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Ultimamente a causa di un nuovo progetto mi ritrovo ad uscire tardi dall’ufficio. Fortunatamente l’ufficio &egrave in pieno centro di Roma in una zona molto trafficata da turisti e anche uscendo molto dopo il classico orario d’ufficio la vita &egrave ancora in fermento, coppie o gruppi che passeggiano, che cenano o altro e questo allevia e distrae il ritorno verso casa.

L’ufficio si trova al quinto piano di un palazzo antico e si gode un panorama caratterizzato da tetti cupole dei palazzi intorno, di fronte, al di là della strada ci sono altri uffici e le finestre sono costituite da ampie vetrate con delle tende per fermare la luce del sole.

Superato il classico orario delle 18:00 gli uffici iniziano a svuotarsi e si ha l’impressione che scenda un velo di mistero che avvolge le stanze ed i corridoi.

Da qualche sera avevo notato che in un piano del palazzo di fronte solamente una stanza rimaneva la luce accesa a testimoniare, forse, la presenza di qualcuno che come il sottoscritto faceva tardi.

Questo aspetto mi incuriosiva e per divagarmi un momento mi era venuta voglia di scoprire chi era l’inquilino della stanza.
La mia scrivania sta proprio di fronte alla finestra e quindi posso controllare ogni movimento.

Ad un certo punto mi accorgo di un ombra ed ho quindi la conferma che nella stanza &egrave presente del movimento e la luce accesa non &egrave la dimenticanza di un impiegato.
Mi alzo dalla scrivania per sgranchirmi le gambe e mi avvicino alla finestra per verificare se c’&egrave tanto traffico e mi accorgo che dall’ufficio di fronte poco fuori dalla scrivania spuntano un paio di gambe con ai piedi delle scarpe da donna.
La mia attenzione viene calamitata da quelle gambe compostamente accavallate sotto la scrivania. Poco dopo mi accorgo che anche Lei si alza dalla sedia e si allontana dalla scrivania per avvicinarsi alla finestra, forse anche lei ha interesse a verificare l’intensità del traffico oppure a solo necessità di sgranchirsi, ho modo di notare meglio la figura ed il suo abbigliamento.
Ha i capelli castani lunghi, un completo giacca-gonna e una camicetta bianca, una serie di bracciali ad entrambi i polsi.
Nel guardare fuori dalla finestra ecco che ci accorgiamo entrambi della presenza e per solidarietà, forse, ci scambiamo un sorriso ed un cenno che traspira la delusione di trovarsi ancora in ufficio a quell’ora.

Qualche istante ancora davanti alla finestra e ritorniamo seduti alla scrivania, ci rendiamo conto che anche da quella posizione possiamo accorgersi della presenza di entrambi.
Dopo qualche minuto dalla stanza di Lei avverto il lampeggio della luce della scrivania, alzo gli occhi per vedere cosa stesse accadendo.
Appena la misteriosa dirimpettaia si accorge delle mia attenzione ferma il lampeggio lasciando la luce accesa.
In principio inizia a giocare con la penna, la porta alla bocca facendo finta di pensare, la batte leggermente sulle labbra e poi inizia a prenderla in bocca come si fa con i bastoncini di liquirizia. Gli occhi della donna si chiudono e il gioco con la penna prosegue portandola su e giu dentro la bocca. Si appoggia allo schienale della sedia, capisco che le gambe sono leggermente divaricate, posa una mano sulla camicetta in corrispondenza del seno e inizia un leggero massaggio. Poco dopo sposta la mano e la infila dentro attraverso il reggiseno ed il seno quasi fuoriesce tanto &egrave il godimento che sta provando.
Gli occhi della donna si aprono e incrociano il mio sguardo, rimaniamo fissi a guardarci non so bene per quanto tempo ma la la sua provocazione continua, come se si trovasse davanti ad una telecamera i suoi movimenti iniziano ad essere sfacciati ma molto sensuali.
Si alza e si mette seduta sulla scrivania, le gambe lunghe sono inguainate da calze nere velate ed un paio di sandali con il tacco concludono il suo abbigliamento. Accavalla le gambe, mi rendo conto che porta le calze con il reggicalze o delle auto-reggenti. Prende l’agenda e facendo finta di leggere la gonna si alza ulteriormente fino a scoprire tutta la coscia.

Ad un certo punto chiude l’agenda e la poggia lentamente sulla scrivania, gira la testa verso la finestra a cercarmi, gli sguardi si incrociano e poco dopo il buio. La luce della scrivania si &egrave spenta, capisco che sta uscendo dall’ufficio.
Veloce come non mai chiudo tutto anch’io, per questa sera il lavoro &egrave finito, spengo ed esco dall’ufficio. Scendo le scale, esco dal portone e di corsa attraverso la strada verso il portone dal quale uscirai.
Eccoti … mi ritornano in mente le scene appena vissuta attraverso la finestra, mi vieni incontro lentamente, una camminata morbida e fiera, lo sai di essere provocante e vuoi farmi godere questo momento.
Siamo vicini … hai ancora la camicetta slacciata e mi accorgo che non hai più il reggiseno, ci tocchiamo leggermente con le labbra, ti passo una mano attorno alla vita e ci baciamo con passione.

Amore &egrave stato bellissimo, sei provocatoriamente affascinante … adesso andiamo a casa che ci aspettano, ma la notte sarà lunga.

Autore Pubblicato il: 13 Aprile 2011Categorie: Racconti Erotici Etero0 Commenti

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