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Confidenze tra madre e figlia

E così, anche quest’anno, come ogni estate, vado a fare visita alla mia cara mamma, che abita con il suo compagno nella nostra grande casa di campagna.

Madre e figlia hanno l’abitudine di mettersi a chiacchierare d’amore tutte sole sulla grande veranda, che guarda sull’immenso giardino piantato a ippocastani. E le due confabulano come vecchie amiche, sorseggiando il t&egrave, cullate dal vento fresco che viene dal mare, nei caldi pomeriggi di luglio, in cui il canto monotono delle cicale rompe il silenzio afoso.

Ecco, sono già arrivata con la mia decappottabile rossa, suono il clacson, come faccio di solito (ah, che ragazza impertinente che sono!) e la mia cara mamma viene ad accogliere a braccia aperte la figlia che non vede da tanto, tanto tempo.

– Dai, vieni, ti offro qualcosa da bere ‘ disse mamma, mettendomi la
mano sulla spalla amichevolmente.

– Oh, sì, grazie! ‘ risposi io, facendo un balzo, e mettendo così in evidenza vestitini estivi e attillati che porto. ‘ Andiamo!

– Ci mettiamo su in terrazzo?

– Sì, buona idea.

Eravamo sole in casa. Nessuno avrebbe potuto disturbarci, né udire i nostri cicalecci.

Oh, ma che sciocca che sono! Dimentico di dirvi come mi sedetti davanti a lei, nel mio solito modo, cio&egrave con le belle gambe accavallate, le spalle e le braccia nude (faceva caldo) in avanti, le mani sulle ginocchia, posa che mette in evidenza i miei seni rifatti da poco.

– Oh, ma ti sei messa quella gonna nera sopra il ginocchio, che ti dona tanto! E come stai bene con quel cappellino di paglia, decorato di fiori rossi e gialli! ‘ mi disse mamma.

– Tu lo sai, ho ventidue anni’ Sono troppo giovane per indossare degli abiti più seri. Anche tu, però, con i tuoi quarantuno, non scherzi’ Caspita! Siamo tutte e due con le gambe accavallate, vestite come due vamp!

– E l’hai visto il mio trucco? Vuoi sentire che pelle liscia che ho? Sono o non sono una ragazzina come te? Bionda, il rossetto sulle labbra’ Tu invece ti sei fatta da poco rossa.

– Ma dai, mamma, tu hai sempre voglia di scherzare. Vuoi una tazza di t&egrave?

– Sì, grazie’ Lo vedi? Mi sono messa le decolleté rosse, con i tacchi alti’ Stasera devo uscire e farò tardi’

– Tu sì che sai cosa piace agli uomini. Facevi così anche con papà, prima di lasciarlo, vero?

– Sì ‘ disse lei, con un tono di voce vellutata di cui forse soltanto lei era capace. ‘ Abbassa la voce, ti prego’

– L’ultima volta che ci siamo parlate mi hai accennato ai tuoi rapporti con lui, che, se ricordo bene, dovevano essere particolarmente appassionati’

– Sì, c’era una forte intesa di coppia fra noi. C’&egrave sempre stata, fin dal giorno in cui si siamo innamorati.

– Avete avuto dei rapporti prematrimoniali?

– Sì. E chi, al giorno d’oggi, non ne ha? Credo che in fondo siano una cosa normale, senza falsi moralismi. Io ho sempre creduto fossero una cosa giusta. Avevo diciotto anni, ero vergine’

– E dove avete fatto sesso? ‘ le chiesi, eccitata, stringendo sempre di più le mie gambe accavallate.

– La prima volta lo abbiamo fatto nel doposcuola, chiusi a chiave in una stanza. Un’amica ci ha coperti’ Io ero vergine, come ti ho detto, e quando ho sentito il suo pene che mi squarciava l’imene ho gridato forte’ Non mi aspettavo delle sensazioni così forti.

– Avete usato il preservativo?

– Sì’ Per lui non era la prima volta, aveva già avuto delle esperienze con delle prostitute. E mi ha fatta godere’ Ero completamente nuda, il sudore imperlava la mia pelle di giovinetta.

– E poi? Avete scopato ancora?

– Certamente, a casa sua, di pomeriggio. Io ho lasciato la scuola e ci siamo sposati, poi ti abbiamo concepita…

– E tu? Raggiungevi sempre l’orgasmo? Com’era la tua vita sessuale con lui?

– Ecco ‘ sussurrò lei, arrossendo e stringendo la mia mano con passione ‘ io sono una di quelle donne fortunate che raggiungono l’orgasmo facilmente. Sin da quando mi sentivo penetrata, cominciavo a gridare per il piacere’

– Dove lo facevate? Come? Non vorrei sembrarti invasiva, scusami’

– No, no, figurati. Lo facevamo per lo più dopo la doccia, o al mattino, appena svegli, ma soprattutto la sera prima di dormire. Del resto, poteva capitare in ogni momento della giornata.

– Ti spogliavi davanti a lui?

– Sì, lo facevo, e anzi mi vestivo in modo provocante.

– Me lo immagino’

– Nei primi giorni di vita matrimoniale, avevamo soltanto rapporti vaginali. Io mi lubrificavo molto, avevo la vagina stretta’ Per eccitarlo, mettevo sempre delle scarpe in vernice rossa, con i tacchi alti, che non mi toglievo per fare sesso con lui.

– Restavi nuda con quelle addosso?

– Sì. Ero così profumata, così attraente con quella fede tempestata di diamanti all’anulare della mano destra’

– E durante i preliminari, cosa facevate?

– Io mi divertivo a mordicchiare la spalla di tuo padre, e a sfiorargli i muscoli con le mie unghie rosse’ Lui ansimava, come me’ Eravamo così eccitati!

– E poi?

– Mi sbatteva nuda sul letto di nozze, me lo metteva dentro e io cominciavo a gemere e a lamentarmi subito, come una pazza.

– Quanto durava?

– Lui era un campione, uno di quei maschi che si trovano raramente nella vita. Sapeva mantenere l’erezione anche per due ore, senza mai venire’ Mi girava e rigirava sul letto, voleva sperimentassimo tutte le posizioni: da dietro, io sopra di lui, lui sopra di me, alla pecora’

– Facevate ballare il letto?

– Sì. Poi mi riempiva la vagina di sperma’

– Oh, mio padre! ‘ sospirai. ‘ Che uomo! Che muscoli che ha ancora! E quanto ce l’aveva lungo? Dimmi, quanto ce l’aveva lungo?

– Venticinque, cara.

– Ammazza! E poi? Quando avete cominciato ad avere rapporti anali?

– Presto, molto presto. Prima, però, cominciammo a sperimentare il sesso silenzioso’ Lo facevamo senza fiatare. Poi, passammo a delle emozioni più forti.

– Tu eri vergine di dietro?

– Sì, usammo un buon lubrificante. Ah, me lo ricordo come se fosse ieri! Ero in piedi davanti al letto, mi tenevo aggrappata con le mani al materasso, lui si era messo dietro di me, io gli dicevo di non farmi male, di non farmi male, ma lui’

– Lui?

– Lui spingeva come un camion, come un montone, come un maschio arrapato e feroce. Mi fece strillare’ Ah, quanto strillai quel giorno!

– E poi? Accadde di nuovo?

– Tuo padre mi aveva giurato che non sarebbe finita lì. E così fu’ Alla fine, il mio ano divenne tanto elastico e molle, da potermi penetrare con tutta tranquillità.

– Uh!’ Perbacco! Ma dimmi, mamma, tu e papà avete mai sperimentato un menage a tre?

– Sì, una volta, fu con un ragazzo’

– E’ stato a causa di quel ragazzo che poi tu e papà avete divorziato, non &egrave così?

– Sai, bambina mia, l’amore &egrave una cosa strana, a volte, ed &egrave difficile dire che cosa si provi veramente per qualcuno’ Gli eventi accadono, le passioni bruciano, ed il nostro cuore &egrave schiavo di essi’

– Sì, come gli uomini sono da sempre schiavi delle nostre belle gambe, dei nostri seni prorompenti, delle nostre minigonne e dei nostri tacchi a spillo.

– Dicono che cominciano a masturbarsi dall’infanzia, e da allora non smettono più. Basta che vedano una bella donna per’

– Caspita! E tu, ti masturbi durante il rapporto sessuale?

– Io no, cara, non ne ho avuto mai bisogno’ Qualche volta, però, ci ho provato, ed &egrave stato bello’

– Anche a me piacciono gli uomini, sai, mamma’ Però non raggiungo l’orgasmo così facilmente come te. E mi masturbo sempre quando scopo con mio marito’ Lo sai, mi sono sposata da poco’

– E li hai seguiti i miei consigli?

– Sì, tutti. Hai proprio ragione: &egrave così che si devono prendere gli uomini! Di solito, io mi metto sopra di lui, a gambe divaricate, con indosso le mie calze nere autoreggenti, solo quelle’ Le mie scarpe coi tacchi a spillo sono ai piedi del letto, accanto alle sue’ I due bravi bimbetti fanno la nanna!

– Sono le stesse scarpette nere con la fibbia ornata di brillanti che porti adesso?

– Sì.

– E ti masturbi sempre?

– Sì, anche da sola, quando lui non c’&egrave. Una, o due volte alla settimana, al massimo.

– Anch’io mi masturbo. Faccio scorrere piano le dita lungo le piccole labbra, fino a stuzzicare il clitoride’ Il mio, si inturgidisce e si arrossa subito.

– Anche il mio, &egrave come un grilletto’ se lo premi, esplodi. A volte, ficco un dito o due nella vagina, mentre guardo il ritratto del mio uomo.

– E’ bello, vero?

– Sì.

– Tu prendi la pillola anticoncezionale?

– Sì. Io e mio marito abbiamo deciso di non avere bambini, almeno per il momento. Per un po’ non se ne parla, e forse non ne parleremo mai. Uffa! I marmocchi mi danno tanta noia!

– Sei una brava bambina.

– Ma dimmi, mamma, dopo che hai divorziato da papà, hai avuto altre storie?

– Come sai, mi sono risposata quasi subito. Ho avuto due o tre storie da poco, prima delle seconde nozze.

– Anche quelle, poi, sono naufragate.

– Che vuoi farci? Ogni amore nasce, cresce e muore’ Dobbiamo vivere la passione come qualche cosa che oggi arde, e domani si spegnerà, come una strada che non sappiamo dove ci condurrà.

– Che belle mani che hai, mamma. E che belle spalle, che pelle morbida e bianca’ Che labbra rosse e dolci!

– Troppo buona!

– Sei mai stata lesbica?

– Oh, no’ mai.

– Io sì, invece. Non dovrei, ma ti voglio raccontare di qualche mia scappatella’ Povero il mio maritino! Come ci rimarrebbe se gli dicessi che l’ho tradito con una ragazza, oltre che con un altro uomo più giovane di lui di dieci anni!

– Tu l’hai sposato perché &egrave ricco, vero?

– Sì, anche per quello. E’ sempre al lavoro, mi trascura, uffa!

– E così, hai scopato con una donna.

– Sì, una bella ragazza di vent’anni, come me’ Ci siamo abbracciate, baciate, leccate’ Io ho leccato lei, lei ha leccato me. Abbiamo sospirato, lei però &egrave stata violenta e mi ha voluto penetrare con una delle sue scarpe col tacco a spillo.

– E ti ha posseduta?

– Sì, e mi ha anche dato un morso, proprio lì, sai’ sulla fica. Che emozioni! Le dicevo di mangiarmi, di mangiarmi’ E lei lo ha fatto.

– Vi siete masturbate?

– Sì, abbiamo fatto anche quello. E’ stato così dolce’ Poi ci siamo addormentate insieme, l’una tra le braccia dell’altra’ Lei aveva i capelli biondi, come i tuoi, e io li coprii di baci.

– Ma la vita non &egrave soltanto sesso, non trovi, figlia mia?

– No, &egrave anche amore dolce e affettuoso’ Come la brezza tiepida che ora fa volare i miei capelli, e rapisce i nostri pensieri.

– Ti piace essere corteggiata?

– Molto.

– E i fiori?

– Oh, io adoro i fiori. Adoro i petali profumati delle rose rosse, o regalare al vento i petali delle margherite, ripetendo ‘m’ama, non m’ama’.

– Te lo ricordi il primo bacio che hai dato?

– Sì, lui si chiamava Paride ‘ dissi, abbassando le ciglia, mentre nei miei occhi azzurri brillava il sogno. ‘ Veniva a prendermi tutti i giorni, di nascosto ai suoi genitori, che lo odiavano. Mi regalava le caldarroste e mi raccontava sempre di marinai e di viaggi in Oriente.

– E poi?

– Poi, quella volta’ Lui suonava bene il violino, mi aveva portato a casa dei suoi amici, avevano organizzato un quartetto, la musica, il valzer, il ballo’ oh! Il tocco delle mie labbra rosse sulle sue!

– Anch’io rammento di dolci baci, di un viaggio a Roma, in pieno inverno, non so bene con chi’ Era l’ora del tramonto, stavamo su di un ponte sul Tevere, i corvi volavano nel vento della sera, stringevo il mio uomo tra le mie braccia’ poi, quel bacio, sulle labbra. L’amore, l’inverno, il calore di un abbraccio’

– Fantasie’ sogni!

Sospirai. Poi dissi:

– Bene, s’&egrave fatto tardi, mamma. E’ ora che vada.

Così mi alzai, e con una civetteria tutta femminile deposi un appassionato bacio con lo schiocco sulla guancia di mia madre.

– Di che cosa mi racconterai la prossima volta? ‘ chiesi a mamma, chiudendo lo sportello della mia macchina sportiva, decappottabile.

– Oh, forse, di qualche scappatella improvvisa, di tradimenti dimenticati, di passioni e amori mai spenti ‘ rispose lei, con aria di mistero. ‘ L’amore non muore mai nel nostro cuore.

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