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Quella mattina Chantal non aveva voglia di alzarsi. La finestra era una lastra grigia senza espressione e la nebbia si alzava dai canali della laguna. Si mise a sedere ed il lenzuolo scoprì il suo seno pieno e caldo, l’oggetto delle attenzioni dell’uomo che dormiva al suo fianco, completamente nudo ed esausto. Chantal si chinò e gli baciò dolcemente le spalle. Erano le 9 del mattino e tutto era iniziato esattamente ventiquattro ore prima…

Il treno era arrivato in stazione perfettamente puntuale e Chantal si trovò a sorridere per il fatto che la giornata sembrava partire sotto i migliori auspici; il messaggio che aveva ricevuto dieci minuti prima gli aveva confermato che il suo uomo era arrivato poco prima, ma che non le aveva usato la consueta gentilezza di aspettarla davanti al binario con una rosa in mano e con la bocca desiderosa di incollarsi alla sua. Il messaggio recitava in poche ma intriganti righe che l’attesa sarebbe stata ancora più dolce ed eccitante se il loro incontro fosse avvenuto in un luogo che Chantal doveva trovare rivangando nei dettagli della loro straordinaria storia d’amore. Scese dal treno e sorrise sensuale al ragazzo che con la scusa di aiutarla con la valigia aveva fatto cadere il suo sguardo nella scollatura della donna. Sapeva che il suo seno sarebbe rimasto nelle fantasie del ragazzo e si morse involontariamente il labbro al pensiero che se lo avesse avuto di fronte in treno avrebbe potuto giocare con lui, farlo eccitare, fargli intuire la consistenza del suo intimo sotto al vestito impeccabile, solo ed esclusivamente per poter raccontare questo gioco al suo uomo, magari davanti ad un caff&egrave e semplicemente per il gusto di vederlo eccitato e al tempo stesso impossibilitato a fare nulla se non desiderarla.

Le operazioni di check in furono rapide e dopo pochi istanti Chantal era in camera. La valigia era aperta e alcuni capi di intimo sul letto erano in attesa di essere scelti ed indossati; Chantal osservò lo specchio e si vide bella come non mai. Sollevò la gonna ed i ricordi del loro ultimo incontro l’assalirono ‘ sentiva il calore del cazzo di lui nella bocca, la sua carne che la penetrava in profondo mentre era appoggiata alla porta…. il calore ed il sapore del suo seme erano idealmente sulle sue labbra. La mano scivolò nel perizoma e le dita presero a giocare col clitoride. L’orgasmo arrivò rapido,intenso ed incontrollabile. Il suo sorriso in quel momento era la cosa più bella del mondo e con lo stesso sorriso sulle labbra prese il telefono e lo chiamò. ‘Sappi che ho già infranto una delle nostre regole!’ ‘Hai giocato da sola vero?’ ‘Ti voglio…vieni qui da me’ ‘Sai ho sempre pensato che non esiste opera d’arte più bella del tuo corpo nudo….’ E riattaccò
Chantal sorrise…….mentre si vestiva sapeva esattamente dove andare

…..continua
e

Autore Pubblicato il: 24 Settembre 2013Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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