Dopo esserci rinfrescati, ritornammo alla scoperta delle varie salette, per imparare, per scoprire cosa aveva da insegnarci chi aveva più esperienza di noi. C’erano ancora cinque o sei coppie e i singoli continuavano a seguirle nei loro spostamenti. Ci sedemmo su una poltroncina nella saletta con il grande divano blu e restammo ad osservare i vari comportamenti. Si vedeva che erano tutti molto esperti e che vivevano con naturalezza il loro essere nudi, il disfarsi e formarsi di sempre nuove combinazioni: tre maschi e una femmina, due femmine tra loro, poi due coppie a formare una catena di culi, cazzi e fighe con un continuo scambio di posti. L’atmosfera era ancora molto carica e il grande godimento era espresso da gemiti, urla e dal rumore dei cazzi che sbattevano in bocche, fighe e culi. La dark room era in penombra e un cordoncino all’ingresso stava a significare che si poteva solo guardare, ma non entrare. Quasi sicuramente si trattava di frequentatori assidui, che avevano ormai creato un proprio gruppo di gioco.
Tornammo nel salone per bere qualcosa e ci unimmo ad altre tre coppie che ci resero partecipi dei loro discorsi e così imparammo molte altre cose su come funzionava la vita all’interno del club: il ruolo dei singoli, come si preparavano le gang bang, come si poteva essere ammessi alla dark room e così via. L’affiatamento con le altre coppie fu immediato: erano belle persone, educate e, quel che più importava, assolutamente disinibite: una delle donne era stata addirittura l’animatrice dell’orgia e a Emme era piaciuta moltissimo. Ci scambiammo palpatine, baci e i complimenti per quanto avevamo combinato durante la nottata e ci demmo appuntamento per la settimana successiva. Ci rivestimmo e uscimmo a prendere finalmente aria. Erano le tre del mattino, e non avevamo affatto sonno. Tornammo a piedi in albergo scambiandoci impressioni e sensazioni. Ci eravamo resi conto di cosa servisse per entrare in sintonia con il mondo degli scambisti: carica erotica, disinibizione assoluta e mancanza di gelosia. “Per questa volta ti è andata bene. Ero qui per imparare. Ma la prossima volta non sarai il solo a godere della mia topa. Mi sarebbe piaciuto tantissimo partecipare alla gang bang. Erano tutte proprio affamate, come lo ero anch’io. Avrei voluto essere la, in mezzo a loro, a ricevere le attenzioni di quel nugolo di arrapati.” Da parte mia, le ribadii che ero ancora troppo inibito per essere libero di esprimermi liberamente in mezzo a quelle orge e per accettare senza danni il suo voler essere a disposizione di tutti.
Nell’ascensore, prima di entrare in camera, mi disse: “Guarda che il tuo compito stasera non è ancora finito. Se la settimana prossima devo essere pronta a tutto, devo avere il culo rodato agli imprevisti. Sai che da quel lato sono vergine. Se vuoi essere il primo, devi approfittare di questa povera fanciulla”. Era brava a lasciarmi sempre senza fiato e, quando voleva qualcosa, sapeva bene come fare. Stesa sul letto, ancora con il bustino e con le calze che erano finite a brandelli, iniziò la sua opera di seduzione. Il mio cazzo, per la sapiente opera della sua bocca e per la prospettiva di poter entrare nel suo splendido culo, entrò in tiro. Le tolsi quella specie di corazza sensuale che per tutta la nottata aveva voluto tenere, le calze finirono strappate del tutto e il suo splendido corpo fu libero, a mia completa disposizione. Leccare, accarezzare, lappare, mordicchiare è sempre stata la mia passione. I capezzoli, la figa, il culo, le orecchie: nulla sfuggiva al mio lento lavoro di riscaldamento e di preparazione. Stesa sul letto a pancia in giù, le misi un cuscino sotto il ventre in modo da avere a portata di bocca e di lingua il suo taglio perfetto e il buchino ancora vergine. La mia saliva aiutava la lingua ad insinuarsi dappertutto. Le grandi labbra erano arrossate dal piacere e il culo si contraeva ritmicamente quando la lingua si apriva uno spiraglio. Era tutta bagnata e ansimava. Le mie dita entravano facilmente nella sua figa: dopo averle bagnate ben bene dei suoi umori, iniziai un lento lavoro di educazione per l’altra entrata. Prima un dito, piano piano. Sembrava restia, ma il mio compito doveva essere portato a compimento. Il medio si unì all’indice e sentii che si stava rilassando. Alternando la penetrazione all’opera di dilatazione, potevo ora inserire ben dentro la mia lingua. Ansimava, era davvero infoiata. Stava per perdere anche questa verginità ed era orgogliosa del passo che stava per compiere. La montai da dietro, prima nella figa per lubrificarlo un po’, poi il mio cazzo finì appoggiato al suo buco. Non ci fu bisogno di grandi spinte per farlo entrare completamente dentro di lei. Lo stava ricevendo con l’anello rilassato, aveva studiato bene, aveva capito tutto. Aggrappato alle sue tette la inculai veramente alla grande. Smaniava, si contorceva, a volte rischiando di farselo uscire. Non riuscendo più a trattenermi, le inondai le viscere con il mio fiotto. “Sì, sì, adesso sono cresciuta. Finalmente ce l’ho fatta a farmi sverginare il culo. Sei stato veramente grande. Sapevo di poter contare sulla tua fame arretrata. L’avevo scritto anche sul confessionale del nostro sito d’incontri. Quando hai tempo voglio che legga il mio messaggio”.
Ci addormentammo felici per i progressi compiuti, allontanando per il momento dalla mente i pensieri di quando dovevamo ancora imparare.
Quando il giorno dopo entrai in rete, cercai immediatamente il suo messaggio. Mi lasciò sbalordito e felice. Diceva: Confesso che sono fuori di testa per il mio uomo 54enne che potrebbe essere mio padre. Sabato ci vedremo di nuovo e scoperemo come matti. Mi farò inculare (lui è il mio primo inculatore in assoluto) e chiavare per ore. Siamo adulteri e non abbiamo il minimo senso di colpa. Ci frequentiamo da due mesi. Sono una grande peccatrice, ma per nulla al mondo rinuncerei a quello che faccio”.
Le lasciai la mia risposta: “Mi sto perdendo dietro a una troia, giovane, ma sempre in calore, con la quale sto provando esperienze arrapanti e perverse. A lei piace il mio cazzo e a me piace la sua figa e il suo culo, che mi dona generosamente: Non avrei mai pensato che assieme saremmo potuti diventare così porci”.




Grazie Piombo, ora siamo quasi al finale
Bello complimenti 👍
Ciao Baxi, ti leggo sempre molto volentieri ed i tuoi racconti mi piacciono molto, questo mi sembra un pelo diverso…
Peccato pubblichi raramente e dopo molto tempo il seguito dei racconti
Ti ringrazio, lucar8. A breve pubblicherò anche i prossimi capitoli.