Trovate il capitolo precedente al seguente link https://raccontimilu.com/cuckold/la-cameriera-della-trattoria-dei-camionisti-cap-6/
Quando tornammo dal viaggio di nozze non parlammo mai più di quello che avevamo vissuto, come se fosse qualcosa di mai avvenuto. Io cambiai lavoro come a suggellare l’inizio di una vita nuova non solo dovuta al matrimonio. Inizialmente mi fu richiesto di effettuare qualche breve trasferta che aggiungeva qualche soldino che faceva comodo e così, facendo due conti, decidemmo di ristrutturare casa ed accendemmo un mutuo. L’appartamento sopra la trattoria aveva buone potenzialità ed era comodo per Simona, anche se era del padre lei era figlia unica per cui lo avrebbe ereditato. I lavori durarono poco più di due mesi e ci trasferimmo definitivamente lì. Simona naturalmente continuava ad aiutare il padre nella trattoria, lui vedendo che era molto abile cominciò a lasciarle sempre più autonomia ed a farsi vedere sempre meno. In pratica ormai Simona dirigeva e faceva quello che meglio credeva iniziando a portare piccole variazioni che incrementarono il giro di affari.
Tutto andava bene ci amavamo moltissimo ed ogni sera dopo la chiusura lei saliva e voleva essere scopata praticamente ogni giorno. Io, data la differenza di età ed il nuovo lavoro molto impegnativo, ce la mettevo tutta ma mi pesava un po’ anche se non lo facevo trasparire.
Capitava che tornassi tardi dal lavoro o da una trasferta senza avvisare sull’orario e la trovavo sul letto a gambe larghe mentre si masturbava. In quei casi cercavo di non fare rumore e di spiarla di nascosto mentre si dava piacere.
Non volevo ammetterlo ma probabilmente l’esperienza fatta durante il viaggio di nozze la ispirava. Ne ebbi la certezza quando la trovai con due dildi di generose proporzioni che lei usava in tutti i buchi contemporaneamente. Notai che il livello di piacere che riceveva da quella pratica di autoerotismo era di molto superiore alla masturbazione semplice senza. Mi fu chiaro che l’esperienza fatta durante il viaggio di nozze le fosse piaciuta e non fosse, ovviamente, dimenticata. Avevo ancora qualche dubbio, in realtà dentro di me era chiarissimo, presto o tardi avrebbe voluto rivivere qualcosa di similare. D’altra parte prima di mettersi con me (ed in realtà anche nei primi tempi della nostra relazione) si faceva sbattere occasionalmente da camionisti e mai aveva dato idea di essersi pentita della cosa.
Dopo la comparsa dei cazzoni di gomma iniziai a notare che il suo modo di vestirsi stava cambiando. La minigonna era diventata una specie di divisa. Ne aveva di tutti i tipi stretch, di pelle, di tessuto, a palloncino a piegoline, tutte con un punto in comune, erano corte, le più nuove cortissime. Mi accorsi anche che se prima avevo il dubbio che non portasse gli slip, ora era quasi una certezza e non solo in casa ma anche in sala alla trattoria. Per quello che riguarda il reggiseno invece avendo una prima misura non lo aveva mai portato. Era l’inizio della primavera e le camicette e le magliette erano sempre più leggere e o scollate per cui tutti si rendevano conto che non lo portava o addirittura intravvedevano i capezzoli attraverso le scollature o le trasparenze. Insomma nel complesso un look che stimolava le erezioni. Sui tacchi ancora non era sfacciata ma solo perché dovendo camminare parecchio all’interno della sala la avrebbero ostacolata. Il fatto che fosse diventata la capa e non più solo una aiutante fece sì che corresse di meno avanti ed indietro ma, lo scoprii poi, certi clienti ci teneva a servirli lei soffermandosi anche parecchio a chiacchierare e farsi ammirare da loro.
Dopo qualche mese le trasferte cominciarono ad aumentare sia in durata che in frequenza. Al mio ritorno non facevo in tempo ad entrare in casa che mi saltava letteralmente addosso e mi lasciava respirare solo dopo che la avevo scopata almeno un paio di volte. Quando poi iniziai a fare anche trasferte di una settimana al ritorno non avevo scampo. Fino a che il mio arnese non si alzava più dovevo servirla. Questo però non bastava a placarla e, una volta che il mio cazzo era inservibile, si masturbava furiosamente con i cazzi di gomma che ormai erano diventati una compagnia, li estraeva infatti da sotto il cuscino. La famiglia era aumentata, non so dove li avesse presi (all’epoca di sexy shop non ce ne erano nella nostra città) ma ora erano una mezza dozzina compreso uno nero scurissimo con una impressionante cappella rosa che era diventato il suo favorito.
Il mio lavoro diventò sempre più impegnativo e remunerativo ma ciò implicava anche assenze di due settimane consecutive, prima di accettare ne parlai con lei che pur dicendomi di fare come era meglio per la famiglia cambiò di umore rabbuiandosi.
Me lo ricordo benissimo, avevo in programma di partire il lunedì successivo ed era la domenica sera, alcuni amici ci avevano invitato ad uscire a mangiare la pizza (la trattoria era chiusa la domenica perché il lavoro era decisamente inferiore anche se avevamo notato che i clienti non erano più solo camionisti ma c’era gente che veniva anche dal mondo delle altre professioni). Simona aveva rifiutato adducendo una forte emicrania ed una stanchezza per la settimana lavorativa molto impegnativa. Appena misi giù il telefono mi si strofinò addosso, abbassandomi la zip ed i boxer iniziando a farmi un sontuoso pompino. Mi fece poi sedere sul divano e, senza spogliarsi si calò su di me. Era fradicia ed il mio cazzo scivolò dentro in un attimo. Non facemmo l’amore ma letteralmente lei si scopò su di me. Baciandomi con passione godendo a più riprese e facendomi venire 3 volte di fila. Non poteva passare inosservata questa cosa e le chiesi a bruciapelo, quando il mio cazzo non ne poté più: “Simona devo stare via 15 giorni come farai da sola senza un cazzo vero, ti basteranno i cazzi di gomma che usi per masturbarti? Credo che se fai solo sesso non si possa considerare tradimento, vedo che tu hai letteralmente bisogno di cazzo come fosse una medicina salvavita”.
Lei mi abbracciò baciandomi come una matta mi disse: “grazie amore ti amo da impazzire”.
“Però voglio che quando lo farai mi telefoni e tu inizi la telefonata con la parola corna, io capirò e mi masturberò, sarà un po’ come se fossi lì con te ed il cazzo che ti prende sia il mio”.
“Che tenero il mio cornutone, vuoi che mi diverta e mi faccia riempire di cazzo come se fosse il tuo, ti amo davvero tanto, pochi uomini avrebbero proposto questo alla moglie”.
In un attimo il suo umore virò verso un sorriso radioso, i suoi occhi splendevano, continuava a baciarmi senza continuità ma senza libidine ma con un grande affetto.
Toccai allora il punto del suo vestiario dicendole che avevo notato il progressivo ridursi delle gonne e l’aumentare di trasparenze e scollature sottolineando anche che mi sembrava che si scordasse troppo spesso di indossare le mutandine quando usciva.
Lei mi fece un gran sorriso rispondendomi: “credevo apprezzassi l’avere una moglie molto disinibita anche nel vestire” e mi fece l’occhiolino.
Le risposi che ne ero contento, pensai a come mi era piaciuto vederla fare la zoccola durante il viaggio di nozze (vedi capitoli precedenti) e mi venne il cazzo duro nonostante le scopate precedenti.
Quindi le dissi che secondo me non ero l’unico ad avere notato il suo cambio di look e lei, ancora sorridendo maliziosamente mi rispose: “certo che non si l’unico, quando giro fra i tavoli gli uomini sbavano e non mi tolgono gli occhi di dosso, i più intraprendenti mi infilano anche la mani sotto la gonna, è per questo che le ho accorciate e nn porto più le mutande, per favorire sguardi e palpatine. Arrivo a sera che sono fradicia e mi masturbo furiosamente quando non ci sei tu ma finora ho resistito alle avance dei clienti e ti garantisco che me ne hanno fatte parecchie”.
“Se devo dirla tutta il più pressante, anche perché lavora da noi da mesi, è il cameriere moldavo che un paio di volte mi ha bloccata contro il muro e schiacciandomi mi ha fatto sentire tutta la sua erezione ma sono sempre riuscita a scivolare via anche se credo che di questo passo prima o poi mi farà il culetto”.
Il cazzo mi tirava sempre di più alle sue parole, la sollevai di peso appoggiandola sul divano e tuffandomi fra le sue cosce. Nonostante le scopate precedenti era fradicia, l’argomento la aveva fatta arrapare ed il pensiero di potersi finalmente concedere delle scopate con i manzi migliori la aveva fatta sbrodolare a più non posso.
Mentre le lappavo la passera le urlai che era una grandissima porcellina e lei venne all’istante. Rincarai la dose dandole della porcona e lei mi tirò a se e si fece penetrare prima davanti e poi dietro. Mentre la inculavo alla pecorina le schiaffeggiavo le splendide chiappette sfogando su di lei le ultime stille di forza e di libidine maltrattandola un po’ strizzandole i capezzoli e chiamandola con tutti i peggiori appellativi possibili, mignotta sfondata a bagascia da bassifondi tutti termini che la eccitavano tanto che venne ben tre volte prima che anche io riuscissi finalmente a buttare le mie ultime gocce di sperma nel profondo del suo culo sfondato. Crollai su di lei che si sfilò e me lo prese in bocca ripulendolo per bene facendo una faccia libidinosa che non me lo fece rizzare di nuovo solo per impossibilità fisica.
Il giorno successivo partii e dopo due giorni alle 23, 1 ora dopo la chiusura della trattoria, squillò il telefono. Non ci stavo pensando perché era l’orario solito in cui ci davamo la buonanotte dopo esserci raccontati le rispettive giornate.
“Corna in arrivo mio caro tesoro, ti pruderà un po’ la testa. Mi aspettano nel camion un paio di ragazzi dell’est, sono giovani e si sono già gustati il mio sederino con un paio di palpate a testa questa sera. Sono anche riuscita passargli la mano in mezzo alle gambe ed i loro pacchi promettono molto bene”.
Le telefonate si ripeterono ogni due giorni e ne arrivarono anche sia il sabato che la domenica ad ora di pranzo.
Stava recuperando con gli interessi l’astinenza di quei mesi.
La settimana seguente continuò nello stesso modo arrivandomi un messaggio ogni due giorni , al sabato mattina rientrai lei era contenta del mio ritorno saltandomi addosso. La fermai perché prima volevo sapere maggiori dettagli riguardo i cazzi che la avevano riempita in quelle due settimane.
Voleva scopare, ma l’argomento la intrigava evidentemente perché mi raccontò con dovizia di particolare ogni uccello che aveva preso, come lo aveva preso e quante volte comprese le posizioni. Praticamente si era fatta tutto il kamasutra in quei 15 giorni. Il weekend lo aveva dedicato al cameriere moldavo che si era accorto che lei andava sui camion a farsi scopare e avrebbe voluto ricattarla ma lei gli aveva detto che io sapevo tutto e che bastava avere un po’ di pazienza ancora perché nel weekend si sarebbe tolto tutte le voglie.
Sul cameriere moldavo poi fu molto generosa in termini di particolari. Mi disse che lo aveva un po’ più lungo ma più largo del mio e di tutti quelli che aveva preso in quei giorni. Che si era fatta sbattere anche sul bancone della trattoria il sabato pomeriggio quando era chiusa e che nel weekend, complessivamente l’aveva fatta godere più di 10 volte sborrandole dentro o addosso 7 volte.
In un certo senso mi disse, ti assomiglia, anche a lui piace scoparmi insultandomi e la cosa mi eccita ancora di più. In particolare gli viene ancora più grosso quando mi incula e mi dice che mi sta sbattendo alla faccia del cornuto e che, quando fossi tornato, voleva farlo davanti a miei occhi per farti vedere che moglie troia hai. Ero preoccupato che potesse restare incinta ma Simona mi rassicurò che era andata dal dottore tre mesi prima e si era fatta prescrivere la pillola e che era contentissima perché le piaceva che la prima sborrata della serie, quella più ricca di crema, avvenisse in figa ed in profondità. Le piaceva il fiotto caldo ed il cameriere Moldavo aveva sempre i coglioni carichi di sperma. Le piaceva molto anche, al termine di una scopata in culo, farsi sborrare in faccia e ripulire il cazzo del ragazzo.
Non potei far altro che dirle che era una troia e lei, candidamente rispose “una gran troia!”.




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.