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Eliana aveva sempre avuto molte difficoltà, parecchi inconvenienti e svariati intralci d’ogni sorta per poter riuscire ad entrare agevolmente e ammodo all’interno dei club, benché lei avesse superato i vent’anni d’età dimostrava d’averne a stento quindici se non di meno, perché con il suo aspetto così giovanile, sbarazzino e altrettanto vispo trasmetteva comunicando in realtà l’impressione d’essere rimasta una perenne bambina minorenne. A volte, effettivamente, è stato realmente complicato e faticoso convincere e persuadere fino a fondo, fugando i dubbi delle persone addette alla sicurezza per farle varcare facilmente l’ingresso dei locali, nonostante dopo aver controllato attentamente e appurato oculatamente il suo valido documento d’identità.

Stasera però, in maniera allettante e suadente, lei m’ha costantemente aspettato in linea nella chat sospirando, sennonché avvisandomi e tenendomi informato che non avrebbe avuto problemi di sorta per la nottata in programma tanto attesa. Lei, in realtà, non era mai stata prima d’ora in quel club, giacché in ultimo avevamo deciso di fare un ulteriore tentativo. Era una notte calda, lei non indossava quasi nulla, solamente una minigonna che a malapena avvolgeva coprendo con l’esigua maglietta quel piatto ventre, il seno piccolo e le gambe lunghe e ben rifinite. Allo stesso tempo, un altro uomo in attesa d’entrare nel locale si fermò per dialogare con lei, si presentò come Corrado riferendole che l’avrebbe fatta placidamente entrare senza peraltro attendere troppo, evitando d’attendere quella snervante e nutrita fila presente all’ingresso. Lei pur essendo guardinga e alquanto sospettosa di quest’uomo più anziano e distinto di lei, aveva sennonché accettato accogliendo con favore l’idea d’entrare nel club senza grandi impedimenti, a quel punto Corrado le sorrise annunciandole:

‘Vieni con me’ – le disse, guardandola con notevole apprezzamento e ammirando accuratamente i suoi lunghi e meravigliosi capelli neri, dopodiché l’agguantò per mano e la condusse oltre la parte anteriore gialla della linea d’attesa dell’ingresso:

‘Ciao Davide’ – ribadì Corrado, intanto che s’avvicinavano all’ingresso. Il buttafuori annuì ed entrarono rapidamente in quella buia e misteriosa atmosfera fumante del club delle coppie.

Il ritmo fragoroso e incalzante della musica invase pestando rapidamente i sensi di Eliana, dal momento che lei si guardò intorno a sé disorientata e spaesata cercando di restare accanto a Corrado il più possibile. Corrado era abituato, in fondo si sentiva a suo agio nel suo caratteristico ambiente, si fermava di tanto in tanto per salutare delle persone che conosceva, ordinando bevande, facendo il suo giro d’esplorazione e di ricognizione ai numerosi tavoli là presenti.

‘La ringrazio tanto per avermi invitato, però io ho voglia d’andare un po’ fuori’ – esordì frattanto Eliana con un po’ d’evidente disagio addosso e con una tenue e celata sofferenza.

‘Certo, figurati, nessun problema per una donna graziosa come te’ – esordì lui sogghignando.

‘Io ho bisogno d’andare in bagno’ – replicò argutamente lei.

In realtà era una menzogna, lui però aveva ben compreso, per il fatto che poteva allontanarsi staccandosi da lui, in quanto avrebbe potuto sgattaiolare di nuovo fuori dal bagno senza che lui se ne potesse per nulla accorgere, confondendosi e mescolandosi in tal modo tra la calca di quel lascivo e vizioso ritrovo.

‘Vieni con me, perché se vorrai, potrai serenamente utilizzare il bagno nel mio ufficio privato’ – disse lui acutamente cercando di caldeggiare la giovane ragazza. A quanto pare, lui era il responsabile del locale o qualcosa del genere.

‘Va bene, lei è molto gentile, io la ringrazio fin d’ora per tutto questo’.

Lei lo seguì verso la porta contrassegnata dalla scritta ‘Staff’, scesero in un lungo corridoio e poi su per le scale, poi giù di nuovo in un altro corridoio e infine giunsero nell’ufficio.

‘Io t’aspetterò fuori, dopo mi troverai di là in fondo sulla parte destra vicino all’appendiabiti accanto alla luce verde del neon’ – annunciò lui. Quando lei uscì, lui era già confortevolmente sdraiato sul divano.

‘Vieni qui. Che cosa succede, che cosa combini? Tu credi e pensi realmente, che io porti qui dentro le ragazze minorenni con un secondo intento, per altri propositi?’. 

‘Io non sono una minorenne. Lo posso dimostrare, lo posso correttamente attestare e documentare senza pensieri’ – obiettò in modo piuttosto baldanzoso e temerario Eliana.

‘Sì certo, dicono tutte così, così come la metà della popolazione e delle ragazze di queste parti che ho già conosciuto. Lo sai che non sono ammessi i giovani con meno di vent’anni d’età? Lo sai che non possono neanche servirti né puoi consumare alcolici di nessun genere? Io però ti concederò una speciale opportunità, anzi, rilasciandoti un’impareggiabile tornaconto. Io penso realmente che tu sarai in grado di chiarire, di dimostrare e di spiegare infine che ne varrà di certo la pena’ – ribadì lui in modo drastico e perentorio.

‘Beh, faccia come meglio crede, è precisamente come ho già detto, però lo ribadisco e lo riferisco di nuovo, io non sono una minorenne, può senza dubbio verificare le mie generalità’.

Corrado stava diventando ombroso, stizzoso e visibilmente suscettibile, perché questi discorsi, l’approccio e la conversazione avvenuta con quella ragazza lo aveva reso irrequieto oltremisura, smontando e scardinando in modo netto i suoi abituali modi di presentarsi e di proporsi nei confronti del gentil sesso, però lei sorprendentemente e stranamente in modo inatteso, con quel suo atteggiamento e con quel comportamento candido e spontaneo di diretto confronto, di sfida e d’innocente ribellione, lo aveva acceso in modo focoso, incredibile e strampalato, ribaltando radicalmente il suo atteggiamento e il suo modo di valutare le cose. A dire il vero si capiva e s’intuiva benissimo, che lui era abituato a ottenere e a procurarsi quello che voleva, perché quel tipo di potere all’interno di quelle mura lo attraeva in special modo, eppure al momento non era pienamente in grado, anzi, non poteva farle sapere tutto.

‘Ho detto di venire qua, sappi però una cosa amabile e graziosa signorina. Io ho in programma la mia personale versione, ed è mia concreta intenzione chiamare la polizia se tu non eseguirai quello che adesso ti dirò, perché allora saranno guai e impicci seri. Non trovi?’.

Eliana s’avvicinò a lui spaventata e vacillante, però al tempo stesso eccitata e invogliata da quella singolare e stravagante circostanza appena udita. Lui le fece cenno di sedersi vicino al centro del divano, poi sul bordo, nel tempo in cui lui era sdraiato sul divano appoggiato sul bracciolo, di questo andare lei agguantò la borsetta e la posò. 

‘Sì, dai così, brava rilassati, stai andando molto bene. Io non ti farò alcun male, fidati. Te lo prometto, garantito’.

Lui fece nel frattempo scivolare la mano sotto la maglietta e cominciò ad accarezzare leggermente quei seni, prima uno poi l’altro, infine iniziò a pizzicare roteandole i capezzoli che erano già diventati appuntiti come dei chiodi.

‘Ti piace questo, non è vero?’.

‘Sì, tanto, è un effetto meraviglioso’ – esclamava Eliana concitata.

‘Tu sei una ragazza molto brutta, non è vero?’.

‘Sì, è vero, persino parecchio’ – ribatté argutamente lei, chiudendo gli occhi sia per l’inattesa lussuria che stava sperimentando assieme alla prominente vergogna che frattanto l’invadeva, sia immaginando festosamente che lui la padroneggiasse possedendo in ultimo ogni centimetro del suo corpo.

Eliana afferrò la mano e l’appoggiò sopra l’inguine bello rigonfio di Corrado, lei spontaneamente trattenne le mani premute contro iniziando a tastare la consistenza con il palmo della mano, dopodiché Corrado emise un lieve gemito passandosi la mano nella parte interna della gamba.

‘Ti piace molto, vero?’ – disse ad alta voce Eliana mandandolo fuori di senno, stuzzicandolo in modo adeguato e oculato, proseguendo sennonché a palparglielo.

Corrado raggiunse la gonna e spostò pacatamente le mutandine da una parte, in quanto lei era già alquanto bagnata, sicché il dito scivolò con estrema facilità tra le labbra di quella lanutissima e profumata fica di ragazza. Lei si lasciò sfuggire un morbido e ansimante gemito appena il suo dito trovò il suo clitoride e cominciò lentamente a solleticarlo. Corrado si slacciò la patta e appena si liberò il membro Eliana non poté fare a meno d’esclamare meravigliata, sbottando attonita alla vista di quel cazzo non ancora peraltro adocchiato né scoperto nella sua limitata e ristretta esperienza.

‘Com’è bello, oh mio Dio’ – intanto che lo osservava stupefatta, eppure molto invogliata e stimolata da tutta quell’inedita condizione.

‘Lo sai però che tu sei un po’ troia, non è vero? Perché sei venuta qua nel club così facilmente? Lo sai che lo volevo? Dovrei malgrado ciò punirti per aver agito così’.

‘No, perché? Dai ti prego, non punirmi, non me lo merito. Che cos’ho combinato di tanto controproducente?’.

‘Va bene, adesso spogliati che ti farò godere. Sì, così, perché tu sei una bella piccola ragazza insolente e pure svergognata, sei piccina ma ti comporti come una puttanella ribelle’.

Eliana non riusciva a capire né a intuire pienamente il suo modo d’esprimersi a tratti così ruvido, sarcastico e tagliente per certi aspetti, perché non le era mai capitato di sentirsi trattata in tale maniera, lei non era abituata né temprata nell’apprendere certe espressioni e frasi di quel tenore esposte con quello spessore, perché udire quei termini, assieme a quell’atteggiamento e a quell’inatteso contegno, era per lei in quel momento decisamente avvilente, disgustoso e sconsolante. Lui nel frattempo era già nudo, finché una frenesia esagerata e spropositata lo assalì. In quell’occasione lui la tirò verso di sé, lei si mise cavalcioni, afferrò il suo cazzo e lo strinse forte. Lei al momento era nella posizione di controllo, eppure era veramente incontenibile e inarrestabile, in quanto era impellente, irrimandabile e prepotente il desiderio d’essere impalata dal cazzo di Corrado, sì, perché lei era alla ricerca d’altri stimoli che potessero investirla e travolgerla, tuttavia non tardò molto. Lui spingeva e urlava come un autentico selvaggio, afferrò il retro del divano per stare in equilibrio, spinse strofinando sul clitoride bene in vista mandandola in estasi, per poi finalmente esplodere in un impetuoso e travolgente orgasmo la sua pioggia di quell’appassionato nettare bianco, cospargendo completamente di sperma la pelosissima e profumata fica di Eliana. Dopo che terminarono lei timidamente si vestì, mentre lui accuratamente l’esaminava ammirandola, finché in modo esultante le propose:

‘Sei un’originale meraviglia Eliana. Bada bene però, da questo momento potrai tornare appena avrai compiuto precisamente vent’anni d’età, in compenso riceverai come elogio e come totale riconoscimento tutti i biglietti omaggio che vorrai’.

Lei sorrise ammaliata ed entusiasta mentre usciva da quella porta, in realtà si sentiva radicalmente confusa, disorientata e interamente svuotata, tuttavia completamente affrancata da quella strampalata, irruente e insperata esperienza appena vissuta.

‘Che cosa diavolo mi è successo?’ – si domandò Eliana del tutto incredula e tentennante, mentre prendeva rapidamente la sua collocazione sullo sgabello del bar, tra quegli apatici e indolenti individui che parevano degli zombie. 

‘Barista, mi ascolti, prendo un Negroni, me lo faccia però bello carico, con poco ghiaccio per favore’.

{Idraulico anno 1999} 

Autore Pubblicato il: 23 Febbraio 2017Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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