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Era la nostra prima uscita da soli.. a dire il vero ci stavamo in qualche modo frequentando da “amici”? Lo so, lo so.. questa parola si usa troppo facilmente ma allora nessuno dei due poteva nemmeno lontanamente immaginare quello che sarebbe successo.
Ci piacevamo.. io affascinata dal suo essere uomo deciso, disinibito e schietto, mi leggeva dentro, lui preso da questa ragazzina che a differenza di molte.. usava la testa, curiosa, solare.
Mi aveva portato a fare una passeggiata in montagna.. si camminava da ore.. le mani si sfioravano, gli occhi si rincorrevano, sfuggivano e rapivano.
I pensieri poi.. pestiferi, sempre piu’ caldi, piu’ intensi ad aspettare un cenno, un assenso, come la lingua che batte sul dente che duole, non mi davano tregua.
Ero la sua preda ma amavo ed amo questo ruolo.
Il mio viso di bimba lo eccitava terribilmente e quella barba non fatta di qualche giorno, i capelli brizzolati.. e quante cose sapeva’ un’enciclopedia da sfogliare.
Tutto quel camminare e il bere fecero il resto e ora avevo un’urgenza ben piu’ importante. Non ero certo la Borderline di adesso.. allora, l’idea di dover fare pipi’ in quella circostanza mi metteva imbarazzo.. vergogna.. pensavo e ripensavo a come avrei potuto fare.. tutto intorno, prati, alberi.
Mi fermai e guardandolo gli dissi..
– Devo allontanarmi un attimo.. tu stai qui.. arrivo subito.. –
– Dove devi andare da sola? – Mi rispose lui, sorridendo.
Arrossii e poi una risata per cercare di respirare e prender fiato per pensare.
– Vado’ vado li’.. tra quei cespugli, .. dai.. –
– Voglio venire con te, sia mai che lasci una fanciulla da sola in
questo bosco..-
La cosa mi stava eccitando.. non ci eravamo ancora dati un bacio e lui cosa voleva fare????
Ahaha.. che spasso.. io ormai ero al limite.. non ne potevo piu’.. e lui stava indossando i vestiti del porco.
– Fai come vuoi.. – risposi.
E cosi’ mi avvicinai ai cespugli, allontanandomi dal sentiero.. ma lui, prima ancora che potessi fare altro, mi prese la mano.. la strinse e mi disse..
‘ Vieni.. dai, falla qui.. –
In mezzo al sentiero?? Questo e’ pazzo pensai guardandolo e in quel momento mi persi nella sua pazzia.
Gli diedi le spalle e abbassai i pantaloncini alle ginocchia.. mi girai a guardarlo mentre le mani si posarono sugli slip.
– Faccio io.. – mi disse.
Quelle mani sui miei fianchi, mi diedero una scarica di adrenalina potente, ebbi come un sussulto.. posai le mie sulle sue e lo lasciai fare.
Duro’ istanti infiniti.. le sue dita passarono sotto il tessuto, da dietro.. ero calda.. sudata tra le chiappe.
Poso’ la sua bocca al mio orecchio, spostando i capelli raccolti a coda di lato.
– Voglio sentirla sulle mie dita.. voglio sentirla sulle mie labbra.. la voglio.. –
La sua voce.. era suadente, calda, mi entro’ dentro nel profondo.
Provai sensazioni incredibili.. stupore per come potesse piacergli una cosa del genere ma.. accidenti.. la mia curiosita’ mi spingeva verso il suo desiderio, verso la sua voglia che divento’ anche mia.
– Si.. la faccio dove vuoi tu.. –
Sentii le sue dita, i suoi polpastrelli leggeri passare sullo spacco.. mi appoggiai con la schiena al suo petto, non avevo mai provato un piacere cosi’ intenso.. non era solo fisico, stava facendo l’amore con i miei pensieri, con pensieri di cui ignoravo l’esistenza.
Girai la testa verso la sua.
Tiro’ fuori la lingua e passo’ la punta sulle mie labbra, entro’ cercando la mia lingua, mentre le sue dita si spingevano dentro, strofinando e stringendo. Mi alzai sulla punta dei piedi e lui lo
sapeva, sapeva quello che mi stava dando.. le sue dita ora erano bagnate di miele. Ansimavo nella sua bocca.. gli occhi chiusi.. e le gambe che volevano ora allargarsi.. ora stringersi.
Anche lui si stava eccitando, una mano sali’ sul seno sotto la maglietta, abbasso’ il reggiseno e lo prese in mano strizzandolo..
passando poi sui capezzoli ripetutamente. Scese sul ventre e si spinse contro di me. Sentivo il suo sesso spingere da sotto i pantaloncini sul mio sedere.
– Dai, fammela fare.. dai.. adesso.. –
Le sue mani ritornarono sullo slip e iniziarono ad abbassarli.. lui si inginocchiava, passando la bocca .. Mi annusava come un cane da caccia, sentivo il suo naso tra le natiche, la sua lingua che scendeva .. scendeva’ mi tolse pantaloncini e slip.
Un attimo di lucidita’ e mi guardai intorno.. avrebbe potuto vederci chiunque passando ma anziche’ spaventarmi mi eccitai in un modo indescrivibile.
– Dai.. mettiti bene.. voglio veder uscire la tua pioggia dorata, mi devi bagnare, hai capito? – e mi giro’ verso di lui.
La sua voce mi riporto’ alla realta’ di quell’attimo. Le mie mani scesero tra le cosce e sorridendo la allargai. Iniziai a muovere il bacino abbassandomi, tirai fuori la lingua cosi’ come stava facendo lui inginocchiato sotto di me.
Le sue mani sulle mie gambe, gli occhi erano diventati due braci ardenti.
– Lasciati andare.. dai.. ti prego.. –
E mentre lui si avvicinava con la bocca la sentii arrivare.. un getto caldo, profumato..
Lui? Lui ansimava, la vedevo battere sul suo viso, sulla sua bocca, sulle sue labbra, il rumore simile ad acqua di sorgente che zampilla sulle rocce e schizza..
Le gambe tremavano.. alzai la testa per il piacere che stavo provando e ancora abbassai gli occhi su di lui.. sul quel porco bagnato della mia pioggia.
Avevo il cuore a mille e mi fece godere non appena poso’ la bocca tra le mie cosce e prese a leccare le ultime goccioline..
Si alzo’ davanti a me guardandomi.. e io senza aspettare altro lo baciai, volevo sentire il mio sapore dalla sua bocca.
– Mmh, sei buona.. sei buona da morire.. lo senti? –
Mi rivesti’ e continuammo.. be’ non andammo molto distanti a dire il vero.
Ci fermammo prima accanto a un albero, poi sulle rive di un lago e ancora in un cascinale’

Autore Pubblicato il: 24 Luglio 2008Categorie: Erotici Racconti0 Commenti

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