Silvia è appena rientrata in ufficio. E’ contenta di essere andata in vacanza, ora si sente completamente rigenerata. Sarà stata l’aria di montagna, o forse il cibo… o forse la fugace avventura avuta con Federico? Chissà… un sorrisino ebete le si disegna involontariamente sul volto, mentre ripensa a quei momenti piccanti. Non tutto è andato bene, però. Silvia si ricorda anche del momento di paura autentica, di panico completo, nel momento in cui Laura li ha sorpresi in quel bar. Quello era stato un momento davvero brutto. In quel frangente, mentre ci stava dando dentro con Federico, lei aveva perso qualsiasi senso della realtà. Era in un luogo pubblico. Senza nemmeno rendersene conto, aveva corso un gravissimo pericolo per il suo lavoro, la sua reputazione, la sua vita stessa. E se si fosse diffusa la notizia che aveva sedotto il figlio di una sua collega? Ci aveva riflettuto a lungo dopo. Non era la prima volta che questo le accadeva. Lei aveva un interruttore, e quando questo interruttore si accendeva era capace di tutto, incurante delle conseguenze. E questo non andava bene. Non rinnegava tutto il piacere che aveva dato e ricevuto, la sua nuova vita le piaceva e non intendeva affatto rinunciarvi. Ma erano cose da fare esclusivamente in privato, ci volevano dei limiti, delle cautele e delle regole. Non poteva perdere così facilmente il controllo, come invece aveva fatto. Avrebbe dovuto seriamente fare qualcosa per affrontare questo problema, solo non sapeva che cosa.
Intanto oggi c’è da affrontare il ritorno in ufficio dopo la vacanza. Si sente carica di energia e pronta ad iniziare la mattinata. Saluta le colleghe che sono rientrate insieme a lei, chiacchierando un pò con loro delle rispettive brevi vacanze. Con i colleghi uomini è meno in confidenza, a parte uno… anche Andrea è rientrato, e Silvia, appena sedutasi alla scrivania, lo vede dal lato opposto dell’open space. Incrocia per un attimo lo sguardo con lui. Gli rivolge una saluto con la mano ed un caldo sorriso. Il ragazzo si illumina in volto vedendola, e subito le restituisce il sorriso. Si mantiene però a distanza, evitando di venire a parlarle immediatamente. Silvia apprezza la sua discrezione, sta mantenendo la promessa di evitare che colleghe e colleghi possano intuire che c’è stato qualcosa tra loro due. La fantasia di Silvia si accende, fantasticando su una maniera piccante per ringraziarlo. Poi però allontana quasi subito questi pensieri. “Silvia..” si rimprovera “che idee ti fai venire di primo mattino? Coraggio.. ora al lavoro!”
Il lavoro, già. Si è un pò accumulato nei giorni in cui è mancata, c’è qualche arretrato da sbrigare. Però le scadenze di fine anno sono state tutte rispettate, anche grazie all’aiuto dei colleghi che sono rimasti in ufficio a capodanno posticipando la loro partenza all’epifania. Le cose che ora ha da sbrigare non richiedono grossa urgenza e quindi può lavorare rilassata, senza fretta, scambiando anche ogni tanto qualche parola con le colleghe. A metà mattinata si alza dalla sedia per sgranchirsi le gambe, dirigendosi verso la stanzetta dove si trova la macchinetta del caffè. Si mette a prepararlo, sola, udendo il vociare dei colleghi provenire da oltre la porta. Un attimo dopo entra Andrea. “Ciao..” la saluta lui, timido. La timidezza di Andrea scatena sempre in Silvia un istinto quasi materno. Ed anche altri istinti, questi molto meno materni. “Ciao” lo saluta Silvia con la sua voce profonda e sensuale, sorridendo al ragazzo. Mentre lo guarda negli occhi, sorseggia il suo caffè, e Andrea intanto si sta preparando il suo.
“Hai passato un buon capodanno?”
“Molto bello, grazie. Sono stata in montagna e mi sono proprio divertita.”
“Sono contento per te.. io ho fatto il cenone con alcuni amici, niente di speciale.. per il resto non sono andato da nessuna parte. Comunque sono stato bene così.”
“A me è capitata un’occasione, altrimenti sarei rimasta a casa pure io. L’importante alla fine è staccare dal lavoro e rilassarsi in qualche modo, non credi?”
“Esatto, hai proprio ragione”.
Poi, mentre Andrea sorseggia il suo caffè, si crea tra loro un silenzio un po’ imbarazzato. Solo per rompere il silenzio, è Andrea a parlare per primo:
“Sai, prima stavo pensando che l’altra volta non abbiamo finito di correggere quella cosa” ma si vergogna subito di quello che ha detto. Voleva semplicemente avviare la conversazione parlando di lavoro, invece così sembra che le stia facendo subito delle avances, e in maniera piuttosto sfacciata.
Silvia però non sembra accorgersene “eh già, hai ragione. Quella sera avremmo finito presto, se solo qualcuno non mi avesse distratto con qualcosa di molto grosso…”
Andrea, pur arrossendo subito, si lascia sfuggire un sorriso alla battuta di Silvia.
Silvia gli si accosta, e abbassando il tono di voce lo provoca “Dimmi Andrea, ti sono mancata in questi giorni?”
“Oh si. Tantissimo.”
“Davvero? Tanto quanto?” Silvia si è avvicinata ancora di più, ora gli sussurra in un orecchio e gli porta una mano sulla patta dei pantaloni. Andrea ha un sussulto di sorpresa. E’ subito terribilmente arrapato, ma anche sconcertato dal suo comportamento. Oggi non sono da soli in ufficio, e potrebbe pure entrare qualche altro collega da un momento all’altro, che cavolo.
Silvia invece appare incurante di tutto, gli ha afferrato il cazzo da sopra i pantaloni e mentre continua a guardarlo negli occhi lo sta accarezzando direttamente, proprio lì.
“A quanto sento, ti sono mancata parecchio” sussurra Silvia eccitata al suo orecchio, mentre stringe l’erezione di Andrea che sta già diventando prorompente. Il povero Andrea sta iniziando ad ansimare “Silvia, ma non qui… non è il caso…”
E’ un attimo. Forse un ombra, o un rumore di passi. Fatto sta che Andrea, con grande fortuna, si accorge con un attimo di anticipo, quasi un sesto senso. Si scosta da Silvia spingendola via con un movimento quasi brusco. Silvia per un attimo spalanca gli occhi sorpresa, e lo guarda quasi con odio per essere stata rifiutata, prima di accorgersi che Andrea in realtà li ha appena salvati. La sua collega Loredana infatti entra nella stanza proprio in quel momento. Silvia riprende immediatamente il controllo di sé. Si rende subito conto che solo la prontezza di Andrea le ha evitato una situazione spiacevole. Andrea, intanto, facendo finta di niente, esce rapidamente dalla stanza col suo caffè in mano. Silvia si rende conto di essere arrossita, si volta verso il bicchierino del suo caffè dimenticato sul ripiano e lo prende per andarlo a gettare nel contenitore dei rifiuti. Loredana, fortunatamente, sembra non essersi accorta di nulla.
Silvia torna al suo posto, vergognandosi con sé stessa una volta di più per la propria mancanza di autocontrollo. Non ci tiene che circolino delle dicerie su di lei in ufficio, e deve ringraziare Andrea se non è successo niente di grave.
C’è anche un altro fatto, Silvia sente ormai già da tempo la mancanza fisica di un rapporto intimo più… completo. Lei è libera, vive da sola, e non sarebbe certo un problema procurarsi qualche occasione in una situazione più appropriata, in privato. Senza correre rischi assurdi come quello di stamattina. Andrea le piace, è libero anche lui, e la differenza di età non solo non è un problema, ma anzi rende più facile mantenere le distanze, evitare che si creino malintesi. Silvia non è interessata a trovarsi un fidanzato. Uno scopamico, invece… si stupisce lei stessa di aver pensato una cosa del genere, ma considerando fin dove si è spinta, questo sarebbe da considerarsi quasi normale.
Al termine di quella giornata, alle cinque e mezza del pomeriggio, Andrea è uscito da poco dall’ufficio. Avrebbe voluto parlare di nuovo con Silvia, ma c’era sempre gente in mezzo. Alla fine l’ha salutata normalmente come fa di solito prima di andare via. Mentre cammina verso la sua macchina, sente arrivare un messaggio sul suo telefono.
“Ciao. Volevo chiederti scusa. Il mio comportamento di stamattina è stato… inopportuno.”
Andrea le risponde con un altro messaggio:
“Posso chiamarti o sei ancora in ufficio?”
“Tra dieci minuti” risponde lei.
Andrea aspetta nella sua macchina, senza partire. Vuole poter parlare con lei senza essere occupato nella guida. E’ Silvia a richiamarlo, esattamente dieci minuti dopo.
“Ciao. Mi dispiace per stamattina.”
“Oh no Silvia, volevo dirti che è tutto a posto, davvero… per fortuna ci siamo fermati appena in tempo.”
Dall’altro capo della linea, Silvia arrossisce vergognandosi di nuovo. Le parole di Andrea sottolineano di nuovo con evidenza che c’è stato un rischio. E per colpa sua anche Andrea poteva andarci di mezzo.
“Solo grazie alla tua prontezza di riflessi, mentre io stavo perdendo il controllo.”
Se c’è una cosa che Andrea proprio non vuole, è rovinare l’intimità che si è creata tra loro due. Cerca di trovare le parole per farle capire che lui, in realtà, è più che disposto a perdonare. “Silvia, sei stupenda e il fatto che rivolgi a me le tue particolari attenzioni… si insomma, avrai capito che come uomo non mi dispiace affatto, ecco. Certo che forse certe cose… sarebbe meglio farle in posti più… privati, diciamo. Ma forse non hai voglia di incontrare uno come me fuori dall’ufficio..”
Silvia tace, per qualche secondo. Andrea interpreta il suo silenzio come una tacita ammissione che non vuole di iniziare a vederlo anche fuori dall’ufficio. E si sente deluso. Allora, quello che è successo l’altra volta era stato solo un capriccio. Ci può stare, pensa sconsolato. Chissà quanti uomini avrà ai suoi piedi, Silvia. Non può lamentarsi, è già stata meravigliosa la situazione che gli è capitata quel giorno.
“Andrea, ti andrebbe di cenare insieme? Vorrei farmi perdonare.”
La proposta di Silvia riaccende immediatamente l’animo di Andrea. “Oh, Silvia, cenerei con te davvero con piacere. Ma non devi sentirti in obbligo. Ti giuro che non hai nulla da farti perdonare, davvero.”
“Guarda che fa piacere anche a me, Andrea. Allora ci stai? Vogliamo fare domani sera? Ti manderò la posizione di casa mia. Come cuoca non sono eccezionale, ma me la cavo. Se ti accontenti…”
Andrea aveva pensato ad una cena in qualche ristorante, mentre invece lo sta invitando a casa sua. Gli sembra sin troppo bello per essere vero. Che voglia davvero lasciarsi andare di nuovo, ma stavolta in un posto dove non c’è alcun rischio? La prospettiva di rimanere di nuovo in intimità con la sua adorata e disinibita Silvia gli fa diventare istantaneamente il cazzo d’acciaio.
“Io… io mangerei qualsiasi cosa preparata da te. E poi la cosa più importante non è il cibo, ma stare in tua compagnia.”
Le parole impacciate, ma affettuose, che Andrea le sta rivolgendo glie lo rendono ancora più desiderabile… Silvia sente che se lui fosse lì con lei, in quel momento, perderebbe sicuramente di nuovo il controllo.
“Bene, allora a domani. Ciao Andrea.”
“Ciao Silvia, a domani.”
Dopo aver chiuso la telefonata, prima di mettere in moto, Andrea guarda sconsolato il rigonfiamento che si è formato sul davanti dei suoi pantaloni. Fortuna che stava da solo in macchina.
—–
Silvia ed Andrea si vedono il giorno dopo in ufficio, ma senza rivolgersi null’altro che un saluto. Si sono messi d’accordo per l’orario della cena tramite messaggio. Quella sera alle 20 in punto Andrea, tutto emozionato, si presenta a casa di Silvia vestito elegantemente e con in mano una bottiglia di vino. L’appartamento di Silvia è al secondo piano, Andrea suona il campanello dopo aver fatto le scale.
La porta si apre, ed inaspettatamente appare una ragazza che avrà al massimo 20 anni. In un primo momento Andrea pensa di aver sbagliato porta. “Ciao, io sono Marinella. Silvia è in cucina a preparare, accomodati pure. Ah.. grazie per aver portato il vino.” Andrea, perplesso, segue la ragazza che lo accompagna in sala da pranzo, dove vede con sua enorme delusione una tavola apparecchiata per tre. Silvia si affaccia dalla cucina per salutare Andrea. “Ciao Andrea, lei è Marinella, mia sorella minore. Si ferma a cena con noi. Fai pure come se fossi a casa tua, mentre io finisco di preparare. E’ quasi pronto. Marinella tu fai un pò di compagnia al nostro ospite, io qui posso fare da sola.”
“Volentieri!” risponde Marinella con un sorriso malizioso dipinto in faccia. Poi alla sorella, che è già tornata in cucina, grida a voce alta “però non mi avevi detto che era così carino!”.
Andrea arrossisce un pò, mentre Marinella lo invita ad accomodarsi sul divano. Poi Marinella prende una sedia e si siede proprio di fronte a lui, scrutandolo in maniera un pò sfacciata con un sorrisino stampato in faccia. Andrea si sente a disagio. Sperava in una cenetta intima con Silvia, e invece… quella ragazza così spigliata poi lo sta mettendo un pò in imbarazzo. Comunque è davvero molto carina. Per educazione, prova ad avviare una conversazione. “Non sapevo che Silvia avesse una sorella. Piacere, io sono Andrea. Sembri molto più giovane di Silvia, immagino che studi ancora?”
“Si esatto! Sono solo al primo anno di medicina.”
“Medicina? Accidenti! Ma conoscendo Silvia non mi stupisce. Cioè, non che la conosca così bene in realtà, però visto com’è al lavoro, devi essere sicuramente molto brava anche tu considerando che sei sua sorella.”
“Oh, ti ringrazio sei molto gentile. Imbranato ma gentile.” Andrea arrossice di nuovo e Marinella fa una risata leggera, rendendo chiaro che stava solo scherzando.
“Sai, l’impatto con l’università in realtà è stato piuttosto duro, però ora mi sto abituando. Ma sinceramente stasera non mi va di parlare di università, parlami invece un pò di te. Sono davvero molto curiosa.. è insolito che mia sorella inviti qualcuno a cena. Dove insolito in realtà è un eufemismo per dire che si tratta di un evento veramente eccezionale. Muoio dalla voglia di scoprire che cosa le hai fatto. Si tratta forse di un qualche… talento nascosto?”
Marinella fa la domanda usando un tono di voce malizioso ed allusivo, mentre lo guarda negli occhi con quel sorrisino sfacciato sempre stampato in faccia. Andrea, di nuovo rosso in faccia, è un pò a disagio. Non sa quanto Silvia abbia raccontato di lui a Marinella, e non vuole creargli dei problemi, perciò si tiene sul vago.
“No è che, in realtà ho solo aiutato Silvia con una faccenda al lavoro… e così ha voluto invitarmi stasera, come forma di ringraziamento. Io gli avevo detto che non ce n’era affatto bisogno, ma ha insistito. A me comunque fa piacere.”
Proprio in quel momento Silvia fa il suo ingresso portando una teglia. “A tavola! Ho preparato un risottino ai funghi, spero che sia venuto bene.”
Andrea e Marinella si accomodano a tavola, Marinella di fronte ad Andrea, mentre Silvia si siede alla sua sinistra.
“Mmmh che profumino” dice Marinella.
“E’ vero, dev’essere buonissimo” dice Andrea, un pò sollevato che la spinosa conversazione con Marinella si sia interrotta subito. E’ comunque contento di stare con Silvia, anche se non sono da soli. Si augurano buon appetito ed iniziano a mangiare. Il risotto preparato da Silvia viene finito in fretta.
“Secondo voi mancava un pò di sale?” fa Silvia.
“Secondo me era perfetto.” fa Marinella.
“Infatti, era davvero squisito Silvia.” conferma Andrea.
“Oh grazie Andrea. Sei davvero gentile.” Silvia allunga una mano sotto il tavolo, posandola sulla sua. Andrea arrossisce di nuovo, istantaneamente. Marinella osserva il viso di Andrea e si lascia andare ad una risatina.
“Educato, gentile e… imbranato. Ci credo che ha fatto colpo su di te, sorella. E’ proprio il tuo tipo.” Stavolta è Silvia ad arrossire un pò.
“Marinella…” le sorride rivolgendole uno sguardo di bonario ammonimento “comportati bene e non mettere in imbarazzo il nostro ospite.”
Ma Marinella continua come se non avesse sentito, con quel suo sorrisetto sempre stampato in faccia “Unica cosa… non è un po’ troppo giovane per te?”
Anche Silvia sorride. Sin da quando erano più piccole ogni tanto lo facevano: stuzzicarsi tra di loro, prendendosi in giro. Anche da adulte ogni tanto questa cosa è rimasta, è una specie di gioco tra di loro, che sottolinea il loro legame.
“Andrea, non darle retta. Quando si mette a fare la stupidina Marinella diventa davvero insopportabile. Vero che lo è?” Intanto la sua mano, sotto il tavolo, si posa sulla coscia di Andrea. Il risultato è quello di mandarlo un pò in confusione.
“I-in realtà è simpatica, tua sorella” dice Andrea, tanto per dire qualcosa.
“Per la sua età, io credo che sarebbe molto più adatto a me… tu che ne dici Andrea?” in quel momento Andrea sente il contatto del piede di Marinella… la ragazza sta intenzionalmente strofinando il suo piede contro il suo per provocarlo. Andrea non sa cosa dire. Gli viene in mente solo che sono entrambe molto belle.
Silvia sta al gioco, mantiene il sorriso e non si scompone “Oh no Marinella, ti assicuro che Andrea è già un uomo, non sai quanto…” nel dirlo, la sua mano si sposta per accarezzarlo direttamente sulla patta dei pantaloni. Andrea trattiene il fiato spalancando gli occhi verso di lei, incapace ora di proferire parola. Negli occhi di Silvia c’è una strana luce ora, uguale a quella che aveva quel giorno in ufficio. “Tu invece, a volte ti comporti ancora come una bambina” termina di dire Silvia alla sorella.
“Secondo me, dell’età non ti importa perchè devi aver scoperto qualche talento speciale nel nostro Andrea. E’ così Andrea?” Andrea sente di nuovo il piede di Marinella, ma stavolta apparentemente senza scarpa, accarezzargli il polpaccio sinistro, salendo piano piano sempre più su. La mano di Silvia che lo accarezza sopra i pantaloni proprio lì, a cui si aggiunge ora lo stimolo del piede di Marinella sul suo interno coscia, provocano ad Andrea una reazione immediata nelle parti intime. Silvia può sentire al tatto come sta evolvendo la situazione.
“Sai Andrea, devi sapere che io e Marinella siamo molto in confidenza, e ci diciamo tutto.” Silvia si avvicina all’orecchio di Andrea “Così gli ho raccontato un pò di cose.. forse anche cose di noi che non avrei dovuto dirgli. Tu che ne dici, ho fatto male?”
La mano di Silvia, audace, apre ora la zip dei pantaloni di Andrea, il quale non riesce più a parlare. La situazione è pazzesca, ma anche incredibilmente eccitante. Si sente di nuovo come quel giorno in ufficio, un giocattolo completamente in balia dell’affascinante Silvia e per giunta, stavolta, pure di Marinella.
“Si Andrea, Silvia mi ha raccontato che le hai mostrato qualcosa di… non proprio appropriato. Forse dovrei essere arrabbiata con te, per aver fatto questo a mia sorella.” Il piede di Marinella sale ancora, arrivando a massaggiargli i testicoli con le dita dei piedi. Andrea non può trattenere un gemito a quel contatto.
“Oh no Marinella, non dare la colpa ad Andrea… in realtà sono stata io a fargli… delle cose. Ora che ci penso però, solo dopo che lui mi ha mostrato… E’ vero che improvvisamente, mentre correggevamo quella relazione, mi hai messo davanti qualcosa di molto grosso Andrea?” sussurra provocante Silvia, alitandogli ancora all’orecchio per eccitarlo.
“Io-io, non avevo intenzione..” esala Andrea. Silvia gli ha tirato fuori il cazzo dai pantaloni, ed ora lo sta masturbando senza vergogna, sotto il tavolo. Il cazzo di Andrea, durissimo, è già tutto bagnato di pre-sperma. La mano di Silvia è facilitata nel movimento su e giù dalla pelle tutta bagnata e scivolosa. Marinella porta il suo piede più su, fino ad arrivare al contatto con il cazzo di Andrea in erezione. Il contatto delle dita su quella superficie umida e calda le fa sfuggire un piccolo gemito soffocato.
“Forse potrei perdonarti Andrea, ma solo se permetti anche a me di apprezzare la tua dote speciale. Ormai sono così curiosa…” Marinella fa scorrere le dita del suo piede lungo tutta l’asta bagnata del durissimo cazzo di Andrea, arrivando al contatto anche con la mano di Silvia. Silvia, con fare da porcella consumata, molla per un momento la sega che stava facendo ad Andrea e le accarezza il dorso del piede, bagnandolo di pre-sperma. Marinella si eccita ancora di più a quel contatto bagnato, ed ora è bagnata anche lei, lì sotto. Porta una mano sotto la sua minigonna, scostando le mutandine ed iniziando a sgrillettarsi con le dita. Le due sorelle ormai sono esperte e sanno come scaldare a dovere la situazione.
“Oh, Andrea. Non vorrei proprio litigare con mia sorella. Che ne dici? Saresti disposto a… darle una piccola dimostrazione? Per la pace familiare?”
Il povero Andrea (ma povero mica tanto, chi non vorrebbe essere al suo posto?) le guarda in viso entrambe. Sembrano disposte a tutto.. e gli sembra di sembra di essere precipitato dentro un bellissimo sogno erotico. Alla fine, fa cenno di sì con la testa, mentre continua ad ansimare, eccitato fino all’inverosimile.
“Finalmente.. allora vediamo.” Immediatamente, Marinella si inginocchia sotto il tavolo, mettendosi con la faccia ad un centimetro dal cazzo pulsante di Andrea.
“Wow, certo che sei proprio eccitato, maialino.” Marinella porta un mano alla base del cazzo, stringendolo ora nel suo pugno. Poi inizia a segarlo. Andrea reclina la sua testa all’indietro, chiudendo gli occhi ed abbandonandosi al piacere. Silvia si limita ad osservare, eccitata ed ora tutta bagnata anche lei. Si alza in piedi e si slaccia la gonna, lasciandola cadere sul pavimento. Andrea vede che non porta le mutandine.
“Ora ti capisco, sorellona. Niente male.” Poi, Marinella allunga la lingua per dare una leccatina alla punta. Il sapore un pò salato e muschiato del pre-sperma esplode nella sua bocca. “Mmmh… hai anche un buon sapore Andrea.” Andrea riapre per un attimo gli occhi, osservando in viso quella bellissima creatura che ora sta leccando la punta del suo uccello come se fosse un gelato.
“Sorellona, mi è venuta una voglia a questo punto… ti dà fastidio se assaggio?”
“Fai pure Marinella, servirà per preparare un pò Andrea. Più tardi ho intenzione di fare con lui… altri giochi.” Silvia sorride guardando Andrea negli occhi, ed il suo sguardo è carico di promesse.
“Mmmh ma certo sorellona, se te lo faccio sfogare prima vedrai che dopo durerà di più per i tuoi giochi… sarà un vero piacere” e dopo aver detto questo, Marinella si infila il cazzo di Andrea tutto in gola, iniziando a muovere la testa su e giù con impegno, mentre regge l’asta con una mano. “Mmh.. Mmmph..” mugola piano Marinella, apprezzando il cazzo di Andrea. Con l’altra mano, gli massaggia i testicoli. Andrea, in estasi totale, è incapace di pensare, e si gode il pompino di Marinella. Silvia si avvicina, gli prende la mano per infilarsela tra le sue cosce, e lo bacia appassionatamente infilandogli la lingua in bocca. Andrea la sente bagnata e calda, le infila due dita dentro iniziando a muoverle ritmicamente. “Oh si, Andrea, così…”
Ma anche Marinella vuole la sua parte. La ragazza si alza in piedi, interrompendo per un momento il pompino, e si sfila la minigonna e le mutandine.
“Hai ancora una mano libera Andrea, non lasciamola senza far niente..” ansima mentre si china piegata in avanti per riprendergli il cazzo in bocca, prende l’altra mano di Andrea portandola tra le sue gambe.
Andrea non potrebbe provare un piacere più intenso, la bocca di Marinella gli sta lavorando il cazzo con maestria, mentre quella di Silvia è premuta contro la sua in un gioco di lingue. Contemporaneamente, Andrea può toccare con mano quanto siano entrambe bagnate a calde…
Naturalmente Andrea non può resistere molto, e nel giro di poco esplode copiosamente in bocca a Marinella, che mentre riceve in gola il suo nettare preferito ha un orgasmo anche lei. Andrea sente la sua mano bagnarsi dei caldi umori prodotti dal sesso di Marinella mentre lei sta venendo.
“Mmmmh, abbondante e buona… complimenti sorella, ti sei trovata proprio un bell’acchiappo…” commenta Marinella, leccandosi la sborra dalle labbra.
Silvia non è ancora venuta. Nelle sue intenzioni, il bello per lei deve ancora arrivare. Marco, scosso dal suo orgasmo, ha smesso si stimolarla con le dita. Lui si sta lentamente riprendendo.
Marinella con calma, si rialza e si infila di nuovo mutandine e gonna.
“Bene. Grazie Andrea, è stato davvero un piacere conoscerti… Silvia, io ora devo proprio andare. Come ti avevo detto, Augusto mi ha chiesto di aiutarlo stasera. E io ora sono proprio carica per la serata. E’ stata davvero un’ottima cena..” Silvia, ancora seduta con la mano di Andrea sulla figa, le sorride. “Mi raccomando Andrea, lascio mia sorella nelle tue mani..” dice infine Marinella sorridendo maliziosa, prima di scappare verso la porta di ingresso.
Andrea e Silvia rimangono soli. Andrea con il cazzo di fuori, che sta tornando a riposo, Silvia con la figa aperta e ancora bagnata. Si guardano. Andrea è ancora sbigottito, certo quello che era successo quel giorno in ufficio con Silvia era stato pazzesco, ma questo supera tutto di gran lunga…
Silvia può intuire lo stato d’animo di Andrea, ma sa anche bene che al porcellino tutto quello che hanno fatto è piaciuto eccome… “Marinella è una forza della natura, vero? A volte faccio fatica anche io a starle dietro.”
“Io.. non so che dire… non mi aspettavo questa situazione.”
Silvia si avvicina di nuova al suo viso, sussurrando “Non hai nulla di cui preoccuparti, siamo state noi a provocarti. E non hai fatto niente che non ci sia piaciuto.”
“Tu e tua sorella sembrate molto… aperte. Non lo dico per giudicare, anzi come si sarà capito… mi è piaciuto.”
“Ed io sono contenta che lo trovi.. stimolante. Allora, mia sorella ti ha esaurito completamente o ti è rimasto ancora qualcosina per me?” Silvia si accarezza le parti intime, sorridendogli lussuriosa.
“Oh Silvia… non so se riesco proprio subito ma, si.. lo vorrei tanto. Ti adoro.”
Silvia gli dà un bacio. “Bene. Abbiamo tutta la notte, se vuoi. Andiamo in camera da letto?”
“Si!”
Silvia si alza in piedi, tendendogli la mano. Anche Andrea si alza, poi Silvia invece di prendergli la mano afferra delicatamente il suo cazzo e lo accompagna verso la camera da letto tirandolo delicatamente proprio per il pene. Una volta in camera, lo fa sdraiare sul letto. Abile com’è con la bocca, non ci mette molto a farlo tornare perfettamente in tiro.
“Ora Andrea, voglio fare l’amore con te. Voglio che mi scopi.”
“Oh Silvia…si”
Silvia si mette a cavalcioni su di lui, e con la mano guida il suo cazzo dentro di lei. Silvia è stretta, calda e umida. Andrea chiude gli occhi gustandosi quella sensazione. Lei inizia lentamente, muovendosi su e giù sopra di lui, ansimando piano. Poi, a poco a poco, aumenta il ritmo, sempre più veloce. “Dio Andrea, è così bello..”. Andrea porta le mani sui suoi seni, stimolandole i capezzoli durissimi, mentre ora Silvia si muove veloce, facendolo entrare dentro di lei in profondità ad ogni colpo. Le natiche di Silvia sbattono su Andrea schioccando ad ogni colpo, la stanza si riempie del rumore dei due corpi che sbattono tra di loro con un “ciaf” ritmato, e dei gemiti di Silvia che ora vocalizza senza trattenersi.
“Ah.. ah.. ah..” fa Silvia ad ogni affondo, cavalcando Andrea ad occhi chiusi, fuori di sé dal piacere.
“Andrea non venire ancora, ci sono quasi.. ecco… ah.. ah.. Aaaahhh…” fino a che Silvia non viene, l’orgasmo la travolge quasi con violenza, la sua bocca lancia un piccolo grido e poi rimane spalancata quasi come nella continuazione di un urlo senza suono. Andrea sente le contrazioni di lei intorno al suo pene, i muscoli che si stringono e pulsano, i succhi di lei che lo bagnano tutto.
Silvia si accascia su di lui, sudata. Poi, ansimando ancora, lentamente si toglie da sopra di lui sdraiandosi al suo fianco. Andrea non è ancora venuto. L’orgasmo di prima ha aumentato la sua resistenza, proprio come aveva predetto Marinella.
“Andrea… Grazie. Ora voglio dimostrati tutta la mia riconoscenza. Mettiti in piedi qui vicino a me.”
Andrea si alza in piedi, il suo cazzo durissimo ora vicino al viso di Silvia sdraiata sul letto. Silvia allunga una mano per masturbarlo, poi si solleva un po’ per prenderglielo in bocca.
Lei continua così finché non sente il respiro di Andrea aumentare, il suo cazzo pulsare. Sta per venire. Silvia stacca la bocca ed adagia la testa di nuovo sul cuscino, il cazzo di Andrea sopra il suo viso.
“Vieni sul mio viso, Andrea. Voglio la tua sborra… la voglio sentire su di me.”
E Andrea non si fa pregare. Si masturba velocemente iniziando a schizzare sul viso di Silvia, che ad occhi chiusi riceve la pioggia su tutta la faccia, in bocca… alcuni schizzi si depositano anche sul suo cuscino, ma a lei non importa. Quando la pioggia si esaurisce, Silvia raccoglie lo sperma con le dita. Prima quello che si è depositato sugli occhi, per riuscire almeno ad aprirli. Guarda Andrea che a sua volta non si perde ogni sua mossa, sempre più affascinato da lei. E mentre lo guarda sorridendogli si porta la sborra alla bocca con le dita, gustandola come se fosse una crema deliziosa.
“E’ stato davvero bello Andrea… mi piacerebbe averti qui a casa altre volte, quando mi sento sola.”
“Silvia, sarebbe un piacere venirti a trovare ogni volta che vuoi!”
“Non cerco una relazione Andrea, voglio che sia chiaro da subito.. ma se per te va bene, potremmo continuare a divertirci insieme..”
“Sarebbe meraviglioso!”
Silvia gli sorride, raccogliendo con un dito una goccia di sborra rimasta penzolante sulla cappella del cazzo di Andrea.
“Scopamici allora?”
“Scopamici!”
Fu così che Silvia iniziò ad invitare Andrea a casa sua con regolarità. Andrea era ben contento di essere diventato il suo giocattolino sessuale preferito. Silvia lo deliziava con pompini e scopate da urlo, sempre ben contenta di ricevere la sborra che lui abbondantemente le forniva. E qualche volta capitava che anche Marinella fosse presente ai loro incontri. In quel caso, il divertimento era assicurato.




continua???? bello sto racconto
a nessuno andrebbe di fare dei disegni illustrativi di questa serie?
Ti ringrazio, Agavebet: sapere che ti è piaciuto lo considero un vanto 😄
Ti lascio un commento, visto che il tasto cuore è rotto. Mi è piaciuto perché il “cliché del corriere” viene…
Hai ragione, ma la storia è stata presentata così perché è stato soprattutto lui a confidarmi le loro esperienze, con…