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– Che c’è, amore, ti vedo sconvolto.
– Ma no, niente di importante. E’ per una cosa che mi è accaduta tornando in metropolitana.
– E non vuoi dirmela? Strano.
– Non so come la considereresti, mi imbarazza, Ester.
– Allora devi dirmela, voglio sapere.
– Beh, la metropolitana era molto affollata, io stavo in piedi, tenevo la borsa in mano e c’era una ragazzo accanto ai me.
– Beh, allora?
– Sai, stava molto a contatto e sentivo il suo pene sul dorso della mano. Lui lo faceva apposta, pressava per farmelo sentire.
– Vabbè, Carlo, era la folla. Ti sei arrabbiato per questo?
– No, mi piaceva, volevo che lo facesse.
Il giorno dopo prese la metropolitana e si accorse di cercare con lo sguardo quel ragazzo. Rimase deluso dal non vederlo. Poi, nella folla, sentì di nuovo qualcosa sulla mano. Lo vide accanto a se ed ebbe la tentazione di spingersi con la mano della borsa verso di lui. Sentì il suo pene e sentì che lui si spingeva per farglielo sentire.
– Ma perché ti sconvolgi? La trasgressione è così, io non ci vedo niente di male. A volte sorgono desideri trasgressivi come ad esempio quando di baciano le donne.- disse la moglie – come succede tra me ed Erminia che ci baciamo in bocca. Lo facciamo per gioco, ma a me piace molto sentire la sua bocca ed il sapore della sua saliva. Una piccola trasgressione è quasi normale.
– Ma poi possono nascere desideri di andare oltre.
– Beh, i desideri non sono colpe se sono naturali. Volevi toccarlo?
Passarono alcuni giorni e Carlo incontrò quel ragazzo davanti alla vetrina di una libreria.
– Ci sono nuovi libri interessanti – disse il ragazzo
– Tu cosa leggi? – chiese lui
– Sto leggendo Jung, lo conosce?
– No, solo qualche accenno.
– E’ molto interessante. Lui dice che la omosessualità avviene per uno scambio di funzioni tra Animus ed Anima. Animus è l’immagine maschile presente nella donna ed Anima è l’immagine femminile presente nell’uomo. Dice che l’omosessualità deriva da una immaturità psicologica che può manifestarsi spontaneamente. Io penso che sia vero.
– Studi psicologia?
– Si. Ho da compilare una tesi su questo argomento, ma c’è qualcosa che non capisco. Se nell’uomo vi è una immagine femminile che può emergere nell’uomo, il quale assume nel rapporto sessuale una funzione femminile, nel caso del soggetto attivo dovrebbe esservi una sostituzione dell’oggetto del suo desiderio, di cui però Jung non parla.
– Sei molto colto e intelligente. Come ti chiami?
– Antonio. Lei si interessa di questi problemi?
– No, ma mi piacerebbe capire quello che hai spiegato.
– Beh, io credo che per capire bisognerebbe sperimentare.
– Forse è così, ma sarebbe una cosa un po’ imbarazzante. Vuoi un caffè?
Andarono al bar.
– Abiti in città?
– No, qui sto in pensione. Ma sa che la vita da studente fuori sede è piena di difficoltà.
– Sei un ragazzo un gamba. Te la caverai. Hai una ragazza?
– No. Sa, a me piacciono le donne mature, le ragazze sono noiose, piene di pretese e non danno niente. Vorrei conoscere una donna, ma è difficile conoscerla ed avere una relazione.
– ——————–
– Mi piacerebbe conoscerlo. Invitalo a cena qualche volta, se ti piace.
– Ester. tu capisci che potrebbe….
– Non respingere i tuoi desideri, è un errore che ti rende infelice. Vivi quello che stai desiderando, coraggio. Dai, portamelo a cena.
– Potrebbe piacere anche a te? A lui piacciono le donne mature.
Stavano nel letto, lei gli carezzava il cazzo dolcemente, lo voleva eccitato per parlargli della sua idea.
– Vedi, amore, tu stai maturando il desiderio di avere un rapporto con quel ragazzo. Non ci trovo niente di male se lo fate insieme a me. Sai cosa pensavo? E’ giovane, tu dici che è bello, sarebbe un amante giovane per tutti e due. Che male ci sarebbe a giocare un po’ con lui? Saresti geloso? Io accetterei che tu e lui abbiate dei rapporti, di guardarvi mentre lo fate; tu dovresti accettare anche un mio desiderio. Un’avventura di trasgressione: una complicità che ci farebbe amare di più. La complicità ha questo effetto nella coppia. Selo accetti saremo più felici insieme. Pensaci.
– Per me è difficile accettare che tu…..
– Amore, basta rompere il ghiaccio e sarà tutto naturale, verrà spontaneamente. Quando mi hai sposata sapevi che avevo un amante, ma questo non ci ha mai dato problemi. E poi a me piacerebbe da morire che tu mi vedessi mentre scopo con un altro. Pensaci, e pensa cosa può darti quel ragazzo.

Lo incontrò di pomeriggio in strada.
– Ho raccontato di te a mia moglie, Antonio; è curiosa di conoscerti. Domani è sabato e lei vorrebbe che venissi a cena da noi. Tu non la conosci ma aspetta, ho una foto.
– E’ bella davvero.
– Si, ed è molto sensuale. E’ entusiasta di avere un giovane ospite a cena.
Andarono al bar e si sedettero ad un tavolino appartato.
– A che punto sei con la tua tesi?
– Te l’ho detto, dovrei sperimentare.
Lui teneva la mano poggiata sul bordo della sedia di Antonio e con la punta delle dita toccava la sua coscia.
– Posso toccarti? – gli chiese – Qui non ci vedono.
– Se vuoi, si. Mi fa piacere se lo fai.
Sentì il cazzo del ragazzo sotto la stoffa dei pantaloni. Era emozionato. Sentiva il cazzo sotto le dita come qualcosa che aveva desiderato fare.
– Vorrai farlo anche da te, a casa tua? Davanti a tua moglie?
– Dipende solo date, Antonio. Per me è la prima volta che ho questa esperienza. Ma non temere, mia moglie è una donna intelligente, me lo lascerà fare.

La cena era davvero speciale. Sua moglie, quando vide Antonio ci rimase di stucco.
– Ma sei davvero un bel ragazzo, Antonio, Sono contenta di conoscerti.
Antonio la guardò ammirato, era il tipo di donna che era nei suoi desideri. Lei portava una maglietta aderente che aveva indossato senza reggiseno e che lasciava vedere i capezzoli che premevano sulla stoffa, e dei pantaloni elastici che facevano vedere le forme delle cosce e del culo. I capelli corti e biondicci le davano un viso molto attraente. Voleva farsela, ma c’era l’ostacolo del marito. Ma lui capì anche che fra loro vi era una complicità, che lei lo incoraggiava verso la omosessualità e lo aveva voluto conoscere. E capì anche che a lei era piaciuto, soprattutto quando accompagnandolo gli carezzò un capezzolo sopra la maglietta.
A tavola, a fine cena, Carlo, da sotto il tavolo, allungò la mano verso Antonio e lei si accorse di questo e disse:
– Dai Antonio, fallo contento.
Antonio capì che il loro gioco oramai si era rivelato, che non c’erano più inibizioni tra loro allora si aprì la patta a mise il cazzo fuori, che era già quasi duro, e Carlo cominciò ad accarezzarlo e masturbarlo dolcemente.
– Antonio – disse lei – alzati in piedi. Lo voglio vedere anch’io.
In quel modo il cazzo del ragazzo si trovava molto vicino al viso di Carlo.
– Coraggio, amore, apri la bocca – lo disse mentre spingeva la testa del marito verso il cazzo del ragazzo. – E’ così bello e duro, amore, prendilo in bocca, senti il suo sapore.
Ma il marito era imbarazzato ed allora lei disse:
– Guarda, ti faccio vedere io come devi fare.
Si sedette ed attirò se il ragazzo. Gli passava la lingua intorno alla corona del glande e poi succhiava forte, gli teneva in mano i testicoli e lo spingeva in gola accarezzandolo nella bocca con la lingua.
Poi le disse;
– Andiamo di là, staremo più comodi. – e li precedette nella stanza da letto.
Mentre andavano sussurrò al ragazzo:
– Voglio farlo anch’io con te. Fagli provare il cazzo e lui accetterà.
Antonio si sedette su una poltrona e lei disse al marito di inginocchiarsi e continuare con cazzo in bocca. Si mise vicina al ragazzo facendogli sentire i seni sulla spalla. Antonio allungò le mani per toccarli e lei si sollevò la maglietta mettendosi a seni nudi. Ma l’intensità con cui suo marito succhiava portò il ragazzo all’orgasmo.

Quando Antonio se ne andò lei chiese al marito:
– Contento adesso, amore? Sai che era bello vederti mentre gli facevi il pompino? Mi sono eccitata, avrei scopato con tutti e due se fosse rimasto.
– Lo hai eccitato coi tuoi seni nudi. Ma a me è piaciuto che tu l’abbia fatto, mi piaceva vederti. Forse hai ragione, sono emozioni forti vedere la mia donna che scopa con un altro. Vorresti farlo?
– E tu vorresti vedermi mentre quel ragazzo che mi sbatte? Ti piace pensarci? Amore, devi fare di più con lui, devi farti penetrare. Ma devo portarcelo io a fartelo.
(continua)

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