Il panorama intorno a noi è splendido.
Una pazzia, una fuga, all’insaputa di tutti. Noi due chiusi in uno chalet, circondati dalla natura ricoperta di neve, silenzio e null’altro.
L’imbarazzo è stemperato dalle manovre per riuscire ad accendere le stufe, ridiamo e ci prendiamo in giro.
Mentre tu fai un giro di perlustrazione io mi occupo del camino; è come ce lo siamo immaginati, grande, di pietra.
L’aria finalmente si sta scaldando e possiamo rilassarci, ci mettiamo davanti al fuoco a chiaccherare e a mangiare un po’ di frutta.
Io rimango rapito a guardare le tue mani che sbucciano un mandarino. Mi piace come le muovi, come le dita sollevano piano la buccia, l’afferrano e lentamente la tolgono. E’ come se lo stessi spogliando, con desiderio ma senza fretta.
“Che hai?” mi riporti al mondo, rido, “nulla”
Il fuoco, così vicino, fa pizzicare la pelle, fa scaldare il sangue. Il suo riflesso nei tuoi occhi li fa sembrare ardenti.
“Claudia, i tuoi occhi mi stanno mettendo in imbarazzo!” infilo una mano nello zaino e tiro fuori un nastro di seta.
Mi guardi con aria interrogativa mentre mi alzo e mi porto dietro di te. “Ti fidi di me?”.
Mentre annuisci appoggio il nastro sul tuo viso e lo lego dietro la nuca, in silenzio mi allontano.
Senti la mia presenza, ma non riesci a capire quanto io possa essere vicino. Mentre il tempo passa i tuoi sensi si fanno più acuti, l’odore del fuoco è più intenso, anche il fuoco che è nato nel tuo ventre sta diventando intenso. E i tuoi denti che afferrano un labbro sono il segno di questo calore.
Il mio respiro si avvicina al tuo collo, le mie labbra lo sfiorano, mentre le mie mani scivolano sulle tue spalle
…….
un brivido intenso ti scuote mentre le mie dita continuano la loro corsa lungo la schiena fino ad arrivare ai tuoi fianchi.
Inclini la testa da un lato, invitandomi a continuare ad assaggiare la tua pelle.
Le dita intanto hanno sollevato la stoffa e stanno risalendo la schiena, stavolta il contatto è pelle contro pelle. Alzi impercettibilmente le braccia, così da far passare le mie mani che si portano sui tuoi seni. Li accarezzo, li prendo.
Poi mi stacco. Fai una smorfia di disappunto, ma non dici nulla. Mi senti allontanare ed armeggiare da qualche parte.
Quando torno, prendo la tua mano e la metto a contatto con qualcosa di metallo… è un cucchiaino.. lo porti verso la bocca, sorridi.
“Nutella!”
La benda aiuta, senza pudore pulisci il cucchiaino con le labbra e la lingua in un gioco che sai essere irresistibile per chi ti guarda.
“Ancora!” sei perentoria. Riempio ancora il cucchiaio e te lo passo.
“No!” dici, “Questo è troppo freddo!”
…..
Resti in attesa. Ora alle tue labbra si offre il mio dito avvolto dalla cioccolata e tu ricominci l’eccitante gioco, stavolta sporcandoti la bocca come una bambina.
Non posso resistere, la tua pelle e la Nutella sono un richiamo troppo forte, avvicino la bocca alla tua e inizio togliere la crema. Le tue labbra si socchiudono.
Baci, morsi, labbra e lingue si uniscono finchè non ci stacchiamo, il respiro affannato ci dice che il sangue sta correndo nelle nostre vene, il cuore batte veloce.
Piano ti slacci la camicetta, la gonna vola via. Metto le dita sui tuoi slip e li faccio scendere guardandoti rapito.
Affondi un dito nella cioccolata e, come pollicino, segni la strada che dovrò seguire sulla tua pelle.
……
Ti lascio ad aspettare che qualcosa accada, intanto metto legna nel camino, faccio alzare la fiamma ed il calore.
La crema diventa più liquida e laddove hai abbondato inizia un po’ a colare dandoti una strana sensazione.
Quasi non ti accorgi che mi sono riavvicinato. All’improvviso, come materializzata dal nulla, la lingua inizia il percorso scendendo dalla gola verso i seni, in quella zona hai volutamente abbondato costringendomi ad un lungo ed approfondito lavoro.
Poi riprendo la strada che scende verso i fianchi per poi arrivare al ventre e all’ombelico. Lì il tuo percorso termina, ma io ho ancora fame.
Con un dito traccio il sentiero che scende ancora e mi rimetto a seguirlo. Sono arrivato al tuo sesso, allarghi le cosce permettendomi di baciarlo, il tuo sapore si mischia a quello della Nutella, fino a farla sparire.
Sono immerso nel tuo fiore, il tuo profumo è inebriante, bevo il tuo succo mentre irrigidisci la chiena, mi afferri per i capelli e mi tiri più forte a te sussultando.
Resto in apnea qualche secondo. Tenendomi per i capelli mi fai risalire fino all’altezza della tua bocca e inizi a baciarmi assaporando il tuo stesso piacere.
I nostri sessi si incontrano. Oramai è chimica, è sesso, è passione, il nostro cervello nulla può.
I corpi si fondono e lottano per il reciproco piacere. Le buone maniere non si possono usare, le mani affondano, allargano, stringono. I denti mordono, le unghie graffiano.
….
Mi stacco, ti giro, ti guardo compiaciuto in quella posizione. Sei ancora più eccitante, se possibile.
Afferro i tuoi fianchi e ritorno prepotentemente in te.
Tu spingi verso di me ogni volta che mi senti allontanare, colpi sempre più profondi, i tuoi muscoli stringono, la tua voce sale e io non posso più tenere il mio piacere che caldo arriva sulla tua pelle.
Restiamo sdraiati, avvinghiati, appagati e finalmente ti tolgo la benda.

è il momento di godersi l’ attimo, quella pace dopo la tempesta… In attesa di riavere l’ energia per ritrovar tempesta… è il momento di guardarsi accoccolarsi e far parlare il silenzio. Di iniziare a conoscere i reciproci corpi.
Mi piace guardarti, capire le sensazioni…. Cominci a baciarmi poco per volta una piccola parte del corpo per imparare cosa è più bello e cosa più piace, cosa stimola e fa reagire di più