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Un matrimonio felice

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Matrimonio felice

Entro in camera e c’è Claudia distesa tutta nuda sul letto. Nonostante abbia passato i quaranta ha il corpo fresco e tonico di una ventenne, il seno piccolo e nervoso, le gambe ben tornite, il culo non appesantito, e la sua fica carnosa con quel bel ciuffetto nero, come i suoi capelli, che a me fa tanto impazzire. Sembrava dormisse invece appena sono entrato s’è voltata verso di me, m’ha guardato un momento un po’ sorpresa poi ha divaricato le gambe e m’ha detto dolce: -Su spogliati e vieni fra le mie cosce-. Mi spoglio in un attimo e mi fiondo ai suoi piedi. Comincio ad accarezzare e baciare quei piedi deliziosi poi scivolo lungo le sue gambe e affondo il viso sul suo sesso invitante. Claudia ha un fremito, io le scosto le grandi labbra e penetro con la lingua nella sua carne bollente. Le ciuccio il clitoride e lei geme. Sento che sta per venire quando vedo entrare in camera un uomo, anche lui nudo. Con fare burbero si rivolge a Claudia: -E lui che ci fa qui? Lo sai che non lo voglio tra le palle-. Claudia sollevandosi un po’:-Dai su Carlo non ti arrabbiare, gli stavo solo facendo leccare un po’ la fica- e accarezzandomi sulla testa -in fondo è pur sempre il mio maritino-. Carlo accenna un sorriso poi avvicinandosi mi dice perentorio: -Dai levati coglione, ci penso io a scopare la tua bella signora-. Mi faccio da parte e intanto guardo meglio quell’uomo: ha un fisico massiccio ma non palestrato, alto sopra i 180, credo anche lui passati i quaranta. Inutile dire che il mio sguardo s’è soffermato sul suo sesso dalle dimensioni generose, imparagonabile al mio che in erezione non supera i 9cm. Claudia mi guarda premurosa: -Dai su tesoro, mettiti lì in ginocchio e fatti la tua seghina- e mandandomi un bacio -te la sei meritata-. Così prendo il mio cazzetto fra le dita e comincio a menarmelo. Intanto Carlo è montato su Claudia e sta strusciando la grossa cappella violacea fra le labbra bagnate della fica di mia moglie. Lei si dimena e oltremodo vogliosa gli dice: -Su bel stallone monta la tua puledra-.

Ho conosciuto Claudia all’università, entrambi ventenni frequentavamo lo stesso corso. Allora era tanto timida, come del resto anch’io. Eravamo capitati nello stesso giro d’amici, io l’avevo notata un giorno e m’era piaciuta sin da subito così presi a corteggiarla. Con le ragazze non ci sapevo fare molto, e poi non ero mai andato oltre qualche bacio e qualche toccatina, soprattutto perchè mi vergognavo terribilmente per le dimensioni del mio pene. Comunque Claudia sembrava gradire i miei inviti, capii che le piacevo anch’io, così i nostri incontri diventarono via via più intimi. Sapevo che aveva già avuto esperienze sessuali e questo mi creava ancora più imbarazzo perchè temevo il confronto. Ma l’amore che provavo per lei mi diede coraggio così una sera in macchina, dopo i soliti baci e carezze, mi slacciai i pantaloni e tirai fuori il mio cazzetto. Ricordo che mi guardò interdetta forse perchè ero andato troppo oltre con quel gesto o forse, come temevo, perchè non s’aspettava ce l’avessi così piccolo. Io mi sentii in un imbarazzo agghiacciante, mi ricomposi subito e non dissi una parola. Neanche lei parlò.
Per qualche giorno non ci sentimmo, poi Claudia mi chiamò e mi disse che doveva parlarmi. Ci incontrammo, io mi sentivo ancora a disagio e pensai che lei volesse troncare con me. Invece Claudia si mostrò comprensiva; mi disse, anche lei con imbarazzo, che non si aspettava che ce l’avessi così piccolo. Mi sorrise, mi abbracciò e mi disse che in fondo se sapevo usarlo bene lei si sarebbe accontentata perchè in fondo mi amava e sapeva che io amavo lei.
Ci fidanzammo e poi ci sposammo. Le cose procedevano bene, dal punto di vista economico la situazione era buona: lavoravamo entrambi ed avevamo comprato casa. Dal punto di vista sessuale io mi impegnavo molto per soddisfarla ma mi accorsi ben presto che mia moglie fingeva di godere. Poi col tempo smise di fingere e cominciò a chiedermi, dopo che l’avevo penetrata, di leccarle la fica perchè voleva venire anche lei. Così presi l’abitudine, dopo le mie penetrazioni che non duravano tanto, di leccarla affinchè anche lei provasse piacere. Ben presto però non le bastò più; infatti un giorno mi disse: -Senti caro, tu sei un uomo intelligente e quindi puoi capirlo da te. Io ti voglio bene e ti ho concesso tanto, però mi son stufata. Sono una donna e voglio sentirmi tale in tutto e per tutto. Quando metti il tuo cosino dentro di me non lo sento neanche. E con la lingua… beh si, sei diventato bravo… ma io voglio un vero cazzo. Per cui ho intenzione di cominciare a frequentare altri uomini. Preferisco dirtelo chiaramente proprio per il bene che ti voglio, non mi abbasso a ricorrere a sotterfugi come se la colpa fosse mia…- Io ascoltavo in silenzio, tremendamente umiliato. Lei continuò: -Quindi caro decidi tu: se accetti la situazione bene, altrimenti dobbiamo lasciarci e questo mi dispiacerebbe molto…- Forse dentro di me già sapevo che questo sarebbe accaduto prima o poi. Mi rincuorava sapere che Claudia nonostante tutto mi amava, che non cercava quel sentimento in altri uomini, ma solo quel piacere che io non riuscivo a darle. Quindi accettai che mia moglie avesse rapporti sessuali con altri uomini.
Claudia ha cominciato quindi a frequentare altri uomini. Se li sceglieva con discrezione e accuratezza, fuori dal nostro giro di amici e di colleghi di lavoro. Sapevo quando usciva per i suoi incontri, di solito l’aspettavo a casa. Al suo rientro ci mettevamo a letto e Claudia mi raccontava com’era andata, chi aveva incontrato, come l’aveva presa, quanto aveva goduto, ecc. Mi sentivo molto umiliato però m’accorsi con stupore che la cosa mi eccitava. Se ne accorse anche mia moglie infatti una sera mentre mi raccontava la sua avventura sessuale mi disse: -Caro se vuoi puoi menartelo, l’ho notato che hai il cazzetto in tiro. Non mi dà fastidio affatto anzi mi fa piacere che possa godere anche tu.- Mi chiese anche di leccarle la fica affinché potessi sentire l’odore del maschio che l’aveva posseduta.

Infine da qualche anno mia moglie ha cominciato a portarsi i suoi uomini in casa nostra. Io potevo andarmene in giro oppure starmene rintanato nel mio studio in casa, senza disturbare. Però la curiosità m’ha portato a spiare dalla serratura i suoi incontri sessuali nella nostra camera da letto. Penso che lei se ne sia accorta infatti poi mi ha detto che se volevo potevo assistere, sempre se al suo uomo occasionale non dava fastidio.
Quella sera m’ero un po’ assopito nel mio studio e non m’ero accorto che mia moglie era rientrata con un uomo, di cui non mi aveva avvisato. Quando sono entrato in camera probabilmente Carlo era in bagno. E così mi ritrovo per l’ennesima volta a guardare mia moglie che si fa scopare da un vero maschio.

Sono venuto subito, poche gocce di sborra nella mia mano. Carlo invece sta ancora scopando mia moglie. Con ritmo costante affonda il suo poderoso cazzo nella fica sbrodolante di Claudia che si dimena sotto i suoi colpi gemendo e invitando Carlo a scoparla ancora più forte. Carlo si volta un attimo verso di me e con sguardo beffardo mi dice: -Visto come gode la tua troia quando la scopa un vero uomo?- e indicando con lo sguardo il mio cazzetto -Credevi mica di poterla far godere con quel pisellino?- E scoppia in una risata. Claudia dal canto suo interviene dicendo: -Si sono una troia… scopami Carlo, mi piace il tuo cazzo che mi riempie.- Carlo va avanti ancora un po’, infine sborra copiosamente dentro mia moglie. Con un balzo si porta vicino al viso di Claudia offrendole il cazzo da ripulire. Lei glielo lecca con devozione intanto mi fa cenno di avvicinarmi per leccarle la fica. Mi sistemo fra le sue gambe e inizio a leccarla. Carlo mi guarda trionfante: -Ahah guarda il cagnolino com’è ubbidiente-. In effetti lecco come un cane la sborra e gli umori che fuoriescono dalla fica di mia moglie. Carlo sorride e rivolgendosi a Claudia: -Mi sa che sto cornuto è anche frocio, guarda come gli piace la sborra… dovresti cercare un maschio anche per lui. Sta a vedè ch’è pure più troia di te- Claudia sorride: -Più troia di me è difficile… l’ho solo allenato bene a leccarmela.- Intanto dà le ultime leccate al magnifico cazzo di Carlo. Lui si stacca da lei: -Vado a bermi qualcosa di fresco- ed esce dalla stanza.
Io resto lì in ginocchio a bordo letto a leccare mia moglie. Lei mi accarezza sulla testa: -Ti piace vero caro?- -Certo cara- rispondo io. -Te la sei fatta la sega prima?- mi dice premurosa. -Si certa Claudia- replico io. Lei si distende un po’: -Beh sai non ti ho visto, ero impegnata… però, se vuoi, puoi fartene un’altra. Son sicura che sei ancora eccitato…- -Grazie tesoro-. Lei mi sorride:-Figurati amore, lo sai che ci tengo a te-. Così riprendo a menarmi il cazzetto.
Carlo rientra in stanza e rivolto a mia moglie con voce perentoria: -Dai su voltati che ti faccio anche il culo-. Poi rivolto a me:- E tu lecca per bene il buco del culo di tua moglie, sennò come ci entra sta bestia?- e ride brandendo il suo cazzo che sta riprendendo vigore. Claudia con un balzo si volta mettendosi a pecorina. -Su caro- mi dice aprendosi le chiappe con le mani -datti da fare e mettici tanta saliva-. Mi impegno molto nel leccare il buco del culo di Claudia che già geme di piacere. Dopo un po’ Carlo mi fa cenno di spostarmi e si posiziona dietro di lei. Appoggia la grossa cappella all’ano di mia moglie che ha subito un fremito. Carlo comincia a spingere e Claudia si lamenta: -Fa piano per favore, mi rompi il culo-. Lui le dà uno schiaffo sul culo: -Sta zitta troia, piuttosto rilassa i muscoli del culo-. Carlo continua a spingere e la cappella entra. Claudia lancia un urlo di dolore. Vedo quell’enorme palo di carne come risucchiato nel culo di mia moglie. Carlo affonda il suo cazzo nel culo di Claudia fino alle palle, poi resta fermo un po’ per dare il tempo all’ano d’abituarsi alle dimensioni di quell’intruso. Claudia continua a lamentarsi per il dolore ma Carlo le molla altri schiaffi sul culo. Poi comincia a pompare dentro di lei con ritmo prima lento poi via via più veloce. Mia moglie si contorce e geme, avverto il suo orgasmo. Carlo la incula come un forsennato infine viene dentro di lei. Tiene ancora un po’ il cazzo dentro al culo di Claudia, poi se ne esce. Mia moglie si accascia di lato esausta. Anche Carlo è stanco e va a distendersi accanto a lei. Allora Claudia poggia la testa sul suo petto e lo ringrazia, poi scende giù a leccare quel magnifico cazzo che l’ha fatta tanto godere. Carlo si rilassa: -Sei una troia fantastica Claudia-. Lei sorride fiera, poi mi guarda: -Caro, sai cosa fare vero?- Sorrido anch’io: -Certo cara-. Mi avvicino e mi posiziono dietro di lei che intanto si è sistemata a pecorina, continuando a leccare il cazzo del suo uomo. Le apro delicatamente le chiappe e vedo l’ano oscenamente aperto. Vado dunque a leccare la sborra che cola dal culo di mia moglie.
Amo mia moglie e lei ama me. Tra noi c’è intesa a complicità. Mi chiedo quanti possono dire d’avere un matrimonio felice come il nostro?

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