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Un’altra giornata di lavoro &egrave terminata. Ora comincia la seconda fatica, il solito tran tran extra lavorativo, quello della famiglia.
Tra poco parto dall’ufficio, vado a prendere i ragazzi a scuola, scapperò a casa, tempo di salire, mettere la tuta, le scarpe da ginnastica, prendere la borsa e via, di volata in palestra. Sempre tutto di corsa… ma così &egrave la vita! Quindi, dicevo, esco, prendo la macchina e metto in moto. Fa freddo, accendo il riscaldamento. Ci vuole un po’ perché l’abitacolo si scaldi…

e oggi non l’ho neanche sentito una volta…

Vabbé, Che percorso faccio? Se vado per la vecchia strada mi faccio almeno 15 minuti di coda. E’ vero che sono in anticipo, ma se arrivo un po’ prima davanti a scuola riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per fare qualche telefonata… O magari annotare qualche pensiero sul cell. No, scelgo per la strada del Castello. E’ un po’ più lunga, però mi fa arrivare prima in centro. Poi le curve mi piacciono! Salgo, faccio due o tre tornanti, vedo la città dall’alto e poi scendo.
Sì, okay, vado di lì.
Primo tonante… secondo… strettoia… rotonda… Il centro dall’altro…Wow, che cielo! Che colori meravigliosi stasera! Il cielo &egrave ceruleo, limpido, qualche nuvola e i primi sfilacci di tramonto. Il sole &egrave grande, una palla arancio…

cristo, mi piacerebbe proprio sentirlo ora…

E’ presto, magari mi fermo un po’ qui a guardare come cambiano i colori, mi piace fermarmi e guardare i toni del cielo che cambiano, mutano lentamente, che si sfidano, fino a che il blu non ha la meglio. Mi metterò sotto la montagnola; poco sopra ci sono i tossici, ma sotto c’&egrave la paizzetta dove si andava a fumare se non c’&egrave nessuno &egrave un angolino tranquillo.
Sì, non ci sono altre macchine, nessun cannaiolo all’opera.
Posteggio. Giro la macchina in modo da vedere i tetti della città e che nessuno arrivi…

ho proprio voglia di sentirlo…

Quando mi prende questo desiderio, mi eccito immediatamente dannazione! Perché immagino subito il contatto con il suo corpo? Ricordo subito la sua voce, come riesce a farmi bagnare solo sentire la sua voce al telefono… e mi eccito ancora di più.

Che faccio? Gli scrivo.

Eh, già, e cosa? Tanto non può rispondermi. Però se mi rispondesse gli piacerebbe. Qui, in macchina, da sola, lui là, ovunque sia in questo momento, gli piacerebbe sentirmi gemere…
No, non si può, se voglio devo fare sola. Non l’ho mai fatto così, in macchina in mezzo alla strada. Mi sento sempre più eccitata…

Glie lo faccio sapere… Sì, dài, gli mando un sms…

Intanto sfilo un braccio dalla giacca e slaccio la gonna… Nella corsa dei colori forse vincono gli arancioni stasera, ce ne sono almeno 8 tonalità in questo momento nel cielo, per non parlare dell’indaco… bellissimo!
Sfilo anche l’altro braccio e mi metto la giacca addosso, mentre la mano scende, scosta un po’ i collant e scende fino agli slip…Me la tocco attraverso il cotone che &egrave già tutto baganto dei miei umori… compongo la prima parte dell’sms… sbaglio, cancello e riscrivo…la mano si intrufola sotto gli slip, tra le gambe… come &egrave morbida, calda, bagnatissima… ecco sms, completato… via, sms partito… lo faccio con te… il blu sta vincendo… e anche le mie dita vincono… massaggiano il clitoride, sempre più veloci… oddio…devo alzare un po’ una gamba… metto il piede sul cruscotto, se no non rienco a infilarmi il dito… ecco, così… sì…

Ah… ho voglia di toccarti…
ho voglia delle tue mani al posto delle mie…

sento i capezzoli farsi duri sotto i vestiti… sì… vengo… vengo… oddio…

Comincio a tremare dal freddo…

Il blu ha vinto, &egrave buio… Aspetto che il cuore si calmi… mi guardo in giro… ora però il buio mi fa paura… Sono stata un po’ incoscente… Non c’&egrave nessuno… Mi sistemo… scendo e riparto.

Non &egrave che posso andare avanti così all’infinito cristo, continuo a masturbarmi ogni volta che mi viene voglia di lui! Scendo dal castello… da questa parte la discesa &egrave più graduale, non ci sono tornanti… solo curve ampie e morbide… esattamente come mi sento io adesso… e arrivo davanti a scuola. Mi porto la mano al viso e sento ancora sulle dita il profumo dell’invisibile… Chissà che cosa ha pensato quando ha letto l’sms? Magari lo legge domani e si perde il momento… peggio per lui… Devo aspettare ancora un po’ e poi i ragazzi usciranno, andrò di volata a casa… palestra… cena…

Autore Pubblicato il: 13 Maggio 2008Categorie: Racconti sull'Autoerotismo0 Commenti

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