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Comincia il gioco

Le 2:13 di notte e io non riuscivo a riaddormentarmi….il saperlo nella stanza accanto, a mia disposizione se non fosse stato per il piccolo inconveniente dei genitori nella stanza al piano di sotto….
Avevo una voglia incredibile, io di solito così composta anche nelle passioni fisiche, così controllata….pensavo solo al suo corpo, alle sue labbra morbide, ai ricci con cui amavo giocare anche in quei momenti di fuoco, alle sue mani dalle dita sottili ma forti, e ad un altro paio di sue peculiarità fisiche di tutto rispetto….
Mi alzai, avevo caldo, avevo voglia di toccarmi, di donarmi da sola quel piacere che mi teneva sveglia…
Mi avvicinai alla sua stanza, la porta era socchiusa, la spinsi ancora un po’…
– creeeeck –
Maledetta porta!!! Per fortuna non si era svegliato! Uno dei gatti, il cucciolo, si mosse soffiando un paio di volte, dopodichè si riaquietò….l’avevo scampata bella….!
Rimasi a guardarlo per qualche minuto, come aveva fatto tante volte lui in cam, per ore intere….era così tenero….
Mi avvicinai, lo giuro, solo per dargli un bacio sulla fronte….ma mentre mi chinavo lui aprì gli occhi e con una mossa veloce mi rovesciò sul letto.
– Che diavolo fai a quest’ora? –
Sulle prime pensai che fosse arrabbiato, gli doveva essere preso un colpo…..poi vidi il sogghigno che gli incurvava le labbra.
– non avevo sonno –
– e dovevi svegliare me? –
– non volevo svegliarti, anzi volevo andare in cucina a prendermi un bicchiere d’acqua – (bugia pietosa, la cucina era al piano di sotto…)
– vai allora – mi disse, continuando a gravarmi addosso col suo peso, l’erezione che mi premeva contro una coscia, il suo sguardo voglioso sulle mie labbra…
– se mi lasci andare vado – risposi, fingendo di alzarmi solo per spingere il mio seno contro il suo petto e fargli sentire i miei capezzoli inturgiditi, duri, sotto la leggera maglia del pigiama…
Inspiegabilmente si spostò veramente, lasciandomi perplessa e vagamente offesa… – vai –
Mi alzai dal letto, aspettandomi un cenno, qualcosa….che cavolo, non poteva lasciarmi andare via così, lo sapevo che mi voleva….
Invece niente, arrivai in camera mia e mi distesi di nuovo sul letto, ormai freddo….aspettai qualche minuto ma non si sentiva nessun rumore dalla sua stanza, percui mi girai e cercai di prendere sonno….
– anche io so giocare a questo gioco…giusto per fartelo notare… – il suo sussurro mi spaventò a morte, non l’avevo sentito arrivare!!!
Mi prese in braccio e mi portò silenziosamente in camera sua.
– fai piano, non voglio svegliare i miei, potrebbe essere un problema s…. – non riuscì a finire la frase, perchè le sue labbra non gli appartenevano più, erano attaccate alle mie, prede della mia foga.
Nel frattempo le sue mani mi spogliavano veloci, solo adesso mi accorgevo che era già nudo, il cazzo teso e duro.
Mi portai le sue mani sul seno, lo strinsi da sopra le sue dita, accarezzai le braccia, le spalle, gli artigliai la schiena….gli sarebbero rimasti i segni, i segni del mio amore, pensai, e quel pensiero, mi eccitò ancora di più.
Lui cominciò a succhiarmi i capezzoli, voracemente, strusciando contemporaneamente il suo sesso contro il mio, provocandomi brividi freddi giù per la schiena e nel mio sesso.
– prendimi subito, voglio sentirti dentro di me – avevo la voce roca e cercavo di controllarmi nei miei ansiti, tendevo a diventare “rumorosa” senza volerlo in quei momenti e non ce lo potevamo permettere.
– voglio farti godere in un altro modo prima –
– no, ti prego, lo sai che non mi sento di farlo….- la “o” mi uscì di bocca con un gemito, mi aveva ficcato due dita dentro, così, senza preavviso, e aveva cominciato a muoverle velocemente…..ero bagnatissima, eccitata, alla sua mercè….
Scese con le labbra fino al mio sesso, assaggiando il mio sapore più intimo, leccando il clitoride, titillandolo velocemente con le dita….io stringevo i denti per non urlare di piacere…..cominciò a scoparmi con la lingua, la sentivo dentro di me, mentre le sue dita non abbandonavano l’altra mia fonte di piacere….stavo impazzendo, era bellissimo, e l’ombra di vergogna nel sentirmi così impotente nelle sue mani rendeva tutto più elettrizzante….
Vennì in un orgasmo che mi strappò un gridolio, lui ritornò veloce sulla mia bocca, bacindomi con foga, facendomi assaggiare il mio sapore sulla sua lingua…
– possibile che tu non riesca a stare zitta? – ansimò….sentirmi godere lo aveva eccitato tantissimo, lo sentivo…avevo voglia di rendergli pan per focaccia quello che mi aveva fatto prima, e andarmene lasciandolo insoddisfatto, ma uno dei suoi – amore mio – così rari, che gli era così difficile pronunciare, soffiato al mio orecchio, mi tolse ogni velleità…
Mi penetrò lentamente, assaporando ogni contatto, prolungando il piacere fino ad un orgasmo liberatorio per entrambi.
– posso dormire con te amo’? –
– non so se….ok, certo –
Chiuse la porta a chiave, e tornò a letto.
Ci addormentammo abbracciati, sazi.

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