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Mi chiamo Mauro, ho 55 anni, carnagione scura e fisico asciutto; a detta di qualche amico particolare, anche un bel culo ed una discreta dotazione. Sono sposato con Laura, che ha un anno più di me. Lei è alta un metro e 65 dai capelli lisci e biondi, perché li tinge per mascherare l’inizio di qualche capello bianco. Ha una splendida quinta di seno coppa C, labbra sottili, occhi verdi, curve morbide, ma non grassa, anzi ritengo sia piena nei punti giusti. Quando l’ho conosciuta era vergine e non aveva mai succhiato un cazzo. Col tempo sono riuscito a farla diventare una discreta porcellina a letto. Oggi succhia, scopa, ingoia, gioca con un sottile dildo in culo, senza ancora prendere il cazzo, perché dice che le fa male; solo un po’ di tempo fa, per due volte, sono riuscito a metterglielo e godermi anche quel pertugio. È una moglie fedele, innamorata e con tante fantasie: quando scopiamo, quasi sempre immagina che siamo in tre. Io, invece, sono bisex versatile e, spesso e volentieri, amo gustarmi dei nodosi membri, che spremo con piacere. Naturalmente lei questo non lo sa, anche se, dentro di me, è forte il desiderio di renderla partecipe anche di questo mio piacere. Poi, l’estate scorsa, è successo un fatto che ha cambiato completamente le cose fra di noi. Per motivi di lavoro, mi sono dovuto recare, per l’intero mese di luglio, in Corsica e, poiché lei aveva un eccesso di ferie da smaltire entro la fine di settembre, abbiamo deciso che sarebbe venuta con me e, anche se per circa mezza giornata ero impegnato nel lavoro, potevamo pur sempre stare insieme il resto del giorno e goderci le meraviglie di quell’isola. Appena preso possesso della nostra abitazione, abbiamo scoperto che essa era ubicata a poca distanza da una delle spiagge più belle dell’isola. Così, al mattino, io mi recavo al lavoro e mia moglie si sdraiava a prendere il sole in spiaggia. Essendo un’isola particolarmente votata al nudismo, dopo il secondo giorno, mia moglie ha preso ad eliminare prima la parte di sopra del costume, mettendo in mostra il suo meraviglioso seno. Il pomeriggio, quando l’ho raggiunta in spiaggia, mi son reso conto che molti maschi la guardavano con occhi carichi di desiderio e così, con calma e pazienza, l’ho convinta a mettersi nuda. Vederla desiderata da altri maschi mi eccitava molto e, soprattutto, non mi dispiaceva il fatto che molti di quei maschi, anche se con una certa discrezione, mostravano le loro erezioni. Era eccitante anche per me vedere quelle splendide mazze, che immaginavo avrebbero potuto penetrarla e, nello stesso tempo, immaginavo di sentirle nella mia bocca e, possibilmente, anche dentro di me.
L’eccitazione accumulata in spiaggia in quelle occasioni, si trasformava in esuberanti erezioni per me e molto desiderio per lei, così, la sera, nel letto scopavamo con sempre con più impeto e passione. Mia moglie, da persona scaltra quale è sempre stata, ha capito subito che il gioco mi eccitava moltissimo, quindi abbiamo cominciato a parlarne e confrontarci.
«Mi fa piacere apprendere che ti eccita vedermi osservata da altri maschi: infatti ho notato che il sesso, fra noi, ha mutato consistenza, è diventato più ardente, più intenso e decisamente più appagante.»
La guardo, sento dentro di me il desiderio di condividere anche il fatto che mi piacerebbe giocare, assieme a lei, con un altro maschio, ma, pensandoci, mi rendo conto che ancora non si è creata la giusta condizione per coinvolgerla in tutto questo. Decido di procedere per gradi e, dopo averla baciata, azzardo qualche ipotesi.
«È vero, mi eccita moltissimo vederti desiderata da altri maschi: è un misto di piacere/gelosia, che mi travolge al massimo grado quando ti possiedo e mi fa impazzire sentirti godere.»
Lei sorride dicendomi che son tutto matto e che, forse, tutto questo è un po’ troppo per il nostro rapporto. Rimango sul vago e, per un paio di giorni, non torniamo sull’argomento. A metà settimana, devo recarmi per lavoro dall’altra parte dell’isola e, poiché starò fuori per l’intera giornata, le propongo di venire con me. Raggiungiamo un paese con una lunga spiaggia di ghiaia bianca, dove la lascio a prendere il sole, mentre io mi reco ad incontrare la persona con cui dovrò passare tutta la mattinata. Durante quell’incontro di lavoro, scopro che Gianni, il mio referente nell’isola, è una persona molto simpatica e, soprattutto, ha l’aria di essere un gran porcellone. In un momento di relax dal lavoro, scambiamo qualche parola e lui si mette a ridere quando gli racconto che ho lasciato mia moglie grassona in spiaggia.
«Devi amare molto tua moglie ed esser molto sicuro di lei, per lasciarla da sola in spiaggia. Sicuramente ci sarà una caterva di maschi che la corteggerà. La cosa non ti infastidisce?»
Il suo tono curioso e, soprattutto, alquanto allusivo, mi spinge ad aprirmi un po’ nei suoi confronti.
«Mia moglie è una bella donna e, quando sposi una bella donna, si deve mettere in conto la possibilità che un altro maschio possa insidiarla, poi dipende da lei se andare oltre o, garbatamente, rifiutare ogni attenzione. In ogni caso, conoscendo mia moglie, son sicuro che ne sarei immediatamente informato.»
Lui sorride compiaciuto e mi dice che, finito il lavoro, gli farebbe molto piacere se gliela presentassi e ci invita, entrambi, a pranzare con lui in un piccolo ristorantino dove si mangia dell’ottimo pesce, cucinato in maniera speciale. Circa due ore dopo, insieme, raggiungiamo la spiaggia e trovo mia moglie in topless, sdraiata sul lettino vicino all’ombrellone, letteralmente circondata una decina di maschi, che se la stanno mangiando con gli occhi. Il nostro arrivo suscita la delusione di tutti, tranne di mia moglie, che mi sorride e mi abbraccia sollevata.
«Meno male che sei arrivato, altrimenti, ero decisa ad andarmene, perché, come hai visto, mi avevano letteralmente accerchiato e ti assicuro che, di proposte più o meno velate, ne ho ricevute davvero molte.»
Le sorrido compiaciuto e le presento il mio amico, cui lei si mostra subito compiaciuta per il suo bell’aspetto. Allora esorto mia moglie di andare a far una doccia, mentre noi due avremmo approfittato per far un bagno in mare, per poi andare a pranzo insieme. Non faccio in tempo a finir di parlare, che Gianni ci fa una controproposta.
«Ma quale doccia dello stabilimento?! Adesso andiamo tutti e tre a fare un bel bagno, così ci diamo una bella rinfrescata, poi andiamo in paese, a casa mia, e ci faremo la doccia nel mio bagno personale, che di certo è igienicamente più sicuro. Poi andiamo a mangiare e, poiché al molo ho una bella barca, se non avete impegni nel pomeriggio, potremo andare a vedere il tramonto alle isole Sanguinarie, che è lo spettacolo della natura più bello che ci sia da queste parti.»
Accordatici in tal senso, facciamo un bel bagno rinfrescante, poi ci rechiamo velocemente a casa sua.
Giunti nel piccolo paese, percorriamo una stretta stradina che ci porta nella parte alta del paese, dove è situata una piccola abitazione, molto in alto, da cui si gode davvero uno splendido panorama. La casa è arredata con semplicità ma, nello stesso tempo, con gusto e si presenta molto graziosa.
È costituita da un open space con angolo cottura ed una camera con bagno, un’altra cameretta con un terrazzino, da cui è visibile il porto sottostante, dove lui ci indica la sua barca: uno splendido Ferretti 40 roadster, di 12 metri, che conosco benissimo, perché ne possiede uno uguale, anche mio cugino. Dopo aver sorseggiato un flute di prosecco, mia moglie va in bagno a farsi la doccia, mentre noi due parliamo un po’ e lui mi racconta un po’ della sua vita. È stato sposato, per alcuni anni, con una donna dal carattere duro e dispotico, senza un minimo di umorismo, bigotta e molto restia a qualsiasi tipo di trasgressione. Ha anche un figlio, che vive in Francia, mentre lui ha deciso di restare nell’isola e di godersi la vita quando gliene si presenta l’occasione. Quando torna, mia moglie è completamente nuda sotto un telo di spugna bianco e Gianni mi invita ad andare, a mia volta, a far la doccia, mentre sorseggia con lei ancora un calice di prosecco. Mentre sparisco oltre la porta della camera e prima di entrare in bagno, mi giro e li osservo; lui le fa una battuta, cui lei ride di gusto, e mi rendo conto che fra i due si sta instaurando un bel feeling, che mi appare di buon auspicio a certe mie perverse idee. Impiego pochissimo tempo a farmi la doccia, perché sono eccitato all’idea di lei completamente nuda insieme a lui e, questo, mi provoca un’erezione talmente forte che quasi ne ho male. Quando torno, li trovo che stanno ancora ridendo e lui, prima di andare in doccia, le dice una frase che mi incuriosisce non poco.
«Credo che tu dovrai cambiare idea, perché, in genere, non mi sbaglio mai nel giudicare una persona.»
Laura sorride e sorseggia ancora del prosecco, mentre io la guardo, cercando di capire, ma lei non mi dà nessuna spiegazione. Sono molto eccitato, la stringo a me, baciandola e allungo le mani sotto il telo di spugna, alla ricerca della sua intimità, che trovo già bella umida. Vorrei scoparla seduta stante, ma lei mi respinge con decisione.
«No, ti prego! Ora non è possibile! Siamo ospiti e non siamo soli e, soprattutto, non sarebbe bello nei confronti di Gianni.»
Io, invece, sono infoiato da morire e continuo a stringerla e palparla, fin quando la faccio abbassare e le offro il mio cazzo duro, davanti alla bocca.
«Hai ragione, come vedi sono talmente eccitato che mi fanno male anche le palle e, se non mi scarico un po’, starò davvero male per tutto il giorno. Ti prego, almeno succhiamelo un po’.»
Lei un po’ a malavoglia, lo prende in bocca e subito le blocco la testa con entrambe le mani, scopandole la bocca velocemente e sono così eccitato che mi basta davvero poco per inondarla con quattro schizzi generosi, che lei ingoia all’istante. Poi si stacca, si solleva e mi bacia con passione. Resto stupito dal gesto, mentre la sua lingua invade la mia, facendomi assaporare ciò che resta del mio piacere. È un bacio carico di passione e lei si stringe con forza a me, poi si stacca e mi guarda dritto negli occhi.
«Credevo che non avresti accettato di baciarmi, perché sapevi benissimo che avresti sentito il sapore del tuo piacere nella mia bocca.»
La guardo e la sento ancora più eccitata di prima. Mi rendo conto che era ora di condividere con lei qualche altro mio desiderio.
«Perché dovrebbe infastidirmi? Non trovo niente di spiacevole nel gustare dalla tua bocca, dove ho appena goduto, il sapore del mio sperma. Se piace a te, perché non dovrebbe piacere anche a me?»
Lei mi guarda e mi sorride con malizia.
«Credi che ti piacerebbe anche se fosse quello di un altro maschio?»
Ora sono io che le sorrido e le rispondo in maniera alquanto allusiva.
«Certo che mi piacerebbe, anzi, sarebbe sicuramente molto intrigante. Se un altro maschio ti avesse riempito la bocca col suo seme, significherebbe che, finalmente, hai deciso di vivere un’esperienza particolare e diversa dal solito. Sarebbe stupendo e il mio coinvolgimento sarebbe al massimo, quindi, perché non dovrebbe esser piacevole condividere anche lo sperma di un altro maschio?»
Non ho tempo di ricevere una risposta, perché lei si stacca da me e inizia a vestirsi e, mentre anch’io sto quasi per completare la mia vestizione, ritorna Gianni già completamente vestito e, insieme, raggiungiamo il piccolo ristorante posto proprio all’inizio del molo. Il pranzo è davvero ottimo, il pesce cucinato in maniera straordinaria e il tutto viene innaffiato da un vinello frizzante fresco, che ci rende allegri e spensierati. Appena pranzato, ci rechiamo sulla sua barca e subito lasciamo il porticciolo e ci dirigiamo verso sud, in direzione delle isole Sanguinarie. Appena impostata la rotta, Gianni ci suggerisce di fare un riposino nella cabina posta sotto la plancia di comando. Laura declina l’invito, perché le piace sentire il vento sulla pelle e Gianni le propone a mettersi comoda, anzi, se lo desidera, può sdraiarsi tranquillamente a prendere il sole nuda, cosa che lei fa, senza pensarci su due volte. Anche lui, appena finito di parlare, si spoglia completamente e resto affascinato dalla sua dotazione: le grosse palle, sormontate da un cazzo che, pur non essendo in erezione, dimostra di esser lungo e grosso in spessore. Vedo lo sguardo compiaciuto di mia moglie, mentre resto stupito dalla facilità con cui ha accettato la sua proposta e mi impongo di cercare di non esser, in questo momento, di intralcio a ciò che, evidentemente, frulla in testa a mia moglie. Quindi, silenziosamente, scendo di sotto e mi sdraio sul letto. Lascio la piccola porta socchiusa, mentre nella mia mente si formano immagini di mia moglie, completamente nuda, sola con lui, lontana dalla mia percezione visiva e questo mi eccita in maniera sconvolgente. Chiudo gli occhi e immagino scene erotiche, dove la protagonista è mia moglie insieme a Gianni. Sono così assorto nei miei pensieri che, ad un tratto, avverto un leggero rumore: apro gli occhi e vedo Gianni che sta chiudendo un piccolo armadio, da cui ha preso due teli da mare.
Mi guarda e sorride, poi, con un cenno del capo, indica la mia mano che ancora stringe con forza il mio sesso duro e teso.
«Complimenti! Hai un bell’attrezzo! Un’ottima mazza!»
«Stai scherzando! Qui chi dei due ha una bella mazza, se tu! La mia è assolutamente nella norma.»
Lui mi sorride, si avvicina, si inginocchia sul bordo del letto e, così facendo, il suo cazzo si trova preciso davanti alla mia faccia. Allungo la mano e, con un semplice gesto porto quella splendida cappella rossa alla mia bocca e, dopo avervi dato una bella leccata, me la infilo il più possibile in gola. Lecco ed assaporo quel cazzo, succhiandolo, mentre con la mano lo sego e, subito, sento che sta crescendo in maniera incredibile. Sentirlo lievitare fra le mie labbra, mi eccita da morire e, ben presto, riesco a tenere in bocca solo la punta di quella splendida mazza, che ora si erge in tutta la sua fierezza. Lui appoggia la mano sul mio capo e, oscillando con il bacino, mi detta il ritmo della pompa. Lo sento gonfiarsi ancora di più e, quando mi rendo conto che, di sicuro, fra poco mi riempirà la bocca di crema calda, lui si ferma e con voce rotta dal piacere, si stacca da me.
«No, non voglio ancora venire. Voglio godere ancora di più questo magnifico momento.»
Senza aggiungere altro, esce e torna a far compagnia a mia moglie. Resto disteso, stordito dal piacere appena provato e, anche se non ho avuto il premio di ricevere in bocca la sua crema, sono ancora stordito dalle vibrazioni che ho provato, nel sentire fra le labbra crescere quella splendida mazza. Resto ancora per un po’ disteso, poi decido di andare a vedere come si evolve questa storia. Silenziosamente mi avvicino al boccaporto e, quando sto per salire i pochi gradini che mi porteranno fuori, vedo mia moglie sdraiata sul divanetto, con la testa reclinata all’indietro, le cosce completamente spalancate e Gianni, inginocchiato fra esse, che la sta leccando, facendola godere molto. Noto che lei serra di colpo le cosce intorno alla testa di Gianni, geme ed urla di piacere, mentre il suo corpo viene scosso da fremiti che annunciano un suo potente orgasmo. Osservo la scena estasiato, consapevole del fatto che, finalmente, sto realizzando un sogno che stavamo coltivando da tempo. Li osservo ancora, e lui, dopo averla lasciata godere, si alza in piedi e si posiziona davanti a lei e, di sicuro, perché in realtà non vedo, deve averle offerto da succhiare quella splendida mazza, che poco prima si trovava fra le mie labbra.
Non resisto, esco e, senza dir nulla, mi inginocchio fra le cosce di mia moglie che, solo allora, si gira e mi vede. I suoi occhi brillano di una luce carica di voluttà ed io appoggio la punta del cazzo fra le labbra della sua fica fradicia e, con un affondo deciso, le entro tutto dentro, mentre lei prosegue a leccare quella splendida mazza che tiene con entrambe le mani. Il mio affondo le fa inarcare il corpo, mentre le sue gambe ora si stringono e si aggrappano ai miei fianchi. Scivolo nel suo ventre caldo e umido e mi allungo verso il suo viso. Lei, per un istante si gira verso di me, mi bacia, poi si sposta un po’ indietro ed avvicina il mio viso a quella splendida mazza, dura e pulsante. Sono indeciso: è chiaro che mi sta invitando a prenderlo in bocca insieme a lei, ma io sono ancora titubante.
«Dai, prendilo in bocca! Non esitare, ho visto che ti piace e, sicuramente, succhiarlo insieme, sarà piacevole per entrambi.»
La guardo un po’ stupito, ma non è il momento delle spiegazioni e, con decisione, spalanco la bocca per ricevere la grossa cappella fra le mie labbra. Anche lei si dedica a leccare l’asta e, mentre ci alterniamo con entrambe le bocche a scorrere lungo quella mazza vogliosa e dura, Gianni appoggia le sue mani sopra le nostre teste e muove il bacino avanti/indietro, permettendo che le nostre lingue e labbra gli procurino piacere. Per me è troppo, sento l’orgasmo esplodere nella mia mente, mentre sto scopando mia moglie, senza rendermi conto che preso dal piacere di succhiare il cazzo di Gianni, mi ha eccitato così tanto che in breve le inondo il ventre con tutto il mio piacere. È un orgasmo forte, devastante che mi lascia stordito e, nello stesso tempo, svuotato. Mi sfilo e dalla fica di mia moglie fa capolino un rivolo di sperma bianco, mi abbasso, lo lecco avidamente. Il gesto non sfugge ad entrambi, che sorridono con evidente compiacimento.
«Come vedi, Laura, avevo ragione io! Tuo marito, oltre ad essere un bisex convinto, è pronto a ricevere un sontuoso paio di corna, che ora, con la tua collaborazione, gli vorrei regalare.»
Si sposta, mi spinge, con una mano sulla spalla, a lasciar libero il posto tra le cosce di mia moglie ed appoggia quella grossa cappella sulle labbra della figa fradicia di Laura e, con due spinte decise, la penetra, fin in fondo. Lei inarca il corpo per meglio ricevere la spinta e, una volta giunto al fondo, la vedo spalancar la bocca e guardarmi con occhi esagitati. Dalla sua bocca non esce nessun suono, mentre con la mano afferra il mio cazzo, ancora duro e, mentre Gianni inizia a pomparla, lei gira la testa e si infila il mio cazzo in gola. È estasi pura, veder mia moglie posseduta con forza da quel toro; quelle immagini mi sconvolgono e mia mandano ai pazzi; poi, ad un certo punto, lei serra le labbra intorno al mio membro, mentre il suo corpo viene scosso da un orgasmo squassante, che la fa vibrare tutta. Gode ed urla a bocca piena, mentre ora Gianni la pompa con impeto sempre più crescente e mentre io sento la sua bocca che succhia il mio cazzo, in maniera decisa e vigorosa. Gode ancora e quel nuovo orgasmo la fa tremare come una foglia al vento, mentre lui prosegue senza sosta nel suo continuo pompare, con colpi sempre più veementi, che la squassano tutta, mentre sciorina tante lodi per lei.
«Meravigliosa! Che fica calda e stretta, meravigliosa! Mi fa impazzire! La voglio godere tutta, fino in fondo! Te la sfondo tutta! Te la voglio farcire e riempire di sperma, fino all’ultima goccia!»
Il corpo di Laura è tutto un fremito per i tanti, continui orgasmi che si avvicendano senza fine; ad un tratto, lui l’afferra per i fianchi e la scopa ancora con più forza e più velocemente, fin quando, con un urlo che ha poco di umano, si svuota tutto dentro di lei. Nello stesso istante in cui lui le inonda l’utero con tutto il suo seme, io, eccitato come un pazzo, le scarico in bocca ciò che resta del mio piacere, e lei si ritrova gratificata da tutto quel seme che la riempie in ogni dove. Restiamo immobili, poi, lentamente lui si sfila e quando si alza in piedi, appoggia la mano sinistra sulla mia spalla e mi esorta ad inginocchiarmi fra le cosce di mia moglie.
«Guarda che capolavoro! Guarda come ho slargato e slabbrato la fica di tua moglie! Adesso è piena e, poiché so che desideri assaporare anche il mio sperma, ti invito a leccare e ripulire tutto il mio piacere che sta sgorgando dalla fica di tua moglie. Dai non esitare, che son certo che è davvero ciò che vuoi.»
Non ho nessuna esitazione, mi inginocchio e vedo la fica di mia moglie oscenamente aperta, dilatata, da cui fa capolino il suo seme, che lecco e ingurgito fino all’ultima goccia, estasiato da quel premio appena ricevuto. Quando ho finito di leccare tutto, fino all’ultima goccia, eravamo giunti nel punto esatto per vedere lo spettacolo del tramonto e, gettata l’ancora, ci invita a fare un tuffo in mare. Una bella nuotata e, quando ritorniamo in barca, siamo tutti e tre consapevoli che quello che abbiamo appena vissuto, è stato solo l’inizio e, sicuramente, avremo ancora voglia di provare altre emozioni. Trascorriamo la serata in attesa del tramonto, che effettivamente si rivela uno spettacolo da non perdere. Mentre vediamo il sole scendere all’orizzonte, in un caleidoscopio di colori bellissimi, io sono inginocchiato davanti a lui e gli sto succhiando quel meraviglioso cazzo, che sta tornando immediatamente duro; nel contempo lui è intento a leccare la fica di mia moglie e, dopo l’ennesimo suo orgasmo, la fa salire su di lui e, impalata su quella meraviglia della natura, lei gode a ripetizione, mentre io le offro da succhiare il mio cazzo e, improvvisamente, sento anche le labbra di Gianni aiutare mia moglie nel farmi godere. Passiamo insieme a lui l’intera notte, durante la quale anch’io mi godo quella splendida mazza: mentre scopo mia moglie, lui mi incula con forza e determinazione, facendomi provare un nuovo tipo di emozioni.
Dopo questa esperienza, abbiamo passato con lui altre giornate veramente interessanti, durante le quali è riuscito a convincere mia moglie a prendere il mio cazzo in culo, mentre lui la scopava con forza e questo, per lei, è stata un’esperienza indimenticabile.
Oggi siamo una coppia che, spesso e volentieri, senza alcun problema, si regala momenti di piacere puro, godendo entrambi con terze persone senza distinzione di genere: insomma femmine o maschi, per noi non fa nessuna differenza.

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Autore Pubblicato il: 5 Maggio 2022Categorie: Racconti Cuckold, Trio0 Commenti

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