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Creature della notte: la bestia

Aveva una casa davvero enorme. Due piani e chissà quante stanze. La cosa che più la stupiva però era senz’altro il giardino. Giardino, parco era una parola più adatta, era enorme, pieno di alberi, sembrava una piccola foresta dentro le mura della sua villa. Addirittura mentre percorrevano la strada che dall’ingresso principale conduceva all’ingresso vero e proprio aveva visto dei daini, o dei cervi chissà, che poi erano fuggiti spaventati dai fari della macchina. Dei daini!

Comunque non era certo per la casa che l’aveva seguito fino a lì… No, era per ben altro… Lui l’aveva affascinata subito, quel suo portamento quasi regalo, quelle spalle enormi, quei capelli lunghi fino alla schiena e trattenuti da un nastro che stonava visibilmente col suo vestito, sì, ma come gli stava bene comunque… Forse la barba, non le piacevano gli uomini con la barba, pizzicava. Però quando l’aveva baciata lei quasi non si era accorta del fastidio: nooo, quell’uomo aveva un fascino, un magnetismo animale che lo faceva desiderare più di qualsiasi altra cosa…

La stanza era immersa nell’oscurità, unica fonte di luce la luna piena che filtrava dalla finestra attraverso le tende scure, forse blu. Ma il letto era grande e comodo.

Mmhm, cos’altro serviva dopotutto?

Cominciò a spogliarsi lentamente, ma quando si girò vide che il suo uomo era già completamente nudo e la fissava. Si sentì leggermente a disagio e cercò di buttarla sul ridere:

-Cos’é, vuoi togliermi il piacere della ricerca?

Lui rise mostrando tutti i denti, le venne più vicino e solo allora lei si accorse delle enormi dimensioni del suo membro:

-Ah ah ah! Non c’&egrave bisogno di cercare! Vieni qui, non ti toglierò nessun piacere, te ne darò solo tanto…

Lei rimase a fissarlo: aveva davvero un fisico incredibile, era muscolosissimo, una montagna! Era anche molto peloso… Aveva peli dappertutto e molto lunghi! Questo non era bello, ma allo stesso tempo il fascino che esercitava prima non ne venne minimamente intaccato. Per quanto riguarda il suo coso… Bh&egrave, era il più grosso che avesse mai visto! Lui si accorse del suo stupore:

-Che c’&egrave, non lo vuoi provare?

Disse afferrandolo con una mano.

Ehi, se tutto era in proporzione chissà quanto era bravo!

Non ci pensò due volte e si tolse gli ultimi vestiti che aveva ancora indosso, si gettò sul letto e si baciarono.

Era bravissimo, non aveva smesso un solo secondo di baciarla e leccarla su tutto il corpo, lei si sentiva sciogliere sotto quei colpi di lingua che avevano solo sfiorato velocemente il seno ed il pube. Sembrava volesse gustarsela, come si fa con un buon piatto… Mentre la baciava su di un polpaccio lei cominciò a toccarsi i capezzoli con l’indice ed il pollice, lui sembrò leggerle nel pensiero:

-Non preoccuparti, mi sono tenuto i piatti forti per ultimi…

Wow! Era incredibile quello che riusciva a fare con la bocca! E solo con la bocca… Finora non aveva fatto nient’altro eppure lei si sentiva… Sentiva… Sentiva di stare venendo…

I suoi capelli, li aveva sciolti, le facevano il solletico mentre lui continuava a muoversi da un punto all’altro del suo corpo. Non aveva mai goduto così tanto…

-Non penserai di divertirti solo tu?

La sua voce, scherzosa ma decisa, la fece svegliare dal vortice di sensazioni in cui sembrava caduta. Aprì gli occhi e lo vide sopra di lei, teneva il membro davanti al suo viso:

-E adesso fammi un bel lavoretto, ok?

Lei non se lo fece ripetere, quando le ricapitava l’occasione di provare un bastone del genere? Prese a leccarlo e succhiarlo, ma solo in punta… Era troppo grosso per tenerlo in bocca tutto! Andò avanti per parecchio mentre lui le spingeva la testa con forza.

D’un tratto le ordinò di smettere, lei ci rimase male: forse si era impegnata troppo e stava già per venire. Si sbagliava, e di grosso!

Lui la ribaltò sul letto e cominciò a penetrarla senza chiedere niente, era davvero grosso, lei lo sentiva tutto, anzi, si sentiva anche troppo piena, aveva paura di farsi male:

-Ti prego, fai più piano… Mi fai male!

Lui rise di nuovo:

-Fa male a tutte all’inizio! Ti abituerai!

Non accennava a diminuire il ritmo e la potenza, anzi certe volte si muoveva ancora più velocemente, lei cercò di muoversi in concomitanza con lui, ma non riusciva a seguirne il ritmo, era una macchina per il sesso!

Cominciava a fargli male ed a bruciare, lui se ne accorse: la prese e la spostò di lato mettendole una gamba sulla sua spalla, tuttavia continuava con quel ritmo che, se da un lato era imbattibile e la faceva impazzire, dall’altro era anche troppo forte per lei: non ci era abituata!

-Più piano! Mi stai facendo male!

-Tu hai già goduto prima! Zitta!

Le infilò un dito in bocca e lei prese succhiarlo:

-Questo riesci a succhiarlo, eh? E’ della tua misura, eh?

Non c’era verso di farlo smettere, però ora che si stava abituando a quell’andatura ed ai suoi modi rudi non era così male…

Lui la spostò ancora senza dir niente, stavolta lei era a pancia in giù e lui le stava sopra: accidenti da questa posizione si sentivano le spinte molto di più!

Poco dopo lo tirò fuori:

-Cosa c’&egrave? Non ti piace più?

Lei era quasi preoccupata di non sentire più quell’enorme membro dentro di s&egrave, lui sorrise:

-Che ne dici di un bel sessantanove?

Annuì, finalmente un po’ di sollievo e di saliva quasi rinfrescante!

Ma non era proprio così, lei sì ricominciò a succhiarglielo, ma lui invece si portò più indietro e cominciò a leccarle l’ano. Lei si stupì, soprattutto perch&egrave era bello:

-Ch-che fai?

-Mai provato? Mi sembra incredibile! Non preoccuparti…

Quel sessantanove indiavolato continuò per un po’, fino a quando lui non la spostò di forza e si mise dietro. Ancora? Ma che resistenza ha? Ormai era parecchio che continuavano e lui non sembrava minimamente provato!

-Da dietro mi piace, ma fai piano…

Lui fece una strana smorfia e poi cominciò a metterle un dito nel culo. Lei divenne tutta rossa:

-No, cosa fai?

-L’hai detto tu che ti piace dietro!

-No, non quel dietro, lì sono ancora vergine!

-Rimediamo subito…

Non si sarebbe arreso proprio adesso, anzi…

Le afferrò entrambe le braccia e le tenne ferme con una mano sola, mentre con l’altra cominciò ad infilare prima un dito, poi due, sempre più veloce…

Lei continuava a ribellarsi, ma non riusciva a muoversi! Faceva male, sì, però meno male di quello che credeva… Anzi, doveva ricredersi, era piuttosto piacevole… Sì, era proprio…

-Adesso penso tu sia pronta.

Oh no! Non vorrà sodomizzarla col suo arnese! Quel coso &egrave enorme! Oddio no!

Sentì la punta che si appoggiava e cercò di liberarsi nuovamente, senza successo. Lui cominciò ad entrare, faceva male, era dolorosissimo! Però… Sembrava più piccolo. Non poteva vederlo, ma avrebbe giurato che fosse molto più grosso prima! Ma faceva male comunque, cominciò ad urlare:

-Basta, mi fai male! Basta ti prego!

Tutto quello che sentiva in risposta però erano versi più adatti ad un animale che ad un uomo, quello era uno schifoso pervertito! Che male, domani lo avrebbe denunciato! Aaah! Ora sembrava diventare più grosso, non solo andava avanti e indietro, ma non faceva che aumentare, ora sì che era doloroso! L’avrebbe spaccata! Cercò nuovamente di liberarsi con la forza della disperazione, ma la stretta della sua mano ora sembrava ancora più forte, anzi, le stringeva i polsi tanto da farli sanguinare!

-Basta! Ti prego…

In mezzo alle lacrime lei cercò di voltarsi per guardarlo in faccia e rimase di sale: quell’uomo era… Era diventato una specie di bestia pelosa con la faccia da lupo! Era un… Lupo mannaro!

Lanciò un urlo di terrore con tutta la forza che aveva in corpo: di risposta la creatura la fissò coi suoi occhi scuri, fece quella che sembrava una risata e poi alzò il muso verso l’alto in un ululato da far rabbrividire…

La luna splendeva alta nel cielo, la notte era serena e i profumi degli alberi si mescolavano accompagnati da una leggera brezza. I daini cominciarono a scappare.

Era tornato il lupo.

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