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Come ogni sabato sera Mariella si sta preparando con cura prima d’uscire, stando ben attenta a non dimenticare il minimo particolare: la biancheria intima, candida e provocante, il profumo avvolgente, i capelli sciolti, la minigonna nera e i tacchi alti, sì, perché sa molto bene che a lui piacciono le donne allettanti e così femmine dalla testa fino ai piedi. Chissà, se sarebbe potuto succedere qualcosa tra di loro, chissà se lui si sarebbe accorto di lei concedendole qualcuna delle sue preziose carezze?

Mariella al presente preferisce non anticipare né premettere nulla nella sua mente, giacché esce di fretta per raggiungere il gruppo degli amici, la serata scorre lenta, i discorsi sono incolori e smorti, la musica le sembra perfino insopportabile, mentre lei cerca di riconoscere negli occhi d’ogni sconosciuto che entra nel locale lo stesso sguardo dell’uomo che desidera, eppure le sembra una galleria monotona e ripetitiva di personaggi abituali e convenzionali. Nessuno è dunque come lui, nessuno possiede la stessa espressione intelligente né lo stesso linguaggio né lo stesso piglio né la medesima concupiscenza emanata dalle sue labbra, perché niente e nessuno è riuscito ad aizzarla ed eccitarla così tanto semplicemente muovendo i fianchi, come al ritmo di quel vecchio disco funky dei James Taylor Quartet dal titolo ‘Dirty Harry’ che lei adora così tanto.

I suoi movimenti ricordano la danza di un’odalisca vogliosa, il perenne ondeggiare del mare su d’una spiaggia deserta, dato che Mariella spira al pensiero di poter stare lì incollata ai suoi fianchi, aggrappata alle sue spalle forti, mentre la notte annega nel bicchiere l’ultimo risucchio e poi compare il vuoto assoluto e totale. Dopo si spengono le luci, s’accende il sole nel suo cuore e nel suo ventre: lui è arrivato, perché adesso i crampi le massacrano lo stomaco, la sua visione le riempie gli occhi di bellezza e di desiderio, lo spirito notturno ricomincia a pulsare, i pensieri diventano saette, i sensi sono acutizzati come sotto l’effetto d’una droga. Gabriele si siede accanto a lei e le sfiora una mano, poi la ritrae intimidito dalla presenza degli amici ricominciano i discorsi, la sua voce la accarezza e il suo sguardo la seduce, scivolando sulle curve dei suoi fianchi che gli ha generosamente offerto.

Mariella si stira annoiata come una gatta, poi s’accende pigramente una sigaretta accavallando le gambe e comincia a fumare lascivamente, schiudendo le labbra ben delineate da quel lucido rossetto rosso. Lei si sente la padrona della situazione, la dominatrice della circostanza, perché è consapevole d’avere l’arma più potente, la sua femminilità, dato che questa notte non vuole lesinare le proprie energie, tenuto conto che ha già captato pulsare nitidamente il desiderio fremente tra le sue gambe, in quanto l’assale un bisogno primordiale che dev’essere rapidamente soddisfatto a ogni costo, in qualsiasi luogo, perché il richiamo del suo maschio è indomabile e irresistibile, eppure deve aspettare pazientemente. Non ha il coraggio di chiedergli d’andare via, non è sicura che anche lui sperimenti la stessa voglia, perché il suo volto rimane distaccato e inalterabile davanti alle sue provocazioni, lui la guarda divertito, malgrado ciò continua a conversare con i suoi amici, facendola sentire quasi buffa e ridicola nella sua veste di donna fatale. A un tratto Gabriele s’alza e l’agguanta per un braccio, s’avvicina all’orecchio e animosamente le sussurra:

‘Quest’oggi sei realmente splendida, non ho voglia sul momento d’andare a casa’.

In seguito s’infilano guardinghi all’interno d’un logoro cinema di terza categoria dove viene proiettato un film in bianco e nero d’un regista sconosciuto, laddove gli attori sono pessimi con la trama peraltro inconsistente.

‘Che cosa sto facendo qui?’ – si chiede Mariella sbadigliando, senza staccare gli occhi dallo schermo.

Lui le appoggia una mano sul ginocchio e un brivido le corre giù per la schiena, la mano comincia morbidamente a salire, sposta un lembo della gonna e le dita s’intrufolano negli slip cercando il punto più sensibile. Nell’oscurità s’uniscono le loro bocche per la prima volta, senza dire una parola, senza un commento, visto che parlano i gesti, le loro mani, che si stanno intrecciando per cercare nuovi angoli di pelle inesplorati. Alla fine del primo tempo escono dal cinema abbracciati e si rifugiano in macchina dove possono trovare la più armoniosa delle intimità. Lei vorrebbe sussurrargli frasi d’amore, dichiarargli i suoi sentimenti, ciononostante lui le ordina di stare zitta, perché la spoglia deliziosamente in silenzio respirando il suo profumo, le stringe i seni molestandole soavemente i capezzoli rigonfi, poi inizia a baciarla e a leccarla senza trascurare alcuna parte del suo sinuoso corpo. Con il sapore del suo sesso sulle labbra la bacia a lungo e si lascia appena accarezzare, come se fosse un idolo d’adorare, però che è impossibile toccare. Mariella sente un desiderio incontenibile d’essere posseduta, d’avvolgere con il suo corpo, quello del suo uomo per amarlo e per proteggerlo.

‘Dai, mettimelo dentro, ti prego, perché ne ho voglia’.

Lui le ordina persino di stare zitta, come se lui fosse il padrone e lei la sua schiava, poi decide la posizione e la sistema sul sedile. Lei lo accoglie tra le gambe mordendosi le labbra per lo spasimo che le taglia il ventre, ma che colpo dopo colpo diventa più languido e tenero, trasformandosi in ultimo in vampate inattese di calore e di piacere. Che gioia immensa, vedere l’uomo dei suoi sogni proibiti che la domina possedendola in ogni modo effettuabile, con l’anima, con il cervello, con il corpo e con il cuore, che impartiscono ordini fin troppo compiacenti e piacevoli da soddisfare, che ristabiliscono ripristinando l’ordine nel pandemonio e nel trambusto del suo mondo:

‘Tu sei la mia donna, io sono il tuo uomo e ti soddisferò caldeggiandoti, finché tu non ne avrai avuto abbastanza, garantito’.

La loro danza sensuale sembra non avere fine, il loro balletto d’amore è appena iniziato, poiché Mariella gode in silenzio incamerando quegli eccezionali e irripetibili attimi, mentre lui le descrive tutto ciò che esegue nei minimi particolari, poi a un tratto i sospiri prendono il posto delle parole, perché il piacere è attualmente come un’onda che lenta s’innalza ergendosi maestosa per poi ritrarsi, indugia un poco e infine si gonfia montandosi ed esplodendo senza ritegno in mille spruzzi. L’alba è arrivata, il trucco è sparito e ogni cosa sembra essere tornata al proprio posto, arrivati sotto casa, entrambi infatti si salutano con un bacio, mentre lo sguardo complice fa da stupenda cornice all’evento.

Gabriele e Mariella sono fidanzati da più d’un anno, però saranno amanti per sempre.

{Idraulico anno 1999} 

Autore Pubblicato il: 20 Giugno 2016Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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