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Racconti Erotici Etero

L’inseminatore – Capitolo uno

By 28 Giugno 2026No Comments

-“Sìììì… Non ti fermareee… Ancoraaa…”.
Matilde, sotto di me, urla e si dimena come una farfalla inchiodata da uno spillo.
È da più di un quarto d’ora che la sto scopando e lei è già venuta due volte.
Ma ora anch’io sono al limite.
Ancora qualche colpo e mi scarico dentro di lei con violenti getti di sperma.
Anche quando finisco di venire, rimango ben piantato, al fondo della sua vagina, affinché neanche una goccia del mio seme fuoriesca.
Matilde, ora, dopo i suoi orgasmi, è calma e rilassata.
Dopo circa dieci minuti decido che è ora di estrarre il membro, ormai floscio, da lei.
-“Adesso, cara, rivestiti e vai a casa” – le dico alzandomi dal letto – “e tienilo dentro per almeno un’ora”.
Lei obbediente si rimette gli slip, con dentro un assorbente, per non sporcarsi.
-“Se tra un mese non ci sono risultati,” – continuo – “richiamami, faremo un’altra seduta”.
-“Anto’, per come mi hai fatto godere, un’altra seduta, come la chiami tu, la rifarei volentieri, anche se sono rimasta incinta” – mi risponde con un largo sorriso.
Matilde non ha più richiamato e come lei, tante altre.

Chi sono io?
Il mio nome è Antonio, ho29 anni, occhi azzurri, fisico normale, un velo di barba per rendermi più interessante; insomma un ragazzo come tanti altri.
Una cosa, però, mi distingue dagli altri: madre natura mi ha dotato di un membro di una ventina di centimetri, spesso in proporzione e di un paio di testicoli iperattivi che producono spermatozoi in continuazione.
Beh direte voi; cosa c’è di così strano.
C’è che, da qualche tempo, utilizzo questa mia caratteristica per inseminare le donne che hanno problemi a rimanere incinte con i loro partner, ma anche donne che vogliono avere un bambino senza coinvolgimenti con uomini.

Tutto è cominciato circa due anni fa.
Lavoravo in un’officina di riparazioni auto come meccanico, avevo un certo successo con le donne, le quali dopo essere state con me, si passavano la parola e molte volevano provare.
Un giorno si presentò in officina Margherita, una bella mora, sposata da quattro anni con Alfredo, ma che ancora non avevano prole.
Mi raccontò che lei e suo marito le avevano già provate tutte: cure ormonali, pulizia delle tube, test e contro test ma niente, proprio non le riusciva di rimanere incinta.
Quindi erano cominciati i viaggi della speranza, perché all’estero si potevano fare cose che in Italia non erano ammesse, tipo: donazione di ovociti, impianti, fecondazioni con lo sperma del marito, eccetera, eccetera.
Ma niente, soldi buttati, ferie esaurite e una seria crisi matrimoniale.

-“Ed io che c’entro” – le chiedo, dopo questa sua confessione.
-“Vedi Anto’, gira voce tra le donne, che tu, oltre ad essere ben dotato, sei anche capace di eiaculazioni poderose, tali da riempire l’utero delle donne con cui vai. È vero?” – mi chiede curiosa.
La sua domanda, da una parte, m’inorgoglisce per come parlano di me, dall’altra mi stupisce come le donne, in una piccola cittadina del sud, come la mia, si passano le storie di scopate l’un l’altra.
-“Beh, non mi posso lamentare” – rispondo modestamente.
-“Senti, io ne ho parlato con mio marito e saremmo daccordo, se tu lo vuoi, e per salvare il nostro matrimonio, a provare se con te riesco a restare gravida”.
Rimango talmente stupito che sul momento non ho parole per rispondere.
-“Fammi capire bene.” – dico dopo un po’ – “Tu saresti disposta a fare sesso con me, con lo scopo di vedere se puoi rimanere incinta? E tuo marito è daccordo?”
-“Sì proprio così. Le abbiamo provate tutte. L’ultima speranza è provare se uno stallone come te riesce a farmi fare un bambino”.
-“Ma sarebbe figlio mio!!!” – dico allibito.
-“Certo, ma nessuno lo saprebbe e noi lo alleveremo come se fosse nostro figlio”.
-“Fammici pensare su un po’, lasciami il tuo numero, ti richiamo io quando avrò preso una decisione”.
-“Naturalmente ti pagheremo per la tua prestazione” – aggiunge scrivendo il suo numero su un biglietto.
-“Pure!!!” – penso io.

Certo farmi una bella scopata con una bella manza come Margherita non mi sarebbe dispiaciuto, in più col consenso di suo marito, ma metterla incinta!!!”
E poi c’è la questione morale: avere un figlio/a mio e non poterlo riconoscere, vederlo passare e far finta di niente!!!
Ci pensai su qualche giorno, poi presi la decisione e la chiamai.

-“Ciao Margherita, ci ho pensato ed ho deciso di accettare la vostra proposta, ma a due condizioni”.
-“Oohh Anto’ come sono felice. Dimmi, tutto quello che vuoi”.
-“Primo, non voglio essere pagato, prendetelo come un atto di cortesia per salvare il vostro matrimonio; secondo se riuscirai ad avere il bambino, ogni tanto passerai da me per farmelo vedere, come se fossi uno zio”.
-“Mi sembra giusto, ma sicuro che non vuoi essere pagato?”
-“Sicurissimo, mi basterà la soddisfazione di aver fatto l’amore con una bella donna come te e, se sarà, la gioia di avere un figlio”.
-“Daccordo, come vuoi tu. Quando ci vediamo?”
-“Il sabato pomeriggio l’officina è chiusa, se per te va bene possiamo anche fare questo sabato”.
-“Benissimo, anche perché sono a metà ciclo, quindi dovrei essere nel periodo fertile. Dove? Da te o da me?”
-“Vieni tu a casa mia, verso le quattro. Ti mando l’indirizzo”.
-“Va be’. Ci vediamo sabato”.

Il sabato pomeriggio, dopo un riposino, mi feci una doccia; non volevo puzzare di sudore, durante l’amplesso.

Alle quattro precise si presenta alla mia porta.
-“Vieni entra” – la invito.
Lei entra e si ferma accanto a me, impacciata; forse ci ha ripensato.
-“Che c’è.” – le chiedo – “Ci hai ripensato? Non vuoi più farlo?”
-“No, no… non ci ho ripensato, è che mi sento a disagio; non ho mai tradito mio marito”.
-“Ma mi hai detto che l’avete deciso assieme, quindi non è un vero e proprio tradimento” – ribatto, ormai deciso a farmela.
-“Sì, sì, è vero. Dai leviamoci il pensiero e speriamo che vada bene”.
-“Ti posso offrire qualcosa? Un caffè, un bicchiere di aranciata?” – le chiedo per metterla a suo agio.
-“No, grazie. Facciamolo, prima è, meglio è”.
L’accompagno in camera da letto.
-“Spogliati”.
-“Ma è proprio necessario?” – mi chiede sorpresa.
-“Certo. Non ho l’abitudine di fare sesso con le donne vestite, e, poi, dovrò ben eccitarmi”.
-“Va bene” – acconsente.
-“Se vuoi. mentre ti spogli, io vado di la”.
-“No, no, rimani pure”.
Inizia a togliere gl’indumenti lentamente e quando rimane con l’intimo ed un paio di calze nere al ginocchio, mi guarda interrogativamente.
-“Anche quelli.” – dico indicando reggiseno e mutandine – “Se vuoi puoi tenere le calze”.
Lei obbedisce senza discutere e quando rimane solo con le calze, mette le mani sui fianchi e mi guarda come a chiedere un giudizio.
La vedo per la prima volta nuda: il seno non molto grande ma sodo, con due capezzoli molto pronunciati, il ventre leggermente bombato, il pube liscio e depilato, dall’incavo delle cosce fa capolino l’inizio delle grandi labbra, le gambe lunghe ed affusolate.
Margherita è splendida!!!
Intanto ho preso a spogliarmi anch’io e, per effetto del suo spogliarello, sono già abbastanza eccitato.
Mi levo gli slip e mi avvicino a lei con il membro già bello duro.
-“Allora è vero!!!” – esclama sorpresa guardandolo.
-“Cosa?” – chiedo sornione.
-“È vero che sei uno stallone!!!” – continua senza staccare gli occhi dal mio pene, ora in piena erezione.
La prendo per mano e l’avvicino al letto.
-“Stenditi e non avere paura, so essere molto delicato”.
Lei si stende sul letto assumendo una posa languida a cosce strette.
Salgo sul letto e m’inginocchio davanti a lei e delicatamente le allargo le gambe.
Ha una bella figa, con grandi labbra carnose e leggermente più scure della pelle circostante, lisce e ben depilate, come il pube.
Avvicino il volto tra le sue cosce e prendo a baciarne una, poi l’altra, poso le labbra sul suo sesso per un casto bacio, ma poi comincio a leccarlo, una lunga leccata dal basso verso l’alto a lingua piatta.
-“Ooohhh, ma che faiii…” – fa gemendo.
-“”Ti preparo cara, vedrai sarà bellissimo” – le dico sollevando la testa a guardarla, per poi riprendere a leccarla.
-“Oddiooo… Nessuno me lo ha mai fattooo…” – geme quando le metto la lingua dentro.
Passo a succhiarle la clitoride mordicchiandola dolcemente e sento il suo ventre tremare.
-“Nooo… Nooo… Così mi fai godereeee… Ed io non posso… Non posso godere con un altro uomooo…” – fa quasi urlando.
Sorrido tra me a questa sua affermazione, ma continuo nel mio lavoro di leccaggio e la sua figa inizia a secernere dolci umori che bevo avidamente.
-“Nooo… Nooo… Oddiooo…” – geme a voce alta – “Oddiooo… VENGOOO… GODOOO…”
Il suo ventre si alza e si abbassa frenetico e percepisco gli spasmi dell’orgasmo che l’attraversano.
Quando, lentamente, le contrazioni si attenuano, mi sollevo e mi sdraio sul suo corpo e la guardo; Margherita è stravolta dal desiderio e dal piacere.
Mi metto su di lei, la bacio delicatamente sulle labbra, mentre il mio cazzo preme sul suo sesso.
Continuando a baciarla con una spinta decisa le entro dentro per una buona metà; è talmente bagnata e rilassata che il suo sesso caldo si apre e mi avvolge senza fatica.
-“Mammamia, come sei grosso!!!” – esclama – “Non mi sono mai sentita così riempita!!!” – evidentemente suo marito non è molto dotato.
Mi tiro indietro fino a lasciare solo il glande dentro, poi mi rispingo dentro guadagnando altri centimetri nel suo ventre.
Mentre lei sospira, faccio altri due, tre fuori dentro e, finalmente, arrivo a penetrarla completamente toccando il fondo dell’utero; nonostante la giovane età, la sua vagina è elastica e profonda e mi accoglie senza sforzo.
-“Ooohhh, per la miseria, ti sento fino in pancia.” – grida rovesciando la testa all’indietro.
Ora che ho conquistato il traguardo posso iniziare a scoparla veramente.
Passa qualche minuto, in cui la penetro, prima lentamente e poi con più foga, e sento il suo corpo ricominciare a tremare.
-“OH SÌÌÌ…” – grida – “COM’È BELLOOO… STO GODENDOOO… DI NUOVOOO“
Mentre l’orgasmo la travolge continuo a scoparla senza fermarmi e lei continua a godere senza soluzione di continuità.
Ora sono anch’io al limite e, con una lunga penetrazione, mi fermo a fondo, riversandole un mare di sperma nel ventre.
Finito di godere mi sollevo e la guardo; ha gli occhi chiusi ed il respiro affannoso, forse è svenuta.
La bacio dolcemente sulle labbra e lei apre gli occhi velati dal piacere provato.
-“Tutto bene?” – le chiedo carezzandole i capelli.
-“Sì, sì.” – sospira – “Non ho mai goduto così tanto”.
-“Ti è piaciuto?” – domando ancora.
-“Da morire. Non avevo mai provato delle sensazioni così forti”.
Mentre continuiamo a parlarci, resto ben piantato a fondo dentro di lei per evitare che anche una goccia di sperma fuoriesca.
Dopo diversi minuti lentamente estraggo il membro, ormai quasi floscio, dal suo ventre.
-“Oh, come mi sento vuota, come se mi mancasse qualcosa dentro” – fa sorridendo.
-“Ora tienilo dentro per un po’ e speriamo che vada bene” – dico sorridendo anch’io.
-“Anche se non funziona, valeva la pena di provare” – dice ridendo.

Rincontrai Margherita qualche mese dopo seduta su di una panchina del parco.
Aveva una bella pancia rotonda!!!
La salutai e le feci gli auguri per la gravidanza.
-“Quando nasce te la porto a far vedere. È una femmina” – mi risponse sorridendo felice.
Fu di parola, mesi dopo si presentò in officina con una bella bambina dai capelli scuri e gli occhi azzurri.
Avrei voluto accarezzarla, ma avevo le mani sporche di grasso; le detti solo un bacio leggero sulla fronte.

continua…

I commenti e i suggerimenti sono ben accetti, scrivetemi pure a miziomoro@gmail.com

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