L’orario definito per il loro appuntamento serale è alle 20.15 di un giovedì sera di febbraio. Si incontrano in zona Prati a Roma. L’Avvocato arriva in auto, in anticipo e l’aspetta, da vero gentiluomo fuori dal veicolo. Lei arriva in metro e lo raggiunge a piedi. Due baci veloci, amichevoli sulle guance mentre si salutano. Salgono in auto e si avviano verso la destinazione: uno dei Ristoranti Stellati in centro a Roma. Ha prenotato e l’ha scelto lui. Mentre guida nel traffico serale, le chiede se può accendere una sigaretta e se ne vuole una. Lei acconsente, ma rifiuta la sigaretta. Lo guarda fumare. Il modo in cui tiene la sigaretta nella mano e la porta alla bocca la incuriosisce. I movimenti delle sue mani e le stesse, sin dal primo giorno, le piacciono assai. Istintivamente, prima che lui l’accendesse, gliel’avrebbe rubata e aprendo le gambe, se avesse avuto le calze autoreggenti, spostando il perizoma, l’avrebbe inserita, il quanto basta, nella sua fica per fargli sentire quanto fosse già bagnata, ma non si può fare, indossa dei collant e tra loro non c’è ancora questa confidenza. Ricaccia il pensiero, lui sta parcheggiando.
Entrano nel ristorante, dopo una breve passeggiata, uno a fianco all’altra.
Durante la cena la conversazione è piacevole, per certi versi divertente. Lei non riesce a distogliere lo sguardo dalle mani dell’Avvocato e dai suoi occhi penetranti. I sapori dei piatti prelibati la distraggono piacevolmente, il vino rosso toscano, la rilassa.
Dopo il dolce, lui prima chiede un caffè, poi ripensandoci lo rifiuta. Lei intuisce il perché.
Escono. Piove. Lei aspetta in piedi, riparata sotto l’atrio, fuori dal ristorante che lui arrivi con l’auto. Le chiede dove la deve riportare. Non conosce il suo indirizzo. Lei si vuole fidare, gli rivela la via e si dirigono verso casa di Madame Lapid. Lui la chiama così.
Nelle vicinanze, parcheggia sul passo carrabile di una scuola elementare, piove ancora e spegne l’auto.
Si guardano, nell’aria si respira desiderio. Sono le 23.00 passate.
Madame Lapid è sul sedile del passeggero, la gonna nera corta, lascia intravedere la parte alta delle cosce.
L’Avvocato ha il colletto della camicia bianca abbottonato, la cravatta azzurra leggermente allentata.
Lui le prende il viso tra le mani delicatamente, la vuole baciare, lei lo ferma e lo invita a togliersi gli occhiali. Li toglie anche lei. Poi le infila la lingua in bocca, piena, lenta. Quella di lei segue, i respiri si fanno più intensi.
Si toccano. Lui le infila una mano sotto la giacca, trova il seno e stringe il capezzolo tra pollice e indice. Lei eccitata allarga le gambe quel tanto che basta perché lui capisca l’invito. La mano libera dell’Avvocato scivola lungo l’interno coscia, sente il muscolo contrarsi, lo stringe. Lei fa lo stesso con la coscia di lui, ma poi gli prende la mano e sopra la sua, con il palmo la fa premere più forte, per indicargli la presa. Lui le chiede “Tira fuori la lingua”, lei lo segue, gliela prende in bocca, quasi succhiandola, il cazzo duro, la mano sul lato della coscia, quasi sul culo.
La bacia sull’orecchio, prende la mano di lei e se la porta sul cazzo. Inarca il bacino e glielo lascia sentire attraverso la stoffa dei pantaloni.
Restano così, avvinghiati, bocche incollate, mani che toccano, dita di entrambi succhiate dall’altra bocca, ma senza mai andare oltre: solo baci voraci, capezzoli tirati, clitoride sfregato attraverso collant e perizoma, cazzo compresso e pulsantissimo nei pantaloni.
Per un minuto buono non si muovono. Solo respiri intensi, vetri completamente appannati di sesso, il silenzio irreale della strada vuota.
Poi lei ride, gli dà un ultimo bacio lento e controllato e con un “Bene!” di commiato lo saluta, scende dall’auto e si dirige a passo svelto verso casa.
Sente le mutandine bagnate, il clitoride gonfio e varcata la soglia di casa, sola, si spoglia completamente, si sdraia sul letto e si masturba con la mano destra, pensando alle dita di quella mano che ha guardato tutta sera, con l’altra si tira forte il capezzolo. L’orgasmo arriva subito e la lascia con le dita fradice e con la voglia di rivederlo.



Complimenti, racconto stupendo. Capisco che è solo il prologo, ma già pone delle belle basi. Ho parecchie fantasie al riguardo,…
Buongiorno mi piace come si sta evolvendo il percorso è possibile avere la tua mail Buon pomeriggio
C'è un seguito?
Beh, la mia esperienza mi dice che è così, anche personalmente.
bello! eccitante