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Racconti Erotici Etero

mia madre

By 11 Giugno 2024No Comments

I fatti risalgono al 1977, dove io ero prossimo a compire i “famosi” 18 anni. Mia madre di anni ne aveva 43, è stata sempre un gran bella donna , un bel viso con una dentatura perfetta, gambe lunghe e seni forti. Ricordo che da piccolo quando la accompagnavo per la città, molti uomini si giravano ad ammirare le suo forme sinuose e spesso la fissavano. Questo, secondo me, da un lato la infastidiva, ma da un altro lato le faceva apprezzare la sua femminilità, io -invece – ero profondamente geloso e infastidito di queste occhiate e ammiccamenti. Eravamo nei primi anni del ‘ 70 e – soprattutto – in una città del sud le donne erano pudiche e non si offrivano ai complimenti degli estranei. Mia madre era affettuosa anche se molto egoista e purtroppo o fortunatamente io avevo il suo stesso carattere forte, determinato, dominatore. Si, mia madre era una dominatrice e mio padre – gran brava persona – ne era vittima, anche perchè mia madre era una donna spiccatamente intelligente e dotata anche di maggiore cultura rispetto al marito. Fu un’infanzia felice, vissuta in una famiglia felice. Ma quando iniziai a diventare grande iniziai a rendermi conto dell’insoddisfazione di mia madre, la quale si era sempre dedicata ai figli, ma questo ruolo – si capiva – le rappresentava un po troppo stretto. Sessualmente – quasi sicuramente – le sue insoddisfazioni si manifestarono a causa delle condizioni di salute di mio padre. Io intanto ero cresciuto, ma il rapporto emotivo-confidenziale con mia madre non si era mai interrotto, anche se qualche volta sollecitava mio padre a riprendermi per qualche giornaletto porno lasciato in giro, però nulla obiettava per le mie copiose erezioni mattutine, soprattutto nel periodo estivo. Un giorno – cosa insolita – ci trovammo da soli nella camera da letto dei mie genitori, circostanza molto rara. Eravamo distesi nel letto matrimoniale sotto le lenzuola e lei – stranamente – era a caccia di confidenze sulle mie amicizie femminili e un pò mi provocava. Ad un certo punto mi ritrovo – nella leggerezza del momento che si era venuto a creare – sotto le lenzuola, mia madre in camicia da notte, si allarga la sue lunghe gambe e mette in evidenza le sue mutande da cui fuoriuscivano getti di pelli arriciati da tutte le parti. Fu un momento drammatico della mia giovane esistenza : cosa fare in quel momento di imbarazzo, misto a vergogna ? Potevo osare ? E quali sarebbero state le conseguenze ? Fui preso da una vampata di calore e agii d’stinto, quasi fossi un automa. Introdussi la mia testa piena di capelli tra le sue gambe, spostai le comode mutande che indossava e inizia a succhiarle il clitoride un paio di minuti , mia madre si contorceva dal desiderio quasi si lamentava. Ad un tratto mi allontanò bruscamente la testa ed io pensai : è la fine e mi attendevo dei sonori schiaffoni seguiti dai suoi insulti offensivi. Si alzò di scatto dal letto, si diresse versa la porta : io pensai è finita, invece chiuse a chiave la porta, si avvicino alla finestra ed abbassò la serranda. Nell’oscurità si tolse la camicia da notte e le mutande e riprese il suo posto. A questo punto entra in scena il toro furioso che ero io e che a 18 anni che si ritrova a dominare a letto la propria madre. Fu oltre un’ ora di lotta, da una lato la mia giovane virilità, unita alla forza fisica e dall’altro il desiderio e l’esperienza di una donna matura. La baciai e leccai in tutti i punti possibili, la penetrai – con lei che gemeva – in ogni buco che quel giorno mi fu concesso . Mi rimpossesserai dopo dopo lungo distacco dei suoi seni grossi, rotondi e con due capezzoli che anticamente mi avevano dato la vita attraverso il suo latte e che quel giorno ricambiai con devozione. Dopo che avevamo fatto di tutto e la avevo amorevolmente appagata, mi volli spingere oltre, anche per capire se sapevo e potevo osare. Dopo almeno tre eiaculazioni, presi il mio cazzo e glielo offrì alle sue labbra , lei che forse non aveva mai avuto questo tipo di approccio, si mostrò maldisposta. Ma bastò la mia determinazione a farle cambiare idea, iniziò a slinguarmi la cappella e succhiare a più non posso, circostanza naturale che in breve tempo provocò un ‘orgasmo che mi fece eiaculare dentro la sua magnifica bocca. Non si perse nulla di quel nettare vischioso, lo ospitò tutto e alla fine mi disse: sei un porco. Non sono stato un porco, sono stato un figlio innamorato che aveva saputo osare e che da quel giorno e per altri 2 anni, ogni tanto insieme alla propria madre si ritagliava spazi di intimità e che ancora oggi è riconoscente

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