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Silvia

Una Domestica alle prese con un padroncino super dotato ma anormale.

Silvia &egrave una giovane ragazza di venti anni nata a Acari in Perù. Nata in una famiglia povera si &egrave ritrovata a vivere in Spagna con un lavoro per necessità. Essa infatti a 16 anni ha partorito una bimba. Come succede spesso da quelle parti i primi rapporti non sono velati e nascosti e con poche precauzioni. Anche il giovane padre scappo in altra città la sua famiglia benestante lo ha protetto per garantirgli un futuro. La ragazzina ormai donna per poter mantenere il figlio raggiunge il fratello che dalla Spagna manda soldi per la sua famiglia per sua madre. Ovviamente il fratello maggiore si &egrave costruito una famiglia e non può mandare più di tanti soldi. L’unica soluzione &egrave che lei venga in Spagna, se le cose si fossero messe meglio avrebbe potuto portare il suo bimbo che per il momento viene affidato alle cure della nonna.
Silvia &egrave una ragazza carina carnagione scura i classici lineamenti indiani del sud america lunghi capelli neri una quinta di seno e una pronunciata pancetta data dalla mancanza di attività fisica e dal mangiare senza pensare alla linea. Il sesso per le era stata la più bella esperienza fatta. Prima di rimanere in cinta aveva sperimentato un po’ di quello che viene definito BDSM . Il tutto era iniziato come un gioco e poi dal gioco al piacere estremo di sentirsi legata mentre viene trapassata dalla voglia. A scuola aveva avuto due pretendenti uno ufficiale ed uno di nascosto. In realtà non sapeva chi fosse il padre, ma, aveva scelto quello che le avrebbe dato un possibile futuro che comunque non la accontentò. Dopo un po’ di anni ove riuscii a chiudere il suo iter scolastico la ragazza raggiunse la famiglia del fratello.
Carlos lavora come portinaio presso una casa in una città a sud della Spagna. Grazie alle sue conoscenze riuscii a far lavorare la giovane. Da prima presso un azienda per la raccolta di ortaggi e poi iniziò a fare la domestica. Con il passa parola la ragazza riuscii in breve ad avere cinque clienti. Uno dei suoi clienti era una famiglia benestante che possedeva una villa poco fuori città, con il suo motorino raggiungeva il posto e passava la mattina dalle nove alle quattordici presso l’abitazione per tre volte la settimana: Lunedì , Mercoledì e Venerdì. La Famiglia Gonzalez era composta dalla madre una signora sui sessantenni, un marito più meno sulla stessa età che lei non aveva mai conosciuto, sapeva che era il direttore di una banca e che forse per via di suo figlio cerca di essere il meno possibile a casa, un figlio forse suo coetaneo ma con un grosso problema fisico e mentale era un down con un corpo alterato dalla malattia ed una mente rimasta ferma ai ragionamenti di un normale dodicenne. Il ragazzo si chiama Pedro ed &egrave una persona con atteggiamenti dolci e gentili se bene a volte non capisse bene tutti i suoi discorsi.
La Signora per un po’ di mattine era rimasta in casa ad osservare la sua domestica per vedere come operasse, poi dopo circa due mesi attendeva l’arrivo della giovane e lasciandogli scritto quello che doveva fare se ne usciva e tornava poco prima che lei terminasse il lavoro. Per problemi, riguardanti il figlio, Silvia avrebbe dovuto chiamarla diversamente aveva l’ordine tassativo di aspettarla prima di andare, difficilmente lei arrivava dopo l’orario previsto in genere rincasa dieci minuti prima della quattordici e in caso si fosse trovata di fronte ad imprevisti chiamava direttamente sul cellulare della domestica per chiedere di pazientare. Il clima in quel posto era mite ma con l’arrivo della primavera il ragazzo sembrava più agitato. Quel Lunedì come al solito Pedro seguiva per la casa la donna. Essa ormai lo conosceva e lo trattava come un bimbo. Gli portava sempre delle caramelle e se disegnava o che guardava le sue opere facendo finta di intravedere dei capolavori d’arte. La signora uscii ed in casa rimasero soli. Ella si preparò dopo aver pulito la cucina andò al piano superiore ripulii i bagni e poi come da istruzioni ricevute iniziò a pulire le finestre di casa. Iniziò dalla stanza matrimoniale poi passo in camera del giovane, riassettando prima il letto e ordinando un po’ il caos. Il giovane si sedette poi sul letto e continuo a guardare la giovane. Lei salì sulla scala smontò il coperchio della tapparella ed iniziò a lavare le parti salendo e scendendo dalla scala per far scorrere il metallo, ad un certo punto quando stava per passare alla pulizia dei vetri si girò e vide il giovane che si era portato al ginocchio i pantaloncini e si menava il suo cazzo mentre con lo sguardo fissava il suo seno. Silvia era imbarazzata per un attimo penso al fatto che forse prima gli guardava il sedere trattenuto dai pantaloncini corti ed ora il giovane con la lingua fuori come un cane le fissava le tette. Era sola in casa penso’ velocemente ad una soluzione tenendo in mano l’affare per pulire i vetri disse:
‘Pedro cosa fai? Quelle cose non si fanno.’
Il minorato cessò di tenere il cazzo in mano che era un arnese di quasi ventisei centimetri con le palle gonfie ed eretto di fronte alla donna controbatte subito dicendo.
‘Lo so’ lo dice anche mamma e mi fa andare in bagno, ogni tanto mi aiuta ma oggi ho voglia e tu sei bella mi piace guardarti e muovere il pisellino. Mi fai vedere la tua farfalla?’
‘Pedro dai non si fanno certe cose.’
Così scese dalla scala e non mollando l’attrezzo si avvicinò al ragazzo. Un cazzo così le piaceva era lungo e grosso con un fungo gonfio e rosso. Averti un olezzo di uomo sporco come di pesce morto che presto le entrò nelle narici quell’odore le fece sentire una specie di ribollimento nella sua passera da tempo non toccata da un cazzo. Con tono gentile gli disse:
‘Ma la mamma cosa fa’ in genere quando fai così ”
Il ragazzo come diventato timido riprende ad agitare il fallo muove la lingua e osserva il prosperoso seno lei ripone la domanda e aggiunge un ‘Fermati Pedro o mi arrabbio’
Il ragazzo si ferma e balbettando continua il discorso:
‘Dipende a volte mi fa il bagno oppure mi muove il pisello poi dopo stò meglio e mi sento più rilassato. Una volta non ha voluto allora le sono saltato addosso e poi ‘ ecco ‘ poi l’ho sporcata. Lei però si &egrave arrabbiata tanto . Anche perché io non l’ho lasciata andare. ‘
Il ragazzo era alto come Silvia e forse come muscolatura avrebbe potuto sopraffarla. Silva sentiva che il suo corpo era agitato avrebbe voluto fare qualche cosa era attratta ma allo stesso tempo impaurita. Si inginocchio trovandosi in volto la cappella, il ragazzo con una mano inizio a muovere, lei gli diede un schiaffo e lui la ritrasse in quel mentre un piccolo schizzo parti e colpi la bocca della donna. Lei con la lingua ne gusto il sapore.
‘Pedro facciamo una cosa. Fammi una promessa, so’ che le sai mantenere. Io ti faccio stare meglio però mi prometti che non lo dici a nessuno. Neanche alla mamma.’
Pedro si abbasso con le sue mani tozza prese il volto della domestica e senza stringere ma accarezzandola dolcemente disse:
‘Promesso Silvia’
La donna scosto le mani gli disse di appoggiare la schiena e di stare fermo così lei velocemente si tolse la maglietta ed iniziò a giocare con il lungo fallo. Le sue tette avvolgevano la cappella viscida dalla quale di tanto in tanto usciva un po’ di sperma. Poi la sua bocca avvolge il potente pene. Non riesce a scorrere bene &egrave grosso e sembra che il ragazzo abbia una notevole resistenza. Sente la sua figa infuocata. Si ferma un attimo e dice:
‘Pedro non ti muovere stai così. Ti piace?’
‘Si &egrave bello!’
La donna si leva i pantaloni e si accorge che &egrave come se si fosse pisciata addosso tanto era eccitata, si leva le mutandine che sono anche esse chiazzate. E’ indecisa, però ora sa’ per esperienza personale che l’amore libero ha un prezzo. Vorrebbe ma sà che non può prende il ragazzo per una mano e gli dice: ‘dai vieni’
Il ragazzo la segue e le stà così attaccato che il suo cazzo sbatte in mezzo alle chiappe di lei. Fece andare il giovane nella doccia lo fece appoggiare al muro e poi tenendo il fallo da dietro lascio che gli penetrasse il suo ano. Dentro di lei dei pensieri non espressi: ‘Cazzo che bello grosso e caldo mi fa un po’ male non so se riesco a prenderlo tutto. Aspetta mi metto un po’ di bagno schiuma per farlo scorrere. ‘ Il ragazzo la tocca e vuole sentire le tette quel movimento per raggiungere le sue bocce gli costa l’ingresso totale sente i coglioni che toccano la figa le si muove avanti indietro poi il dolore &egrave forte e scappa dalla presa perché vuole lubrificare ma &egrave tardi appena esce sente che la schiena viene colpita da un getto caldo passa la mano e si macchia di seme guarda e vede che il cazzo spenzola ed il quantitativo che ha sporcato in giro &egrave notevole quasi un bicchiere di latte colora la doccia e cola dal bastone che non ha più la cappella. Da un lato si sente affranta per il mancato piacere ma vedendo il volto soddisfatto del minorato ha capito che i giochi sono finiti. Con la voce dolce lo guarda e dice:
‘Pedro sei a posto ti senti bene?’
‘Si!’
‘Dai ora fatti la doccia poi vengo a pulire fai il bravo e ricordati che hai promesso rimane fra di noi e basta.’
‘Va bene Silvia.’
La donna mentre scorrere l’acqua va in camera ed inizia a penetrarsi in figa con un barattolo del balsamo preso in bagno. Nella sua mente scorrono le immagini del cazzo che la percuote questo fino a che la sua figa inizia a sparare un getto di umori. Ora che lo squirt ha colorato il tappeto si riveste e pulisce il tutto. Il ragazzo arriva e si comporta come al solito come se nulla fosse accaduto.

Continua

(fine paragrafo 1)
La sorella gemella di Pedro e le sue perversioni incestuose

Dopo diverso tempo in quella villa torno ad abitare la gemella di Pedro, Consuelo &egrave una ragazza che ha le stesse caratteristiche corporee, dalla malattia dei down, tutta via, a differenza del fratello, ella non aveva alcun deficit celebrale . Non sono per niente collegate le deficienze mentali con la sindrome; si i suoi lineamenti denotavano l’anormalità le mani tozze eppure si era persino laureata e poi aveva preso un attestato per fare l’infermiera . Lavorava nella capitale come infermiera presso una casa di cura per anziani, fra i suoi compiti vi era anche la direzione delle infermiere in pratica svolgeva sia il compito di responsabile amministrativo, che di aiuto agli anziani. Di tanto in tanto tornava a casa per trascorrere un po’ di tempo in famiglia. Era alta un metro e quaranta con un corpo poco femminile se bene si vestisse in modo: da signora elegante. Guardandola sembrava un cubo senza sedere e con una seconda di seno braccia corte e cicciotte.

La Signora Gonzalez qualche giorno prima dell’arrivo di Consuelo racconto con serenità a Silvia che presto sarebbe arrivata per tre settimane la figlia e di non preoccuparsi perché nonostante la somiglianza al fratello era una donna normale. Silvia apprese la notizia e fu un po’ più rincuorata. Nel periodo precedente le sue notti sono state travagliate colpiti da sogni erotici il cui protagonista era Pedro. Aveva iniziato a prendere la pillola nella sua mente vi era l’idea di avere un rapporto un po’ più intenso con quel palo da ventisei centimetri . I suoi orgasmi spesso erano dati non solo dai movimenti ma il sentire il calore del seme che entra in lei accelerava, se non, le dava il vero e proprio orgasmo.
Ovviamente con l’arrivo di Consuelo la Signora non si allontanava più come prima, anzi Silvia ,lavorava con le persone in casa. Silvia instaurò anche una certa amicizia con la giovane. Andarono anche al cinema ed in discoteca assieme si trova bene con la ragazza.
Scoprii con piacere che nonostante i movimenti e le fattezze, Consuelo era una ragazza intelligente e piena di voglia di vivere alla ricerca di una vita normale, se bene fosse conscia delle sue fattezze, che inevitabilmente la opprimevano e non le concedevano una vita normale.
La simpatia che generava il suo essere sopperiva ai suoi difetti.

I genitori Gonzalez si concedettero una vacanza di cinque giorni presso un villaggio turistico, sicuri che Consuelo si sarebbe presa cura del fratello. Partirono , Consuelo quel sabato decise di invitare l’amica Silvia per trascorrere la giornata in piscina nella tranquillità della villa . La giovane Domestica che non aveva una grande vita sociale, accetto l’invito con piacere.
La mattina verso le dieci si ritrovarono, lei si mise in bichini, Consuelo si mise un costume a pezzo unico e si fece mettere una crema solare ad alta protezione dall’amica, la sua pelle bianca come il latte risaltava. Si prese cura del fratello. Egli indossa dei pantaloncini lunghi larghi e dopo ogni bagno in piscina si sistemava la ‘terza gamba’ sulla sdraio si intravedeva parte del bastone uscire dal polpaccio. Silvia cercava di non farsi notare quando lo osserva coperta dagli occhiali da sole. Dopo il pranzo, e dopo un po’ di divertenti giochi acquatici il giovane si assopisce in casa sdraiato sul divano mentre le due stanno in piscina.
La piscina era a forma di uovo, piccola, non era profonda nel centro arrivava al metro e quaranta, una discesa fluida e una scalinata di cemento da un lato.
Consuelo inizia a parlare con l’amica inizia in modo pacato tranquillo un lungo discorso sessuale. Silvia si confida e gli racconta il suo passato. L’amica quindi gli racconta che nella sua vita non &egrave mai riuscita ad avere un uomo normale e poi le parla del fratello della primavera che sul ragazzo ha un effetto devastante. Mentre parla Silvia incomincia a sentire la sua eccitazione sente il bagnato che scorre nella sua figa il calore, che si intensifica, decide di scendere in piscina l’amica la segue e si siede sul bordo e continua il dialogo. Sente il bisogno di raccontare il suo incesto giustificandolo con la sua malattia e con enfasi racconta la passione e il piacere che ha provato con i sui sensi animali. Silvia si limita ad ascoltare e a giustificare e a vedere quel rapporto in modo normale e non allontanando la donna. Nella sua mente mentre l’amica parla scorrono le immagini dei due corpi che si uniscono si sente sempre più eccitata.
Consuelo per la prima volta sente che &egrave compresa e che non viene trattata in modo diverso, Silvia rimane un po’ in acqua per attendere che i suoi ormoni cessino di tenerla in tensione, mentre la padrona di casa si allontana dicendo che sarebbe andata un attimo in bagno.
La Domestica esce si asciuga e poi si avvicina alla casa sente il bisogno di andare anche lei in bagno, ora sente il bisogno di rilasciare la sua pipi. Mentre si muove con i capelli avvolti nell’asciugamano,creando un turbante , per non sporcare troppo, sente strani rumori che provengono dalla cucina, si avvicina con circospezione e dalla porta vede un immagine che la eccita subito. Vede il costume per terra di Pedro, Consuelo ha il costume addosso ma scostato una chiappa tiene il taglio del bodi, mentre &egrave sdraiata sul tavolo ed il giovane penetra la sorella con vigore, il filo del costume trattiene parte del fallo. Egli &egrave sopra lo sgabello con le ginocchia, mentre il tavolo scorre ed il bastone lucido scompare nelle carni della donna down. Lei si aggrappa ai bordi del tavolo e non riesce a trattenere le urla di piacere per quella penetrazione ogni tanto aggiunge :
‘Bravo Pedroooo spingi ‘ su fammelo sentire dentro..’
Il ragazzo scorre veloce e piano avanti ed indietro mentre Silvia si avvicina si tocca sentendo il costume bagnato con una voglia di essere lei la protagonista. Il ragazzo stringe i fianchi e nella foga il cazzo esce. Il costume trattiene il bastone che scompare sopra la schiena. Lui continua a strofinarsi e scorrere ma non penetra più la donna lei con la mano cerca di prendere il fallo, ma, Pedro si schiaccia su di lei, Silvia interviene quindi:
‘Pedro No! Non così fermo che ti aiuto.’
Consuelo guarda l’amica che gli scambia un sorriso mentre il costume fa’ notare in trasparenza il pelo, risponde al sorriso e dice:
‘dopo quel discorso avevo troppa voglia di ”
Silvia: ‘ Ho capito non ti preoccupare giochiamo insieme!’
Le donne non dissero nulla mentre agevolmente e delicatamente tocco l’uomo e la domestica continuò : ‘Dai spogliati che &egrave meglio.’
La donna scese dal tavolo, che ormai non si trovava più nella posizione centrale e si tolse il costume mostrando la passera senza peli. Il giovane tentò l’ingresso nella domestica che lo allontanò e disse:
‘Tranquillo con calma abbi pazienza.’
La mente del down però non era più controllabile in lui vi erano solo gli istinti animali e con forza tratteneva la donna. La sorella prese il grosso bastone . Poco prima Silvia aveva sentito la rovente cappella tentare l’ingresso, ma il costume l’aveva salvata, Il ragazzo non era più interessato alla sorella vedeva le bellezze della donna ed era attratto da lei. Le mani della sorella quietarono il ragazzo. Lei tenendo il glande lo trascinò in sala, Silvia si denudò mentre Consuelo si mise alla pecorina con la pancia poggiata al divano mentre l’amica dirigeva il cazzo ingordo verso la figa della sorella del depravato. Lui la tirò su per i fianchi ed iniziò a spingere con forza fino a che i suoi coglioni non toccarono tutto il corpo della sorella. Poi come un cane scese e spinse veloce, poi si discosto un attimo e incomincio ad urlare mentre Silvia si era messa sotto e leccava le palle dell’uomo ben presto dalla sua posizione vide che una vena si gonfia ed il giovane svuota il suo sperma nella figa della sorella. Egli &egrave immobile poi il getto &egrave forte che buona parte esce colorando il volto di Silvia che con la lingua mentre si ficca le sue dita in figa ripulisce gli umori familiari in quel mentre Consuelo continua a godere e si irrigidisce per l’orgasmo provato. Silvia prende il fallo molle in mano si stà ritirando ancora gocciolante lo prende e se lo infila nella sua figa calda. Ella tiene su il bacino e trattenendo l’arnese scorre sente che le dà piacere e ora sente che stà divenendo più duro, aveva proprio voglia di provarlo con il volto sporco di umori sentii il naso pieno di quella passione amorosa non pensa ad altro che al cazzo possente che la possiede. Il ragazzo &egrave immobile mentre lei si muove. Ella sente un forte dolore ai polpacci &egrave costretta a cambiare posizione dice:
‘Pedro fermo che sento male.’
Si libera del fallo mentre il ragazzo risponde : ‘Va bene!’ E la sua lunga verga solida si erge, la sorella si sposta per cedere il divano all’amica poi toccando la schiena del fratello lo avvicina e guida il cazzo mentre Silvia sospira per il piacere, lei lo muove mentre l’amica gode di quei movimenti lei ha un primo orgasmo con la mano blocca il ragazzo mentre squirta e sembra quasi pisciare sull’addome del ragazzo il quale urla:
‘Mi hai fatto la pippi a dosso non si fa!’
La sorella lo bacia per distrarlo e Silvia leva la mano in attesa che il ragazzo riprenda a muoversi. Il ragazzo ora violentemente sbatte la donna fino a che urla e di nuovo il suo seme invade la figa questa volta un getto meno forte e meno abbondante e di nuovo il getto di Silvia dichiara l’orgasmo . Pedro si siede mentre la sorella bacia l’amica mettendosi in mezzo e muovendo il sedere. Il giovane down non raccoglie l’invito forse ora &egrave stanco e ha perso la voglia , Silvia mentre sente la lingua dell’amica con la mano penetra la figa ancora intrisa di umori del fratello e le procura un forte piacere mentre Consuelo le palpa le tette con passione. Il ragazzo si riveste e và in piscina mentre le due femmine rimangono un attimo sul divano e nude si assopiscono per i piaceri provati.

Continua

(fine paragrafo 2)
Sera Paragrafo3

Nella sera una nuova passione.

Le ragazze dormirono per un ora circa. Consuelo guardò negli occhi Silvia ed iniziò a parlare dicendo all’amica che dovevano trovare un modo per far si che l’innocenza di Pedro non facesse raccontare a nessuno quello fatto. La giovane cerco di esporre delle idee all’amica mentre parlava non riusciva a non guardare le possenti tette. Di tanto in tanto diceva all’amica che le sembrava bella e che la invidiava ad un certo punto la sormontò e iniziò a farle sentire la sua sottile lingua che scorre fra le dolci labbra. Dopo un po’ sporca di umori come una bimba che ha mangiato la torta si alza e osserva il fratello che di nuovo in casa le guarda e con il bozzo del suo cazzo teso che punta verso di loro guarda la sorella e dice:
‘Ma a che ora si mangia?’
‘Pedro dopo, adesso vieni qui ti devo far vedere una cosa. Tirati giù i pantaloncini. ‘
‘Consuelo mi scappa la pipi.’
Silvia interviene : ‘Pedro, solo per oggi perché &egrave un giornata speciale bisogna fare la pipi qui. Devi farla in mezzo al sedere di tua sorella punta il buco e poi falla.’
Consuelo ‘ ma sei impazzita, no Pedro vai in bagno non si sporca qui.’
Il ragazzo si dirige sopra mentre Silvia si alza e lo segue senza dire nulla all’amica , essa infatti urla:
‘Che fai?’
‘Se vuoi godere seguimi.’
Spalanca la porta del bagno mentre il giovane &egrave pronto a gambe larghe a rilasciare il getto lei con tono gentile gli dice:
‘Ti aiuto. Consuelo vieni mettiti a terra, tranquilla tanto poi pulisco io metti giù come un cane su ..’
La ragazza down esegue mentre Pedro già sta urinando la donna dolcemente lo gira e lo schizzo prende la schiena della sorella. Il giovane ride mentre osserva il tutto. Quando ha terminato Silvia succhia il cazzo mentre la sua figa palpita vogliosa di un nuovo giro. Consuelo si sente schifata forse il suo corpo non brama altro piacere il ragazzo ride vedendo la sottomissione della sorella mentre per mano viene condotto nella sua camera e con dolcezza viene fatto appoggiare al letto . Silvia da sopra si impala e scorre al suo ritmo sul palo di carne e di tanto in tanto chiama la compagna e quando giunge le dice :
‘fammi venire e poi te lo passo.’
‘No dai mi lavo mi faccio schifo così.’
‘Non discutere e fai come ti dico !’
A quelle parole Consuelo non si oppose e osservo la figa bagnata e gli umori che colavano dal fallo. Il suo orgasmo scaturii un altro bagno di liquido si mise in piedi mentre il fallo si appoggia all’addome si volta verso la compagna e con la testa gli fa’ cenno di condividere il piacere. La donna sale sul letto e la sua passera ingloba parte del fallo. Il ragazzo la stringe per i fianchi poi il cazzo esce e sbatte in mezzo alle chiappe mentre un po’ di sborra colora l’ano. Silvia con due dita allarga il buco marroncino. Inclina il fallo e il glande si fa largo nell’ano. Il ragazzo dice:
‘E’stretto mi fa male!’
La donna prende sotto le ascelle l’amica e la mantiene in equilibrio sul fallo il peso di lei la fa scivolare anche lei si lamenta per il dolore di quel tubo di carne. Lei prova a farla scorrere ma entrambi i famigliari si lamentano poi lascia che Consuelo si liberi da quella sodomizzazione. Quando il cazzo &egrave libero si nota anche lo sporco delle viscere della sorella e l’odore si libera nella stanza. Una risata si percuote quando il ragazzo dice :
‘Puzzona!!! Non si fanno le puzzette!’
Silvia prende da un cassetto una maglietta ripulisce il vigoroso bastone e mentre và in bagno per mettere nella cesta lo straccio di fortuna la sorella si gode il cazzo li ritrova in altra posizione, Pedro sopra che la sbatte con vigore fino a che non esce da lei e corre verso Silvia la tira per il collo per farla abbassare e con violenza la obbliga a prendere il bocca il cazzo e la trattiene fino a farla soffocare mentre lei sente il calore dell’uomo e del suo seme si sente soffocare non respira il seme le esce dalle narici tossisce e ha un urto di vomito mentre sentendo il glande che le tocca le tonsille , finalmente usando tutta la sua forza e dopo aver morsicato il cazzo si libera di quell’animale e rilascio un po’ di vomito per terra esausta per quell’attacco subito. Consuelo che ha capito il disagio si avvicina a lei e sgrida il fratello e lo manda in bagno e gli ordina di farsi una doccia e di non fare mai più cose del genere . Il ragazzo guarda la sorella con volto triste e scompare mentre la domestica sta riprendendo fiato colta da un agguato inaspettato ma comunque si sente bene soddisfatta e rilassata non ha voglia e non sente cattiveria in lei.

Le ragazze dopo essersi rimesse a posto preparano la cena e subito dopo Consuelo dà due pastiglie di sonnifero al fratello che nel giro di una mezz’ora cade nel mondo dei sogni. Le due giovani si mettono a guardare un film e chiacchierano e condiscono la serata con del rum e fanta . Quando il livello alcolico e la stanchezza &egrave tanta si dividono Consuelo ridendo mentre viene aiutata a salire le scale si fionda a letto mentre Silvia torna in sala e avvolta in una coperta cerca di addormentarsi sul divano in pelle rossa. La televisione accesa colora la stanza, ma, forse per l’alcol ingerito i suoi sogni sono turbati continua ad immaginare di essere in mezzo a un orgia vede il cazzo enorme di Pedro che la prende da ogni parte. Dopo qualche ora di continui risvegli e appisolamenti si alza e con una forte voglia di rilasciare la sua pipi va nel bagno al piano superiore. Si siede sul Water e rilascia la sua urina, si ripulisce e mentre &egrave ancora assopita e seduta sull’asse del bagno pensa all’ultimo istante del sogno livido e quasi reale. Con circospezione passa per il corridoio e vede l’amica nella sua stanza dormire e la sente russare, guarda nella stanza del giovane ove la luce di cortesia illumina flebilmente la stanza, entra e chiude dietro di se la porta, molto piano si muove come una gatta alla ricerca del suo topo da mangiare.
La donna si leva le mutandine le appoggia sulla scrivania si libera della canotta e le morbide tette vengono massaggiate si concentra sui capezzoli mentre osserva in penombra il corpo. Accende una lampada presente in stanza. Toglie il lenzuolo e vede il corpo ricoperto dal pigiama. Tira giù i pantaloni e si accorge che Pedro non si sveglia dorme l’effetto delle pastiglie deve aver reso completamente assente la sua volontà. Si avvicina al cazzo che ora profuma di pulito, lo muove il glande &egrave ricoperto di carne, ci gioca lo piega sarà lungo un diciotto centimetri, lo piega senza ottenere resistenza. Sorride mentre vede i movimenti del suo giocattolo. Inizia a leccare il bastone dalle palle sale poi mette in bocca le palle le succhia. I peli le danno fastidio e sale concentrandosi sull’asta. Avverte il rigonfiamento delle vene e il fungo compare, la sua lingua gira intorno alla cappella rossa, picchietta come un martello con la lingua proprio sotto la punta e ora si erge su di lui e strofina le sue labbra lungo il bastone &egrave eccitata e sente che la sua figa &egrave calda e bagnata. Il palo &egrave sempre più colorato dai suoi umori, lo prende e lentamente si gusta la penetrazione, con la mano lo stringe mentre lentamente si impala. Scorre e ne sente il riempimento, pur troppo non sente alcun movimento dal maschio a parte il cazzo che scorre ed il calore suo e di quella cappella, il suo ritmo aumenta mentre con le due mani si appoggia al cuscino, tira su la maglietta al ragazzo fino a coprirgli il volto così non vede la sua faccia da down. Nella foga dei suoi movimenti l’asta esce e rimbalza fra le chiappe facendole sentire ancora una volta il glande che punta vicino all’ano, si gira e tenta di penetrarsi nel secondo buco, sente lo sforzo della posizione e l’ingresso . Sente il dolore mentre scende delicatamente, la figa bagnata gocciala come se volesse altro, di tanto in tanto si stimola e passa la mano intrisa di umori sull’asta e scende ancora. Si sente riempita da quei ventisei centimetri quando &egrave seduta e la sacca delle palle tocca la figa bagnata, scorre ancora , ma non &egrave piacere &egrave più fastidio, scorre e libera il suo ano, quando &egrave uscito tutto sente un intenso odore di merda, guarda la cappella che &egrave sporca di qualche grano di merda, ha un urto di vomito, si alza e corre in bagno trattenendo la bocca con la mano, arriva al water e si libera di un po’ di vomito, si lava i denti le sembra di stare meglio di avere forse anche meno alcol in corpo. Sente i peli bagnati non &egrave soddisfatta, porta con se l’asciugamano e torna quatta nella stanza, richiude la porta e ripulisce l’amante. Vorrebbe che fosse lui a possederla a starle sopra e pomparla con vigore, non può e continua trattenendo il fallo dalle palle a farlo inglobare il Cazzo sparisce in lei lo sente tutto &egrave la prima volta che tutto il bastone &egrave inglobato, si sente piena ogni suo spazio &egrave stato colmato &egrave calda e scorre fino a che non si alza e schizza sull’addome del giovane ha avuto il suo orgasmo, la cappella ricade sulla pancetta di Pedro &egrave duro ma non solido forse i movimenti di lei non lo ha eccitato abbastanza. E’ pervasa da una grande soddisfazione e allo stesso tempo si sente schifata da quello che ha appena fatto. In fondo lei &egrave una madre che per esigenze non può stare con la figlia ma dopo poco il tutto passa mentre si siede sul cazzo e scorre per sentirne lo spessore senza farsi penetrare la figa &egrave sensibile e non riesce a trattenere il respiro lento e forte per il piacere che prova, anche le urla a volume basso come uno che fa’ uno sforzo faticoso echeggiano, ecco sente il calore del maschio che esce dalla cappella ricoprire la pancia, lei con la mano si colora la figa e poi scivola in avanti per prenderne il più possibile le dita non si fermano mentre si stimola ed ecco un nuovo orgasmo mentre il cazzo sporco &egrave tornato molle.
Ripulisce il fallo gli tira giù la maglietta e poi spegne la luce, recupera le sue cose e và in bagno si fa un bidet e poi torna sul divano, ora &egrave soddisfatta e in breve senza pensare a niente si addormenta.

Continua

(fine paragrafo 3)
La stanza segreta Paragrafo 4

Una confessione inaspettata di Pedro mette Silvia, la domestica, in una situazione ai confini tra il giusto e lo sbagliato. Ora &egrave nelle mani della famiglia Gonzalez

Qualche settimana dopo quel week-end ai confini del normale Silvia si trova in una situazione molto particolare. La Signora Gonzalez quella mattina era uscita e aveva chiamato chiedendo alla domestica se poteva rimanere fino alle 16 . Essa non avendo particolari impegni accetto. Dopo aver fatto le pulizie si vesti in modo normale pantaloni Jeans e una canottiera senza reggiseno, era una conotta di quelle sportive che manteneva in tensione il seno, le due poppe ben tondo, quella quinta di seno veniva così esaltata . Era da molto che non aveva più rapporti sessuali con Pedro si rendeva conto che era sbagliato e che avrebbe rischiato troppo. Stava anche meditando di lasciare quel lavoro in fondo aveva anche altri clienti ,ma, quello era il solo lavoro regolare gli altri erano in nero, stava infatti cercando di farsi pagare in modo regolare da uno degli altri, quando vi fosse riuscita avrebbe abbandonato la famiglia Gonzalez.
Poco prima dell’ora arrivò a casa il Signor Gonzalez e qualche istante dopo la moglie. L’uomo stempiato alto in giacca e cravatta scese si guardò dietro in attesa che la moglie scendesse dall’auto, si avvicinò a lei le diede un bacio sulla guancia e sussurrò qualche cosa all’orecchio, fece un giro in giardino mentre la signora stava entrando. Silvia osserva il tutto dalla finestra in sala. La donna saluta il figlio e la domestica poi rivolgendosi a lei con tono autoritario la guarda e dice:
‘Aspetta un attimo ti devo parlare , porto Pedro in taverna. ‘ Rivolgendosi a Pedro le disse:
‘Vieni un attimo dobbiamo andare nella stanzina.’
‘Mamma non ho fatto niente di male perché?’ e inizio a piangere mentre la madre lo tirava verso il basso, il ragazzo fece resistenza, si prese uno schiaffo sul sedere e poi piangendo segui la madre che fissava Silvia .
Silvia sentiva il cuore battere forte capiva che c’era qualche cosa che non andasse. L’uomo entrò in casa, si avvicina e dice:
‘Buona sera!’ tende la mano alla donna per stringerla lei risponde al saluto e poi lui prosegue:
‘Quando torna mia moglie vorrei che veniate nel mio studio devo parlarle, grazie’
Il tono era gentile lei si sedette sul divano in attesa della signora.
La signora apparve andò in cucina prese un bicchiere d’acqua sembrava affaticata poi si riassetto i capelli con le mani e andò verso Silvia lei stava per dirle del marito, quando la donna la precedette dicendo:
‘Andiamo nello studio per favore.’
Le fece cenno di precederla entrò nello studio l’uomo fece cenno di sedersi di fronte alla scrivania mentre la signora chiuse la porta e si sedette dietro sulla poltrona apri il mappa mondo tirò fuori tre bicchieri mise del Whisky e porse il bicchiere al marito ed uno a Silvia. Lei tentò di dire:
‘No, grazie.’
La donna lo lascio di fronte a lei e disse: ‘Bh&egrave se lo vuoi &egrave qui!’ poi si assesto sulla poltrona incrociò le gambe e si tirò un po’ su la gonna mostrando un po’ il polpaccio.
L’uomo aprii il cassetto e tiro fuori una cartelletta, bevette un sorso e poi come ordinando gli oggetti della scrivania spense il monitor del computer e scosto leggermente a sinistra per guardare la giovane quindi esordi dicendo:
‘Signora , ho fatto delle indagini, so’ bene che di fronte una giovane madre e non capisco come possa aver trattato così nostro figlio.’
Silvia era agitata lo guarda fisso mentre si sente il cuore pompare forte mentre l’uomo continua il discorso.
‘Sappiamo che c’&egrave stato insomma, ‘ ‘ siamo al corrente che Pedro e lei avete ‘ ‘ e fece il cenno di una trombata e Silvia tentò di parlare con voce bassa:
‘Bhe ecco vede’
Lui la zitti con il segno di stop e riprese a parlare:
‘Non vogliamo processarla, certo potremmo rovinarle la vita rendendole difficile lavorare, ma, abbiamo una soluzione al problema. Non si deve preoccupare se lei collabora vedrà che tutto si sistema e nessuno saprà niente di niente. Sta a lei decidere , io preferirei che tutto rimanesse fra noi senza fare scandali e rovinare una brava persona come lei.’
L’uomo tacque e la Signora dietro iniziò a parlare:
‘Silvia abbiamo una proposta da farti tutto qua , diciamo che non hai molta scelta devi accettare per il tuo bene e quella di tuo figlio o dovrai tornare al tuo paese, ‘ ‘ in poche parole.’
La domestica si sentiva la gola secca afferrò il bicchiere e bevette un sorso senti il calore dell’alcol riempirgli lo stomaco e poi tenendo in mano il bicchiere iniziò a piangere. L’uomo le porse un fazzoletto e con voce tranquilla disse:
‘Non faccia così , non vogliamo fare niente che la danneggi stia tranquilla.’
Lei rispose tra singhiozzi del pianto: ‘Cosa devo fare?’
L’uomo si tirò indietro sulla sedia lo schienale si inclinò si assesto e poi riprese il discorso:
‘allora diciamo che io e mia moglie facciamo parte di un gruppo di persone particolari lei dovrà solo partecipare ad un gioco e fatto questo saremo pari. Ovviamente la sua partecipazione non sarà gratuita le daremo quindicimila euro. Sto parlando della sua completa disponibilità sessuale . ‘
Silvia smise di singhiozzare e osservava l’uomo che con naturalezza aveva tirato fuori quella frase, in ogni caso non poteva uscirne se non sottostando alle loro condizioni e poi c’era anche un guadagno non indifferente. Lei sospiro e rispose:
‘Ma cosa dovrei fare?’
‘Le condizioni le stabiliamo noi, lei deve solo accettare non ha molta scelta non le faremo altro.’ Intanto apri la cartelletta di fronte a lui e tirò fuori un foglio avvicinandolo alla donna, poi prosegui:
‘Come prima cosa domani andrà qui ‘ indicando l’indirizzo e proseguì ‘ Dovrà fare degli esami chiede dalla persona indicata sul foglio, &egrave un semplice prelievo del sangue . Poi avvisi suo fratello che settimana prossima partirà con noi andremo alla nostra casa in montagna e ci serva aiuto per le pulizie si fermerà là per una settimana , questo sarà quello che dirà alla sua famiglia. Allora crede che sia accettabile la cosa? ‘
Lei perplessa mentre legge il foglio non ha scelta e risponde :
‘Va bene!’
L’uomo risponde : ‘ottimo! Allora siamo a posto. Finisca pure di bere, poi si alzi e si spogli .’
Lei sgranò gli occhi ma non disse nulla si levò gli indumenti fissando l’uomo il quale si avvicino alla scrivania per osservare meglio la giovane domestica e con un sorriso si rivolse alla moglie :
‘Bene notevole allora diamo un occhio alle sue potenzialità portala giù .’
La donna si alza e le prende la mano e dolcemente le dice:
‘Tranquilla &egrave solo per vedere come ti comporti, non ti facciamo del male, su andiamo in taverna stai tranquilla’ poi si avvicina a lei e le dà un bacio in bocca con la lingua che tocca penetra come un cazzo borioso la bocca della giovane. L’uomo si alza e segue le donne. Mentre scende dolcemente tocca le chiappe della domestica e le fa i complimenti per un bel tastare.
Arrivati giù si passa il garage e si arriva ad una porta nella quale lei non era mai entrata, la porta &egrave spalancata. Sulle pareti vi sono vari oggetti sado maso attaccati ed in centro vi &egrave una sedia senza base in legno con un cesso di tipo biologico da roulotte e sopra vi é Pedro legato alle spalliere della sedia da cinghie. Il ragazzo &egrave nudo i suoi occhi sono tappati da una maschera ed in bocca ha una pallina rossa che gli mantiene aperta e bloccata la lingua mentre la saliva gli cola giù sul polpaccio e i rotoli di ciccia risaltano dalla pancia mentre il fallo molle spenzola giù nel water. Silvia capisce che sarà messa alla prova, l’uomo si sposta al cavalletto della telecamera e poi non dice nulla sistema per le riprese e quando pronto fa il cenno di ‘ok’ . La signora sussurra all’orecchio della sua domestica: ‘Devi solo divertirti senza problemi io lo faccio ogni tanto vuoi vedere prima me?’
La signora si leva la gonna e poi rimanendo nuda si avvicina al fallo del giovane ed inizia a masturbarlo mentre il marito ha chiuso la porta dietro di loro per impedire che Silvia scappasse. Mentre la camera riprende fissa la madre ed il figlio l’uomo si insinua con le mani fra le intime labbra della donna poi prende un vibratore e penetra la donna si slaccia il nodo della cravatta mentre attento osserva la sua schiava. A forza di stimolare la giovane ella si rilasso quasi le gambe persero la forza le sembro di cadere mentre un getto dalla sua vagina partì colpendo anche la cravatta e la camicia dell’uomo. Lui si fermo e in un orecchio a bassa voce le dice:
‘Poche donne hanno il tuo dono mi divertirò con te. Ora vediamo fino a dove arrivi.’ Le giro dietro e facendole sentire il suo cazzo duro in mezzo alle chiappe ricoperto dai pantaloni la condusse di fronte al figlio, la donna aiutò la prescelta a posizionarsi e sedersi sul fallo e poi trattenendola per il fianchi guidò il ritmo. Silvia chiuse gli occhi non voleva vedere nulla si concentro sul suo piacere sulle mille sensazioni che stava provando inarcò la schiena ed iniziò a muoversi al suo ritmo su e giù non trattenne le urla mentre il giovane emetteva versi, la madre leccava l’ano della donna e poi le palle del giovane ad un certo punto la signora blocca i fianchi di Silvia mentre il getto caldo del ragazzo riempii abbondantemente la figa, lei non riuscii a trattenere il suo orgasmo e si lascio andare ricoprendo il giovane con il suo corpo. L’uomo quindi si tirò giù i pantaloni e ordinò alla moglie di fargli un pompino. Non ci volle molte quando ebbe finito si fece ritirare su i pantaloni poi disse qualche cosa alla moglie nell’orecchio, Silvia rimaneva immobile li mentre sentiva che il possente fallo scivolava verso il basso fino a lasciarle libera la figa e sentiva gli umori scolare nel wc. La donna si avvicinò e disse: ‘Andiamo .’
La portò al bagno e chiuse la porta. Silvia si sentiva una puttana non le era dispiaciuto fare sesso ma così non le sembrava bello, la donna riapri la porta porgendole i vestiti e poi concluse dicendo:
‘Quando sei a posto vai pure ci vediamo Venerdì, a qui c’&egrave il foglio con le indicazioni che ti ha dato mio marito, fossi in te non racconterei niente di quello che hai fatto, mi spiace ma ora abbiamo le prove il video che ti abbiamo girato serve anche a quello. Ciao Silvia la porta sai dov&egrave.’
Silvia si getto nella doccia si rannicchio come una bambina mentre il getto d’acqua scorre.

Continua

(fine paragrafo 4)
Il castello Paragrafo5

Paure, angosce di Silvia costretta a giocare ad un gioco sessuale del quale non ha la minima idea; più il tempo scorre e più si sente costretta a subire la volontà della famiglia Gonzalez. E’ umiliata eppure allo stesso tempo non ha mai provato una piacere così intenso e unico.

Sabato mattina come programmato, dal Signor Gonzalez, la famiglia parte . L’uomo con la sua comoda BMW 4×4 si presenta a casa di Silvia lei esce e sale sul suv. La città &egrave ancora assopita nello scuro delle 3 di mattina. In macchina sono solo lui, la moglie e lei, il ragazzo stà davanti . Silvia &egrave taciturna guarda fuori dal finestrino e si mette il suo ipod per isolarsi e non pensare, presto viene presa dal sonno e dorme sul sedile posteriore.
La moglie di tanto in tanto le stringe la mano per farle sentire il suo appoggio o altro , se lei si gira e la guarda le sorride. Verso le undici giungono a destinazione. Si trovano poco fuori da un paese in un castello medioevale al suo interno vi sono le mura spoglie senza tanti mobili ne dipinti sui muri si notano i segni dello sfarzo di un tempo di quadri che un tempo mostravano il loro vigore. In basso vi erano due immensi saloni bui con grossi camini che nel passato, forse servivano per scaldare la casa. Nonostante fosse estate sembrava fresca l’abitazione Silvia aveva freddo. Al loro arrivo una donna saluto il Signor Gonzalez e gli consegnò le chiavi. Tutto risulta pulito. La Signora invitò Silvia e Pedro a seguirla mentre saliva le scale. Arrivarono al secondo e ultimo piano . Silvia fu condotta in un immensa stanza da letto con un piccolo salottino privo di televisione in stile primi del 1900. L’odore nella stanza era di vecchio si notava il letto con un bel piumone sul comodino dei libri con copertine consumate ed una forte luce appariva dalla vetrata. Nella stanza in un angolo c’era un bagno con una vasca vecchia ed intorno ad essa un telo per chiuderla in caso si volesse fare una doccia. La Signora guardò Silvia mentre Pedro girava nella stanza e si soffermava a guardare dalla finestra, iniziò a parlare con lei:
‘Silvia, cara, stai tranquilla in stanza in bagno c’&egrave tutto non ti muovere da qui per cortesia , hai fame? ‘
‘Si un po’.’
‘Ok. Devo vedere se il cibo &egrave già arrivato sta sera ci sarà una festa appena pronto ti porto il pasto , rilassati.
Hai il cellulare, vero? ‘
‘Si’
‘Ok avrai notato che qui non c’&egrave segnale in ogni caso dovresti darmelo lo metto in macchina lo riavrai poi, grazie.’
La donna esegui e dopo aver impugnato l’apparecchio voltandosi verso Pedro disse: ‘Dai piccolo ora andiamo in camera tua.’
‘Si mamma!’
La donna usci e chiuse a chiave la porta lasciando la domestica imprigionata.
Silvia si fece un bagno e poi prese uno dei libri presenti nella stanza e andò in balcone sedendosi sul muretto interno che sembrava fare da panchina, colpita dai raggi solari si rilasso cercando di non pensare a cosa le sarebbe accaduto. Più tardi la signora si presentò vestita con una tuta da ginnastica era la prima volta che la vedeva così vestita, nonostante l’età e il viso solcato da qualche ruga manteneva un fisico atletico. La donna aveva messo su un tavolino un piatto di pollo fritto con patatine la coca-cola ed una bottiglia di acqua. Invitò Silvia ad approfittare del pasto e domando se volesse la sua compagnia a tavola oppure no. Silvia si sentiva turbata e pensierosa le rispose che non era importante poteva stare sola, la donna quindi venne richiusa in camera in solitudine. Più tardi la Signora si presento con una borsone e dopo aver chiuso la porta dietro di se iniziò a parlare:
‘Silvia vieni ti devi preparare per la sera, allora andiamo in bagno, spogliati e vai in vasca.’
‘Signora ho già fatto il bagno .’
‘Brava! Devi fare bisogni particolari, non so’ ‘ una ‘ oppure’
‘Bhe veramente no, bene spogliati che arrivo ‘ in vasca.’
La Signora arrivò con un apparecchio per fare il clistere ed inizio l’opera.
Una volta terminato lascio la ragazza in bagno poi la saluto lasciando sul letto gli indumenti che doveva mettere.
Silvia stralunata e con l’addome dolorante vide che sul letto vi era un corpetto in cuoio nero che non aveva spalline solo una cerniera al lato, delle calze autoreggenti bianche e una vestaglia in seta rossa . Guardò in giro e vide che i suoi vestiti erano ben piegati nell’armadio, capii che non volevano forzarla ma era meglio fare quello richiesto, sul cuscino vi era una mascherina da notte da donna. Lei si vesti quelle calze bianche risaltano il colore scuro della sua pelle ha freddo e si mette sotto lo coperte, quando si siede al letto vede delle scarpe di cuoio con il tacco. Le prova e si accorge che non &egrave più abituata a camminare con quel tacco. Gira per la stanza facendo sentire il suo passo. Piano, piano si sente a suo agio, nonostante la poca vestibilità. Fuori si fa’ scuro e ben presto appare la Signora scortata da un’altra donna dai capelli rossi, la Signora fa i complimenti a Silvia per il suo aspetto poi prende la maschera da notte e le copre gli occhi, poi con la cintura della vestaglia annoda la maschera di modo che non possa essere levata, le due mani delle donne si legano a lei e le dicono:
‘Tranquilla ti conduciamo noi in un’altra stanza, dobbiamo fare le scale ti guidiamo noi. ‘
Silvia &egrave preoccupata si muove piano per paura di cadere, giunta nella stanza le donne la spogliano poi si sente i suoi polsi legati; la corda non tira eccessivamente sente il cuoio che come un bracciale gira intorno ai polsi. Poi una mano sulla spalla la spinge mentre lei scende sente il freddo di un cuscino di cuoio che la fa rimanere seduta come se fosse su uno sgabello mentre lei scendeva la voce della signora sottile dice:
‘Tranquilla siediti sulla panca ‘ okeeey brava. Adesso noi andiamo giù da basso ci sono gli ospiti quando sentirai bussare alzati in piedi non aver paura nessuno ti farà del male &egrave solo gente che viene per divertirsi e ricordati che poi avrai la tua paga. Hai capito ?’
‘Si!’
‘Aaaa un’altra cosa non devi parlare mai ‘ potrai urlare ansimare ‘ ma non dire niente &egrave chiaro?’
‘Si signora’
La donna gli tiro uno schiaffo e poi replico: ‘Ho detto che da ora non devi parlare, quando fai qualche cosa di sbagliato verrai punita , ciao.’
Il passo dei tacchi viene udito da Silvia , la porta che rumorosamente cigola mentre si chiude e lei si sente il cuore in gola mentre ancora la guancia gli palpita per lo schiaffo ricevuto gli sembra che la mano sia ancora li , tenta di muovere la sua mano ma non riesce non ha abbastanza gioco per raggiungere il suo volto. Nella solitudine della stanza i suoi sensi le fanno sentire il flebile suono delle voci in basso gente che ride e che parla con un po’ di musica che circola per le stanze. Ben presto il brusio finisce e nell’aria si ode Il silenzio e tanti passi che si avvicinano, non aveva idea di quanto tempo fosse passato le sue braccia erano doloranti poi ecco due colpi forti sulla porta e lei come una molla si alza non sente nulla ancora pensa di aver sbagliato, ma, poi la porta cigola e si apre. Avverte dei movimenti intorno, gente silenziosa che si dispone scarpe da donna e da uomo echeggiano nella stanza. Una voce nuova come coperta da una maschera con un suono cupo echeggia:
‘Signori vi presento la prima prescelta: donna di vent’anni che proviene dalle nostre colonie nel nuovo mondo di umili origini ella &egrave disposta a farci compagnia, per lei &egrave la prima volta siate ospitali vi prego potete gustare a pieno questo fiore.’
Silvia &egrave terrorizzata il respiro si fa forte il cuore batte veloce avverte che alcune persone la toccano sente mani ovunque, per un attimo trema, sente che le sue tette sono ora esposte mentre il corpetto &egrave sceso una mano ora le penetra le sue intime labbra poi smette, la stessa mano le entra in bocca e le fa’ sentire la sua eccitazione. Poi una lingua inizia a massaggiarle la figa sente la sua eccitazione e non riesce a non godersi il suo piacere i suoi sensi sono al massimo nell’oscurità. Ora avverte dei movimenti sotto di lei delle mani le prendono le cosce, mentre lei sente che una cappella cerca l’ingresso, ecco cosi l’uomo la trattiene per le chiappe mentre la penetra e succhia le sue tette. Si muove per un po’, non &egrave un cazzo enorme ansima e sente che viene riempita dal seme dell’uomo, lui esce da lei e mentre ancora sgocciola sente che viene ripulita e un altro la tira a se, questa volta un cazzo più grosso e robusto la impala lei sente le gambe scendere e toccare terra mentre la dietro sente che un cazzo duro spinge per entrare nel suo secondo buco intanto due mani le afferrano il volto e sente l’odore di uomo e la punta bagnata che le viene spinta sotto il naso apre la bocca ed inizia a succhiare, intanto dietro sente il dolore si libera dal palo che ha in volto e subisce la sodomia, una sensazione nuova, sente le braccia tirate mentre nelle sue carni sente lo sfregarsi dei cazzi che incominciano a sincronizzare il ritmo. Arriva al suo orgasmo sente il liquido uscire tenta di andare in avanti ma l’uomo dietro la pompa con forza e ben presto la riempie con la sborra, l’uomo esce da lei sente il liquido caldo, per il dolore dell’ano lo muove per tentare di chiuderlo ma già un altro palo la inforca forse quei movimenti come pulsanti hanno dato la sensazione al guardone che lei volesse essere di nuovo sodomizzata. Nella stanza si sentono solo rumori che provengono da lei o dalle persone intorno a lei &egrave presa ed incomincia ad essere sudata sente caldo. Anche l’uomo sotto di lei &egrave venuto, sente il cazzo molle fermo nella sua figa mentre l’altro la spinge ed un altro in bocca. L’uomo sotto stringe il suo seno gioca con i capezzoli e poi sente il vigore riprendersi e riparte dentro di lei a muoversi, i movimenti non sono sincronizzati e questo le dà fastidio, sente alcuni schizzi di sborra sulla schiena &egrave dolorante per la posizione e per le continue penetrazioni ora non riesce a stare in piedi le sembra di aver perso le forze. L’uomo sotto ha un nuovo orgasmo sta volta la alza e si libera di lei, mentre un altro da dietro le entra in figa e continua a muoversi dentro di lei fino al suo nuovo orgasmo. Poi delle mani battono e la voce di prima riprende:
‘Signori e Signore ora vorrei portare l’attenzione sulla nostra seconda ospite nella sala azzurra.’
L’uomo implacabile continua Silvia fa sentire il suo piacere mentre avverte dei passi che si allontanano dalla stanza anche l’uomo termina l’opera esce da lei e le dice:
‘Sei una gran troiai mi sei piaciuta complimenti , torno più tardi.’
Lei non dice nulla e prova a sedersi la panca non &egrave più come prima quasi casca, le corde tese, l’uomo la tiene e la fa sedere. Sente l’odore di una sigaretta che profuma l’aria e il rumore di vestiti, poi un getto caldo la colpisce dalla tetta fino al polpaccio e una risata di chi &egrave veramente divertito poi le dice :
‘Falla anche tu!’
Lei lo fa’ e sente l’odore della sua e dell’urina dell’uomo che gira nell’aria, poi i passi si allontanano.

Continua

(fine paragrafo 5)
La notte perversa Paragrafo 6

L’orgia continua nella stanza

Rimase sola per poco tempo udii degli intrusi in stanza una coppia che scopava, sentiva i versi di lei e il rumore che il cazzo fa, quando penetra una donna. Muoveva la testa per seguirne la posizione ed immaginarne la sagoma. Finalmente udii la voce: era la sua Signora che quando ebbe finito di scopare si avvicinò a lei.
‘Brava Silvia sei davvero una brava troietta. Ricordati di non parlare . Vedo che hai lasciato un bello schifo, puzzi! Mi spiace ora ti devo punire per il tuo odore di piscio.’
La sposta facendole mettere il sedere in aria appoggiando le ginocchia sulla panca e le corde tenevano teso il corpo poi iniziò a schiaffeggiarle il sedere. Silvia non riusciva a non urlare ad ogni botta e più urlava più il colpo era forte. Quando ebbe finito la donna disse:
‘Brava. Ora meriti un premio, o forse era questo il premio? Bhe vediamo.’
I passi della donna echeggiano nella stanza un liquido fresco poi le passa in mezzo alle chiappe sente le mani che la penetrano le allargano l’ano che &egrave dolorante, quel fresco le dà quasi piacere fino a quando non sente un oggetto che le riempie le viscere le entra sempre più dentro lei non riesce a non dire:
‘Basta !!! ‘
‘Hai parlato’ cosa ti avevo detto?’
I passi echeggiano di nuovo e con forza la sua bocca viene ricoperta da una cinghia che le fa’ tenere la mascella bloccata aperta con un oggetto che le tiene la lingua ferma. Poi riprende a lavorare dietro ed un nuovo oggetto forse lo stesso che ha nel sedere la riempie in figa. Poi il movimento dell’oggetto &egrave continuo sui due fronti lei prova piacere una sensazione nuova e quella stimolazione la fa squirtare un’altra volta. La signora allora parla:
‘In faccia mi hai schizzato , però ha un buon sapore’ Torno dopo Silvia aspettami e non ti muovere.’
Silvia si ritrova costretta e dolorante sia le braccia che le gambe, il sedere sembra riprendersi se bene senta il fastidio di quell’oggetto nell’ano, per quanto riguarda la sua figa non ha problemi, ma, vorrebbe essere libera da quel attrezzo.
Più tardi sente che viene liberata e che un cazzo la sfiora sente la sua bava che sgorga dalla bocca e scende mentre viene nuovamente riempita da un cazzo. Non &egrave grosso ma con piacere si gode il ritmo di quel massaggio, l’uomo la tiene per i polpacci con forza poi sui fianchi lei gode lui esce da lei e le schizza la penetra in culo due botte e sente il calore del seme non riesce a trattenersi &egrave pervasa da piacere. L’uomo la libera dal bavaglio, si sposta di fronte. Lei muove la mascella ha una strana sensazione sente le labbra calde e la lingua del suo ultimo amante prenderne possesso non si sottrae al bacio, quando incomincia a sentirne la passione che dura parecchio si ritrova con il cazzo in bocca. Lo succhia con foga per renderlo nuovamente vigoroso e appena ci riesce l’uomo si sdraia sotto di lei le libera i polsi e se la scopa lascia che sia lei a condurre. Quando &egrave soddisfatto l’abbraccia per un po’, poi la lega di nuovo, le lascia un polso libero, le rimette il bavaglio e si allontana. Più tardi entrano degli uomini rumorosi forse l’alcol gli dava quella temperanza in più la palpano e poi uno tenta di farsela ma lei sente il cazzo molle sfatto forse dagli abusi, l’uomo continua a starle sopra senza procurarle piacere e senza procurarsi piacere. L’uomo diviene violento e inizia a mordere i capezzoli si leva da lei e sembra fare un tonfo a terra o forse un altro che lo ha levato dalla donna. Ora sente un uomo peloso che la ricopre con un cazzo notevole sente il suo entusiasmo e nonostante la stanchezza fisica riesce a provare un nuovo piacere. La Signora torna nella stanza e si avvicina a Silvia in un orecchio a voce bassa le dice:
‘Silvia come và? Rispondimi pure non ti faccio del male.’
Mentre le parlava aveva slegato il bavaglio, Silvia con la mano libera si toccava la mascella e poi rispose:
‘Ho sete posso bere dell’acqua e qualche cosa di alcolico per favore.’
‘Si adesso si se vuoi ti tolgo la benda.’
‘No preferisco così , non vedere.’
‘OK! Torno tra un attimo, chiudo la porta a chiave così non entra nessuno dai stai tranquilla và tutto bene.’
Quando udii la serratura scattare decise di tirarsi su la benda all’inizio vedeva annebbiato poi tutto si chiari si guardò e vide i segni dei morsi sulle sue tette la sborra che la ricopriva in punti diversi e guardò lo stanzone con i divani stile sdraio tipo quelli usati dagli antichi romani ricoperti da un cuscino in velluto rosso con una sola spalliera, e su uno di essi un anziano signore dormire, forse il suo ultimo assalitore, vide che era seduta su una panca e lo schifo atterra, abiti abbandonati , vide il fallo di gomma che prima l’aveva penetrata. Si sentiva sconfortata il suo ano pulsava le sembrava che dei chiodi premessero in mezzo alle chiappe in direzione del suo buchino si guarda in giro e vede lo scheletro di metallo che la tratteneva, sente la serratura scattare velocemente si tira giù la benda ed intanto la signora entra. L’aiuta a bere e poi le porge un bicchiere di whisky che lei ingoia le lascia la bottiglia in mano e la slega completamente poi le dice:
‘Stai qui adesso riapro la porta e il gioco continua non ti rimetto il bavaglio ma da ora non devi più parlare, credo che l’agente si sia sfogata ‘ ma non si sa mai. ‘
La pausa non durò molto un voce dura l’assalì :
‘Vieni che ho un bel regalo da offrirti ‘
L’uomo si avvicina e dopo averla accarezzata la spinge verso il suo fallo gli sbatte la cappella sul volto fino a che lei non lo prende in bocca e esordisce:
‘Lubrifica bene perché adesso facciamo un panino e io bel cioccolatino te lo pianto in culo! Adoro stare in quel buco’ E’ quando ha finito la prende per i capelli e la tira verso il divano lei urla per il dolore dello strattone e si abbassa tirata da quella forza bruta. L’uomo si siede e poi gira la donna tiene la verga e le fa sentire la cappella rovente che preme sull’ano la fa scendere , Silvia sta volta sente che &egrave un cazzo grosso le sembra che non finisca mai nonostante non sia duro, ma mantenga una certa elasticità. L’uomo sta fermo e le ordina di muoversi nel frattempo la donna avverte un altro uomo di fronte a lei , l’altro non curante di lei chiede al compare se può partecipare. L’uomo dice: ‘non adesso aspetta’
L’uomo alza la donna e stringendole le tette le punta il glande nella figa un colpo di reni ed inizia a muoversi al suo ritmo lei si sente riempita quel cazzo era enorme finalmente sente i coglioni che le sbattono contro &egrave di sicuro enorme più di quello di Pedro. L’uomo ora le leva il cazzo la prende per i fianchi e la fa’ muovere verso terra ella &egrave alla pecorina gioca passando il suo palo sulla schiena ed in mezzo alle chiappe poi la gira e si sfrega in mezzo alle grosse tette fino a che non la inonda con il suo seme . Quando &egrave venuto le dice : ‘ Sei grande ed io sono un nero mi hai fatto godere dammi un attimo ho voglia di farne un’altra ora ti passo Gustavino ‘
L’uomo si discosta e subito lei avverte una penetrazione sente il pancione dell’uomo sbatterle contro lei divarica le gambe non le sembra di sentire nulla un lieve solletico subito dopo un iper cazzo provarne un altro non può dare la stessa soddisfazione. Sente il nettare animale sul petto si massaggia le tette poi tocca l’uomo per avvicinarlo a se gli stringe i fianchi e ottiene un nuovo orgasmo ormai ha perso il conto di quanti ne ha provati si sente stanca. L’uomo continua a muoversi poi due colpi precisi e ora sente il corpo burroso schiacciarla mentre avverte il riempimento della sperma del ciccione in lei. Finalmente l’uomo si leva da lei , avverte dei rumori come di gente che si riveste, poi movimenti di gente che esce, si tira su la benda e si ritrova nella stanza sola. E’ stanca e ha fame si guarda in giro e vede la vestaglia la indossa e lascia li la benda. La vestaglia si incolla agli umori che ha sul corpo. Timidamente cammina e arriva alla porta si guarda fuori con circoscrizione in una stanza li vicina si sento altri rumori. Chiude la porta dietro di se con la chiave la infila in tasca. Fa fatica a levarla dalla serratura &egrave stanca e dolorante. Scende in basso lentamente tenendosi lungo il muro arrivata al pianerottolo si leva le scarpe le mette in un angolo e continua la discesa sentendo il freddo pavimento. Giunta da basso vede un po’ di gente vestita bene e dei tavoli imbanditi con stuzzichini. Prende un piatto e inizia a servirsi, trova una bottiglia di vino e sedendosi isolata in un angolo inizia a mangiare. Quando &egrave soddisfatta si prende la bottiglia e torna su. Riapre la sua stanza e và a sedersi sul divano. Si ricorda delle scarpe e torna a prenderle mentre arriva al pianerottolo intravede in basso il Signor Gonzalez che su una poltrona si stà godendo un sigaro mentre una mano gioca con la passera di una donna penetrandola mentre la moglie gli si siede sopra e inizia la sua cavalcata, scappa per non farsi vedere e rientra nella sua stanza. Beve il vino e inizia un po’ a riprendere le forze . Continua a bere, forse per sopperire a quei dolori che sembrano svanire ora incomincia a vedere annebbiato si concentra nel guardare l’uomo che dorme il suo cazzo gli sembra doppio la forma ha i bordi doppi si alza e si accorge che fa’ fatica a stare in piedi in quel mentre entra un uomo di colore la guarda e le dice:
‘Ti sei levata la benda ciao! Allora riprendiamo a giocare bella !’
Lei riconosce la voce e guarda i lineamenti annebbiati si avvicina a lui e lo bacia sente le carnose labbra, la lingua e le mani dell’uomo che la frugano avidamente.

CONTINUA

(fine paragrafo 6)
Riempimento totale Paragrafo7

Il piacere di Silvia per due uomini di colore

Lei con le mani vaga sul corpo dell’uomo, infrange la regola impostagli ed inizia a parlare:
‘Aspetta voglio spogliarmi , voglio levarmi la vestaglia sei bello voglio il tuo cazzo, come prima.’
L’uomo sorride , e attende che la donna sia pronta ed intanto anche lui appoggia gli abiti piegandoli con cura sul divano. Ride mentre mostra il suo palo notevole lei si abbassa e inizia a giocare ridendo per la gioia di quel fallo. Lo succhia, lo lecca , l’uomo si distacca da lei e si avvicina alla porta senza uscirne poi il suo braccio esce e guardando lei attende, due uomini di colore entrano chiudono la porta e iniziano a spogliarsi lui si avvicina a lei mette per terra i cuscini del divano e si sdraia mentre invita lei ad andargli sopra. Silvia si lascia penetrare, l’uomo gli schiaffeggia il sedere mentre davanti gli si para un cazzo nero anche esso grosso non più di quello del suo amico. Il terzo uomo le infila due dita nell’ano sente il fresco di un liquido che la lubrifica e le dita che ravano, poi il tizio prende il barattolo e allontanando il cazzo dalla sua bocca si cosparge di liquido. L’uomo le passa dietro si strofina in mezzo alle sue chiappe e le fa’ sentire l’intero bastone poi l’uomo sotto trattiene le chiappe della donna sembra tirare per allargare al massimo il suo buco eppure lei sente che la seconda punta le entra nella figa umida le sembra di impazzire sentendo quella nuova intrusione. Lentamente sente l’avanzamento del secondo uomo i due iniziano a muoversi dentro di lei, sente le due punte che vibrano sembrano sfregarsi fra di loro lei urla per il piacere mentre il secondo uomo ansima e fa sentire il suo fiato in un orecchio ogni tanto le dà qualche colpo forte che le procura dolore. Sente lo sfregamento dei due e sente una esplosione di uno dei due anche lei coglie il piacere e il suo schizzo &egrave forte e poi l’uomo sopra esce da lei e penetra nell’ano si muove veloce come se non trovasse resistenza ed ora la inonda. Si alza da lei , lei si libera del cazzo del primo uomo sente il fluido colargli sulle gambe sente che scende lentamente si sente libera e sporca si siede sul divano e sorseggia dalla bottiglia il vino mentre guarda i due uomini seduti a terra con il viso soddisfatto. Forse presa dai vapori alcolici Silvia si muove a quattro zampe e come una gatta o una pantera si avvicina a quei corpi scuri, con lo sguardo voglioso si avvinca ad uno dei falli giganti. La sua lingua vaga, ingoia il fallo che rimane morbido sembra non dare cenno alle sue attenzioni, inizia quindi ad afferrare con la mano sinistra l’altro e lo agita. I suoi movimenti distratti verso il secondo le danno una certa reazione, abbandona il molle cazzo e si dedica a pieno al secondo. L’uomo si sdrai e si gode la bocca della donna. Lei capisce che l’uomo &egrave forse stanco e che quelle attenzioni gli piacciono. L’altro intanto inizia a giocare con le sue tette e poi con la passera. Le attenzioni scemano quando l’uomo ormai stanco si inizia a vestire e si siede sul divano ad osservare lo spettacolo. Silvia quindi si sposta e prende il controllo del fallo. Sormonta l’uomo che con la mano regge il suo cazzo mentre lei poggiandosi su di lui indietreggia e scorre fino a sentire le palle dell’uomo. Non avverte movimenti dello stesso e solo il suo corpo che scorre e il suo bacino che in automatico crea i giusti movimenti; dopo un po’ ha il suo orgasmo si ferma rimane un po’ sul nero e si gode l’istante.
Sente che si &egrave addormentata forse per dieci minuti, il cazzo che era in lei non &egrave più vigoroso anche l’uomo giace immobile forse addormentato, si alza e guarda il fallo lucido che rimane li, recupera la vestaglia ed esce dalla stanza, ora ci sono meno rumori in giro, sale al piano superiore e tenta di aprire la porta della sua stanza, ma, &egrave chiusa. Prova le altre porte ma sono chiuse quei rumori però fanno si che una delle stanze si spalanchi la Signora apre la porta, la guarda e le dice: ‘Sei stanca aspetta ti apro la stanza’, scompare e poi le porge la chiave, lei entra in stanza e si chiude a chiave. Si getta sul letto gira le coperte per ricoprirsi e senza alcuno sforzo sente che la stanchezza ha la meglio su di lei ed inizia a dormire, il nero il vuoto l’accompagna per diverso tempo.
Qualche ora più tardi apre gli occhi disturbata da un forte rumore proveniente dalla porta.
Gridò: ‘Un attimo!!! Arrivo!!!’
Il rumore quindi si fermò, scese da letto a fatica e con un viso sconvolto e i capelli senza pettinatura raggiunse la porta e girò la chiave per aprire, il Signor Gonzalez apparve alla porta e disse:
‘Buon pomeriggio!’
‘Salve!’
‘Io tra poco parto , posso entrare un attimo?’ Più che una richiesta era un ordine visto che mentre lo stava dicendo si stava apprestando a passeggiare verso il letto sfatto. Lei si limitò a guardarlo, l’uomo dalla tasca esterna della giacca estrae una busta si avvicina al comodino e l’appoggia, guarda la donna e tornando indietro verso la porta prosegue il discorso:
‘Li trovi quello pattuito, mia moglie e mio figlio rimangono qui, ti riporto a casa Domenica prossima così’ diciamo che hai il tempo per riprenderti un po” parleremo poi ‘ a ..’ Mettendo una mano in tasca le pose il cellulare ‘Ecco ‘ va bene ‘ e senti ‘ magari fatti una doccia ‘ che non hai più il profumo di donna.’
Lei avrebbe voluto rispondergli : ‘Si stronzo! Fatti i fatti tuoi pezzo di merda! ‘ Ma riuscii a far uscire un semplice ‘ ummm’ in realtà era ancora addormentata. L’uomo uscii e lei richiuse la porta a chiave, si diresse in bagno e si sedette sul water . Liberò la sua urina mentre con la vestaglia aperta intravedeva lividi, le calze rotte e lo sporco di uomo su di lei, gettò a terra la vestaglia e aprii l’acqua per riempire la vasca, poi si lasciò affondare in quella vasca sentendo il relax, il suo corpo era dolorante in modo particolare sentiva un grosso fastidio al suo ano ma anche la figa le sembrava dolorante come se le prudesse, poi dopo diverso tempo si asciugò e si fiondo nuovamente a letto e sotto le coperte ascoltando i rumori della natura esterna riprese a dormire.

Autore Pubblicato il: 16 Aprile 2009Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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