiedo.
-“No ,no, si figuri signora, si accomodi pure”.
Mi siedo di fronte a lui, vicino al finestrino.
E’ un bel ragazzo, un biondino dall’aria pulita.
-“Dai Clara!” – penso tra me – “Potresti essere sua madre!!!”
Solita vocina, che tutte le volte che adocchio un uomo, tenta di farmi ragionare, ma la voglia di giocare con lui è tanta e fa sparire tutti gli scrupoli.
Mi sono messa gli occhiali scuri, da sotto i quali spio le sue mosse; legge, o meglio finge di leggere, un libro e vedo benissimo che mi lancia degli sguardi, indirizzati soprattutto al seno che occhieggia dalla scollatura.
Accavallo e scavallo le gambe, alla Sharon Stone, con sapiente e studiata lentezza allo scopo di incuriosirlo e probabilmente sono anche riuscita a fargli intravedere il mio tanga di pizzo nero; il gioco comincia a prendermi e mi rendo conto che pian piano l’eccitazione aumenta in me.
-“Posso aprire un po’ il finestrino?” – gli chiedo.
-“Sì, certo signora, non mi da fastidio, anzi lo apro io”.
Si alza e per aprire mi passa davanti e posso vedere che all’inguine dei pantaloni, un bel bozzo fa già bella mostra di se.
E’ già eccitato!!!
-“Grazie” – gli dico quando si risiede e gli sorrido passandomi poi la lingua sulle labbra che il rossetto rosso lucido rende decisamente molto invitanti.
Il ragazzo riprende a leggere ed ogni tanto alza gli occhi dal libro ed, imbarazzato, mi guarda la bocca ed il seno.
Fingendo di sistemarmi un sandalo mi chino in avanti mostrandogli lo spettacolo della mia scollatura.
Rimango abbastanza tempo in questa posizione per permettergli di lustrarsi per benino gli occhi con la parte cospicua di tette che il pizzo nero del reggiseno non riesce a contenere.
Alzo gli occhi e li incrocio con i suoi, mi sta guardando sconvolto!!!
Decido di rompere gli indugi.
-“Che ti succede ? Cos’hai da guardarmi così?” – gli chiedo con aria preoccupata.
-“No, niente, mi scusi signora, mi scusi, non volevo…” – mi risponde imbarazzatissimo.
-“Cosa non volevi?” – riprendo io.
-“Non volevo guardare ,li”.
-“Lì dove?” – ribadisco con fare malizioso.
-“Nella scollatura…”
-“Ah! Mi stavi guardando nella scollatura, come mai?”
-“Signora, mi perdoni ancora, è stato più forte di me ,non ho resistito, è bellissimo, lei ha un seno bellissimo!!!”
Fatta. Il pesciolino ha abboccato, penso contenta tra me.
-“Ah! Bene, ti ringrazio per il complimento, sei molto gentile, non pensavo che una donna della mia età potesse colpire un ragazzo giovane come te” – mentre gli dico questo, il mio sguardo scende in mezzo alle sue gambe che nel frattempo per la prima volta ha scavallato.
Un notevole ed inequivocabile gonfiore disegna la forma del suo sesso sotto i jeans; gli è venuto duro!!!
La soddisfazione di avergli provocato l’erezione, aumenta l’eccitazione che già pervade il mio corpo.
Mi soffermo un attimo a guardargli la patta e sento i capezzoli indurirsi ed un piacevole calore scaldarmi la fica.
“Ma davvero trovi che abbia un bel seno?” – gli chiedo all’improvviso, spiazzandolo ancora una volta.
“Sì, si signora! Deve essere sicuramente molto bello!” – mi risponde imbarazzato.
“Come, deve essere! Allora hai dei dubbi!!!” – esclamo con aria sorpresa.
-“No, no per carità, assolutamente, vedendolo dal vestito direi sicuramente di sì…”
-“Pensavo che visto come mi guardavi nella scollatura, ti fossi reso conto bene di come fosse o pensi che sia tutto merito del reggiseno?” – gli rispondo con una finta aria seccata.
Il ragazzo mi guarda, rosso in viso, incapace di rispondermi, con lo sguardo fisso sulle tette che chinandomi in avanti ho portato a cinquanta centimetri dai suoi occhi.
-“Scommetto che ti piacerebbe vederlo?” – gli butto lì a bruciapelo.
-“Come scusi?”
-“Ti ho chiesto se ti piacerebbe vedere il mio seno?” – gli ribadisco perentoria ed ormai decisamente eccitata.
-“Sì, ma… come…” – l’imbarazzo pervade in lui tagliandogli le parole in bocca.
-“Secondo me sì, hai voglia di vederlo e non solo…” – gli dico guardandogli inequivocabilmente l’uccello duro sotto i jeans e leccandomi le labbra rosse.
Mi alzo, vado sulla porta dello scompartimento, controllo che non ci sia nessuno nel corridoio e tiro le tendine laterali.
-“Vieni.” – il ragazzo si alza, lo prendo per la mano, sudatissima – “Mettiti qui e controlla che non venga nessuno”.
Lui si mette sulla porta dello scompartimento.
L’idea di farmi vedere e di eccitare questo ragazzino mi ha ormai preso completamente, i capezzoli mi sono diventati così duri che sembra vogliano bucare il pizzo delle coppe e la fica è bagnata; tutto ciò comincia a piacermi, a piacermi molto.
Il ragazzo è sulla porta dello scompartimento, io sono all’interno, contro il finestrino, di fronte a lui, mi sta guardando, mi guarda in un modo strano, mi sento desiderata da lui che ha preso ad accarezzarsi l’uccello da sopra i jeans, deve essere completamente in erezione, ed, intanto, è venuta anche a me una gran voglia di vedere e toccare quel giovane cazzo.
Inizio lentamente a slacciare i bottoni, mi apro completamente il vestito e mi dono ai suoi occhi in reggiseno e tanga.
-“Ti piaccio? Cosa dici, come vecchietta sono ancora passabile?” – gli chiedo ancheggiando.
Gli occhi sbarrati del ragazzo sono più eloquenti di qualsiasi risposta.
Il reggiseno, molto trasparente, lascia intravedere perfettamente i capezzoli ed sul tanga già s’intravede un alone di umido.
-“E’…è bellissima signora, bellissima…” – balbetta.
-“Sei soddisfatto? Mi sa di no, vero?” – gli chiedo sorridendo in modo molto birichino.
Togliermi il vestito è troppo pericoloso, potrebbe improvvisamente arrivare qualcuno per cui decido di abbassare il reggiseno.
Le mie tette libere, sobbalzano fuori e i capezzoli puntano in avanti duri ed eretti.
-“Come ti sembrano ? Ti piacciono ?” – gli chiedo, mentre sto cominciando a desiderare le sue mani su di loro.
“Cazzo, come sono grosse!!! Bellissime!!!” – mi risponde con la voce strozzata.
Mi avvicino a lui che è ormai completamente incantato a guardarmi i capezzoli.
“Vuoi toccarmele?” – gli chiedo quando sono vicino.
Non mi risponde, ma subito le sue mani tremanti ,avanzano verso i miei seni, me le appoggia dolcemente, quasi li sfiora; un brivido mi passa per il corpo.
Mi accarezza piano, con timore, poi passa le dita sui capezzoli, li stringe; sono bagnatissima!!!
Di colpo me li stringe forte, poi con le mani a coppa mi schiaccia i seni con forza uno contro l’altro, inizia a palparmeli con violenza, completamente infoiato, mi fa quasi male, ma sento che sto cominciando a godere; le mani di questo ragazzino che mi strapazzano le tette mi stanno facendo impazzire!!!
Lo allontano un attimo, controllando che non arrivi nessuno, poi gli prendo la testa e gli metto il viso tra i seni.
Sento la sua lingua e la sua bocca inesperta sulla mia carne, baciarmi, leccarmi, mi prende in bocca i capezzoli e li succhia; sono completamente partita!!!
-“Guardami!” – gli ordino perentoria.
Lui alza la testa dal seno e mi guarda.
-“Ti piace la mia bocca ?” – gli chiedo mostrandogli, con tutta l’eccitazione che, ormai, è entrata in me le labbra rosse socchiuse.
-“Sìììì… Sì è bellissima, invitante!!!”
-“A cosa pensi guardando la mia bocca ? Cosa vorresti che ti facessi ,eh ?” – gli chiedo vogliosa.
“Ma, non so, forse…”
“Forse, cosa?” – continuo mentre la mia mano destra scende a carezzare il suo inguine.
Sento un bel cazzo duro e grosso sotto la stoffa dei jeans, lo accarezzo e scendo a tastargli le palle; mica male il ragazzino!!!
-“Signora la prego, non resisto, non resisto!” – mi dice quasi implorante.
Non posso farlo venire nei jeans.
Mi abbasso e comincio a slacciargli la cintura, gli abbasso la cerniera, sulle mie labbra comincio a sentire quella strana sensazione che provo quando sto per prendere un cazzo in bocca.
Sotto i boxer azzurri vedo un arnese di belle dimensioni e duro come una sbarra di ferro.
-“Sto per venire… Signora vengo…” – singhiozza.
Gli abbasso subito i boxer, lo prendo in mano stringendolo per farlo resistere, faccio appena in tempo a vedere una bella cappella paonazza ed intuisco che devo prenderlo subito in bocca se voglio il suo seme.
Come appoggio le labbra alla cappella un caldo getto di sperma mi inonda la gola, ingoio e subito, mentre succhio questo giovane cazzo, altri schizzi mi arrivano sul palato e la lingua, ed io ingoio tutta quella crema saporita.
Lo ripulisco perbene con la lingua e riprendo a succhiarlo con foga; la sua durezza non è stata minimamente scalfita dall’orgasmo precedente!!!
Questo è il bello dei ragazzi, possono andare avanti per ore senza mai cedere!!!
Continuo a succhiarlo ed a leccargli la punta e tutta l’asta insalivandolo per bene.
Ho la fica in fiamme, gonfia e bagnatissima e, mentre lo spompino, con una mano me la masturbo e con l’altra gli massaggio le palle dure.
Me lo tolgo di bocca e lo metto nel solco dei seni.
Prendo a massaggiarlo con le mie colline di carne, lo sento che mugola, lo guardo, ha gli occhi rovesciati dal piacere!!!
-“Ti piace così? Ti piacciono le mie tette? Era questo che volevi, eh porcellino?”
-“OOhh sììì… Signoraaa… È magnifico…sono morbide…calde…” – balbetta – “ È troppo bello…non resistoooo…” – singhiozza
Capisco che è di nuovo sul punto di venire e mi piacerebbe farmi sborrare sulle tette, massaggiarmele con quel succo, ma non posso rischiare di farmi sporcare il vestito, così lo imbocco di nuovo.
Non devo attendere molto che lo sento irrigidirsi ed un’altra bordata di sperma mi arriva direttamente in gola.
-“AAAhhh… Vengooo…” – riesce a dire mentre con altri due schizzi mi riversa in gola una marea di denso sciroppo cremoso.
Ingoio tutto coscienziosamente e dopo averlo ben ripulito, lo rimetto, ancora barzotto, nelle mutande, e come una brava mammina, gli chiudo la lampo e gli allaccio la cintura.
Lo guardo in viso, è rosso fuoco e stravolto!!!
Solo che adesso io sono eccitatissima e voglio godere anch’io.
Mi alzo, prendo la mano del ragazzo e la porto sul tanga ormai completamente inzuppato dai miei umori, schiaccio la sua mano sulla fica; lui capisce le mie intenzioni, scosta un po’ l’indumento e con un dito comincia prima ad accarezzare la clitoride, poi me lo infila tutto dentro.
Muovo il bacino avanti indietro per prenderlo tutto fino in fondo.
“Infila un altro dito, caro, daiìì… Mettine dueee…” – lo incito.
Subito il ragazzo obbedisce, prende a scoparmi con le dita ed io sento l’orgasmo arrivare.
Sono ancora con le tette al vento, così prendo a toccarmele; lui si china e prende in bocca un capezzolo.
-“Sì, dai che sto venendo, dai cosi, cosìììì…” – quasi urlo – “Muovi le dita… Più veloceee… e succhiaaa…”
L’orgasmo arriva, violentissimo, quasi da piegarmi le gambe, l’aria fuoriesce dai miei polmoni in un lungo grido rauco, coperto dal rumore del treno, e sento un rivolo di liquido fuoriuscire dalla fica e bagnarmi le cosce.
Chiudo gli occhi per godermi questo momento, poi, quando diminuisce, ritorno in me, mi sistemo il reggiseno, mi allaccio il vestito e mi lascio andare sul sedile.
Il mio giovane amante occasionale mi guarda compiaciuto e si lecca le dita che mi hanno fatto godere, gli sorrido e mi alzo per andare alla toilette e sistemarmi un po’.
Mi tolgo il tanga ormai zuppo e non lo rimetto; non mi piace avere addosso le mutandine bagnate.
Quando rientro nello scompartimento, lui alza gli occhi e mi guarda sorridendo.
Ho il tanga bagnato stretto in pugno, mi avvicino e glielo metto sotto il naso e lui ne aspira l’odore a pieni polmoni.
-“Ti piace?” – gli chiedo strofinandoglielo sul viso.
-“Sììì…”
-“Allora tienilo, te lo regalo, forse potrai usarlo per farti qualche altra sega” – e glielo lascio cadere in grembo.
Lui lo prende e, dopo averlo annusato ancora, se lo mette in tasca.
Stiamo quasi per arrivare a Torino.
-“A proposito come ti chiami, caro?” – chiedo alzandomi e prendendo i miei bagagli.
-“Claudio, signora…”
“Clara, io sono Clara. Ciao Claudio chissà che un giorno non ci si rincontri” – prima di lasciarlo, gli do un bacetto sulla guancia, lo saluto e mi avvio per scendere dal treno.
Mica male come inizio del week-end!!!
I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com




Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.
Bellissimo racconto
Assurdo che il capitolo più bello sia anche quello senza commenti. Complimenti Giulia, sai come tenere alta l'attenzione dei lettori.…
La tua penna mi tiene sempre incollata dall'inizio alla fine e mi lascia una soddisfazione narrativa profonda e costante.
Va bene ne sono lieta. Ti lascio la mia mail agavebet@libero.it ma ovviamente ti chiedo di avere pazienza. Lavoro, scrivo…