Calcherai il mio capo,
soggiogato dalla malia
del tuo canto sublime.
Ti ergerai sulle mie mani
e le mie labbra seguiranno
la melodia dei tuoi passi,
succhiandola nel silenzio,
tra le note che corrono
e si dissolvono nella notte.
Euforia di un desiderio
che si riflette negli occhi,
nel tenue bagliore
di parole brevi, succinte.
Imperioso bramare
nella resa del corpo
vinto nell’abbandono.
Scivola tra le tue braccia,
e implora il tuo sguardo,
il sorriso fiero, compiaciuto
che incede e mi seduce.
Come argilla la mia mente
cingerà le tue orme,
nell’amore devoto,
di umidi baci mai sazi,
cercherà la carezza dei tuoi piedi,
omaggiando la tua danza
che vibra sui miei sogni.



Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…