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Il Manico devono tenerlo le Donne!

Agosto’, senza condizionatore in casa per combattere il caldo rimane solo la finestra spalancata all’inverosimile, affacciandomi vedo che alcuni vicini sono usciti dalle loro case per sedersi su alcune panchine di un giardinetto con la speranza di agguantare un pochino di refrigerio serale. Anche io e mia moglie, invogliati da quella possibile prospettiva, decidiamo di scendere per aggiungerci ai speranzosi.
Scendendo le rampe delle scale incontriamo Massimo e Catia che chiudendo la porta del proprio appartamento, c’informano che stavano recandosi anche loro (con il nostro stesso desiderio di refrigerio) al giardinetto.
Camminando verso la nostra meta comune e parlando del caldo di quei giorni mi lascio scappare un’osservazione ironica:
— Massimo, tu per avere meno caldo potresti depilarti’se ti liberi di tutto quel pelo ti sembrerà di essere come dentro un frigorifero.–
Lui sorride orgoglioso della sua peluria, mentre la moglie Catia interviene sull’argomento:
— Seeeeeeeehh’.capirai’era meglio se gli prospettavi di regalarti 200 euro, sarebbe meno dispiaciuto. Guai a toccargli i capelli ed il pelo–
Catia e Massimo abitano nell’appartamento sotto il nostro (casetta di 3 piani per 6 condomini, con l’ingresso unico per 4, due singolarmente.), stabilitici dal giorno del loro matrimonio avvenuto 5 anni fa.
Una coppia simpatica, educata a tal punto che non mi sovviene nessun momento di cui avrei potuto lamentarmi.
Massimo è un bel ragazzo di 33 anni, circa 1,85 d’altezza con carnagione mediterranea (sembra abbronzato anche d’inverno), capelli e occhi scuri, muscoloso e peloso’molto macho!
Catia nell’estetica non è da meno a suo marito, 31 anni di gioventù su un corpo abbronzato di 1,70 d’altezza circa, capelli castano chiaro e occhi verdi, veste sempre con gusto cercando di seguire la moda.
Massimo non rimane indietro alla scherzosa frecciatina lanciata dalla moglie, rispondendo:
— Ognuno abbiamo le nostre fisse, se inizio io a parlare delle tue diete alimentari ci potrebbero scrivere un libro’–
Il dialogo scherzoso continua, io che difendo Massimo (per solidarietà maschile), mentre Catia è sostenuta da mia moglie, anche Lei sempre attenta alla sua linea.
Anche gli altri vicinati si uniscono al divertente dibattito con schieramenti ben delineati dal sesso (le donne che difendono le donne ed i maschi che difendono i maschi), venendone fuori le più fantasiose ed impensabili manie o fisse che fanno parte di tutti noi.
Il refrigerio sperato non arriva, ma in compenso facciamo un sacco di risate raccontando ed ascoltando le varie vicissitudine rivelate, fino a raggiungere le una di notte.
Appena m’accorgo dell’ora fatta esclamo in modo scherzoso verso mia moglie:
— Moglie!! Sono l’una’, andiamo a dormire’, è tardissimo ed oltretutto domani è il nostro turno nella pulizia delle scale condominiali. Anzi direi che tocca a me pulire le scale del condominio!!!–
La mia Consorte controbatte sorridendo:
— Ci mancherebbe che non le pulisci tu! Dovrai anche preparare il pranzo, io, il sabato mattino lavoro mentre tu sei a casa, è giusto che fai qualche cosa.–
Appena terminata la frase il gruppetto si anima nuovamente con alcune mogli (la minoranza), che fanno notare hai propri mariti il fatto che ‘Gli altri mariti aiutano a fare i lavori di casa’ trasformando l’atmosfera gioviale in una niente affatto scherzosa, poi con voce pesante interviene Massimo in difesa dei mariti accusati e mugugnanti, dicendo:
— Io non userò mai la scopa in casa. Il manico lo deve tenere le Donne!!! —
Appena terminata la frase prendo la palla al balzo per sdrammatizzare quell’atmosfera che stava diventando di piombo’ dicendo in modo scherzoso:
— Bè, mica ho detto che uso la scopa in casa’, la uso per pulire le scale condominiali..–
Alla mia frase, purtroppo, sorridono in pochi, e Massimo aggiunge altre parole dette sempre con tono pesante:
— Domani è il mio compleanno!! Io’, ho ordinato a mia moglie di farmi la torta alla crema e panna che le viene benissimo!!–
Quella frase aveva scacciato quell’aria pesante dai volti dei presenti che erano tornati a sorridere facendo gli auguri a Massimo. Solo Catia (la moglie), non sorride, quella frase ‘io ho ordinato a mia moglie’ evidenziata dalla tonalità della voce mentre veniva detta non le era andata giù, era proprio incazzata.
Appena passata l’ondata d’auguri io e mia moglie diamo la buona notte a tutti è torniamo nel nostro appartamento.
Il mattino successivo, alle 9 (poco dopo la partenza di mia moglie), con il sole che ha già fatto elevare la temperatura m’appresto ad affrontare la pulizia delle scale condominiali, indossando pantaloncini corti e maglietta per alleviare il caldo.
Inizio dall’ultimo piano fino in fondo con pulizia dei corrimani e vetri delle finestre sui pianerottoli, poi di nuovo dall’ultimo piano iniziando a spazzare le scale fino quando arrivo al ballatoio dove abitano Massimo e Catia, la porta del loro appartamento si apre.
Esce Catia con cui scambio alcune parole sulla calura che attanaglia anche questa giornata e sulla beatitudine dei due rimanenti condomini della nostra palazzina che sono in vacanza al mare. Aggiunge che Lei stava andando a fare la spesa in questo orario per evitare di farlo quando la temperatura sia ulteriormente aumentata, poi ci salutiamo ed io riprendo il lavoro di pulizia.
Alle 10,30 di mattino (anche in pantaloncini corti), grondo di sudore da tutto il corpo con l’unico sollievo nel pensare che mi sono rimaste da lavare solo una rampa di scale ed il corridoio dell’ingresso.
Dal portone della palazzina entra Catia, con due buste piene di merci acquistate, attraversa il corridoio d’ingresso fa una rampa di scale trovandosi nuovamente me davanti, grondante di sudore con in mano lo scopettone per passare lo straccio’ sinceramente direi che mi dispiace farmi vedere in questo modo!
Catia mi guarda sorridendo, poi dice che attenderà un’attimo prima di salire per non vanificare la mia super sudata’, posa le sue buste in terra, si appoggia sul davanzale della finestra e mi guarda nuovamente.., qualche istante e torna a chinarsi sulle buste della spesa estraendo una bottiglia di succo d’arancio ed una fila di bicchieri di plastica (usa e getta) appena acquistati ed appoggiando il tutto sul davanzale della finestra. Apre la bottiglia di succo versandone il contenuto in due bicchieri ed offrendomene gentilmente uno.
Le sorrido ringraziandola e notando che Lei non ha la minima gocciolina di sudore sul suo viso, non sembra neanche accaldata (nonostante la temperatura già elevatissima). Cazzolina, quanto mi scoccia farmi vedere in quello stato!
Lei mi guarda bere, ma i suoi occhi fissano con maggior intensità le gocce di sudore che mi scendono sul volto’ Si china nuovamente sulle buste della spesa e prende dei tovaglioli di carta per poi porgermeli.
Li accetto volentieri e mentre mi asciugo il sudore sul viso sento la sua mano nuda infilarsi sotto la maglia e scorrere sul mio torace bagnato di sudore.
Io la guardo, Lei estrae la mano bagnata e la porta sulla sua bocca iniziando a leccarne il palmo, continua a guardarmi mentre si siede sul primo gradino delle scale dove solleva la sua gonna bianca appoggiandola sul suo ventre per poi sfilarsi il perizoma color carne e rimanendo con la sua fica dal pelo corto di color castano chiaro in bellamostra’porta la sua mano sul bordo dei miei pantaloncini tirandomi verso di se.
Continuando a tenermi per i pantaloncini infila nuovamente la mano libera sotto la mia maglia e bagnando ancora il palmo della sua mano che poi trasferisce sul proprio sesso premendocela con forza, come a voler bagnare la sua fica con il mio sudore’
Affascinato, eccitato, meravigliato ed immobile, con ancora lo scopettone in mano, guardo quella mano muoversi su è giù coprendo e scoprendo quella morbida corta peluria castano chiaro.
Un piccolo movimento della mia gamba l’induce a smettere quell’automassaggio della mano per portare anche questa sui miei pantaloncini per abbassarli fino alle caviglie insieme a miei slip.
Rimanendo seduta su quello scalino, mi guarda con gli occhietti sorridenti come la sua bocca, mentre con entrambi le mani m’accarezza e stringe il cazzo dicendomi:
–Il manico lo deve tenere le Donne.–
Indugia ancora un attimo, poi abbassa la testa sull’uccello prendendolo delicatamente con due dita e avvolgendo la cappella con le labbra, ancora qualche istante prima d’iniziar a passare la lingua svariate volte intorno alla cappella arrossata, per poi ampliare la sua bocca ed abbassarsi ulteriormente sul cazzo lasciandolo penetrare una buona parte ed iniziando un lento movimento di sù e giù con la testa.
Poco dopo l’inizio di quella danza sposta la sua mano, che stava accarezzando le mie palle, nuovamente sulla sua fica lasciando che quelle dita affusolate inizino a muoversi con estrema languida lentezza, cercando abilmente i punti dove il piacere ha maggiore intensità.
Catia alternando le sue labbra alla sua mano non da tregua al mio sesso, neanche quando stringe le sue gambe sulla sua mano che continua ad accarezzare la fica.
Il respiro mi diventa affannoso, mi muovo leggermente e Catia stringe maggiormente la presa della sua mano sul mio muscolo facendomi capire chiaramente che non desidera che mi muova’
Le goccioline di sudore sembrano smettere di colare ed il calore del mio corpo sembra concentrarsi solo sul cazzo pulsante fra le sue mani e nella sua gola. Catia accelera i movimenti su entrambi i sessi, aggiungendo al mio piacere del sentire quello di vedere la sua mano entrare violenta e amorosa nelle sue carni. Sospiro smaniando al desiderio quasi incontenibile di sostituire quella mano con il cazzo che pulsa sempre più velocemente.
Lei sente che la mia eruzione e prossima, smette di masturbarsi e con la mano libera prende velocemente un bicchiere pulito e continuando a menare il cazzo fa schizzare la sborra dentro il bicchiere fino l’ultima goccia.
A gamba spalancate, con la fica grondante di umori che brillano sotto i raggi del sole provenienti dalla finestra del pianerottolo, mi guarda sorridente.
Mi sento egoista, non credo che Lei abbia raggiunto l’apice’ ricambio il sorriso, le accarezzo i capelli mentre Catia coccola ancora il mio cazzo, mi muovo leggermente guardandola in mezzo alle gambe, Catia capisce il mio intento di andare a raccogliere quel nettare gocciolante e repentinamente stringe le sue gambe, raccoglie il perizoma infilandolo nella busta della spesa, si mette in piedi lasciando che la gonna copra le sue intimità.
Con ancora lo scopettone in mano, rimango immobile e perplesso, Catia mi sorride poi si china prendendo entrambi le buste della spesa con una mano sola mentre con l’altra tiene il bicchiere con la sborra dentro.
Con miliardi di punti interrogativi che si agitano nel mio cervello la guardo mentre inizia a salire le scale e dire che le scale si sono oramai asciugate.
Sale ancora le scale, ed a metà della rampa si ferma, gira il suo visino sorridente verso di me per dirmi:
‘Quest’anno a mio marito sulla torta ci metto anche la panna!! La mangerò anch’io, per una volta non penserò alla dieta’.
Sorrido, le strizzo l’occhio e la guardo mentre il suo culetto coperto dalla gonna bianca gira l’angolo del suo pianerottolo.
Mezzo scombussolato termino di lavare le scale, rientro a casa per farmi una doccia rinfrescante rigenerante, accendo la radio che inizia a trasmettere una canzone di Fiorella Mannoia,
(‘Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate , / ma potrai trovarci ancora quì / nelle sere tempestose / portaci delle rose / nuove cose / e ti diremo ancora un altro “si”, / è difficile spiegare / certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui, / con le nostre notti bianche, / ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “si”. ”)
che non mi era mai sembrata tanto reale quanto quel giorno.
Sorrido è vado a farmi la doccia fresca con la speranza che mi aiuti a capire l’incompressibile meraviglioso universo chiamato Donna.

Se vi è piaciuto ne sono felice, se non vi è piaciuto, mi scuso per averti fatto perdere del tempo.

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